29 luglio
Santa Marta di Betania
Sorella di Maria e Lazzaro
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il contesto e i luoghi della vita
Le vicende di Santa Marta si radicano nel villaggio di Betania, situato a circa due o tre chilometri da Gerusalemme. Questo luogo è storicamente noto perché Gesù vi passò più volte durante la sua vita pubblica, trovando accoglienza e riposo. Betania era precisamente il villaggio in cui vivevano Lazzaro, Maria e Marta, tre figure che oggi la Chiesa commemora insieme. Il nome arabo della località è al-Azariya, oppure El-Azariyeh, che significa proprio il luogo di Lazzaro. La memoria di Marta è inserita nel Calendario Romano Generale come memoria liturgica obbligatoria in tutti i luoghi della cristianità in cui è diffuso il rito romano, fissata stabilmente al ventinove luglio come data tradizionale per il suo culto liturgico. In precedenza, Lazzaro era commemorato il diciassette dicembre, ma con l'edizione del Martirologio Romano dell'anno duemiluno la sua memoria è stata spostata al ventinove luglio, giorno in cui è stato riunito anche il ricordo di Maria di Betania. Quest'ultima è stata a lungo identificata con Maria Maddalena e con la peccatrice penitente. Oggi a Betania si possono visitare il sepolcro di Lazzaro e un santuario costruito sui resti di antiche strutture bizantine e crociate. Si ritiene che la casa di Santa Marta si trovasse probabilmente proprio nel luogo dove sorge l'attuale santuario, la cui chiesa a pianta a croce greca è finemente decorata con mosaici che raffigurano i celebri episodi evangelici che videro protagonisti Marta, Maria e Lazzaro. Il Martirologio ricorda santa Marta proprio a Betania vicino a Gerusalemme per aver accolto Gesù nella sua casa e per la sua luminosa professione di fede.
L'accoglienza e l'insegnamento del Maestro
I Vangeli offrono diverse notizie storiche e spirituali su Santa Marta di Betania, tratteggiandola come una donna solerte, meticolosa e sollecita nell'andare incontro al Maestro. Ella è sicuramente fra le prime donne a credere in Gesù e ospita ripetutamente il Signore nella sua casa durante la predicazione nella regione della Giudea. Il racconto del Vangelo di Luca offre molti dettagli sulla quotidianità di Marta, la quale viene descritta tutta presa dai molti servizi e distolta dalle faccende domestiche durante una visita di Gesù. Nel frattempo, sua sorella Maria sedeva ai piedi del Signore ad ascoltare la sua parola, venendo descritta come il modello delle contemplative. Travolta dalle fatiche del suo apostolato domestico, Marta rivolse a Gesù una rimostranza, lamentandosi del fatto che la sorella l'avesse lasciata sola a servire e chiedendo al Maestro di dire a Maria di aiutarla. La risposta di Gesù non si fece attendere e conteneva un insegnamento profondo: il Maestro riprese amorevolmente Marta per farle capire che si affanna e si agisce per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno, e Maria si è scelta la parte migliore che non le sarà tolta. Questo rimprovero non svalutava l'impegno di Marta, ma costituiva un monito sull'importanza del nutrimento dello spirito e dell'ascolto della Parola di Dio, evidenziando che la laboriosità rischia talvolta di far trascurare la vita interiore. Sant'Agostino, commentando l'episodio, ha scritto che Marta non aveva scelto il male e che Maria aveva scelto meglio, sottolineando inoltre che le due sorelle erano tali nella natura e nella religione, onorando e servendo Dio in perfetta armonia. Lo stesso padre della Chiesa ha descritto l'accoglienza di Marta verso il Signore paragonandola a quella riservata ai pellegrini, ai poveri e ai sofferenti. La Chiesa riconosce quindi Marta come modello di operosità per la sua amorevole dedizione nell'offrire ristoro all'ospite, mentre Marta e Maria sono considerate rispettivamente l'esempio dell'azione e della contemplazione, della vita attiva e della vita di preghiera.
La testimonianza di fede e la cena a Betania
Un secondo momento fondamentale nella vita di Santa Marta si colloca in occasione della drammatica morte del fratello Lazzaro. Quando Gesù giunse a Betania, erano già trascorsi quattro giorni dal decesso di Lazzaro. Non appena udì l'arrivo del Maestro, Marta non esitò un istante e gli andò incontro rischiando la vita, mentre Maria rimase inizialmente seduta in casa. Con una fiducia illimitata nell'impossibile e un credo totale in Dio, Marta disse a Gesù che se fosse stato presente suo fratello non sarebbe morto, esprimendo al contempo la certezza che qualunque cosa Egli avesse chiesto a Dio, il Padre gliela avrebbe concessa. Di fronte alla promessa di Gesù che suo fratello sarebbe risorto, Marta rispose di sapere che Lazzaro sarebbe risorto nella risurrezione dell'ultimo giorno. Allora Gesù proclamò solennemente di essere la risurrezione e la vita, aggiungendo che chi crede in lui non morirà in eterno, e chiese direttamente a Marta se credesse a questa promessa. La risposta di Marta fu una straordinaria professione di fede: ella disse di credere fermamente che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, colui che deve venire nel mondo. Questa risposta condensa mirabilmente l'essenza del cristianesimo e la fede di ogni credente. Un terzo episodio evangelico si colloca successivamente, dopo la risurrezione di Lazzaro, quando Gesù fu ospitato a cena a Betania pochi giorni prima della sua Passione e della sua sepoltura. Durante questa cena, Marta era nuovamente intenta a servire i commensali con la sua consueta dedizione, mentre Maria cospargeva i piedi del Signore di prezioso olio di nardo e li asciugava con i suoi capelli. Marta custodì sempre nel suo cuore le parole del Maestro, mentre la tradizione narra che, dopo le prime persecuzioni cristiane, Marta, sua sorella Maria, Lazzaro e altri discepoli lasciarono la loro terra d'origine. Tale gruppo di discepoli raggiunse Saintes-Maries-de-la-Mer in Provenza, portando con sé il prezioso seme del credo cristiano. Secoli dopo, i francescani celebrarono Santa Marta il ventinove luglio milleduecentosessantadue, esattamente otto giorni dopo la festa di Santa Maria Maddalena.
La vita e la testimonianza
Nel silenzio operoso della casa di Betania, non lontana da Gerusalemme, Marta accoglieva Gesù con la premura tipica di chi ama servire. In una di queste occasioni, vedendosi sola nel disbrigo delle faccende domestiche, si rivolse direttamente a Gesù chiedendo che la sorella Maria la aiutasse nei servizi. Questo gesto, così umano e quotidiano, rivela la familiarità e la confidenza che legavano questa famiglia al Salvatore. Successivamente, ritroviamo Marta intenta a servire i commensali durante una cena solenne a Betania, un servizio silenzioso che esprimeva la sua profonda gratitudine.
Il momento più alto della sua testimonianza si compie tuttavia nel dolore. Alla morte del fratello Lazzaro, Marta non esita ad andare incontro a Gesù che si stava avvicinando. In quel dialogo serrato e colmo di speranza, ella professa la sua fede incrollabile nel potere del Cristo, prima ancora che si compia il miracolo della risurrezione. Secondo la tradizione, dopo questi eventi legati alla vita terrena del Signore, Marta lasciò la Giudea per raggiungere la Provenza, sbarcando a Saintes-Maries-de-la-Mer, dove si dedicò alla diffusione del cristianesimo.
Il culto e la memoria
La memoria liturgica di Santa Marta ricorre il 29 luglio. Di recente, la Chiesa ha voluto unire in questa stessa celebrazione anche i suoi fratelli, i santi Lazzaro e Maria, per esaltare il valore della comunione familiare e dell'amicizia vissuta nel nome del Signore. Il ricordo di questa santa continua a ispirare i fedeli a vivere l'ospitalità come un ministero sacro, un modo per accogliere Cristo stesso nei fratelli che bussano alla nostra porta.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Marta di Betania?
La memoria liturgica obbligatoria di Santa Marta si celebra il ventinove luglio, data tradizionale in cui la Chiesa ricorda anche i suoi fratelli Lazzaro e Maria.
Di cosa è patrono Santa Marta di Betania?
I fatti forniti non menzionano specifici patronati di Santa Marta.
Memoria di santa Marta, che a Betania vicino a Gerusalemme accolse nella sua casa il Signore Gesù e, alla morte del fratello, professò: «Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». — Martirologio Romano