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12 luglio

Santa Veronica

Pia donna

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini evangeliche e le testimonianze storiche

Il nome della Veronica compare per la prima volta nei testi dei Vangeli apocrifi, precisamente negli Atti di Pilato al capitolo 7, dove fa riferimento alla donna emorroissa chiamata Bernike in greco e Veronica in latino. La narrazione biblica ed apocrifa ricorda che la donna, sofferente e stretta nella folla, implorò Gesù per la sua guarigione durante il suo passaggio. Riuscita a toccare il lembo del mantello di Gesù, la donna guarì all'istante da ogni male. Gesù chiese subito chi lo avesse toccato, e gli apostoli risposero che era la folla a stringerlo da ogni parte. Dinanzi all'insistenza del Maestro, che sentì una forza uscire da lui, l'emorroissa si fece avanti, si gettò ai piedi di Gesù e dichiarò davanti a tutti il motivo del contatto e il beneficio ricevuto. Gesù rispose alla donna dicendo che la sua fede l'aveva salvata e di andare in pace, come viene riportato nel Vangelo di Luca al capitolo 8, nei versetti dal 43 al 48. La tradizione antica ha cercato a lungo di unire questa figura evangelica con la successiva devozione, sebbene taluni considerino l'emorroissa e la Veronica la stessa donna, sebbene non vi siano certezze nei documenti più o meno apocrifi. Il celebre storico Eusebio, vissuto tra il 265 e il 340, racconta nella sua Historia ecclesiastica al libro VII, capitolo 18, che a Cesarea di Filippo si trovava la casa della miracolata emorroissa Bernike. La donna era ritenuta originaria di Edessa in Siria. Davanti alla porta della casa di Bernike si ergeva una statua in bronzo raffigurante una donna piegata su un ginocchio con le mani tese in atto d'implorazione. Davanti alla statua della donna vi era quella di un uomo in piedi, avvolto in un mantello, che tendeva la mano verso di lei, e si diceva che la statua dell'uomo rappresentasse proprio Gesù. Ai piedi della statua dell'uomo cresceva una pianta sconosciuta che arrivava fino al mantello ed era ritenuta un rimedio efficace per ogni tipo d'infermità. Eusebio conclude affermando che il gruppo bronzeo era esistente al tempo del suo soggiorno in quella città. L'autore Sozomeno riferisce che il monumento eretto in onore del Redentore a Cesarea di Filippo fu abbattuto durante la persecuzione di Giuliano l'Apostata, vissuto tra il 331 e il 363. La tradizione della donna che asciuga il volto di Gesù con un telo ha dato in seguito origine al nome Veronica, inteso come vera icona.

Il viaggio della reliquia e lo sviluppo del culto

Dal secolo XV in poi, in Occidente si sviluppa con forza la devozione verso la Veronica come parte delle pie donne. Secondo la tradizione occidentale, la Veronica asciuga il volto di Gesù con un panno o sudario durante la salita al Calvario con la croce. Il Volto di Gesù rimane impresso sul panno, creando varianti rispetto alla più antica immagine dell'emorroissa raffigurata nella statua di Paneas a Cesarea di Filippo. La tradizione del telo ha avuto grande diffusione, oscurando quasi del tutto il primitivo episodio dell'emorroissa. La donna si sarebbe in seguito recata a Roma portando con sé la sacra reliquia. Testi apocrifi come la Vindicta Salvatoris narrano che il funzionario romano Volusiano sequestrò con la violenza il telo alla donna per portarlo a Tiberio, e Tiberio guarì dalla lebbra non appena vide il telo. La Veronica abbandonò ogni cosa in Palestina per seguire il telo a Roma. Una volta riavutolo, la Veronica tenne il telo con sé e lo consegnò a papa san Clemente prima di morire. Nei secoli successivi la Veronica ebbe un culto a fasi alterne. La figura della Veronica non figura negli antichi Martirologi né in quelli Medioevali, sebbene sia citata al 4 febbraio in qualche secondario martirologio. Il lungo itinerario iconografico del Santo Sudario come primo ed unico ritratto del Volto Santo ha avuto il suo culmine con la grande statua della Veronica. La statua di San Pietro è opera dello scultore Francesco Mocchi del secolo XVII ed è posta nella Basilica di San Pietro in Vaticano, centro della cristianità. Dal secolo XIII si venerava a San Pietro a Roma un'immagine del volto di Cristo detta velo della Veronica. Il velo della Veronica è citato da Dante nel Paradiso al canto XXXI, verso 104. Gli studiosi hanno identificato per lo più il velo della Veronica con l'icona tardo bizantina attualmente conservata a San Pietro. A queste devozioni è connessa l'origine del culto del Volto Santo. La Veronica è stata inoltre rappresentata in moltissime opere scultoree e pittoriche che ne prolungano l'immagine fino ai nostri giorni, ed è inserita tra i personaggi della pia pratica della Via Crucis alla sesta stazione.

La tradizione in Francia e il patrocinio

Santa Veronica ha un particolare e radicato culto in Francia. In terra francese la Veronica è considerata colei che, dopo la morte del Salvatore, andò sposa a Zaccheo e si recò ad evangelizzare le Gallie. La tradizione attesta che Santa Veronica sarebbe morta nell'eremitaggio di Soulac. Nel corso dei secoli, la santa è conosciuta anche con il nome di santa Venice o Venisse. Per la sua protezione e per i legami con la tradizione tessile e popolare, Santa Veronica è patrona in Francia dei mercanti di lino e delle lavandaie.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Veronica?

Santa Veronica è citata in qualche secondario martirologio alla data del 4 febbraio, mentre la ricorrenza si celebra il 12 luglio.

Di cosa è patrono Santa Veronica?

Santa Veronica è patrona in Francia dei mercanti di lino e delle lavandaie.