28 giugno
Santa Vincenza Gerosa
Vergine
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la giovinezza a Lovere
Caterina Gerosa nacque il ventinove ottobre millesettecentottantaquattro a Lovere, terra bergamasca che all'epoca era soggetta alla Repubblica di Venezia. La sua famiglia apparteneva a una casata benestante grazie a un'impresa commerciale e la bambina fu battezzata con il nome di Caterina. Nel corso della sua giovinezza iniziò a studiare presso le Benedettine di Gandino, in Val Seriana. Purtroppo gravi problemi di salute le impedirono di continuare gli studi e la costrinsero a fare ritorno nella sua città natale di Lovere. Qui iniziò a lavorare nel negozio di famiglia per dare il proprio contributo alla gestione domestica e mercantile. Negli stessi anni la vita civile conobbe profondi mutamenti, poiché Lovere passò dal dominio veneziano a quello francese nella Repubblica Cisalpina e successivamente all'Impero degli Asburgo. A causa di questo clima storico e politico, l'azienda di famiglia entrò in crisi a causa del dominio napoleonico, mutando radicalmente la condizione economica del casato.
L'incontro con Bartolomea Capitanio e le prime opere
Nonostante le difficoltà materiali, Caterina intensificò il proprio impegno spirituale e sociale dedicandosi all'insegnamento gratuito per le ragazze povere di Lovere. Svolse inoltre preziose attività di assistenza e di formazione religiosa, sempre incoraggiata da due successivi parroci che riconobbero in lei una spiccata dedizione al prossimo. Nel milleserecentoventiquattro la sua esistenza incrociò una svolta decisiva quando fece amicizia con la diciassettenne maestrina Bartolomea Capitanio, originaria anch'essa di Lovere. L'incontro provvidenziale con Bartolomea spinse Caterina a progettare e realizzare un ospedale per la cura dei sofferenti. Le due donne riuscirono a inaugurare l'ospedale un paio d'anni dopo il loro primo incontro. La realizzazione di questa importante opera di carità fu resa possibile soprattutto dai beni ereditari del casato dei Gerosa, generosamente messi a disposizione da Caterina per alleviare le sofferenze dei malati. Bartolomea Capitanio concepì nel frattempo il disegno di fondare un istituto religioso finalizzato all'assistenza ai malati, all'istruzione gratuita alle ragazze, al funzionamento degli orfanotrofi e alla cura e formazione della gioventù.
La nascita dell'istituto e la prova della solitudine
Nel novembre del milleserecentotrentasette nacque ufficialmente l'istituto fondato da Caterina Gerosa e Bartolomea Capitanio. La gioia della fondazione fu tuttavia segnata da un grande dolore, poiché Bartolomea Capitanio morì il ventisei luglio milleserecentotrentatré all'età di soli ventisei anni. Caterina Gerosa si ritrovò così completamente sola, poco istruita, e si sentiva quasi vecchia, provando il desiderio di lasciare tutto ma decidendo infine, con eroica determinazione, di rimanere al suo posto. Subito dopo accolse le prime giovani nella neonata comunità religiosa. Per sette anni la piccola comunità seguì la regola delle suore di santa Maria Antida Thouret. Nel milleserecentoquaranta arrivò finalmente il riconoscimento pontificio per le Suore di Maria Bambina. L'istituto prese così vita canonicamente con le regole scritte dalla compianta Bartolomea Capitanio. Caterina Gerosa assunse la guida della comunità e prese i voti religiosi assumendo il nome di suor Vincenza.
La guida della congregazione e la difesa dell'autonomia
Nel milleserecentoquarantadue, nonostante il numero esiguo di suore presenti nella casa madre, la congregazione fu chiamata a svolgere la sua missione a Milano. Durante questo cammino di espansione, l'arcivescovo cardinale Gaysruk tentò di trasformare l'istituto in un'istituzione di carattere diocesano, sottraendolo alla sua fisionomia originaria. Con coraggio e fermezza, suor Vincenza resistette alle richieste del cardinale Gaysruk, difendendo con decisione l'autonomia e la sede originaria di Lovere. Al momento della morte di suor Vincenza, avvenuta il venti giugno milleserecentoquarantasette a Lovere, le suore erano già centosettantuna. La sua opera continuò a fiorire nei decenni successivi, tanto che all'inizio del terzo millennio le religiose risultavano essere circa cinquemiladuecento, diffuse in tutto il mondo per testimoniare la carità evangelica.
Il cammino di una vita
La storia di Santa Vincenza Gerosa affonda le radici nella laboriosa terra di Lovere, dove nacque nel 1784. Fin dalla giovinezza, il suo animo fu orientato verso una profonda ricerca spirituale, che ebbe modo di coltivare studiando presso le monache Benedettine di Gandino. Questa esperienza formativa gettò le basi per quella che sarebbe divenuta una missione di vita dedicata interamente alla carità. Il compimento della sua vocazione avvenne nel momento in cui, accogliendo la chiamata del Signore, prese i voti e assunse il nome di suor Vincenza.
Il suo impegno si intrecciò indissolubilmente con quello di Bartolomea Capitanio, con la quale condivise il desiderio ardente di rispondere alle sofferenze del tempo. Insieme, le due donne inaugurarono un ospedale a Lovere, offrendo rifugio e cure a chi era nel bisogno. Questa iniziativa fu solo l'inizio di un percorso più ampio che portò, nel 1837, alla fondazione ufficiale dell'istituto delle Suore di Carità. La dedizione di suor Vincenza non si limitò all'ambito locale, ma seppe guardare oltre, ottenendo nel 1840 il fondamentale riconoscimento pontificio dell'istituto. La sua attività si estese tra Lovere, Gandino e Milano, tessendo una rete di assistenza che testimoniava la forza di una fede vissuta nell'azione. Fino alla sua morte, avvenuta a Lovere nel 1847, Santa Vincenza Gerosa mantenne lo sguardo fisso sulla missione intrapresa, guidata da un amore instancabile per il prossimo e da una totale adesione alla volontà divina. La sua santità, riconosciuta ufficialmente da Papa Pio Dodicesimo nel 1950, continua a ispirare coloro che scelgono di porsi al servizio della carità, ricordandoci che la vera grandezza risiede nel donare se stessi con umiltà e perseveranza.
Il ricordo e il culto
Il culto di Santa Vincenza Gerosa è profondamente radicato nel cuore della Chiesa, che ne celebra la memoria liturgica il giorno ventotto giugno. Tale ricorrenza rappresenta un momento di riflessione sulla sua straordinaria capacità di tradurre il Vangelo in opere concrete di misericordia. Per la Congregazione delle Suore di Carità di Maria Bambina, di cui è fondatrice, e per le diocesi di Brescia, Bergamo e Milano, la festa viene celebrata il diciotto maggio, sottolineando il legame particolare che la santa mantiene con questi territori dove il suo operato ha lasciato un segno indelebile.
La figura di Santa Vincenza Gerosa è invocata con particolare devozione dalle Suore di Carità di Maria Bambina, che la riconoscono come madre spirituale e guida nel loro apostolato. La sua canonizzazione, avvenuta nel 1950, ha consacrato il suo esempio non solo come modello di vita religiosa, ma come faro di speranza per tutti coloro che operano nel campo dell'assistenza e della cura dei sofferenti. Celebrare la sua memoria significa rinnovare l'impegno verso i più fragili, mantenendo viva la fiamma di quella carità che ella ha testimoniato con la propria esistenza, offrendo conforto e dignità a chiunque ne avesse necessità.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Vincenza Gerosa?
La festa liturgica si celebra il ventotto giugno e il diciotto maggio per la Congregazione e le diocesi di Brescia, Bergamo e Milano.
Chi ha canonizzato Santa Vincenza Gerosa e quando?
Papa Pio XII ha canonizzato insieme Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa durante l'Anno santo millenovecentocinquanta.
A Lovere in Lombardia, santa Vincenza Gerosa, vergine, che fondò insieme a santa Bartolomea Capitanio l’Istituto delle Suore della Carità. — Martirologio Romano