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domenica 28 giugno 2026 · Santo del giorno

Sant' Ireneo di Lione

Vescovo e martire

Sant' Ireneo di Lione

Sant'Ireneo, nato a Smirne tra il 135 e il 140 e morto a Lione tra il 202 e il 203, fu vescovo e martire, riconosciuto dalla tradizione come il primo grande teologo della Chiesa cristiana primitiva. Discepolo in gioventù di san Policarpo, che a sua volta aveva conosciuto l'apostolo Giovanni, Ireneo spese la sua vita nella difesa della retta dottrina contro le insidie dello gnosticismo e nella promozione della concordia ecclesiale.

Egli è ricordato soprattutto per la sua monumentale opera Contro le eresie e per la formulazione della dottrina della ricapitolazione in Cristo, offrendo una sintesi luminosa della fede apostolica fondata sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione. La Chiesa ne celebra la memoria liturgica il ventotto giugno.

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Gli altri santi di oggi

Santa Vincenza Gerosa

Vergine

Santa Vincenza Gerosa, nata Caterina Gerosa nel diciannovesimo secolo a Lovere nel millesettecentottantaquattro, visse un percorso di profonda dedizione cristiana che la portò a diventare cofondatrice delle Suore della Carità, dette di Maria Bambina. Originaria di una famiglia bergamasca benestante legata al commercio, seppe mettere i propri beni materiali e le proprie energie al servizio dei malati, delle giovani e dei bisognosi, affrontando con fortezza le crisi storiche e politiche del suo tempo, segnato dal passaggio dal dominio veneziano a quello francese e successivamente asburgico. Insieme a santa Bartolomea Capitanio diede vita a un'opera di carità che superò i confini locali, affrontando la solitudine dopo la prematura scomparsa della compagna e guidando con sapienza la nuova comunità religiosa fino alla morte, avvenuta a Lovere nel milleserecentoquarantasette.

La memoria liturgica della santa è fissata al ventotto giugno e al diciotto maggio per la Congregazione e le diocesi di Brescia, Bergamo e Milano, mentre la sua opera apostolica continua a fruttare attraverso migliaia di religiose nel mondo. Il Martirologio la ricorda in terra lombarda come vergine e fondatrice, e la sua canonizzazione fu solennemente celebrata nell'Anno santo millenovecentocinquanta da papa Pio XII, che la elevò agli onori degli altari insieme a santa Bartolomea Capitanio. Le sue spoglie mortali riposano nel santuario delle Suore di Carità a Lovere, meta di preghiera e di raccoglimento per quanti si affidano alla sua potente intercessione e ne imitano la carità operosa e silenziosa.

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San Paolo I

Papa

San Paolo I, pontefice nell'ottavo secolo, ha guidato la Chiesa in un tempo segnato da profonde tensioni politiche e spirituali. Succeduto al fratello Stefano II sulla cattedra di Pietro, egli seppe orientare il proprio ministero con fermezza diplomatica, intessendo relazioni delicate con Pipino il Breve e il popolo dei Longobardi, sempre cercando di custodire la pace e l'integrità della fede. La sua figura rimane impressa nella memoria cristiana per la dedizione costante verso i sofferenti, manifestata attraverso la cura premurosa verso i carcerati e il riscatto dei loro debiti, un gesto concreto che incarnava la misericordia del Vangelo.

Oltre all'impegno diplomatico e sociale, San Paolo I si distinse per la ferma difesa del culto delle immagini sacre, opponendosi alle spinte dell'iconoclastia che minacciavano la tradizione della Chiesa. Il suo legame con la città di Roma fu profondo, espresso nel costante desiderio di onorare i testimoni della fede; egli operò infatti il trasferimento di numerose reliquie di martiri dalle catacombe alle chiese cittadine, affinché il popolo potesse venerarle con maggiore facilità. La sua vita si concluse a Roma nell'anno settecentosessantasette, lasciando un'eredità di sollecitudine pastorale che continua a essere celebrata con gratitudine nel giorno della sua memoria liturgica.

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Beata Maria Pia (Teresa Maria) Mastena

Fondatrice

La Beata Maria Pia, al secolo Teresa Maria Mastena, nacque a Bovolone in provincia di Verona il 7 dicembre 1881. Primogenita di una famiglia profondamente cristiana e numerosa, crebbe nutrendo una profonda devozione per l'Eucaristia, per la Passione di Gesù e per il Santo Volto. La sua esistenza si dipanò attraverso una intensa ricerca della volontà divina, affrontando con fede prove, incomprensioni e maldicenze, e distinguendosi nell'insegnamento scolastico e nell'apostolato caritativo. Fondò l'Istituto delle Religiose del Santo Volto, chiamando le sue figlie spirituali a propagare, riparare e ristabilire l'immagine del dolce Gesù nelle anime e nei più bisognosi.

Dopo una vita spesa interamente per Dio e per il prossimo, la Fondatrice si spense a Roma il 28 giugno 1951 a causa di un infarto improvviso. Il suo cammino spirituale è stato riconosciuto dalla Chiesa con la beatificazione, celebrata il 13 novembre 2005 nella Basilica di San Pietro a Roma per mano del cardinale José Saraiva Martins, delegato di papa Benedetto XVI. La sua memoria liturgica si celebra il 27 giugno, vigilia della sua nascita al Cielo, mentre le sue spoglie mortali riposano nella cappella adiacente alla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista a San Fior.

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Santa Potamiena d’Alessandria

Santa Potamiena d’Alessandria visse nel terzo secolo ed è ricordata come illustre martire della Chiesa antica, la cui testimonianza ci è giunta grazie alla penna dello storico Eusebio, vescovo di Cesarea vissuto tra il 265 e il 340. I fatti si svolsero ad Alessandria intorno all'anno 202, nel drammatico contesto della persecuzione ordinata dall'imperatore Settimio Severo, i cui eventi storici si collocano tra il 193 e il 211. In quel tempo i catechisti della Scuola di Alessandria si erano dispersi a causa delle violenze. In questo scenario di prova si inserisce la figura del grande filosofo e teologo cristiano Origene, nato nel 185 e morto nel 254, il quale all'epoca dei fatti aveva appena diciassette anni. Contattato da alcuni pagani desiderosi di verità, Origene cominciò a istruire queste persone nella fede cristiana con un ardore e una dottrina inusuali per un giovane della sua età. La sua fama si diffuse rapidamente, facendo accorrere ad ascoltarlo anche pagani colti e filosofi, e i neo cristiani così formati spiccarono per la loro straordinaria fede durante la persecuzione, affrontando coraggiosamente il martirio. Tra i discepoli di Origene, Eusebio cita esplicitamente sette martiri, soffermandosi in modo particolare sulla figura del soldato Basilide e intrecciandola indissolubilmente con quella della vergine Potamiena e di sua madre Marcella.

La vicenda terrena di Santa Potamiena d’Alessandria si consumò attraverso prove di inaudita durezza nel corso della persecuzione del terzo secolo ad Alessandria. Il preside Aquila fece arrestare la giovane vergine, nota per la sua rara bellezza e per le sue virtù, dopo che ella aveva già dovuto respingere molti pretendenti. Potamiena sopportò orribili torture senza cedere alle richieste di abiurare la fede in Cristo. Di fronte alla vile minaccia del giudice di lasciarla violare dai gladiatori, la santa non si lasciò prendere dal panico e rispose con nobili parole e una tale fierezza da suscitare la meraviglia dello stesso giudice, che la condannò immediatamente a morte. Affidata al soldato Basilide perché l'accompagnasse al luogo del supplizio, la vergine fu bersaglio degli oltraggi della plebaglia lungo il percorso. Basilide la protesse coraggiosamente, dimostrandole compassione e guadagnandosi la sua imperitura promessa di intercessione presso Dio. Giunta al termine, Potamiena subì il martirio supremo venendo cosparsa di pece bollente su tutto il corpo, morendo tra atroci sofferenze insieme alla madre Marcella. L'episodio dell'intercessione della santa per il soldato, tramandato da Eusebio, costituisce uno dei primi e più luminosi documenti della fede della Chiesa antica riguardo alla comunione dei santi e alla loro preghiera per noi.

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Beati Severiano Baranyk e Gioacchino Senkivskyj

Sacerdoti e martiri

I beati Severiano Baranyk e Gioacchino Senkivskyj rappresentano una luminosa testimonianza di fedeltà evangelica nel corso del ventesimo secolo. Sacerdoti dell'Ordine Basiliano, essi hanno dedicato la propria esistenza al servizio di Dio e delle comunità ucraine, vivendo con dedizione il ministero pastorale in anni segnati da profonde trasformazioni e crescenti ostilità. La loro vita, intessuta di preghiera, studio e cura delle anime, si è conclusa con il supremo sacrificio della vita, offerto in un atto di suprema coerenza cristiana di fronte alla persecuzione del regime comunista.

Il loro ricordo è vivo nella Chiesa come esempio di coraggio spirituale e perseveranza. Beatificati da Papa Giovanni Paolo II nel duemilauno, essi sono celebrati come martiri che hanno saputo testimoniare la luce del Vangelo anche nelle tenebre della prigionia. La loro memoria invita il credente a riflettere sulla forza silenziosa della fede, capace di resistere a ogni forma di oppressione e di offrire, attraverso il dono di sé, una speranza imperitura che trascende le sofferenze del tempo e le violenze della storia umana.

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San Giovanni Southworth

Sacerdote e martire

San Giovanni Southworth visse nel corso del diciassettesimo secolo, offrendo la sua esistenza sacerdotale tra le persecuzioni e la cura pastorale dei fedeli in Inghilterra. Nacque nel Lancashire verso il 1592 in un'antica e nobile famiglia che era rimasta sempre cattolica nonostante le sofferenze e i danni subiti per la fede. La sua giovinezza fu segnata dalla scelta di servire la Chiesa in un tempo in cui il ministero sacerdotale comportava rischi mortali. Entrato nel collegio inglese di Douai nel 1613 e ordinato sacerdote nel 1618, scelse la via della dedizione totale alle anime. Svolse la sua missione tra Londra e la terra d'origine, affrontando arresti, detenzioni e l'esilio con incrollabile fortezza. Durante la peste del 1636 a Londra, si distinse per lo straordinario sprezzo del contagio nell'assistere i malati, conducendo molti alla riconciliazione con la Chiesa cattolica. Arrestato nuovamente nel 1654 e processato alla corte di Old Bailey, confessò apertamente il suo sacerdozio e fu condannato a morte sotto la repubblica cromwelliana.

San Giovanni Southworth è ricordato come un luminoso martire della fede cattolica, capace di testimoniare Cristo fino all'effusione del sangue nel tragico giorno del ventotto giugno 1654 a Tyburn. La sua vita fu un cammino di fedeltà alla Chiesa, vissuto attraverso periodi di prigionia nelle carceri del Clink e del castello di Lancaster, temperato dalla grazia e sostenuto dalla protezione della regina Enrichetta Maria in un primo momento di liberazione. La tradizione e la storia della sua salma narrano di un corpo nascosto durante la Rivoluzione francese nel 1793 e miracolosamente ritrovato nel 1927, per trovare poi degna sepoltura nella cattedrale di Westminster. Canonizzato nel dicembre del 1929, la sua memoria liturgica si celebra ogni anno il ventotto giugno, ricordando il suo coraggio quando proclamò che il patibolo era per lui come la croce di Cristo.

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Sant' Erlembaldo Cotta di Milano

Martire

Sant'Erlembaldo Cotta visse nell'undicesimo secolo a Milano, distinguendosi come un laico di nobile stirpe e un valoroso guerriero votato alla difesa della riforma della Chiesa. Appartenente alla famiglia dei capitani milanesi, egli assunse nel 1062 la guida del movimento della Pataria, succedendo al fratello Landolfo Cotta. Sotto il suo comando, la Pataria assunse una fisionomia sempre più politica e popolare, opponendosi fermamente alla simonia, alla clerogamia e alla politica accentratrice degli imperatori germanici. Nominato gonfaloniere di Santa Romana Chiesa da papa Alessandro Secondo, Erlembaldo spese la propria esistenza tra impegni civili e religiosi, affrontando con costanza le aspre lotte intestine della Milano del tempo. La sua testimonianza di fede e giustizia culminò nel martirio, quando fu ucciso sul sagrato del duomo il ventotto giugno mille settantacinque per aver rifiutato di consentire l'uso del Sacro Crisma consacrato da un vescovo scismatico.

La memoria di Sant'Erlembaldo rimase viva nei secoli, legata indissolubilmente alla storia della Chiesa ambrosiana e alle complesse vicende delle investiture. Pur non essendo ufficialmente inserito nel calendario liturgico della Chiesa di Milano a differenza del compagno sant'Arialdo, la sua figura di miles Christi è stata onorata solennemente dai pontefici, a partire da papa Urbano Secondo che ne dispose la traslazione dei resti in un sepolcro onorifico. Le sue reliquie, ritrovate nel ventesimo secolo dal cardinale Schuster insieme a quelle di sant'Arialdo, testimoniano la tenacia di un uomo che seppe coniugare la dedizione alle armi con l'obbedienza al Vangelo. La Chiesa ne celebra la ricorrenza il ventottugno giugno, ricordandone il coraggio inflessibile e la fedeltà alla sede apostolica fino al sacrificio della vita.

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Beato Mattia Choe In-gil

Martire

Il Beato Mattia Choe In-gil, nato in Corea nel 1765, rappresenta una figura luminosa di fedeltà e sacrificio nella storia della Chiesa coreana del diciottesimo secolo. Dopo aver abbracciato la fede cattolica in seguito alla conoscenza del catechismo nel 1784, egli dedicò la propria esistenza alla protezione e al sostegno della missione cristiana in una terra segnata da dure persecuzioni. La sua vita si intreccia profondamente con la necessità di garantire un approdo sicuro ai sacerdoti che giungevano dall'estero, rischiando ogni cosa pur di preservare la continuità dell'annuncio evangelico nella clandestinità.

La memoria del Beato Mattia è indissolubilmente legata al suo estremo atto di carità e coraggio a Seoul, dove scelse di sacrificare la propria vita per proteggere il sacerdote Zhou Wen-mo. La sua vicenda, culminata nel martirio il 28 giugno 1795, rimane una testimonianza alta di dedizione cristiana, riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa con la beatificazione proclamata da Papa Francesco nel 2014. Egli viene oggi ricordato come un custode premuroso della fede, capace di porre il bene dei fratelli e la missione della Chiesa al di sopra della propria incolumità personale, offrendo il suo corpo alle sofferenze per impedire che la luce del Vangelo fosse spenta.

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Beato Saba Ji Hwang

Martire

Il Beato Saba Ji Hwang, noto anche con il nome di Ji Hong, nacque in Corea del Sud nel diciottesimo secolo, precisamente nel mille settecentosessantasette. Il padre di Saba prestava servizio come musicista presso la corte reale di Corea. Cresciuto in questo contesto, Saba dimostrò fin da giovane una fede salda e profonda, offrendosi volontario per apprendere il Vangelo non appena seppe che questo veniva proclamato nel Paese. In quel tempo, la Chiesa in Corea era stata introdotta spontaneamente dai letterati coreani che avevano avuto modo di leggere i libri scritti in cinese dai missionari europei. Saba divenne cattolico e nutrì una determinazione incrollabile nel voler donare la sua vita a Dio, senza lasciarsi spaventare da pericoli, povertà o sofferenze. La sua esistenza si compì nel segno del martirio a Seul, in Corea del Sud, il ventotto giugno del mille settecentosessantacinque, all'età di ventotto anni, dopo aver superato prove durissime per introdurre i primi sacerdoti nella sua terra.

Il Beato Saba è ricordato con particolare venerazione dalla Chiesa cattolica per il suo coraggio straordinario e per la fedeltà dimostrata al Vangelo fino all'effusione del sangue. Ebbe un ruolo fondamentale come inviato segreto in Cina per chiedere l'invio di sacerdoti, incontrando il vescovo Alexandre de Gouvea a Pechino e accompagnando poi il missionario padre Giacomo Zhou Wen-mo nel difficile ingresso in territorio coreano. Per non aver voluto rivelare il nascondiglio del sacerdote e per non aver rinnegato la fede in Cristo, Saba subì atroci torture nel quartier generale della polizia a Seul, affrontando la morte a colpi di frusta. La sua memoria liturgica si celebra il ventotto giugno. La Chiesa riconosce la sua testimonianza luminosa, culminata nella beatificazione proclamata da papa Francesco il sedici agosto del duemila quattordici durante il viaggio apostolico in Corea del Sud.

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Sant' Attilio

Soldato e martire

Santi Martiri di Alessandria d'Egitto

Ad Alessandria d’Egitto, santi martiri Plutarco, Sereno, Eraclíde catecumeno, Erone neofita, e un altro Sereno, Eráide catecumena, Potamiena e Marcella, sua madre, che furono tutti insigni discepoli di Origene e, sotto l’imperatore Settimio Severo, confessarono Cristo, morendo alcuni trafitti con la spada, altri mandati al rogo; tra loro rifulse, in particolare, la vergine Potamiena, che dapprima sostenne innumerevoli prove in difesa della sua verginità e, infine, dopo aver patito per la fede eccezionali supplizi, fu bruciata insieme alla madre sul rogo.

Sant' Argimiro di Cordova

Martire

A Córdova nell’Andalusia in Spagna, sant’Argimíro, martire, che, monaco di ormai avanzata età, durante la persecuzione dei Mori, sotto il regno di Maometto II, ricevette dal giudice l’ordine di rinnegare Cristo e, rimasto fermo nel confessare la sua fede, fu posto vivo sul cavalletto e trapassato con la spada.

Sante Lucia Wang Cheng, Maria Fan Kun, Maria Qi Yu e Maria Zheng Xu

Fanciulle cinesi, martiri

Nel villaggio di Wanglajia presso Dongguangxian nella provincia dello Hebei in Cina, sante martiri Lucia Wang Cheng, Maria Fan Kun, Maria Qi Yu e Maria Zheng Xu, le quali, cresciute in un orfanotrofio, furono trafitte con la spada ancor fanciulle durante la persecuzione dei Boxer, mentre, tenendosi per mano, avanzavano felici come incontro alle nozze.

Santa Maria Du Zhaozhi

Martire

In località Jieshuiwang presso la città di Shenxian nella medesima provincia, santa Maria Du Zhaozhi, martire, che, madre di un sacerdote, desistette dalla fuga per non tradire la fede di Cristo e sottopose serenamente il capo alla scure dei nemici.

Beato Eimerado

Sacerdote eremita

Ad Burghasungen nell’Assia, in Germania, sant’Eimerado, sacerdote ed eremita, che, scacciato dal chiostro ed esposto allo scherno e al ludibrio di molti, peregrinò in lungo e in largo per Cristo.

Beato Pietro de Oriona

Mercedario

San Lupercio

Martire

San Pappio (o Pappia, Pappiano, Papino)

Martire

Dal Martirologio Romano

Memoria di sant’Ireneo, vescovo, che, come attesta san Girolamo, fu, da piccolo, discepolo di san Policarpo di Smirne e custodì fedelmente la memoria dell’età apostolica; fattosi sacerdote del clero di Lione, succedette al vescovo san Potino e si tramanda che come lui sia stato coronato da glorioso martirio. Molto disputò al riguardo della tradizione apostolica e pubblicò una celebre opera contro le eresie a difesa della fede cattolica. — Martirologio Romano