28 giugno
San Giovanni Southworth
Sacerdote e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la formazione nel diciassettesimo secolo
San Giovanni Southworth nacque nel Lancashire verso il 1592. Egli apparteneva ad un'antica e nobile famiglia rimasta sempre cattolica nonostante le sofferenze e i danni subiti per le persecuzioni religiose del tempo. Cresciuto in questo contesto di fede provata dalla prova, maturò la vocazione al sacerdozio cattolico in un'epoca di aspre divisioni. Entrò nel collegio inglese di Douai il quattordici luglio 1613, assumendo il nome fittizio di Giovanni Lee per eludere i controlli e le leggi anticattoliche. Dopo anni di studio e di preparazione spirituale, ricevette l'ordinazione sacerdotale il quattordici aprile 1618. Scelse di rimanere un altro anno nel seminario per completare la propria istruzione teologica e pastorale. Successivamente, il ventotto giugno 1619, lasciò il seminario per entrare in un'abbazia benedettina, desideroso di vivere secondo la regola di san Benedetto. Tuttavia, non sentendosi adatto alla vita monastica, decise di partire per la missione inglese il tredici dicembre dello stesso anno, orientando i suoi passi verso la patria oppressa.
La missione, i primi arresti e la carità durante la peste
La sua attività missionaria dei primi anni si svolse presumibilmente nei dintorni di Londra, dove i cattolici vivevano nella clandestinità. Il ventiquattro marzo 1624 ritornò nel collegio di Douai, dove rimase fino al ventinove luglio dello stesso anno. Si recò poi a Bruxelles, dove svolse le funzioni di confessore in un monastero di monache benedettine, esercitando la direzione spirituale. Tornato nuovamente in Inghilterra, si stabilì nel natio Lancashire per continuare il suo ministero. Nel 1627 fu catturato dai persecutori anticattolici, processato e condannato a morte per il suo stato di sacerdote. La pena capitale fu tuttavia evitata e fu rinchiuso nel castello di Lancaster per tre anni. In seguito fu trasferito nelle prigioni del Clink a Londra. Fu liberato l'undici aprile 1630 per istanza della regina Enrichetta Maria, insieme ad altri quindici sacerdoti. Gli fu imposto il bando dall'Inghilterra, ma probabilmente non lasciò la patria o vi fece ritorno quasi subito per non abbandonare il gregge. Continuò ad esercitare il suo ministero finché fu nuovamente catturato nel 1632. Fu rinchiuso nel Clink, dove godeva della libertà di andare e venire, come lamentato nel 1635 dal persecutore Giovanni Gray al Consiglio privato. Durante la peste di Londra del 1636, sfruttando tale libertà, si dedicò all'assistenza dei malati con sprezzo del contagio e spirito di sacrificio cristiano. Fu nuovamente segnalato dal vicario protestante Roberto White all'arcivescovo di Canterbury per aver visitato gli appestati e indotto molti a riconciliarsi con la Chiesa cattolica. L'ultima sua scarcerazione avvenne dopo il sedici giugno 1640, dopo di che le sue tracce si persero fino al 1654.
Il martirio a Tyburn e il destino delle reliquie
Nel 1654 fu denunciato da un certo Jefferies e arrestato nel cuore della notte dal colonnello Worsley. Fu portato davanti alla corte a Old Bailey per rispondere del suo ministero. Davanti ai giudici confessò apertamente di essere un sacerdote della Chiesa romana, dichiarandosi tuttavia non colpevole di tradimento politico. Nonostante l'intervento degli ambasciatori di Francia e Portogallo, che cercarono di salvare la sua vita, fu condannato a morte unicamente come sacerdote. Fu giustiziato a Tyburn il ventotto giugno 1654, morendo come ultima vittima della repubblica cromwelliana. La tradizione riferisce che, mentre fissava il laccio a Tyburn, proclamò con fermezza che il patibolo era per lui come la croce di Cristo. L'ambasciatore di Spagna Don Flento de Cardenas ottenne dal carnefice i resti del corpo del martire. I resti furono ricomposti, imbalsamati e portati nel 1655 nel collegio inglese di Douai. Nel 1793, a causa della chiusura del collegio durante la Rivoluzione francese, il corpo fu nascosto e sotterrato nell'edificio per salvarlo dalla profanazione. La cassa con i resti mortali riaffiorò il quindici luglio 1927 durante lavori di scavo sul sito dell'antico collegio e i resti furono identificati da A. B. Purdie. Successivamente i resti furono portati in Inghilterra e deposti nella cappella del Collegio di San Edmondo di Ware. Il quindici dicembre 1929, giorno della beatificazione, le reliquie furono solennemente trasferite nella cappella dei martiri inglesi nella cattedrale di Westminster.
Il cammino sacerdotale
Il percorso di San Giovanni Southworth ebbe inizio nel Lancashire, terra che vide i suoi primi passi prima del suo trasferimento nel continente europeo. La sua formazione sacerdotale si compì presso il collegio inglese di Douai, dove ricevette l'ordinazione nel 1618. Consapevole delle difficoltà che attendevano i ministri di Dio nella sua patria, egli scelse di far ritorno in Inghilterra per servire le comunità cattoliche. Il suo ministero fu segnato sin dai primi anni da una profonda inquietudine politica e religiosa, che lo portò a conoscere l'esperienza del carcere già nel 1627. Fu solo l'intercessione della regina a permettergli di ritrovare la libertà nel 1630, consentendogli di proseguire, pur nella clandestinità, la sua missione sacerdotale.
Il cuore del suo apostolato si manifestò con particolare intensità durante l'anno 1636, quando la peste devastò Londra. In quel tempo di paura e isolamento, San Giovanni Southworth scelse di rimanere accanto ai malati, offrendo loro non solo il sostegno spirituale dei sacramenti, ma anche una presenza umana capace di lenire le sofferenze del corpo e dello spirito. La sua dedizione verso gli appestati divenne una testimonianza silenziosa e potente della carità cristiana. Il suo instancabile servizio si concluse tragicamente nel 1654, quando, nuovamente arrestato, fu condannato a morte per il solo fatto di essere sacerdote. Il ventotto giugno di quell'anno, presso Tyburn, egli rese l'ultima testimonianza al suo Maestro, offrendo la vita sotto il governo di Cromwell. La Chiesa ha riconosciuto la sua eroica dedizione proclamandolo beato il quindici dicembre 1929.
Il culto e la memoria
Il culto di San Giovanni Southworth si è consolidato nel tempo come un segno di gratitudine della comunità dei fedeli verso colui che ha saputo incarnare la fedeltà al sacerdozio fino all'effusione del sangue. La sua figura è profondamente legata alla storia della Chiesa in Inghilterra, nazione che ha visto in lui un modello di perseveranza durante le persecuzioni del diciassettesimo secolo. La memoria liturgica, che ricorre il ventotto giugno, invita ogni anno i fedeli a riflettere sulla bellezza di un'esistenza donata senza riserve.
Attraverso la sua beatificazione, la Chiesa ha voluto porre in luce l'attualità del suo ministero, ricordando come il servizio verso i poveri e gli infermi sia il sigillo più autentico di ogni vocazione sacerdotale. San Giovanni Southworth continua, attraverso la preghiera e l'esempio, a ispirare chiunque cerchi di vivere con coerenza il Vangelo in mezzo alle complessità del mondo. La sua vita, trascorsa tra il Lancashire, Douai, Bruxelles e Londra, rimane un intreccio di viaggi e di sofferenze, trasformati in un unico, grande atto di amore verso Dio e verso il prossimo.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Giovanni Southworth?
La sua festa liturgica si celebra il ventotto giugno.
A Londra in Inghilterra, san Giovanni Southworth, sacerdote e martire, che, esercitando il suo sacerdozio in Inghilterra, patì più volte il carcere e l’esilio; condannato, infine, a morte sotto il governo di Oliver Cromwell, mentre fissava con gli occhi il laccio preparato per lui a Tyburn, proclamò che il patibolo era per lui come la croce di Cristo. — Martirologio Romano