San Paolo I

Papa

Aggiornato il 21 luglio 2026

San Paolo I

Il ministero petrino

L'ascesa di San Paolo I al pontificato, avvenuta nell'ottavo secolo come successore del fratello Stefano II, segnò l'inizio di un periodo di intensa attività diplomatica. In un'epoca in cui gli equilibri tra i poteri dell'epoca erano fragili e mutevoli, egli seppe muoversi con saggezza nelle trattative con Pipino il Breve e con la nazione dei Longobardi, agendo sempre come custode della libertà della Chiesa e della stabilità delle terre romane. Il suo governo non fu tuttavia soltanto intessuto di diplomazia, ma fu profondamente radicato in una spiritualità che si faceva prossima ai bisogni degli ultimi. Egli visitava regolarmente i carcerati, non limitandosi al conforto spirituale, ma provvedendo al riscatto dei loro debiti per restituire loro la libertà e la dignità perdute.

La difesa della retta dottrina fu un altro pilastro fondamentale della sua missione. In un tempo in cui il culto delle immagini sacre era fieramente osteggiato dall'iconoclastia, San Paolo I scelse di schierarsi con coraggio a protezione della tradizione iconografica, riconoscendo in essa un mezzo prezioso per elevare la mente dei fedeli verso Dio. Il suo legame con la città di Roma fu suggellato da una cura particolare per i luoghi santi, in particolare le basiliche di San Pietro e di San Paolo fuori le Mura, che divennero il cuore della sua azione. La profonda devozione verso coloro che avevano versato il sangue per Cristo lo spinse a un'opera di pietà notevole: il trasferimento delle reliquie dei martiri dalle catacombe, spesso difficili da raggiungere, verso le chiese all'interno delle mura cittadine. Così facendo, egli non solo preservò le spoglie dei santi, ma rinnovò la vicinanza del popolo romano ai suoi protettori celesti, rendendo il culto dei martiri un elemento vitale della vita quotidiana dei cristiani.

Il culto e la memoria

La figura di San Paolo I è consegnata alla preghiera della Chiesa universale attraverso la sua memoria liturgica, che ricorre il ventotto giugno. Egli morì a Roma nell'anno settecentosessantasette, lasciando ai posteri l'esempio di un pastore che ha saputo coniugare la cura per le alte questioni politiche con l'attenzione umile verso i poveri e i prigionieri. La sua vita è un richiamo alla responsabilità di chi è chiamato a guidare il popolo di Dio, ricordando che ogni atto di governo deve essere finalizzato alla salvezza delle anime e al sollievo di chi soffre. La devozione che lo accompagna è intrisa di gratitudine per l'impegno profuso nel custodire le immagini sacre e le reliquie, segni tangibili della fede che attraversa i secoli. Oggi, nel ricordarlo, la comunità cristiana è invitata a riflettere sulla sua fedeltà al Vangelo, che lo portò a essere non solo un governante attento alle dinamiche del suo tempo, ma soprattutto un discepolo capace di vedere nel volto del carcerato e dell'oppresso la presenza di Cristo. La sua eredità spirituale continua a vivere nelle chiese di Roma, testimoniando una santità fatta di gesti concreti e di ferma adesione alla verità.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Paolo I?

La memoria liturgica di San Paolo I si celebra il ventotto giugno.

A Roma, san Paolo I, papa, che, uomo mite e misericordioso, si aggirava di notte in silenzio per le celle dei poveri infermi, servendo loro degli alimenti; difensore della retta fede, scrisse agli imperatori Costantino e Leone, perché le sacre immagini fossero restituite alla primitiva venerazione; devoto cultore dei santi, trasferì tra inni e cantici i corpi dei martiri dai cimiteri in rovina in basiliche e monasteri all’interno della Città e ne curò il culto. — Martirologio Romano