Beati Severiano Baranyk e Gioacchino Senkivskyj

Sacerdoti e martiri

Aggiornato il 21 luglio 2026

Beati Severiano Baranyk e Gioacchino Senkivskyj

Il cammino sacerdotale

Severiano Baranyk nacque nel milleottocentonovantasei a Haji Velyky, in Ucraina. Dopo aver ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel millecentoventuno, entrò nell'Ordine Basiliano nel millecentoventitré, intraprendendo un percorso di formazione e servizio che lo portò a risiedere in diverse località, tra cui Lviv, Innsbruck, Krekhiv, Krasno Pushcha e Lavriv. Nel millecentotrentanove, la sua dedizione fu riconosciuta con l'elezione a protoigumeno a Drohobych, ufficio che esercitò con spirito di servizio fino al tempo della prova. Il suo ministero fu interrotto bruscamente nel millecentoquarantuno, quando fu arrestato dal regime comunista e condotto nella prigione di Drohobych, dove incontrò la morte, sigillando nel martirio il suo amore per Cristo.

Gioacchino Senkivskyj nacque nel milleottocentottantanove in Ucraina e manifestò fin da giovane la vocazione religiosa. Entrò nel seminario basiliano nel millenovecentoquattro e ricevette l'ordinazione sacerdotale nel millenovecentoquindici. La sua vita fu profondamente legata alla comunità di Krekhiv e successivamente a quella di Drohobych, dove nel millenovecentotrentadue fu eletto igumeno. Anche per lui, il tempo della testimonianza suprema giunse nel millecentoquarantuno, quando fu arrestato dall'NKVD. La sua fine giunse tra le mura della prigione di Drohobych, dove fu trovato morto recando sul corpo i segni indelebili delle torture subite. Entrambi i sacerdoti hanno consegnato alla storia della Chiesa il loro sacrificio, rimanendo icone di una fedeltà che non ha conosciuto cedimenti dinanzi alla violenza, testimoniando fino all'ultimo istante la propria appartenenza a Dio e alla Chiesa basiliana.

Memoria e culto

Il culto dei beati Severiano Baranyk e Gioacchino Senkivskyj è strettamente legato alla memoria dei martiri ucraini che hanno affrontato la persecuzione religiosa nel ventesimo secolo. La Chiesa universale, attraverso il solenne atto di beatificazione presieduto da Papa Giovanni Paolo II nel duemilauno, ha riconosciuto ufficialmente il valore del loro sacrificio, ponendoli come modelli di vita cristiana per i fedeli di ogni tempo. La loro testimonianza è un richiamo costante alla dignità della vocazione sacerdotale e alla necessità di custodire la fede con fortezza d'animo, anche nelle situazioni più critiche.

Sebbene la ricorrenza liturgica sia fissata per il ventotto giugno, la memoria di questi martiri è spesso associata al ventinove giugno, unendo il ricordo del loro sacrificio a quello di altri testimoni della fede. I fedeli guardano a loro come intercessori presso Dio, capaci di infondere coraggio a chi attraversa momenti di prova. La preghiera rivolta a questi due martiri basiliani non è solo un atto di devozione, ma un impegno a vivere con autenticità il dono della fede, onorando il sangue versato da chi ha preferito la fedeltà al Vangelo rispetto alla propria incolumità fisica, lasciando un'eredità spirituale che continua a fecondare il cuore dei credenti.

Domande frequenti

Quando si festeggia la ricorrenza dei beati?

La ricorrenza è fissata per il 28 giugno, sebbene vengano talvolta commemorati il 29 giugno.

Nella città di Drohobych in Ucraina, beati Severiano Baranyk e Gioacchino Senkivskyj, sacerdoti dell’Ordine di san Giosafat e martiri, che, in tempo di persecuzione contro la fede, con il loro martirio divennero partecipi della vittoria di Cristo. — Martirologio Romano