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14 aprile

Sante Bernica, Prosdoca e Domenica

Martiri

Aggiornato il 15 settembre 2026

La fuga e il martirio

Le sante Bernica e Prosdoce erano figlie di Domenica, una nobildonna patrizia di Antiochia nota in pari misura per la sua straordinaria bellezza e per le sue virtù. Per sfuggire alla crudele persecuzione scatenata dall'imperatore Diocleziano, le tre donne decisero di abbandonare la propria terra e fuggire ad Edessa. Il loro rifugio fu tuttavia scoperto e le donne furono richiamate indietro con la complicità del padre e marito. Raggiunte dai soldati romani nei pressi della cittadina di Gerapoli, la madre Domenica, mossa da un profondo timore per la salvaguardia della castità delle figlie, le esortò a compire un gesto estremo. Per sottrarsi a coloro che tentavano di insidiare la loro purezza, le tre donne decisero di gettarsi nelle acque di un fiume vicino a Gerapoli, dove morirono annegate. Prima di compiere il gesto, lasciarono i calzari sulla riva per non compromettere i soldati. Il Martirologio moderno colloca questo drammatico epilogo ad Antiochia di Siria, nell'odierna Turchia. La singolare forma di questo martirio permette di identificare le sante nelle opere di Eusebio di Cesarea, Eusebio di Emesa e Giovanni Crisostomo, sebbene questi autori non ne facciano esplicitamente il nome.

Il culto e le memorie nei testi antichi

Il sacrificio delle donne fu celebratissimo in tutta l'antichità, come attesta con chiarezza Sant'Agostino, il quale ricorda che le martiri godevano di un culto molto diffuso. Anche Sant'Ambrogio ne tramandò la memoria, associandovi la figura di Pelagia. Nei secoli, la complessità delle fonti ha generato una pluralità di date di commemorazione nei diversi calendari liturgici. I nomi delle sante compaiono nel Breviario Siriaco alla data del ventesimo giorno di aprile. Nel Martirologio Geronimiano, il nome di Bernice figura nella forma corrotta Veronicae nei giorni quindici di aprile, dieci e undici di luglio. Nelle medesime date e il diciannovesimo giorno di ottobre, il nome di Prosdoce compare nelle varianti Prosduci, Prodociae e Prosdociae. Il nome di Domnina ricorre nello stesso martirologio, corrotto nella forma Dominae, nei giorni quattordici, quindici di aprile e dieci di luglio. Il Sinassario Costantinopolitano fissa invece il ricordo delle martiri al quarto giorno di ottobre. Questo ampio divario delle date si spiega grazie a un passo di Giovanni Crisostomo, il quale colloca il martirio circa venti giorni dopo la commemorazione della Santa Croce. I Greci scelsero la data del quarto giorno di ottobre basandosi sulla festa dell'esaltazione della Santa Croce celebrata il quattordicesimo giorno di settembre. Il Breviario Siriaco preferì invece collocare la memoria il ventesimo giorno di aprile, considerando come memoria della Santa Croce il giorno del Venerdì Santo, una data ritenuta storicamente più coerente poiché all'epoca delle martiri non esisteva ancora la festa di settembre. Infine, il Martirologio Romano registra una memoria del gruppo al diciannovesimo giorno di ottobre, menzionando le martiri Beronice, la vergine Pelagia e altri quarantanove compagni. In questo testo, il nome Beronice deriva da Bernice attraverso la forma Veronica, mentre il nome Pelagia fu aggiunto per un errore di rubrica riferito all'ottavo giorno di ottobre, derivando l'elogio dalla lettura che Floro diede di un manoscritto del Geronimiano. Una seconda memoria delle sante trova spazio nel Martirologio Romano alla data del quattordicesimo giorno di aprile.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Sante Bernica, Prosdoca e Domenica?

La memoria liturgica delle sante ricorre il quattordicesimo giorno di aprile nel Martirologio Romano, sebbene siano ricordate anche in altre date a seconda delle differenti tradizioni dei calendari antichi.

Ad Antiochia di Siria, nell’odierna Turchia, sante martiri Berníca e Prosdóca, vergini, e Domnina, loro madre, che, in tempo di persecuzione, per sfuggire alle intenzioni di alcuni che tentavano di insidiare la loro purezza, mentre cercavano scampo nella fuga, trovarono il martirio nelle acque di un fiume. — Martirologio Romano