13 febbraio
Sante Fosca e Maura
Martiri
Aggiornato il 15 settembre 2026
La conversione e il martirio
La passio racconta la storia delle sante Fosca e Maura. Fosca nacque da una famiglia pagana originaria di Ravenna. All'età di quindici anni, la fanciulla si sentì spinta a convertirsi al cristianesimo. Fosca parlò della sua intenzione con la nutrice Maura. Subito dopo, Fosca e Maura si recarono insieme dal prete Ermolao. Il prete Ermolao istruì e battezzò Fosca e Maura nella fede cristiana. Il padre di Fosca, di nome Siroi, tentò inutilmente di convincere la figlia a tornare alla religione dei padri. Successivamente Fosca fu denunziata al prefetto Quinziano. Gli sgherri inviati dal prefetto ad arrestare Fosca la trovarono in compagnia di un angelo e fallirono l'arresto. In seguito, Fosca e Maura si presentarono spontaneamente al prefetto Quinziano. Le due donne furono processate, crudelmente torturate e infine decapitate. Il supremo martirio avvenne il tredici febbraio.
La traslazione delle reliquie a Torcello
I corpi delle sante furono gettati in mare oppure trafugati da marinai. Le spoglie furono trasportate in Tripolitania e sepolte nelle grotte vicino a Sabratha, odierna Saqratha. Molti anni dopo, a seguito dell'occupazione della regione da parte dei Derfidi pagani identificati con gli Arabi, un cristiano di nome Vitale riportò le reliquie in Italia per divina ispirazione. Le reliquie furono portate nell'isola di Torcello, nella laguna veneta. A Torcello fu eretta una chiesa in onore delle due martiri, testimoniando la profonda devozione sorta attorno al loro ritorno.
La questione storica e gli studi agiografici
La passio originaria non fornisce elementi cronologici precisi. Gli agiografi posteriori, con l'approvazione del Martirologio Romano, collocano il martirio durante la persecuzione deciana. La tradizione suppone che il prefetto Quinziano sia lo stesso consularis provinciae Siciliae che fece martirizzare santa Agata. Lo studioso Lanzoni giudica gli Atti non anteriori al quattordicesimo secolo e privi di attendibilità. Il Lanzoni sostiene che la passio ricalchi motivi della passio di santa Agata e di quella dei santi Fermo e Rustico. Secondo il Lanzoni, lo scopo della passio era dare un nome e una storia a reliquie di presunti martiri rapite e portate in patria da naviganti veneziani. Il Lanzoni esclude categoricamente che le sante siano state martirizzate a Ravenna, dove le fonti antiche conoscono come unico martire Apollinare. Alcune osservazioni confutano tuttavia il Lanzoni dimostrando che la passio è anteriore al quattordicesimo secolo. La passio è infatti attestata da due codici del tredicesimo secolo e, in versione più breve, da un codice del dodicesimo secolo. La provenienza africana delle reliquie è confermata dai nomi Fosca e Maura, usati anticamente in Italia come aggettivi per indicare individui africani. L'uso di tali nomi assicura che le martiri di cui furono rinvenute le reliquie fossero inizialmente anonime e sconosciute. Il legame delle sante con Ravenna ha un'origine semplicemente architettonica. La chiesetta di Santa Fosca a Torcello costituisce un gruppo unitario con la basilica e il battistero locali. La chiesetta di Santa Fosca è il più antico monumento veneto ispirato al gusto bizantino-ravennate, probabile opera di un architetto dell'Esarcato. Il monumento presenta somiglianze in scala ridotta con la basilica di San Vitale a Ravenna. La presenza del nome Vitale nella passio come colui che trasportò i corpi nella laguna conferma l'ipotesi dell'ispirazione ravennate. La chiesetta di Torcello risale al dodicesimo secolo, coeva alla più antica copia della passio.
Il martirio e il viaggio delle reliquie
Le vicende terrene di Fosca e Maura si collocano nel terzo secolo, un'epoca di profonde prove per le prime comunità cristiane. Secondo la tradizione, il loro martirio avvenne durante la dura persecuzione di Decio, un tempo in cui confessare il nome di Cristo significava spesso andare incontro alla morte. Le due donne rimasero salde nella fede, affrontando il supplizio con quella fortezza mite che caratterizza i veri testimoni del Vangelo.
La memoria del loro sacrificio rimase viva nel tempo, legandosi a una geografia spirituale che unisce le sponde del Mediterraneo. Successivamente, le loro reliquie furono traslate da Sabratha, nella regione della Tripolitania, fino all'isola di Torcello, nella laguna veneta. Questo prezioso trasferimento fu compiuto da un cristiano di nome Vitale, il quale volle sottrarre i sacri resti all'oblio, donando alla comunità lagunare un tesoro di fede e di speranza che ancora oggi feconda la liturgia e la devozione locale.
La memoria e il tempio
Il legame tra le martiri e la terra che ne accolse le spoglie si consolidò nei secoli successivi, trovando una sublime espressione visibile nel dodicesimo secolo. In questo periodo fu infatti edificata a Torcello la storica chiesa di Santa Fosca, un luogo di preghiera che con le sue linee sobrie e armoniose custodisce la memoria di questa testimonianza antica, divenendo meta di pellegrinaggio e spazio di silenzio contemplativo per generazioni di credenti.
Domande frequenti
Quando si festeggiano le sante Fosca e Maura?
La memoria liturgica delle sante Fosca e Maura si celebra il tredici febbraio.