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24 ottobre

Santi Areta e Ruma, sposi, e 340 compagni

Martiri di Nagran

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'assedio e il martirio

Negli ultimi anni, durante i primi anni del sesto secolo, le tensioni geopolitiche e religiose tra Axum e l'Arabia sfociarono in tragici conflitti. Dunaan guidò la reazione contro il dominio degli etiopi cristiani, conquistando Zafar, profanando i luoghi di culto e rivolgendo infine le sue armi contro la roccaforte cristiana di Nagran. Gli abitanti opposero una resistenza coraggiosa e disperata, ma dovettero cedere alle false promesse di un'amnistia in cambio della resa. Ottenuto il controllo della città, Dunaan autorizzò il saccheggio e pretese l'apostasia, decretando la condanna a morte per quanti rimasero fedeli a Cristo. Il principe di Nagran, Banu Harith, noto nei testi greco-latini come Areta, guidò la difesa e affrontò la decapitazione insieme ai suoi alleati tribali. La moglie di Areta subì una prova straziante quando Dunaan, dopo il suo fermo rifiuto di divenire sua concubina, fece trucidare le quattro figlie sotto i suoi occhi prima di infliggerle la stessa sorte. La ferocia si accanì anche contro i consacrati, con sacerdoti, diaconi e vergini dati alle fiamme. Se il martirologio cattolico fissa a trecentoquaranta il numero ufficiale dei cristiani martirizzati insieme ad Areta, altre stime storiche e tradizionali elevano la cifra a oltre quattromila vittime, sigillando nel sangue una delle pagine più drammatiche del cristianesimo arabico antico.

La diffusione del culto

La portata della strage compiuta a Nagran varcò presto i confini dell'Arabia, alimentata dallo stesso persecutore che scrisse un resoconto dettagliato dell'accaduto in una lettera indirizzata a un altro re arabo. Alla lettura di questo documento assistettero due vescovi cristiani, le cui testimonianze, unite a quelle dei profughi sopravvissuti, permisero di diffondere la notizia del massacro e la venerazione dei martiri in tutto il Medio Oriente. Lo stesso Corano, nella Sura ottantacinque, fa menzione del tragico massacro, condannando i colpevoli all'inferno. Di fronte alla grandezza della persecuzione, il patriarca di Alessandria d'Egitto si rivolse ai vescovi orientali affinché le vittime fossero ufficialmente commemorate come martiri cristiani. Secoli più tardi, nel sedicesimo secolo, il cardinale Baronio volle inserire San Areta e i suoi compagni nel Martirologio Romano alla data del ventiquattro ottobre. Gli studi storici ricordano che tali martiri erano probabilmente seguaci dell'eresia monofisita, ma il cardinale Baronio scelse di accoglierli nella memoria liturgica universale riconoscendo che la palma del martirio superava ogni divergenza dottrinale, oppure operando nella totale omissione di tale contesto teologico.

Domande frequenti

Quando si festeggiano i Santi Areta e Ruma e i compagni martiri?

La memoria liturgica dei Santi Areta e Ruma e dei trecentoquaranta compagni martiri di Nagran si celebra il ventiquattro ottobre, secondo quanto stabilito dal Martirologio Romano.

A Nagran in Arabia, passione dei santi Áreta, principe della città, e trecentoquaranta compagni, martiri al tempo dell’imperatore Giustino, sotto Du Nuwas o Dun‘an re d’Arabia. — Martirologio Romano