Santi Friardo e Secondello di Vinduneta

Eremiti

Aggiornato il 22 luglio 2026

La giovinezza e i primi segni

Friardo nacque nel territorio di Nantes da una modesta famiglia contadina. Durante la giovinezza, egli si distingueva nettamente dai compagni di lavoro per una profonda pietà e per il costante raccoglimento interiore. Per questa sua dedizione alla preghiera, i compagni lo deridevano frequentemente e gli facevano brutti tiri, prendendo in giro anche i segni di croce che il giovane usava farsi sulle orecchie e sugli occhi. La pietà di Friardo era semplice quanto la sua vita quotidiana. Un giorno, durante i lavori della mietitura, Friardo e i suoi compagni furono improvvisamente punti da uno sciame di vespe fururiose. Mentre gli altri braccianti cercavano scampo, si rivolsero proprio a Friardo chiedendo il suo aiuto. Il giovane si mise umilmente in ginocchio e fece un segno di croce nell'aria. Subito dopo quel gesto, le vespe cessarono l'attacco e si nascosero nel loro buco, sbalordendo tutti i presenti.

La vita eremitica a Vinduneta

Animato dal desiderio di trovare un raccoglimento ancora maggiore e di dedicarsi interamente alla penitenza, Friardo decise di lasciare il mondo e di ritirarsi nell'isola di Vinduneta, situata sulla Loira e concordemente identificata con l'odierna Besné. Su quell'isola l'uomo visse come recluso. In seguito, sull'isola giunse anche il diacono Secondello. I due eremiti vivevano ciascuno nella propria celletta, conducendo una vita austera. Per un certo periodo si unì a loro anche un abate di nome Sabaudus, il quale in passato era stato servitore del re Clotario, ma questi decise poi di ritornare al proprio monastero. La vita dei due rimasti, Friardo e Secondello, si svolse nel silenzio e nella preghiera, proprio come quella dei antichi padri del deserto, tra fatti meravigliosi e insidie diaboliche. Gregorio di Tours tramanda che la preghiera che Friardo ripeteva incessantemente sulle sue labbra era l'invocazione Adiutorium nostrum in nomine Domini. Il demonio cercò più volte di ostacolarli. Una volta Secondello lasciò l'isola per andare a predicare e a guarire alcuni malati nel circondario, e al suo ritorno era visibilmente felice per le opere compiute. Friardo interpretò saggiamente quel comportamento come una trappola del maligno volta a riempire l'animo del diacono di pericolosa vanagloria. Più tardi, lo stesso tentatore riapparve a Secondello assumendo le sembianze di Cristo, ma il diacono lo riconobbe e lo scacciò prontamente facendosi un segno di croce.

Il transito e il culto

Secondello fu il primo dei due compagni a concludere i suoi giorni terreni. Dopo la sua morte, alcuni discepoli giunsero sull'isola per sostituirlo, fortemente attratti dalla fama di santità di Friardo. Quando giunse anche per Friardo l'ora della morte, il santo avvertì l'approssimarsi della fine e pregò il vescovo di Nantes, san Felice, che nutriva per lui grande stima, di recarsi ad assisterlo nei suoi ultimi momenti. San Felice, impegnato in importanti occupazioni, mandò a dire al santo di attendere ancora un poco; Friardo obbedì docilmente a quell'avviso, aspettando l'arrivo del vescovo prima di spirare serenamente intorno all'anno cinquecento settanta. San Felice poté così assisterlo negli ultimi istanti e provvedere personalmente alla sua sepoltura. Le tombe dei santi Friardo e Secondello sono realizzate in pietra calcarea e presentano particolari disegni di piante di felce. Esse sono conservate ancora oggi nella cripta della chiesa di Besné, dove i fedeli si raccoglievano per venerare le loro reliquie. Nel sedicesimo secolo, precisamente nel milleseicentoquarantadue, il vescovo di Nantes decise di erigere in onore dei santi una apposita confraternita, che fu dotata di speciali indulgenze da parte di papa Urbano VIII. Questa confraternita si sciolse durante i tumulti della Rivoluzione francese, ma venne provvidenzialmente ristabilita nel mille ottocento quarantasei, ottenendo nuove indulgenze concesse da papa Pio IX.

Domande frequenti

Quando si festeggia santi Friardo e Secondello di Vinduneta?

Il Martyrologium Romanum fissa la memoria liturgica dei santi il primo agosto. La diocesi di Nantes celebra invece san Friardo il dieci agosto e san Secondello il ventinove aprile.

Di cosa è patrono san Friardo?

San Friardo è il patrono della chiesa e della parrocchia di Besné.

Nell’isola di Besné presso Nantes in Francia, santi Friardo e Secondello diacono, eremiti. — Martirologio Romano