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13 marzo

Santi Graziano e Felino, Carpoforo e Fedele

Martiri

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e fonti storiche dei santi Graziano e Felino

La città di Arona si trova sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, in diocesi e provincia di Novara. Arona festeggia come propri santi patroni due coppie di martiri: Graziano e Felino, Carpoforo e Fedele. La tradizione agiografica tramanda che Gratiniano e Felino fossero due soldati romani di stanza a Perugia. I due soldati furono convertiti al cristianesimo dal vescovo di Perugia, dal quale ricevettero il battesimo. In seguito, Gratiniano e Felino furono martirizzati insieme ad altri cristiani durante la persecuzione dell'imperatore Decio per aver rifiutato di rinnegare la loro fede. I corpi dei due martiri furono sepolti in un terreno non lontano dal luogo del martirio. La critica agiografica considera tuttavia leggendaria la vicenda dei due martiri perugini. Alcuni studiosi identificano i due martiri con i santi Gratiliano e Felicissima. Al tempo di Amizzone si era già verificato uno sdoppiamento della coppia di santi. Lo sdoppiamento fu forse causato da un'errata lettura o trascrizione di Gratiliano trasformato in Gratiniano e della sigla Fel. interpretata come Felino anziché Felicissima. Si ipotizza che dall'Umbria giunsero ad Arona solo parte dei resti di Gratiniano e Felino. Gratiniano e Felicissima riposano rispettivamente nella cattedrale di Civita Castellana e nella chiesa di San Sisto a Viterbo.

Le testimonianze scritte di questa devozione trovano riscontro in preziosi documenti d'archivio. Esiste un documento conservato nell'archivio parrocchiale di Arona risalente, per le parti più antiche, al X secolo. Il manoscritto dell'archivio parrocchiale si compone di 249 fogli in pergamena ed è redatto con caratteri gotici in latino medievale. Il manoscritto contiene una narrazione della passio dei santi Gratiniano o Graziano e Felino e della traslazione delle loro reliquie ad Arona. Nel 979 il conte del Seprio Amizzone, capitano di truppe al soldo dell'imperatore Ottone I, trasferì i resti dei due santi ad Arona con il permesso del vescovo. La traslazione servì per farne dono al monastero in costruzione che avrebbe preso il nome dei santi. La fondazione del cenobio da parte di Amizzone fu intrapresa come penitenza per una scomunica. La scomunica era stata inflitta ad Amizzone per l'incendio appiccato dai suoi soldati al portico della basilica romana di San Paolo sulla Via Ostiense. Oggi i resti dei Santi Gratiniano e Felino sono conservati dal Settecento in un sacello sopra l'altare maggiore.

Le vicende di Carpoforo e Fedele tra Como e Arona

La seconda coppia di martiri, Carpoforo e Fedele, presenta maggiori problemi di identificazione. Notizie su Carpoforo e Fedele sono fornite da padre Francescantonio Zaccaria, gesuita del Settecento che studiò i documenti degli archivi aronesi. Il martirio di San Fedele è avvenuto sulla sponda settentrionale del Lario, nei pressi di Samolaco. A Samolaco il santo fu raggiunto dai soldati imperiali incaricati di ucciderlo. Il corpo di San Fedele fu deposto inizialmente in un sepolcro su cui venne edificata una chiesa. Il corpo di San Fedele fu trasportato a Como nel 964. Esistono molte testimonianze della presenza delle reliquie di San Fedele a Como nel corso dei secoli. Le testimonianze più importanti su San Fedele a Como riguardano le ricognizioni delle reliquie da parte dei vescovi locali. Il corpo di San Fedele fu trasportato a Como nel 964. Una ricognizione delle reliquie di San Fedele avvenne nel 1365 ad opera del vescovo Stefano Gatti. Nel 1365 il vescovo Stefano Gatti fece incidere sulla cassa dei resti: «Qui giace tutto ed integro il corpo del martire Fedele». L'iscrizione del vescovo Gatti fu fatta quasi in risposta alle pretese della cittadina sul Verbano. Un'altra ricognizione delle reliquie di San Fedele a Como avvenne nel 1638. Il Bascapè colloca la presunta traslazione aronese nel 1350. La tradizione locale tramandata da Zaccaria voleva i resti di Carpoforo e Fedele traslati ad Arona da un religioso del monastero per salvarli da saccheggi durante le guerre tra Milano e Como. La città di Como ha sempre contestato ad Arona il possesso dei resti di San Fedele. Le reliquie di San Fedele sono custodite nella chiesa comasca a lui intitolata. Per Carpoforo e Fedele esiste il dubbio su quali corpi siano stati trasferiti ad Arona. I comaschi venerano le reliquie di San Carpoforo presso la chiesa parrocchiale di Santa Brigida a Camerata. Le reliquie di San Carpoforo a Camerata furono trasferite nel 1932 dalla vicina basilica romanica sorta in suo onore. Un'accurata ricognizione, un'indagine anatomica scientifica e un confronto con i depositi di Como potrebbero chiarire la provenienza delle reliquie aronesi. La memoria dei santi è celebrata il 7 agosto nella diocesi di Como.

Nonostante la contestazione comasca, antiche testimonianze attestano il legame di Arona con questi martiri. Documenti aronesi del 1259 e del 1321 testimoniano l'esistenza di una venerazione ad Arona per San Fedele e il suo compagno Carpoforo. I documenti aronesi del 1259 e 1321 affermano che Arona possiede i sacri corpi di San Fedele e Carpoforo. Una testimonianza a favore degli aronesi proviene da uno scritto di Goffredo da Bussero vissuto tra il 1220 e il 1289 circa. Goffredo da Bussero, parlando dei martiri tebei uccisi in Lombardia, afferma: «sed horum duo corpora ad monasterium de Arona dati sunt». Goffredo da Bussero non specifica a quali santi tra Fedele, Carpoforo, Cassio, Essanto, Licinio, Severo e Secondo appartenessero i resti donati.

Il trasferimento delle reliquie, la protesta e la festa del Tredicino

Nel febbraio del 1576 San Carlo Borromeo dispose il trasferimento a Milano delle ossa dei santi Carpoforo e Fedele. San Carlo Borromeo intendeva collocare le ossa dei santi Carpoforo e Fedele nella nuova chiesa milanese a loro dedicata. Le ossa di Carpoforo e Fedele erano state ritrovate nel 1487 all'interno di un muro della chiesa abbaziale durante alcuni lavori. Originariamente la popolazione di Arona non mostrava una particolare devozione verso i due santi. La notizia della rimozione delle reliquie dei santi da Arona scatenò un movimento di protesta intenso e inaspettato. Le autorità cittadine, pressate dal popolo, si rivolsero al Borromeo. Le autorità e il Borromeo raggiunsero un compromesso per riportare ad Arona le ossa dei due avambracci sinistri dei martiri. La restituzione delle reliquie avvenne il 13 marzo dello stesso anno. La restituzione fu celebrata con una grandiosa festa popolare definita memorabile dalle cronache. Alla festa parteciparono tra i trenta e i quarantamila convenuti da ogni centro della sponda del lago. Il consiglio cittadino decretò l'anniversario della restituzione come giorno festivo annuale. Il consiglio cittadino autorizzò lo svolgimento di una fiera in occasione della ricorrenza. La fiera crebbe d'importanza nei secoli attirando migliaia di persone sulle sponde del lago. Il ricordo della restituzione fu unito alla commemorazione dei martiri Gratiniano e Felino. La festa di Gratiniano e Felino fu unificata in tale data, mentre in precedenza si celebrava la terza domenica dopo Pentecoste. L'identificazione delle reliquie delle due coppie di martiri rimane un problema insoluto. I due avambracci dei Santi Carpoforo e Fedele restituiti dal Borromeo sono custoditi in un cofanetto reliquiario sull'altare della seconda cappella di destra. I santi patroni sono i protagonisti della festa del Tredicino, che si svolge ogni anno a marzo sulle sponde del lago. La festa del Tredicino ricorre propriamente il 13 del mese. L'origine della festa è collegata alla presenza ad Arona delle reliquie dei quattro santi. Si festeggiano annualmente a marzo, in particolare il 13 del mese, con la festa del Tredicino.

Testimonianze artistiche e iconografia dei santi martiri

La devozione verso i santi patroni ha trovato nei secoli una splendida espressione nelle arti figurative custodite nella città di Arona. Nell'arte locale i quattro santi sono raffigurati in abiti militari rinascimentali e privi di attributi particolari. Esempi importanti delle raffigurazioni artistiche dei quattro santi si trovano nella chiesa a loro intitolata ad Arona. Nella chiesa di Arona si trova la pala quattrocentesca dell'abate Calagrani realizzata da Ambrogio Bergognone nel 1489 e collocata dietro l'altare del coro. Nella chiesa di Arona si trovano rilievi marmorei laterali dell'altare maggiore eseguiti probabilmente dallo scultore milanese Pollicetus de Luonibus. Queste opere d'arte sacra non soltanto testimoniano la profonda radice della fede cristiana nella comunità aronese, ma offrono anche un prezioso documento visivo di come la tradizione abbia tramandato l'immagine di questi valorosi testimoni del Vangelo. Attraverso la pittura e la scultura, i fedeli di ogni epoca hanno potuto contemplare l'esempio di coraggio e di fedeltà offerto da Graziano, Felino, Carpoforo e Fedele, rinnovando il proprio legame spirituale con i protettori della terra piemontese.

Domande frequenti

Quando si festeggiano i Santi Graziano, Felino, Carpoforo e Fedele?

Si festeggiano annualmente a marzo, in particolare il 13 del mese, con la tradizionale festa del Tredicino.

Di cosa è patrono la città di Arona?

Arona ha come propri santi patroni le due coppie di martiri formate da Graziano e Felino, e da Carpoforo e Fedele.