9 ottobre
Santi Innocenzo dell’Immacolata (Emanuele Canoura Arnau) ed 8 compagni
Religiosi e martiri
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il contesto storico e le premesse della persecuzione
La persecuzione anticlericale che insanguinò la Spagna durante la guerra civile ebbe il suo drammatico culmine nel periodo compreso tra il 1936 e il 1939. Le prime sanguinose avvisaglie di questa profonda frattura nazionale si erano tuttavia manifestate già nel 1931, attraverso sommosse, rappresaglie e vendette che colpirono in particolare la regione delle Asturie. Le Asturie costituiscono una regione mineraria della Spagna settentrionale, estesa dai monti Cantabrici al golfo di Biscaglia, caratterizzata da una forte concentrazione operaia e marxista. Gli scontri aspri e frequenti tra la forza pubblica e le fazioni politiche in questa area portarono a più di mille morti e a migliaia di feriti. La città di Oviedo emerse come la capitale più colpita da questo tragico bilancio di sangue e di sofferenza. In questo clima di tensione crescente, i rivoltosi mostrarono una particolare aggressività nei confronti di religiosi e sacerdoti. Tali figure venivano ingiustamente imprigionate e uccise non per motivi politici, ma perché svolgevano il ruolo prezioso di educatori, assistenti ospedalieri e dispensatori di pace spirituale. Le vittime totali di quella feroce repressione nella zona raggiunsero il numero di trentatré persone. Tra queste trentatré vittime si contarono dieci sacerdoti diocesani, sei seminaristi, tre padri passionisti, tre vincenziani, due gesuiti, un carmelitano e otto fratelli delle Scuole Cristiane. Otto di questi fratelli delle Scuole Cristiane e un padre passionista subirono infine il martirio il 9 ottobre 1934 nella località di Turón, situata nei pressi di Oviedo.
La figura e la vocazione di Padre Innocenzo dell'Immacolata
Padre Innocenzo dell'Immacolata nacque il 10 marzo 1887 a Santa Lucia del Valle de Oro, nel comune di Lugo, in Spagna, ricevendo il nome civile di Emanuele Canoura Arnau. Fin da piccolo mostrò una profonda devozione alla Madonna e, già durante gli anni dell'adolescenza, avvertì chiaramente la chiamata del Signore allo stato religioso. A soli diciotto anni decise di entrare a far parte della Congregazione dei Passionisti, istituto religioso fondato da San Paolo della Croce nel corso del Settecento. Al momento della professione religiosa, emessa solennemente il 27 luglio 1905, assunse il nome di Innocenzo dell'Immacolata. Negli anni successivi studiò con grande profitto la teologia, la filosofia e le altre scienze ecclesiastiche previste dal suo percorso di formazione. Fu ordinato sacerdote il 20 settembre 1913 e i suoi superiori lo impegnarono quasi subito nell'importante compito della formazione dei nuovi missionari passionisti e nella predicazione. Passò buona parte della sua vita insegnando ai giovani studenti nelle comunità passioniste della provincia del Preziosissimo Sangue di Madrid, distinguendosi per zelo e rettitudine. Al momento dei fatti tragici si trovava a far parte della comunità passionista di Mieres, sempre nelle Asturie. Nel frattempo, nel 1934, la regione fu scossa dalla violenta Rivoluzione delle Asturie. Il 4 ottobre dello stesso anno i superiori gli chiesero la disponibilità per recarsi a Turón a confessare gli alunni del collegio gestito dai Fratelli delle Scuole Cristiane. Padre Innocenzo accettò prontamente, divenendo così l'unico sacerdote tra i prigionieri catturati nel collegio e adoperandosi con amorevolezza per confortare i giovani confratelli durante la dura prigionia che precedette l'esecuzione.
Le origini e il cammino dei Fratelli delle Scuole Cristiane
La comunità dei Fratelli delle Scuole Cristiane presente a Turón era composta da religiosi giunti da diverse regioni della Spagna e non solo, uniti da un profondo ideale educativo. Fratel Cirilo Bertrán, il cui nome civile era José Sanz Tejedor, nacque a Lerma, nella provincia di Burgos, il 20 marzo 1888 da umili lavoratori. Da essi apprese l'austerità, lo spirito di sacrificio e un forte attaccamento alla religione cattolica, entrando nel noviziato di Bujedo il 12 luglio 1905. Per le sue doti di saggezza, prudenza e intensa vita spirituale, i superiori gli affidarono la direzione di importanti scuole, fino a nominarlo nel 1933 direttore del collegio di Nostra Signora di Covadonga a Turón, situato al centro della regione mineraria con i più fanatici propugnatori della rivoluzione proletaria. A coadiuvarlo vi era Fratel Marciano José, nato a El Pedregal in provincia di Guadalajara il 15 novembre 1900 da una famiglia di lavoratori. Dopo aver superato non poche difficoltà legate a un'infermità all'orecchio, emise i primi voti il 9 luglio 1919 e la professione perpetua il 9 luglio 1925, offrendosi nel 1934 di trasferirsi a Turón per sostituire un confratello intimorito dalle tensioni. Fratel Victoriano Pio, battezzato come Claudio Bernabè Cavo, nacque a San Millán de Lara il 7 luglio 1905, emise i primi voti nel 1923 e quelli perpetui il 22 agosto 1930, giungendo a Turón nel 1934 per completare la comunità a causa delle leggi inique del 1933 che imponevano frequenti spostamenti per prudenza. Fratel Julian Alfredo, civilmente Vilfrido Fernández Zapico, nacque a Cifuentes de Rueda il 24 dicembre 1903, emise la prima professione il 15 agosto 1927 e i voti perpetui il 28 agosto 1932, trovandosi al suo secondo anno di apostolato a Turón. Fratel Benjamin Julian, nato Vicente Alonso Andrés a Jaramillo de la Fuente il 27 ottobre 1908, emise i primi voti il 15 maggio 1926 e quelli perpetui il 30 agosto 1933, destinato a ricevere la corona del martirio in quella stessa scuola. A essi si univa Fratel Benito de Jesus, al secolo Héctor Valdivielso, nato a Buenos Aires in Argentina il 31 ottobre 1910 da poveri emigrati spagnoli e battezzato nella chiesa di San Nicola di Bari, il quale, dopo il ritorno della famiglia in Spagna e il noviziato in Belgio, fu trasferito a Turón nel 1933, divenendo così il primo santo argentino. Completavano il gruppo Fratel Aniceto Adolfo, nato a Celada Marlantes il 4 ottobre 1912, che aveva emesso i primi voti il 2 febbraio 1930 e quelli triennali nel 1931 prima di essere destinato alla scuola asturiana, e infine Fratel Augusto Andrés, nato a Santander il 6 maggio 1910 da un padre militare e da una madre pia, il quale aveva emesso i primi voti il 15 agosto 1927 e rinnovato quelli triennali nel 1929, offrendo la propria giovane vita a soli ventiquattro anni.
L'irruzione nel collegio e la testimonianza del martirio
I religiosi gestivano con dedizione una grande scuola a Turón, punto di riferimento educativo per tutta la vallata mineraria. La mattina del 5 ottobre 1934, mentre era in corso la celebrazione della Santa Messa, una trentina di persone violente fecero irruzione nella chiesa del collegio. Gli aggressori prelevarono gli otto confratelli e il padre passionista, giunto il giorno prima per le confessioni. I religiosi furono quindi rinchiusi in una Casa del popolo, dove rimasero segregati per quasi quattro giorni in condizioni di grande disagio. Durante questo periodo di prigionia, Padre Innocenzo dell'Immacolata non cessò di infondere coraggio e speranza ai confratelli e ai giovani presenti. La notte del 9 ottobre i prigionieri furono prelevati in perfetto silenzio per evitare di allarmare i fedeli del luogo, camuffando il trasferimento come un finto spostamento. Insieme a loro furono condotti due ufficiali dei carabinieri tenuti in ostaggio dai rivoluzionari. La destinazione finale fu il cimitero di Turón, dove era stata preventivamente preparata una grande fossa per occultare i corpi. I prigionieri furono mitragliati con due scariche mortali nei pressi del cimitero, a breve distanza dalla scuola dove avevano speso le loro energie per l'educazione della gioventù. I loro corpi caddero colpiti in odio alla fede cattolica, senza che venisse celebrato alcun processo. Tra i dettagli che colpirono profondamente persino i carnefici vi fu il sereno e amichevole sorriso impresso sul volto del giovane Fratel Aniceto Adolfo al momento del colpo fatale. La tradizione e la memoria storica custodiscono il sacrificio di questi nove martiri come un luminoso esempio di fedeltà evangelica nel ventesimo secolo. La Chiesa, dopo averne esaminato la vita e le virtù, li ha elevati agli onori degli altari, beatificandoli per mano di Giovanni Paolo II il 19 aprile 1990 e canonizzandoli solennemente il 21 novembre 1999.
La vita
La figura centrale di questo gruppo, San Innocenzo dell’Immacolata, nacque a San Lucia del Valle de Oro nel milleottocentottantasette. Entrato nella Congregazione dei Passionisti nel millecinque, ricevette l'ordinazione sacerdotale nel millenovecentotredici, dedicando il suo ministero a Dio e ai fratelli tra Madrid, Mieres e Turón. Insieme a lui, il gruppo dei martiri era composto da otto religiosi appartenenti alla congregazione dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Questi uomini, provenienti da diverse terre, tra cui Lerma, El Pedregal, San Millán de Lara, Cifuentes de Rueda, Jaramillo de la Fuente, Buenos Aires, Celada Marlantes e Santander, avevano consacrato la loro esistenza all'istruzione dei giovani e alla vita comunitaria.
Le loro strade si incrociarono nel collegio di Turón, dove, nel millenovecentotrentaquattro, prestavano il loro servizio educativo e spirituale. La loro dedizione fu bruscamente interrotta il cinque ottobre, quando furono catturati e imprigionati dai rivoluzionari. Nonostante la reclusione, mantennero ferma la loro adesione a Cristo. Il nove ottobre millenovecentotrentaquattro, in odio alla fede, furono condotti nel cimitero di Turón e fucilati. Essi morirono insieme, testimoniando con il proprio sangue la dedizione alla vocazione religiosa e la fedeltà alla Chiesa cattolica. Il loro cammino di fede, intrapreso in tempi e luoghi differenti, ha trovato il suo sigillo definitivo nel sacrificio comune, lasciando una traccia indelebile di coraggio e di mitezza evangelica che ancora oggi interroga il cuore dei fedeli.
Il culto
La memoria dei Santi Innocenzo dell’Immacolata e compagni è custodita con devozione dalla Chiesa universale. La loro testimonianza, che ha travalicato i confini della Spagna per raggiungere il mondo intero, è stata ufficialmente riconosciuta attraverso il solenne atto di canonizzazione presieduto da San Giovanni Paolo II il ventuno novembre millenovecentonovantanove. Questo atto ha elevato i martiri di Turón all'onore degli altari, confermando come la loro morte non sia stata vana, ma un seme fecondo di vita nuova.
La ricorrenza liturgica, fissata al nove ottobre, invita i fedeli a riflettere sul significato della fedeltà cristiana. Il loro ricordo non è solo memoria storica di un evento tragico del ventesimo secolo, ma un richiamo costante alla coerenza di vita. La venerazione che circonda questi martiri sottolinea l'importanza del servizio educativo svolto in nome del Vangelo e la dignità del sacrificio compiuto per amore verso il Signore. Essi restano per la comunità cristiana un faro di speranza e un invito a mantenere salda la fede, anche quando le circostanze esterne pongono sfide insormontabili alla testimonianza del bene.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Innocenzo dell’Immacolata e compagni?
La memoria liturgica dei santi martiri si celebra il 9 ottobre.
Chi erano i compagni di San Innocenzo dell’Immacolata?
I compagni del martirio erano otto fratelli delle Scuole Cristiane: Cirilo Bertrán, Marciano José, Victoriano Pio, Julian Alfredo, Benjamin Julian, Benito de Jesus, Aniceto Adolfo e Augusto Andrés.
In località Turón nelle Asturie in Spagna, santi martiri Innocenzo dell’Immacolata (Emanuele) Canoura Arnau, sacerdote della Congregazione della Passione, e otto compagni, dei Fratelli delle Scuole Cristiane, che, nelle avverse circostanze dei loro tempi, conseguirono la suprema vittoria sterminati in odio alla fede senza processo. — Martirologio Romano