Santi Nabore e Felice

Martiri

Aggiornato il 22 luglio 2026

La memoria liturgica e le origini

Il culto popolare per Nabore e Felice fu tributato dai milanesi fino a tutto il quarto secolo. Durante la ricognizione dei corpi dei santi Gervasio e Protasio nel 386, essi si trovavano nella basilica in cui Nabore e Felice godevano di grande culto popolare. Con il progredire del culto dei santi milanesi Protasio e Gervasio, la devozione verso Nabore e Felice subì un'attenuazione per tutto l'Alto Medioevo. Dopo il 1249 la vetusta e cadente basilichetta naboriana fu affidata ai francescani. I francescani rinnovarono completamente la basilichetta e riproposero il culto dei martiri lì sepolti. Nel 1258 i due martiri furono traslati nella nuova chiesa. Gli statuti milanesi del 1396 stabilirono che il dodici luglio fosse festa di precetto per la città, ma il precetto festivo del dodici luglio fu abolito da Carlo V nel 1537. Nel 1472 i corpi furono riposizionati insieme al nuovo altare. Nel 1472 i due crani furono divisi dal resto delle reliquie e posti in reliquiari d'argento a forma di busto. I busti reliquiari furono esposti solennemente sull'altare maggiore nelle feste principali, anche nei secoli successivi.

Le vicende delle reliquie

Il ventidue gennaio 1799 le reliquie furono traslate in Sant'Ambrogio a causa della soppressione dell'antica basilica paleocristiana. In quel periodo scomparvero i due busti con i crani. I due busti con i crani furono ritrovati centosessanta anni dopo presso un antiquario di Namur in Belgio, completi delle reliquie. L'allora arcivescovo di Milano cardinale Montini, futuro papa Paolo VI, dispose il ritorno delle reliquie con solenni onoranze. Le reliquie tornarono prima a Milano e poi a Lodi Vecchio, rinnovando il culto.

Domande frequenti

Quando si festeggiano i santi Nabore e Felice?

I santi Nabore e Felice si festeggiano il dodici luglio.

A Milano, santi Nábore e Felice, martiri, che, soldati provenienti dalla Mauritania, nell’odierna Algeria, si narra che abbiano patito a Lodi il martirio durante le persecuzioni e siano stati poi sepolti a Milano. — Martirologio Romano