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4 novembre

Santi Vitale e Agricola

Protomartiri bolognesi

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la testimonianza del martirio

Le notizie riguardanti l'esistenza terrena dei santi Vitale e Agricola mostrano come la loro condizione sociale fosse superata dalla condivisione della medesima fede. Si ritiene che Agricola fosse un cittadino di religione cristiana residente a Bologna, mentre Vitale era un servo alle dipendenze di Agricola. Vitale decise di abbracciare la medesima fede cristiana del suo padrone, compiendo un cammino spirituale che li avrebbe condotti insieme alla prova suprema. Secondo la descrizione riportata da sant'Ambrogio, Vitale fu dapprima servo di Agricola e in seguito suo compagno nel martirio. Entrambi vennero condotti all'interno dell'arena per subire la condanna a causa del loro credo. Vitale fu il primo tra i due a subire il martirio, sottoposto a torture su tutto il corpo che lo condussero alla morte. Vitale subì tormenti così gravi da non lasciare alcuna parte del suo corpo priva di ferite. I carnefici nutrivano la convinzione che l'esecuzione di Vitale avrebbe spinto Agricola ad abiurare la fede cristiana, ma i supplizi inflitti ottennero l'effetto opposto rispetto alle intenzioni dei persecutori. La morte del suo servitore diede ulteriore forza e coraggio ad Agricola. Agricola non si lasciò spaventare dalle sofferenze patite dal suo servo e ne seguì l'esempio affrontando la morte sulla croce. Agricola affrontò la pena della crocifissione dimostrando una grande forza d'animo e mantenne la propria testimonianza di fede cristiana sino al momento estremo. Il corpo di Agricola venne inoltre trafitto con dei chiodi durante il martirio.

Il ritrovamento delle reliquie e la diffusione del culto

Prima del 392 le figure di Vitale e Agricola rimasero sconosciute alla comunità cristiana più ampia, fino alla svolta segnata dal ritrovamento delle loro spoglie. Nel 392 il vescovo di Bologna, Eusebio, rese noto alla cittadinanza il ritrovamento dei loro resti all'interno di un cimitero ebraico a Bologna. Lo stesso vescovo Eusebio organizzò per i due corpi una nuova sepoltura secondo il rito cristiano, alla quale volle partecipare personalmente sant'Ambrogio. Durante la celebrazione liturgica, sant'Ambrogio pronunciò un'omelia rivolta ai due martiri ed esortò il popolo convenuto a venerare le loro reliquie. La diffusione del culto dei due martiri nell'Europa occidentale fu promossa direttamente dall'iniziativa di sant'Ambrogio. Lo stesso presule di Milano scrisse dei due santi e fece trasferire una parte dei loro resti a Milano. Sant'Ambrogio donò un'altra porzione delle reliquie dei due martiri alla città di Firenze. A seguito dell'azione di sant'Ambrogio, molti vescovi chiesero reliquie dei due santi da collocare con devozione nelle proprie cattedrali. Il centro principale del culto rimase tuttavia la città di Bologna, dove a tale scopo venne costruita una basilica dedicata ad accogliere le salme dei due martiri. Successivamente le salme vennero spostate nella cappella adiacente alla basilica. Verso la fine del sesto secolo, san Gregorio di Tours scrisse in una sua opera che non esisteva una passio dedicata a san Vitale e san Agricola, sebbene la sua affermazione sulla mancanza di fonti non fosse del tutto precisa. Un'ulteriore testimonianza storica sui due santi fu fornita da san Paolino di Nola nel 403. Negli Acta Sanctorum sono stati infine inseriti due resoconti leggendari attribuiti erroneamente a sant'Ambrogio, mentre il Martirologio attesta con certezza la sepoltura dei santi Vitale e Agricola a Bologna.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Vitale e Sant'Agricola?

La ricorrenza liturgica dei santi Vitale e Agricola si celebra il 4 novembre.

A Bologna, santi Vitale e Agricola, martiri, dei quali, secondo quanto racconta sant’Ambrogio, il primo fu dapprima schiavo dell’altro, poi compagno di martirio: Vitale, infatti, patì tali tormenti da non esserci più parte del suo corpo senza ferita; Agricola, per nulla atterrito dal supplizio del suo schiavo, lo imitò nel martirio subendo la crocifissione. — Martirologio Romano