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mercoledì 15 aprile 2026 · Santo del giorno

San Damiano de Veuster

Sacerdote

San Damiano de Veuster

San Damiano de Veuster nacque a Tremenloo, in Belgio, il 3 gennaio 1840, in una famiglia fiamminga che ebbe otto figli e da cui uscirono due suore e due preti, entrambi appartenenti ai Sacri Cuori di Gesù e Maria, detti anche Società del Picpus dal nome della via di Parigi dove nacque la congregazione. Giuseppe De Veuster, originariamente destinato ad aiutare il padre nel lavoro, entrò a diciannove anni nell'istituto prendendo il nome di fratel Damiano, seguito dal fratello Pamphile che fu ordinato prete nel 1863 ma non poté partire in missione a causa della malattia. Damiano ottenne di partire al posto del fratello prima ancora di essere ordinato sacerdote, raggiungendo le Isole Sandwich, chiamate così dal loro scopritore James Cook nel 1778 in onore di Lord Sandwich, capo della Marina inglese, e in seguito note come Isole Hawaii. Dopo centotrentotto giorni di navigazione da Brema a Honolulu, completò gli studi e divenne sacerdote nel 1864, lavorando nell'isola principale per istruire la gente nella fede, insegnare ad allevare montoni e maiali e a coltivare la terra, affrontando duri ostacoli dovuti al divario culturale e una solitudine a volte insopportabile.

Nel 1873 il suo vescovo cercò preti volontari per l'isola lazzaretto di Molokai, dove il governo confinava tutti i malati di lebbra togliendoli alle famiglie. Padre Damiano fu il primo dei quattro sacerdoti volontari a partire, stabilendosi per sempre nell'isola, tranne un breve soggiorno a Honolulu, poiché il governo temeva il contagio e gli proibì di lasciare quel luogo ad alta mortalità, segnato da centottantatré decessi nei primi otto mesi e da un continuo arrivo di nuovi malati. A Molokai fu prete, medico e padre, curando le anime, lavando le piaghe, distribuendo medicine e stimolando la dignità dei malati, i quali arrivarono a organizzarsi, lavorare la terra e creare orfanotrofi. Nel 1885 scoprì di essere stato contagiato anche lui dalla lebbra e, rimasto solo a lungo, attese l'arrivo del padre belga Conrardy per confessarsi pochi mesi prima della morte, sopportando incomprensioni ma dichiarandosi tranquillo, rassegnato e più felice nel suo mondo, continuando fino all'ultimo ad aiutare gli studi sperimentando su di sé nuovi farmaci prima di spegnersi dopo un mese di letto il 15 aprile 1889. Mille malati di lebbra lo seppellirono ai piedi di un albero, prima che nel 1936 il suo corpo fosse riportato in Belgio, a Lovanio, e Paolo VI iniziasse nel 1967 l'iter di beatificazione su richiesta di trentatré mila lebbrosi, concluso da Giovanni Paolo II a Bruxelles nel 1995 e da Benedetto XVI con la canonizzazione in Piazza San Pietro l'11 ottobre 2009.

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Gli altri santi di oggi

Beato Cesare De Bus

Sacerdote e fondatore

Il Beato Cesare De Bus, nato a Cavallion nel 1544, rappresenta una figura luminosa di rinnovamento spirituale nel travagliato contesto del sedicesimo e diciassettesimo secolo. La sua esistenza si è trasformata radicalmente nel 1575, anno in cui ha vissuto una profonda conversione religiosa dopo un intenso percorso di penitenza. Questo mutamento interiore lo ha condotto verso il sacerdozio, ricevuto dopo quattro anni di attenta direzione spirituale, segnando l'inizio di una missione instancabile dedicata all'annuncio del Vangelo.

Egli è ricordato con gratitudine dalla Chiesa per aver fondato, nel 1592, la Congregazione dei Padri e delle Suore della Dottrina Cristiana. Il suo impegno si è concentrato con particolare dedizione sulla catechesi rivolta ai poveri e ai contadini della Provenza, utilizzando come solida base i testi del Catechismo del Concilio di Trento. La sua opera, volta a illuminare la mente e il cuore dei fedeli attraverso l'istruzione religiosa, ha lasciato un segno indelebile nella storia della fede. Beatificato da Papa Giovanni Paolo Secondo, egli continua a essere un modello prezioso per ogni credente che desidera servire il Signore attraverso la cura dell'educazione cristiana e la carità verso gli umili.

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Beato Lorenzino Sossio

Martire

Il Beato Lorenzino Sossio è una figura legata alla memoria storica della città di Bassano, dove il suo corpo fu rinvenuto nell'anno 1485. La sua vicenda si inserisce in un contesto complesso e doloroso del quindicesimo secolo, caratterizzato dall'accusa di infanticidio rituale rivolta contro gli ebrei locali, un drammatico episodio che segnò profondamente la sensibilità religiosa e sociale dell'epoca. Il ricordo di Lorenzino Sossio si intreccia con il cammino devozionale delle comunità di Bassano e di Marostica, testimoniando un legame antico che ha attraversato i secoli.

La memoria del giovane martire è stata oggetto di una lunga attenzione da parte della Chiesa, culminata nel 1867 con la conferma del culto immemorabile da parte della Congregazione dei Riti. Sebbene la pratica liturgica ufficiale sia stata successivamente rivista nel periodo post-conciliare, la figura di Lorenzino Sossio rimane impressa nella storia locale. Egli è ricordato come patrono di Marostica, città che ne custodisce la memoria spirituale, mantenendo vivo il richiamo a una testimonianza che, pur nelle ombre della storia, invita alla riflessione sulla fragilità della vita e sulla costante ricerca di pace e giustizia che deve animare ogni cuore credente.

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San Marone

Martire

San Marone visse durante il primo secolo e subì il martirio nell'anno 100 in Val di Chienti, lasciando un segno profondo nelle comunità cristiane delle Marche. La sua figura emerge dalle fonti antiche come quella di un testimone fedele del Vangelo, inserito in un complesso contesto storico che attraversa il regno della dinastia dei Flavi e le vicende della nobile Domitilla. Per la sua incrollabile fede e per la sua opera di evangelizzazione nel Piceno, San Marone affrontò l'esilio, i lavori forzati e infine la decapitazione, sigillando la propria testimonianza con il sangue il quindici aprile.

Oggi la memoria di San Marone è custodita con devozione in diverse località marchigiane, dove è invocato come patrono e protettore. Il suo culto, radicato lungo i fiumi Chienti e Potenza, unisce la storicità delle persecuzioni romane alla ricchezza della tradizione cristiana locale. La sua testimonianza continua a interpellare i lettori di ogni età, ricordando il valore della coerenza evangelica e la forza silenziosa della fede vissuta fino al dono estremo della vita.

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Santi Teodoro e Pausilopo (Pausilippo)

Martiri

In Tracia, santi Teodoro e Pausílipo, martiri, la cui passione si dice sia avvenuta sotto l’imperatore Adriano.

San Crescente di Mira

Martire

A Mira in Licia, nell’odierna Turchia, san Crescente, che subì il martirio sul rogo.

Sant' Abbondio

Mansionario vaticano

A Roma presso san Pietro, commemorazione di sant’Abbondio, che, come attesta il papa san Gregorio Magno, fu umile e fedele mansionario di questa Chiesa.

Sant' Ortario

Abate di Landelles

Nel monastero di Landelles nel territorio di Bayeux in Normandia, in Francia, sant’Ortario, abate, dedito a una vita di austerità e di preghiera e assiduo nella cura degli infermi e nell’assistenza ai poveri.

Sante Anastasia e Basilissa

Martiri

San Paterno di Avranches

Vescovo

A Scissy nel territorio di Coutances in Francia, deposizione di san Paterno, vescovo di Avranches, che fondò molti monasteri e, eletto ormai settuagenario alla dignità episcopale, graditissimo a Dio, rese in monastero il suo spirito.

Santi Martiri Mercedari Redentori d’Africa

Sant’ Abbone (Abbo o Albone)

Vescovo di Metz

San Ruadhan di Lorrha

Abate e confessore

Dal Martirologio Romano

In località Kalawao sull’isola di Molokai in Oceania, beato Damiano de Veuster, sacerdote della Congregazione dei Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, che attese con tale dedizione all’assistenza dei lebbrosi, da morire colpito anch’egli dalla lebbra. — Martirologio Romano