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giovedì 17 dicembre 2026 · Santo del giorno

San Giovanni de Matha

Sacerdote

San Giovanni de Matha

San Giovanni de Matha, vissuto tra il dodicesimo e il tredicesimo secolo, è una delle figure più luminose della carità cristiana, ricordato dalla Chiesa come il fondatore dell'Ordine della Santissima Trinità. La sua esistenza si è consumata nel desiderio ardente di restituire la libertà e la dignità a coloro che erano caduti nella drammatica condizione della schiavitù.

Ordinato sacerdote, scelse di abbandonare una prestigiosa cattedra per farsi servo dei più dimenticati. Attraverso la sua opera instancabile e la fondazione di una nuova famiglia religiosa, ha tracciato una via di riscatto e di speranza, testimoniando con sobrietà e dedizione assoluta il volto misericordioso del Padre fino ai suoi ultimi giorni trascorsi a Roma.

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Gli altri santi di oggi

San Modesto

Patriarca di Gerusalemme

San Modesto è una figura di profonda tenacia spirituale, che ha attraversato il settimo secolo con la missione di custodire e risollevare la Chiesa di Gerusalemme nel momento della sua più dura prova. Egli è ricordato come un pastore solerte e un costruttore instancabile, la cui opera fu decisiva per la sopravvivenza della fede cristiana in Terra Santa dopo le devastazioni causate dall'invasione persiana dell'anno seicentoquattordici. In quegli anni di desolazione, egli seppe farsi guida per il gregge smarrito, operando con dedizione e umiltà per ridare dignità ai luoghi sacri calpestati dalla violenza.

La sua memoria rimane legata indissolubilmente alla ricostruzione dei santuari cristiani, un compito che egli affrontò con spirito di servizio ecclesiale dopo essere stato elevato alla cattedra patriarcale di Gerusalemme. Il suo cammino terreno si concluse nell'anno seicentotrenta, mentre si trovava in viaggio attraverso la Palestina, lasciando ai posteri l'esempio di un uomo che non si arrese di fronte alla rovina, ma che scelse la via della cura e della ricostruzione per onorare la memoria dei luoghi santi.

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San Cristoforo di Collesano

Monaco

San Cristoforo di Collesano è una figura luminosa del monachesimo italo-greco del decimo secolo, un uomo che ha saputo incarnare la dedizione assoluta alla preghiera e alla vita ascetica. Nato a Collesano, in Sicilia, egli scelse di consacrare la propria esistenza al Signore seguendo gli insegnamenti del maestro Niceforo nel monastero di San Filippo d'Agira, per poi cercare il silenzio contemplativo come eremita presso la chiesa di San Michele di Ctisma. La sua vita fu segnata da un profondo spirito di peregrinazione e da una costante ricerca di luoghi solitari dove poter edificare comunità dedite al servizio divino.

Il santo è ricordato con venerazione per la sua opera di fondatore e per il suo instancabile cammino di fede, che lo condusse lontano dalla terra natia a causa di una grave carestia. Attraverso il suo passaggio dalla Sicilia alla Calabria, egli portò con sé la ricchezza della tradizione monastica, dando vita a nuovi cenobi nel Mercurio e a Laino. La sua memoria, custodita con cura nel Martirologio Basiliano, continua a parlare ai fedeli di oggi come testimonianza di una vocazione vissuta nell'umiltà, nella preghiera incessante e nel pellegrinaggio verso i luoghi santi della cristianità, culminato nel suo devoto viaggio presso la tomba degli Apostoli a Roma.

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San Floriano

Venerato a Bologna

San Floriano è una figura che emerge dalla memoria storica e spirituale della città di Bologna, dove viene venerato come martire. Il suo nome è indissolubilmente legato al ritrovamento di quaranta corpi anonimi sepolti sotto il pavimento della basilica di Santa Croce. Questi resti, identificati dalla tradizione come i martiri di Gaza, trovarono in Floriano la loro guida ideale, in una ricostruzione agiografica che ha saputo intrecciare il sacrificio di testimoni lontani con la devozione locale.

La memoria di San Floriano è custodita attraverso una narrazione che affonda le radici nel tredicesimo secolo. La figura del martire è stata tramandata grazie all'elaborazione di una Passio, che ha dato voce e volto a coloro che, secondo la tradizione, furono condotti nel cammino della fede e del martirio tra le terre di Gaza, Gerusalemme ed Eleuteropoli. Il legame con Bologna si è consolidato nel tempo, attribuendo al vescovo Petronio il merito di aver curato la traslazione delle reliquie in terra bolognese, rendendo il santo un punto di riferimento per la comunità cristiana locale.

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Beato Giacinto Maria Cormier

Domenicano

Il Beato Giacinto Maria Cormier è una figura luminosa dell'Ordine dei Frati Predicatori, vissuta a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo. Nato a Orleans nel 1832, ha consacrato l'intera esistenza al servizio della Chiesa, percorrendo un cammino spirituale che lo ha condotto dalla Francia fino al cuore della cristianità, a Roma. Ordinato sacerdote nel 1856, egli ha saputo incarnare con dedizione l'ideale domenicano, distinguendosi per un profondo equilibrio tra la vita contemplativa e l'azione apostolica, lasciando un'impronta indelebile nella storia del suo Ordine.

La memoria del Beato Giacinto Maria Cormier è legata indissolubilmente al suo ruolo di guida sapiente, culminato nel 1904 con la nomina a Maestro Generale dell'Ordine Domenicano. Egli viene ricordato con gratitudine soprattutto per il suo lungimirante impegno in ambito accademico e formativo, culminato nel 1909 con la fondazione del Collegio Angelico a Roma. Beatificato da Giovanni Paolo II nel 1994, la sua vita rimane un esempio di fedeltà alla vocazione e di sollecitudine per la crescita intellettuale e spirituale delle nuove generazioni di religiosi.

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San Josè Manyanet y Vives

Sacerdote

San Josè Manyanet y Vives è stato un sacerdote spagnolo vissuto tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, la cui esistenza è stata interamente dedicata al servizio della Chiesa e alla promozione dei valori cristiani all'interno della famiglia. Nato a Tremp nel 1833 e giunto al termine del suo cammino terreno a Barcellona nel 1901, egli ha saputo leggere i bisogni spirituali del suo tempo, rispondendo con un impegno pastorale fecondo e lungimirante. La sua opera si è tradotta concretamente nella fondazione di due congregazioni religiose, i Figli e le Figlie della Sacra Famiglia, nate per custodire e diffondere il modello di Nazareth nelle case di ogni credente.

La memoria di San Josè Manyanet y Vives resta viva per la sua instancabile dedizione apostolica, che lo ha condotto a viaggiare in luoghi significativi come Lourdes, Roma e Loreto, cercando sempre il conforto e l'ispirazione divina per la sua missione. Egli è ricordato oggi come un instancabile apostolo della famiglia, avendo saputo coniugare la cura pastorale con l'attività editoriale, attraverso la fondazione della rivista La Sagrada Familia. La sua canonizzazione, avvenuta il 16 maggio 2004 per mano di San Giovanni Paolo Secondo, ha confermato il valore universale del suo carisma, proponendolo come modello di santità per tutti coloro che desiderano costruire le proprie relazioni domestiche sul fondamento del Vangelo.

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Santa Begga

Badessa di Andenne

Santa Begga, vissuta nel corso del settimo secolo, rappresenta una figura di profonda devozione e sapiente guida monastica. Nobile di nascita, scelse di consacrare la propria esistenza al Signore dopo la morte del marito Ansegiso, avvenuta nell'anno seicentoottantacinque, trasformando il proprio dolore in un cammino di dedizione spirituale e comunitaria.

È ricordata con venerazione per aver fondato il monastero di Notre-Dame ad Andenne-sur-Meuse, in Belgio, luogo che divenne faro di fede e di cultura. La sua opera si distinse per l'equilibrio della regola adottata e per la costruzione di sei oratori, voluti per richiamare la solennità delle sette basiliche romane, lasciando un'impronta indelebile nella storia della spiritualità cristiana e nel cuore dei fedeli che ancora oggi ne custodiscono la memoria.

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Beata Matilde del Sagrado Corazon Tellez Robles

Fondatrice

La Beata Matilde del Sagrado Corazon Tellez Robles è una figura luminosa del diciannovesimo secolo, ricordata per la sua dedizione instancabile al servizio dei fratelli più bisognosi. Nata a Robledillo de la Vera nel 1841, ha consacrato la propria esistenza alla cura dei malati e all'educazione spirituale, lasciando un'impronta indelebile nella terra di Spagna. La sua vita, spesa con umiltà e fervore, culminò nel 1902 a Don Benito, dopo aver percorso un cammino di fede autentica che ha toccato luoghi come Cáceres e Salamanca.

La memoria della Beata Matilde rimane viva per la fondazione dell'istituto delle Suore Amanti di Gesù e Figlie di Maria Immacolata, un'opera nata dal desiderio profondo di imitare l'amore di Cristo. Canonizzata da San Giovanni Paolo II il ventuno marzo duemilaquattro, ella è venerata come modello di carità operosa. Il suo esempio di infermiera premurosa durante le epidemie e di catechista attenta richiama ogni fedele alla responsabilità verso il prossimo, ricordandoci che la santità si costruisce nel quotidiano, attraverso il dono di sé e il servizio silenzioso ai sofferenti.

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Santa Wivine (Vivina)

Badessa benedettina

Santa Wivine, nata nel Brabante nel mille centotre, è una figura luminosa del dodicesimo secolo, nota per la sua dedizione spirituale e la sua instancabile opera di fondatrice. La sua vita fu segnata da una profonda ricerca di solitudine e preghiera, che la condusse a stabilirsi nella località di Bigard. Qui, con umiltà e fermezza, diede inizio a una comunità monastica che abbracciò la Regola di San Benedetto, diventando un punto di riferimento spirituale per la regione del Brabante e le terre vicine a Bruxelles.

La memoria di Santa Wivine è affidata alla cura devota dei fedeli che, nel corso dei secoli, hanno invocato la sua intercessione nelle infermità del corpo e per la protezione del bestiame. Pur avendo vissuto gran parte della sua esistenza nel silenzio della clausura, il suo esempio continua a parlare attraverso la storia dell'abbazia di Grand-Bigard, luogo che ella rese fertile per la fede. La sua testimonianza di santità, confermata dal culto, rimane un faro di speranza per quanti cercano nel conforto della preghiera un sostegno nelle avversità della vita quotidiana.

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San Giudicaele (Judicaël)

Re di Bretagna

San Giudicaele, nato in Bretagna nel cinquecentonovanta, incarna la figura del sovrano che ha saputo coniugare il peso del potere temporale con il desiderio di una vita dedita all'ascesi e alla preghiera. La sua esistenza si è snodata tra le complessità delle contese dinastiche del settimo secolo e la ricerca di una pace profonda, vissuta dapprima come monaco sotto la guida di San Meen e successivamente come re chiamato a governare il suo popolo con giustizia e saggezza diplomatica.

La memoria di San Giudicaele è consegnata alla storia per la sua capacità di rinuncia, avendo egli scelto di abdicare volontariamente al trono di Bretagna intorno al seicentoquaranta per ritirarsi definitivamente nel silenzio del monastero. Il suo cammino spirituale, segnato dal ritiro a Saint-Jean de Gaël e dalla vicinanza ai luoghi di Paimpont, lo rende un punto di riferimento per chi cerca di comprendere come la dignità del comando possa farsi strumento di servizio e come il distacco dai beni terreni sia la via per ritrovare la libertà interiore nel cospetto di Dio.

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Santi Martiri di Eleuteropoli

A Eleuteropoli in Palestina, passione di santi cinquanta soldati, martiri, che, al tempo dell’imperatore Eraclio, furono uccisi per la loro fede in Cristo dai Saraceni che assediavano Gaza.

Santo Sturmio di Fulda

Abate

Nel monastero di Fulda nell’Austrasia, in Germania, san Sturmio, abate, che, discepolo di san Bonifacio, evangelizzò la Sassonia e fece costruire secondo l’ordine del maestro questo celebre monastero, che governò come primo abate.

Santi Anania, Misaele e Azaria (Abdenago, Misach e Sidrach)

Martiri

Beato Pietro di Spagna

Martire mercedario

Beato Francesco Piazza

Minore osservante

Beato Mainardo

Abate di Sassovivo

Santa Tetta di Wimborne

Badessa

Dal Martirologio Romano

A Roma sul monte Celio, san Giovanni de Matha, sacerdote, che, francese di origine, istituì l’Ordine della Santissima Trinità per la liberazione degli schiavi. — Martirologio Romano