Il Santissimo Nome di Gesù racchiude la forza, l'essenza e la presenza attiva del Salvatore, manifestando il disegno divino della redenzione umana. Fin dalle origini la Chiesa ha custodito la potenza di questo appellativo, il cui culto liturgico e la cui devozione si sono sviluppati nel corso dei secoli grazie all'impegno di insigni predicatori e pontefici.
Celebrato il 3 gennaio, questo giorno ricorda il valore spirituale e salvifico del nome che fu imposto per celeste volere. Dalle antiche tradizioni dei popoli semitici fino all'intuizione visiva del trigramma bernardiniano, i fedeli di ogni epoca hanno trovato nel Nome di Gesù un rifugio sicuro, un vessillo di grazia e il segno supremo della misericordia del Padre.
Santa Genoveffa, nata a Nanterre nel 420, è una figura luminosa del V secolo che ha saputo incarnare la dedizione assoluta a Dio e la cura premurosa per il popolo di Parigi. La sua vita, consacrata interamente alla verginità in giovane età, si è intrecciata profondamente con le vicende storiche della sua città, trasformandola in un punto di riferimento spirituale e civile in tempi di profonda incertezza. Il suo primo incontro decisivo avvenne nel 429 a Nanterre, quando il vescovo Germano di Auxerre riconobbe in lei una vocazione straordinaria, segnando l'inizio di un cammino di fede vissuto con coraggio e dedizione.
La memoria di Genoveffa rimane viva come esempio di fermezza morale e carità operosa. Ella è ricordata non solo per la sua intensa vita di preghiera, ma anche per l'audacia con cui seppe incoraggiare i parigini durante l'invasione di Attila e per la sapienza pratica dimostrata nell'organizzare i soccorsi durante la carestia. La sua esistenza, conclusasi a Parigi nell'anno 500, è onorata dalla sepoltura nella basilica dei Santi Apostoli, luogo voluto per lei dal re Clodoveo, a testimonianza del profondo legame tra la santa e la comunità che ella servì con spirito di dedizione instancabile.
San Ciriaco Elia Chavara, sacerdote e fondatore vissuto nel diciannovesimo secolo, nacque a Kainakary, nella regione del Kerala in India, l'8 febbraio 1805. Appartenente alla comunità dei cristiani di rito siro-malabarese, fu battezzato con il nome di Kuriakose e consacrato alla Madonna nel Santuario di Nostra Signora di Vechour. Guidato verso il sacerdozio da padre Tommaso Palackal, compì gli studi nei seminari di Pallipuram e Verapoly, ricevendo la tonsura nel 1818 e l'ordinazione sacerdotale il 29 novembre 1829. Nel corso della sua vita religiosa fondò importanti istituti, tra cui la congregazione destinata alla vita apostolica e contemplativa, oggi nota come Carmelitani di Maria Immacolata, e promosse l'istruzione giovanile, la devozione eucaristica e l'unità della Chiesa durante le turbolenze dello scisma di monsignor Rocos. Riconosciuto come guida saggia e carismatica, soprannominato il grande Padre Priore, si spense a Koonammavu il 3 gennaio 1871 dopo una breve malattia.
La memoria liturgica di san Ciriaco Elia Chavara si celebra il 3 gennaio, giorno della sua nascita al cielo. La sua esistenza fu interamente spesa al servizio del Vangelo, nella difesa della comunione ecclesiale e nell'elevazione spirituale e culturale del popolo indiano, con particolare attenzione all'emancipazione femminile e alla fondazione di conventi e scuole. Dopo il suo transito terreno, la fama di santità crebbe costantemente fino ai decreti che ne attestarono le virtù eroiche e i miracoli riconosciuti dalla Chiesa. Papa Giovanni Paolo II lo elevò agli altari come beato l'8 febbraio 1986 a Kottayam, in India, e papa Francesco lo proclamò santo il 23 novembre 2014 in piazza San Pietro a Roma. Il Martirologio ne ricorda la preziosa testimonianza e l'opera feconda nel monastero di Mannemamy e in tutta la regione del Kerala.
A Cesarea in Cappadocia, nell’odierna Turchia, il centurione san Gordio, martire, che san Basilio elogia come vero emulo del centurione presente sotto la Croce, poiché, durante la persecuzione di Diocleziano, confessò che Gesù era Figlio di Dio.
San Teogene
Martire
A Pario in Ellesponto, nell’odierna Turchia, san Teógene, martire: sotto l’impero di Licinio, arruolato tra le reclute, essendosi rifiutato di prestare il servizio militare a motivo della sua fede cristiana, fu incarcerato, torturato e, infine, affogato in mare.
San Luciano di Lentini
Vescovo
A Lentini in Sicilia, san Luciano, vescovo.
San Fiorenzo di Vienne
Vescovo
A Vienne, nella Gallia lugdunense, nell’odierna Francia, san Fiorenzo, vescovo, che prese parte al Concilio di Valence.
Sant' Antero
Papa
A Roma nel cimitero di Callisto sulla via Appia, deposizione di sant’Antero, papa, che, dopo il martire Ponziano, fu per breve tempo vescovo.
San Daniele di Padova
Diacono e martire
A Padova, commemorazione di san Daniele, diacono e martire.
Santa Imbenia
Martire
Santi Teopempto e Teonas (Teopompo e Sinesio)
Martiri a Nicomedia
Presso Nicomedia in Bitinia, nell’odierna Turchia, santi Teopempto e Teona, che affrontarono il martirio durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano.
Beato Guglielmo Vives
Mercedario
San Fintan di Dun Blesci
Benedettino
Dal Martirologio Romano
Santissimo Nome di Gesù, il solo in cui, nei cieli, sulla terra e sotto terra, si pieghi ogni ginocchio a gloria della maestà divina. — Martirologio Romano