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domenica 4 gennaio 2026 · Santo del giorno

Sant' Angela da Foligno

Terziaria francescana

Sant' Angela da Foligno

Da diversi anni la stampa culturale di alto livello riporta con frequenza notizie sul ritorno del sacro, sulla rinascita della religione e sul risveglio della centralità di Dio. Per molti decenni la cultura prevalente aveva invece teorizzato l'eclissi di Dio, il tramonto delle religioni istituzionali e la fine della necessità del sacro per l'uomo nel passaggio verso la postmodernità. La narrazione dominante del recente passato considerava Dio del tutto estromesso dalla storia, dal pensiero umano e dall'organizzazione della società secolarizzata e ipertecnologica. Parallelamente alla riscoperta del sacro, si assiste a una contestuale nascita o ripartenza dell'interesse verso il fenomeno della mistica. L'analisi culturale permette di identificare due tipologie distinte di mistica. Il primo tipo di mistica si ricollega ai movimenti New Age e Next Age, i cui concetti sono oggi ampiamente assimilati nella cultura di massa. Nelle forme di neomisticismo New Age l'individuo considera il proprio io come l'autorità suprema, superando i dogmi e le pratiche delle religioni strutturate come il Cristianesimo. Questa spiritualità neomistica si configura come una religiosità autosufficiente e priva di Dio, modellata sulle esigenze dell'io al punto da sostituire il primo comandamento con l'esaltazione dell'io. Il neomisticismo si caratterizza per l'assenza di un Dio inteso come 'Totalmente Altro' o come interlocutore trascendente con cui confrontarsi e a cui affidarsi. La seconda tipologia di mistica è quella propria della tradizione cristiana.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica, al punto 2014, definisce il progresso spirituale come tendenza all'unione intima con Cristo. Il Catechismo della Chiesa Cattolica definisce 'mistica' tale unione poiché essa partecipa al mistero di Cristo e della Trinità attraverso i sacramenti. Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica, Dio chiama tutti gli uomini all'unione intima, pur concedendo solo ad alcuni delle grazie speciali o dei segni straordinari per mostrare il dono offerto a tutti. Ogni credente può sperimentare temporaneamente il sentimento della presenza trasformante di Dio nel proprio cuore, specie dopo esperienze spirituali intense, per poi vederlo affievolirsi a causa delle cure quotidiane. A differenza dei comuni credenti, nei santi la vita mistica e l'unione con Dio non sono occasionali, ma costituiscono uno stato abituale, costante e facilmente accessibile durante la giornata. I mistici vivono la normale quotidianità rimanendo costantemente guidati da una luce trascendente che riduce le realtà terrene al loro carattere parziale e temporaneo. L'iniziativa del processo mistico spetta interamente a Dio, che espande, orienta, sostiene l'anima e ne costituisce l'unico alimento e gioia. La storia dei grandi mistici della Chiesa Cattolica dimostra che tali individui non erano affatto estraniati dalla realtà, frustrati o ripiegati su se stessi. In questo luminoso solco si inserisce la figura della Beata Angela da Foligno, una mistica vissuta in Umbria contemporaneamente a Dante e Jacopone da Todi, poco dopo San Francesco d'Assisi, il cui messaggio spirituale è ritenuto ancora attuale.

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Gli altri santi di oggi

Sant' Elisabetta Anna Bayley Seton

Vedova

Sant' Elisabetta Anna Bayley Seton, nata nel corso del diciottesimo secolo, precisamente il ventotto agosto 1774 a New York, visse una straordinaria esistenza terrena che attraversò il matrimonio, la maternità, la vedovanza e infine la consacrazione religiosa. Cresciuta ed educata nella comunità episcopaliana, si unì in matrimonio con William Magee Seton il ventiquattro agosto 1794 a New York, unione da cui nacquero quattro figli chiamati Anna Maria, William, Richard e Rebecca. Rimasta vedova il ventisette dicembre 1803, e dopo essersi recata in Italia nella città di Livorno da cui fece ritorno nel mese di aprile del 1804, compì la scelta costosa di aderire al cattolicesimo convertendosi il quattro marzo 1805. La sua dedizione al prossimo si espresse nell'istruzione delle ragazze e nell'aiuto dei giovani poveri, fondando nel 1808 una scuola per ragazze a Baltimora insieme a Cecilia O'Conway, proveniente da Filadelfia. Il primo giugno 1809, insieme ad altre consorelle, indossò l'abito della prima congregazione femminile nata negli Stati Uniti, le Suore di Carità di San Giuseppe.

La santa è ricordata per essere stata contemporaneamente madre di famiglia e fondatrice di questa istituzione religiosa che conobbe una rapida espansione, ottenendo il diciassette gennaio 1812 l'autorizzazione ad adottare la regola delle Suore di San Vincenzo de' Paoli. Madre Seton morì il quattro gennaio 1821 a Emmetsburg, nel Maryland, luogo in cui il Martirologio colloca la sua memoria. Il processo di beatificazione e canonizzazione prese avvio il ventotto febbraio 1840, portandola a essere proclamata beata da papa Giovanni XXIII il diciassette marzo 1963, dopo che il diciotto settembre 1959 le era stato riconosciuto il titolo di Venerabile. Fu infine canonizzata il quattordici settembre 1975 da papa Paolo VI, il quale la definì la prima cittadina degli Stati Uniti d'America a ricevere il titolo di santa. La sua memoria liturgica si celebra il quattro gennaio, giorno della sua morte, esaltando una figura femminile completa nei suoi diversi stati di vergine, sposa, vedova e consacrata.

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Beata Cristiana da Santa Croce (Oringa Menabuoi)

Vergine

La beata Cristiana da Santa Croce, conosciuta anche come Oringa Menabuoi, visse nel tredicesimo secolo in un'epoca in cui la santità si esprimeva principalmente attraverso i pellegrinaggi e la vita monastica. Nata a Santa Croce sull'Arno nel 1240 da una famiglia di umili origini, la vergine affrontò con coraggio diverse forme di vita cristiana seguendo gli insegnamenti del Vangelo, giungendo a fondare un importante monastero che adotta la regola di sant'Agostino.

Ricordata per la sua intensa carità verso il prossimo, la profonda devozione e la fondazione della comunità religiosa, la beata morì il 4 gennaio 1310 e il suo culto fu confermato ufficialmente dalla Chiesa il 15 giugno 1776. Ella è considerata patrona della comunità che la invoca, lasciando un segno indelebile nella spiritualità della sua terra d'origine e oltre.

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Beato Tommaso Plumtree

Sacerdote e martire

Il Beato Tommaso Plumtree è una figura di luminosa testimonianza nel tormentato panorama religioso dell'Inghilterra del XVI secolo. Nato nel Lincolnshire, egli percorse un cammino di fede che lo condusse dall'impegno accademico presso la Christ Church di Oxford fino al ministero pastorale come rettore di Stubton. La sua vita fu segnata da una profonda coerenza spirituale, che lo portò a scegliere la fedeltà al magistero cattolico in un tempo di gravi lacerazioni, divenendo un punto di riferimento per coloro che desideravano preservare l'antica liturgia.

Egli è ricordato oggi come martire, avendo sacrificato la propria esistenza per aver osato celebrare la Santa Messa cattolica nella cattedrale di Durham. La sua morte, avvenuta nel 1570, rappresenta l'epilogo di un ministero vissuto con coraggio accanto a Thomas Percy durante la Rivolta del Nord. Beatificato da Leone XIII nel 1886, Tommaso Plumtree rimane un esempio di dedizione assoluta, un sacerdote che nel dono della propria vita ha sigillato l'amore per la Chiesa e per la celebrazione del Sacrificio Eucaristico.

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Santa Dafrosa di Roma

Sposa e martire

Santa Dafrosa, nobile figura del IV secolo, risplende nella memoria della Chiesa come sposa fedele e madre devota. Vissuta a Roma, legò il proprio cammino a quello di San Flaviano, condividendo con lui non solo il vincolo del matrimonio, ma anche la testimonianza suprema della fede. La sua vita fu arricchita dalla presenza delle figlie, le sante Bibiana e Demetria, con le quali formò una famiglia radicata nei valori del Vangelo, pronta a donare tutto per amore di Cristo in un tempo segnato da dure prove.

La memoria di Dafrosa è indissolubilmente legata al suo coraggioso rifiuto di rinnegare il Signore durante il regno dell'imperatore Giuliano l'Apostata. Condannata a causa della sua testimonianza, subì l'esilio prima di essere chiamata al sacrificio supremo della decapitazione. La sua figura è ricordata oggi come esempio di tenacia cristiana e santità domestica, un faro che attraversa i secoli per giungere fino a noi, ricordandoci che la fedeltà a Dio è la dimora più sicura per ogni anima cercatrice di verità.

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San Manuel Gonzalez Garcia

Vescovo e fondatore

San Manuel González García nacque a Siviglia nel corso del ventesimo secolo, precisamente nel 1877, in una famiglia umile e laboriosa. Cresciuto con il desiderio profondo di servire l'altare, intraprese un cammino di dedizione totale che lo portò a essere ordinato sacerdote e successivamente a ricoprire l'incarico di vescovo, guidando diverse diocesi in Spagna tra grandi prove e fervore apostolico. La sua intera esistenza fu segnata da una folgorante intuizione spirituale avuta davanti a un tabernacolo abbandonato, che lo spinse a farsi difensore e amante appassionato di Gesù nell'Eucaristia.

Riconosciuto come il vescovo dei tabernacoli abbandonati, fondò numerose opere e congregazioni per la riparazione eucaristica e la cura dei sacerdoti e dei giovani. Affrontò con fortezza le persecuzioni e le tensioni della guerra civile spagnola, offrendo la propria vita nella sofferenza e nella preghiera. Dopo la sua morte, avvenuta a Madrid nel 1940, la Chiesa ne ha riconosciuto la santità eroica e i prodigi attribuiti alla sua intercessione, proclamandolo santo nel 2016 e fissandone la memoria liturgica al 4 gennaio.

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Santo Stefano di Bourg-en-Bresse

Certosino

Santo Stefano di Bourg-en-Bresse visse nel corso del dodicesimo secolo e dedicò la sua esistenza alla ricerca di Dio attraverso la vita monastica e la solitudine. Nato a Bourg-Saint-Andéol, in terra di Francia, mosse i primi passi del suo cammino spirituale servendo come canonico regolare presso la chiesa di San Rufo a Valence, nel Delfinato. Animato da un fervido ardore religioso e dal desiderio di una solitudine assoluta, scelse di raggiungere Maestro Bruno per abbracciare l'ideale eremitico. La sua figura divenne centrale nelle vicende che portarono alla nascita dell'Ordine certosino, figurando tra i sette fondatori originari noti come le sette stelle. Dopo decenni trascorsi nella prima certosa, fu chiamato a fondare un nuovo monastero a Meyrat, completandone l'edificazione prima di concludere il suo pellegrinaggio terreno.

La memoria liturgica di Santo Stefano di Bourg-en-Bresse si celebra il quattro gennaio, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nell'anno 1187. Egli è ricordato nella storia della Chiesa come un protagonista fondamentale nello sviluppo iniziale della vita certosina, capace di unire una profonda competenza liturgica a doti di grande organizzatore e costruttore di comunità monastiche. La tradizione tramanda che dopo la sua morte si verificarono numerosi miracoli attribuiti alla sua intercessione, e alla sua protezione venne affidato il complesso monastico che aveva amorevolmente diretto. La sua testimonianza di penitenza, obbedienza e carità continua a parlare ai fedeli che cercano l'essenzialità del rapporto con il Signore.

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San Teoctisto di Caccamo

Abate basiliano

San Teoctisto di Caccamo visse nel corso del nono secolo e viene riconosciuto come abate basiliano, inserendosi nella vasta tradizione dei monaci di rito orientale presenti in Sicilia fin dai primi secoli cristiani. La sua figura si muove tra storia e agiografia, intrecciandosi con quella di San Calogero e con la memoria del monastero di San Nicola de Nemore, situato alle falde del monte San Calogero nei pressi di Caccamo. La sua testimonianza di fede e di preghiera ha segnato profondamente il territorio siciliano, lasciando tracce durature nella liturgia e nella devozione popolare.

Il culto di San Teoctisto è storicamente legato al quattro gennaio, data in cui vari martirologi e calendari liturgici ne fissano la memoria, accanto ad altre ricorrenze tradizionali nel corso dell'anno. La sua figura è stata oggetto di studio da parte di insigni storici e agiografi nel corso dei secoli, i quali ne hanno tramandato il nome e le virtù. Oggi la sua memoria liturgica continua a essere viva soprattutto nella città di Caccamo, dove viene celebrato con il grado di memoria obbligatoria.

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San Ruggero d’Élan

Abate

Nel corso del dodicesimo secolo, la terra d'Inghilterra diede i natali a san Ruggero, destinato a spendere la sua esistenza terrena nella sequela di Cristo e nell'ordine cistercense. Trasferitosi in Francia, il futuro abate entrò a far parte della comunità di Loroy, situata nella diocesi di Bourges e istituita nel 1129 dall'arcivescovo Vulgrino. Chiamato a guidare un nuovo monastero a Élan, nella diocesi di Reims, per espressa richiesta del conte di Rethel Wither nel 1148, Ruggero fondò questa nuova casa monastica il primo agosto dello stesso anno, guidandola con esemplare umiltà e benevolenza verso i confratelli.

La sua vita fu segnata da opere virtuose e da molteplici prodigi, tramandati dai testi agiografici del Duecento insieme alle tensioni del tempo con i monaci benedettini. Dopo la sua morte, avvenuta il quattro gennaio del millecento sessanta oppure nel millecentocinquantanove, la sua salma fu tumulata nell'abbazia di Élan, divenendo meta di devozione e di un pellegrinaggio tradizionale l'otto settembre. Oggi il complesso conserva la memoria del santo attraverso la cappella nel bosco presso la sorgente prodigiosa, la chiesa di Notre-Dame e gli edifici storici.

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Beato Giacomo Oh Jong-rye

Giovane laico, martire

Il Beato Giacomo Oh Jong-rye, nato nel 1821 a Eunjin, rappresenta una luminosa testimonianza di fede laicale nel cuore del XIX secolo coreano. Giovane dalla profonda sensibilità spirituale, egli dedicò la sua breve esistenza alla conoscenza e alla diffusione del catechismo cattolico, facendosi apostolo tra i propri familiari e i vicini di casa, in un tempo segnato da dure prove per la Chiesa nascente.

Egli è oggi ricordato per la fermezza incrollabile con cui affrontò il martirio. Arrestato a Jinsan e condotto a Jeonju, il Beato Giacomo subì con dignità sofferenze indicibili, rifiutando ogni tentazione di abiura. La sua vita, coronata dal sacrificio supremo il 4 gennaio 1840, è stata solennemente riconosciuta dalla Chiesa universale attraverso la beatificazione presieduta da Papa Francesco il 16 agosto 2014, che lo addita come modello di perseveranza e dedizione al Vangelo per ogni generazione di credenti.

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Santi Ermete e Caio

Martiri

Nella Mesia, nelle odierne terre comprese tra Romania e Bulgaria, santi Ermete e Caio, martiri, uno ad Arčer, l’altro a Vidin.

Sant' Abruncolo

Vescovo

A Clermont-Ferrand nella regione dell’Aquitania, in Francia, sant’Abruncolo, vescovo, che, inizialmente a capo della Chiesa di Langres, fuggendo di notte a causa della minaccia dei Burgundi, passò in Alvernia e si stabilì nella sede che fu di san Sidonio Apollinare.

San Gregorio di Langres

Vescovo

A Digione in Burgundia, nell’odierna Francia, san Gregorio, che, dopo essere stato per molti anni conte nella regione di Autun, fu ordinato vescovo di Langres.

San Ferreolo di Uzès

Vescovo

A Uzès nella Gallia narbonense, nell’odierna Francia, san Ferréolo, vescovo, che scrisse una regola per i monaci e, mandato in esilio per invidia, fu dopo tre anni riconosciuto come vero uomo di Dio e restituito con gioia al suo popolo.

San Rigomero di Meaux

Vescovo

A Meaux nel territorio della Neustria, nell’odierna Francia, san Rigomero, vescovo.

Santa Farailde di Gand

Vedova

A Bruay-sur-l’Escaut vicino a Valencienne nell’Artois in Neustria, nell’odierna Francia, santa Faraílde, vedova, che, obbligata a sposarsi con un uomo violento, si tramanda che abbia abbracciato una vita di preghiera e austerità fino alla vecchiaia.

San Rigoberto di Reims

Vescovo

A Reims sempre in Neustria, nell’odierna Francia, san Rigoberto, vescovo, che, scacciato contro le leggi dalla sua sede da parte di Carlo Martello capo dei Franchi, visse in umiltà.

Beata Chiara de Ugarte

Vergine mercedaria

Beato Luigi de Halles

Mercedario

San Libenzio di Brema

Vescovo

Sant’ Aed

Re, abate e vescovo

Dal Martirologio Romano

A Foligno in Umbria, beata Angela, che, morti il marito e i figli, seguendo le orme di san Francesco, si diede completamente a Dio e affidò alla propria autobiografia le sue profonde esperienze di vita mistica. — Martirologio Romano