Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

4 gennaio

San Teoctisto di Caccamo

Abate basiliano

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la tradizione monastica

Le tradizioni storiche e agiografiche riguardanti il santo risultano oscure e ricche di contraddizioni. Si ipotizza che il santo coincida con Calogero di Fragalà, il quale predicò il Vangelo a Termini Imerese per contrastare la diffusione dell'arianesimo tra i Vandali. La città di Termini Imerese, in provincia di Palermo, annovera San Calogero tra i suoi santi patroni. San Calogero visse sul monte Euraco, rilievo alle cui pendici si sviluppa l'abitato di Termini Imerese. Sulla cima del monte Euraco è visibile l'impronta lasciata dal piede del santo. Sulla sommità del monte si trova una sorgente d'acqua scaturita grazie alle preghiere di San Calogero. Nello stemma civico del comune di Termini Imerese San Calogero è raffigurato con l'abito da monaco basiliano. Diversi autori hanno sostenuto che San Calogero fosse un cittadino di Caccamo, località identificata con l'antica Azone o con la Cabala cartaginese. Secondo l'autore del testo, il nome greco Kalogeros, traducibile come Bel Vecchio, riferito al santo di Termini Imerese, indica uno dei numerosi monaci basiliani presenti in Sicilia a partire dal quarto secolo. L'autore del testo ipotizza l'identificazione di questo monaco con la figura di Teoctisto.

Il monastero e il luogo di sepoltura

Teoctisto risiedette nel monastero basiliano di San Nicola de Nemore, detto anche del Bosco, situato alle falde del Monte San Calogero a circa tre chilometri da Caccamo. Teoctisto rivestì la carica di abate del monastero di San Nicola de Nemore. L'antico monastero è abitato da poveri contadini che ne hanno adibito i locali a stalle e ricoveri per gli animali. Gli affreschi in stile bizantino che ornavano la chiesa annessa al monastero si sono deteriorati fino a diventare figure prive di forma. Il feudo storicamente legato al convento fu di proprietà del Seminario Arcivescovile di Palermo. Nel 1866 il Seminario Arcivescovile di Palermo dovette cedere il feudo allo Stato, che lo concesse successivamente in enfiteusi. Il luogo esatto di sepoltura del santo rimane sconosciuto. La tradizione agiografica ritiene che il santo sia stato sepolto presso il complesso di San Nicolò del Bosco.

Le fonti storiche e la data del decesso

Ottavio Caietano, nella sua opera Vitae Sanctorum Siculorum, colloca la morte del santo nell'anno 830. Antonino Mongitore, nel Martirologium Panormitanum, fissa la data di morte del santo nell'anno 830. Onofrio Judica, nel Martirologio della Chiesa Palermitana, indica l'anno 830 come epoca del decesso del santo. La biografia di San Teoctisto è trattata da Ottavio Caietano S.J. nel volume Vitae Sanctorum Siculorum pubblicato nel 1657. Agostino Inveges narra la vita del santo all'interno dell'opera Storia di Caccamo. La vita del santo è riportata da Francesco Carrera nella sua opera Pantheon Siculo. Giuseppe Perdicaro inserisce la trattazione del santo nel testo Vite dei Santi Siciliani. Vito Maria Amico tratta del santo nell'opera De Abbatiis Sic.

Le testimonianze nei libri liturgici

I Menei, libri liturgici bizantini per le celebrazioni dei singoli mesi, ricordano il santo in data 4 gennaio. I Sinassari bizantini, testi liturgici impiegati per la celebrazione eucaristica, riportano la memoria del santo il 4 gennaio. Un Martirologio della Chiesa Bizantina reca al 3 settembre la dicitura San Teoctisto Abate, morto nel 466-467. Il Calendario della Chiesa Bizantina riporta la figura del santo in due distinte ricorrenze: il 3 settembre come San Teoctisto monaco, deceduto nel 467, e il 4 gennaio con la dicitura Sinassi dei 70 Apostoli e San Teoctisto di Caccamo, monaco italo-greco, circa l'anno 800. Nel Martirologio Siculo redatto da Padre Ottavio Caietano S.J. nel 1617, alla data del 4 gennaio si menziona la presenza in Sicilia, presso il monastero di Cucumo, di San Teotisto Abate. Nel Martirologium Panormitanum Sanctorum Civium et Patronorum Urbis Panormi, pubblicato da Antonino Mongitore nel 1742, il 4 gennaio è annotato San Teoctisto Abate nel monastero Cucumiense presso Caccamo, descritto come figura colma di virtù e meriti risplendente intorno all'anno 830. Il Martirologio della Chiesa Palermitana curato da Onofrio Judica nel 1771 riporta per il 4 gennaio il medesimo elogio del testo del Mongitore. Padre Agostino Inveges, nell'opera Cartagine Siciliana, cita da un antico Evangeliario greco la festa del 4 gennaio dedicata ai 70 Apostoli e a Teoctisto Abate di Caccamo.

L'evoluzione del culto e del calendario

San Teoctisto fu inserito nel Calendario Palermitano nel 1737. L'inserimento nel calendario fu reso possibile dalla Bolla emanata da papa Gregorio XIII il 30 dicembre 1573. La Bolla di Gregorio XIII concedeva alle Chiese di Spagna e ai territori soggetti al Re Cattolico la facoltà di celebrare con Ufficio Proprio i santi non inclusi nel Calendario generale, a condizione che fossero nativi della diocesi, patroni della chiesa o della diocesi, o che le loro reliquie notabili fossero ivi conservate. Il 19 novembre 1736 Don Giuseppe Stella, in qualità di Arcidiacono e Vicario Generale in Sede vacante, futuro Vescovo di Mazara del Vallo, dispose la registrazione di San Teoctisto nel Calendario. Nel Calendario della Chiesa Palermitana del 1771 la celebrazione viene collocata al 15 febbraio con la specifica di festa semidoppia, a motivo dello spostamento dal 4 gennaio occupato dall'Ottava dei Santi Innocenti. A partire dall'edizione del 1774 fino a quella del 1967, la celebrazione di San Teoctisto non figura nel testo delle Messe Proprie per la Città e Diocesi di Palermo. L'assenza dal testo delle Messe Proprie palermitane era dovuta all'impiego del formulario comune tratto dalla Messa Os Justi prevista per il Comune degli Abati. San Teoctisto compare il 4 gennaio come abate dell'Ordine di San Basilio nel testo delle Messe Proprie dell'Archimandritato di Messina pubblicato nel 1929. La memoria di San Teoctisto è rimasta presente nel Calendario delle Chiese di Sicilia fino al 1975. La celebrazione del santo è stata soppressa a partire dall'edizione del Calendario delle Chiese di Sicilia del 1976. In conformità con l'Istruzione Calendaria particularia, i santi possono essere celebrati nei singoli luoghi con un grado liturgico maggiormente proprio. Nella città di Caccamo San Teoctisto, abate basiliano, viene celebrato con il grado liturgico di Memoria obbligatoria.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Teoctisto di Caccamo?

Storicamente ricordato il 4 gennaio, il 15 febbraio e il 3 settembre, è oggi celebrato a Caccamo come memoria obbligatoria.

Di cosa è patrono San Teoctisto di Caccamo?

La città di Termini Imerese annovera San Calogero tra i suoi santi patroni, figura tradizionalmente associata a San Teoctisto.