San Marcellino di Ancona occupa un posto di rilievo nella storia della Chiesa locale, poichè rappresenta il primo nome storicamente documentato con certezza tra i vescovi della città adriatica. La tradizione locale colloca il suo episcopato nel corso del quinto secolo, un'ipotesi ritenuta pienamente attendibile alla luce delle fonti antiche e della cronologia riferita da san Gregorio Magno. Quest'ultimo, nei suoi Dialogi, menziona esplicitamente il presule anconitano descrivendolo come un uomo di vita venerabile e lodandone la straordinaria santità, confermata da prodigi operati per intercessione divina. Il nome del santo è indissolubilmente legato alla memoria della salvezza della sua comunità da un devastante incendio e alla custodia di un antichissimo Evangeliario.
Il culto liturgico di san Marcellino nella diocesi di Ancona vanta origini antichissime ed è testimoniato dalla sua presenza nei frammenti di un antico rituale anconitano e dal Martirologio Romano. Le sue sacre reliquie, traslate nel corso dei secoli, riposano oggi nella cripta dei santi protettori della cattedrale sul colle Guasco. La Chiesa celebra la sua memoria liturgica il giorno nove gennaio, rinnovando la preghiera di intercessione al santo patrono affinchè continui a custodire la terra anconitana con la sua paterna protezione nella fede.
La Beata Paolina Maria Jaricot, nata a Lione il 22 luglio 1799 e deceduta nella stessa città il 9 gennaio 1862, è stata una figura straordinaria di laica consacrata, vissuta in un secolo complesso segnato da profondi rivolgimenti storici e sociali. Nonostante non sia mai uscita dalla sua città natale, ha nutrito una profonda ansia missionaria e ha ideato metodi geniali di solidarietà ecclesiale e universale, dando vita all'Opera della Propagazione della Fede, al Rosario vivente e a iniziative di riscatto per la classe operaia.
Ricordata per la sua straordinaria capacità organizzativa unita a una fede limpida, Paolina ha attraversato periodi di intensa mondanità giovanile, gravi malattie e profondi dolori familiari, per poi votarsi interamente agli ultimi e alla Chiesa. Pur avendo conosciuto il fallimento finanziario, l'abbandono e la miseria fino a essere iscritta nell'albo dei poveri e a mendicare per le strade per pagare i debiti, la sua vita si è spesa nell'amore per Dio e per il prossimo, ricevendo il riconoscimento delle virtù eroiche nel 1963 e lasciando un'eredità spirituale di inestimabile valore.
La Beata Giulia della Rena nacque a Certaldo nel XIV secolo, precisamente intorno al 1320, da una famiglia di nobile estrazione ma ormai decaduta nelle condizioni economiche. Rimasta orfana in giovane età, visse un percorso di intensa dedizione spirituale che la condusse a scegliere la via dell'eremitaggio e della reclusione volontaria. Visse segregata in una piccola cella per circa trent'anni, divenendo punto di riferimento e fonte di profonda ispirazione per la comunità locale grazie alla sua vita di preghiera, penitenza e carità silenziosa.
La sua memoria liturgica e il culto popolare che la circonda testimoniano la persistenza di una santità radicata nel territorio toscano. I suoi resti mortali sono custoditi nella chiesa dei Santi Michele e Giacomo a Certaldo, luogo in cui visse la sua esperienza di fede e dove la sua intercessione fu invocata nei secoli dai fedeli, ottenendo particolare venerazione come protettrice contro i contagi e le pestilenze.
La beata Alessia Le Clerc, nota in religione con il nome di Maria Teresa di Gesù, visse tra il sedicesimo e il ventesimo secolo e fu cofondatrice delle Canonichesse Regolari di Nostra Signora. Nata a Remiremont in Francia il due febbraio 1576 da Giovanni Le Clerc e Anna Sagay, la giovane si distinse inizialmente per intelligenza e affabilità, pur lasciandosi attrarre dalle frivolezze mondane. A vent'anni, mossa dalla Grazia divina e dopo un intenso travaglio interiore, scelse di cambiare radicalmente vita formulando il voto di castità. Incontrato san Pietro Fourier, parroco di Mattaincourt che divenne suo direttore spirituale, avviò con lui un fecondo impegno pastorale durato un quarto di secolo. Insieme fondarono un'opera educativa dedicata all'istruzione delle fanciulle indigenti, che ottenne una straordinaria diffusione. La sua esistenza terrena si concluse a Nancy il nove gennaio 1622, all'età di quarantasei anni, lasciando un'eredità spirituale vasta e fruttuosa.
La memoria liturgica della beata Maria Teresa di Gesù è fissata al nove gennaio, giorno in cui il Martirologio ne ricorda la testimonianza di vergine e couppiatrice dell'ordine dedito alla formazione giovanile. Il suo percorso verso gli altari fu particolarmente lungo, segnato dal susseguirsi di conflitti armati e vicende politiche che ritardarono l'avvio della causa sino alla fine del diciannovesimo secolo. Tale durata fu paragonabile a quella di santa Rita da Cascia. Trecentoventicinque anni dopo la sua scomparsa, papa Pio XII la proclamò beata il quattro maggio 1947, coronando la profonda venerazione che aveva accompagnato la sua memoria fin dalla morte.
Il Beato Martino In Eon-min è una figura luminosa della Chiesa coreana, uomo che seppe fare della propria esistenza un’offerta pura nel solco del Vangelo. Nato nel 1737 a Jurae, nella provincia del Chungcheong, egli visse la propria maturità in un tempo segnato da profondi mutamenti spirituali e da una crescente ostilità verso la nuova fede. La sua vita fu radicalmente trasformata dall’incontro con il missionario Giacomo Zhou Wen-mo a Seul, dal quale ricevette il battesimo, segnando l’inizio di un cammino di sequela che lo avrebbe portato a spogliarsi dei beni materiali per abbracciare, con libertà interiore e ferma convinzione, la professione della fede cattolica.
La memoria di Martino In Eon-min rimane impressa nella storia del martirio coreano come testimonianza di una fedeltà che non arretra dinanzi alla prova. Arrestato durante la persecuzione Jeongsa del 1797, egli percorse le tappe di una sofferenza condivisa tra le prigioni di Seul, Gongju, Cheongju e infine Haemi. Proprio in quest’ultima località, il 9 gennaio 1800, concluse il suo pellegrinaggio terreno sotto il peso di atroci percosse. Beatificato da Papa Francesco il 16 agosto 2014, egli oggi intercede per i fedeli, ricordandoci la dignità inestimabile di chi sceglie Cristo al di sopra di ogni possesso terreno.
Il Beato Francesco Yi Bo-hyeon visse a cavallo tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo in Corea del Sud, offrendo la propria vita per testimoniare la fede cattolica. Nato nel 1773 da una famiglia di umili origini a Hwangmosil, nella regione del Chungcheong, trascorse un'adolescenza segnata da un carattere ribelle e dalla precoce perdita del padre. La sua esistenza mutò radicalmente quando incontrò il catechismo e decise di abbracciare il Vangelo, trasformando la propria condotta e dedicandosi alla preghiera e alla penitenza. Visse in un tempo di crescenti difficoltà per i credenti, distinguendosi per una straordinaria fermezza spirituale che lo condusse infine all'arresto e alla morte violenta.
Oggi la Chiesa lo ricorda come un autentico testimone del Vangelo, capace di affrontare le persecuzioni senza timore e di confortare i compagni di prigionia fino all'ultimo istante. La sua memoria liturgica si celebra il 9 gennaio, giorno in cui compì il suo sacrificio estremo nella città di Cheongju. Associato al gruppo di martiri guidato da Paolo Yun Ji-chung e legato alla figura di padre Giacomo Zhou Wen-mo, Francesco ha ricevuto la beatificazione da papa Francesco il 16 agosto 2014, durante il viaggio apostolico del Pontefice in terra coreana, insieme al compagno di fede Martino In Eon-min.
Sul monte Olimpo in Bitinia, nell’odierna Turchia, sant’Eustrazio, detto il Taumaturgo, abate del monastero di Abgar.
Sant' Onorato di Buzançais
A Thénézay nel territorio di Poitiers nell’Aquitania, in Francia, sant’Onorato di Buzançais: mercante di armenti, donava ai poveri il suo denaro e fu ucciso da alcuni furfanti che aveva rimproverato.
Beato Antonio Fatati
Vescovo
Ad Ancona, beato Antonio Fatati, vescovo, che si mostrò prudente e equanime in tutte le missioni affidategli dai Romani Pontefici, austero con se stesso e generoso con i poveri.
Sante Agata Yi e Teresa Kim
Martiri
A Seul in Corea, sante martiri Agata Yi, vergine, i cui genitori furono essi pure coronati dal martirio, e Teresa Kim, vedova: in carcere per Cristo, dopo molte percosse, furono sgozzate.
Beati Giuseppe Pawlowski e Casimiro Grelewski
Sacerdoti e martiri
Vicino a Monaco di Baviera in Germania, nel campo di prigionia di Dachau, beati Giuseppe Pawłowski e Casimiro Grelewski, sacerdoti e martiri: in tempo di guerra, deportati dalla Polonia invasa da persecutori della fede, coronarono il martirio con il supplizio dell’impiccagione.
Sant' Adriano di Canterbury
Abate
A Canterbury in Inghilterra, sant’Adriano, abate: nato in Africa, da Napoli raggiunse l’Inghilterra e con la sua ricca preparazione tanto nelle lettere sacre come in quelle profane istruì una moltitudine di discepoli nella scienza della salvezza.
San Fillano
Abate irlandese
In Scozia, san Fillano, abate del monastero di Sant’Andrea, che, illustre per l’austerità della disciplina, passò la vita in solitudine.
Santa Suaibsech
Vergine irlandese
Beata Benvenuta
Francescana secolare
Dal Martirologio Romano
Ad Ancona, san Marcellino, vescovo, che, come scrive il papa san Gregorio Magno, con la potenza divina liberò la sua città da un incendio. — Martirologio Romano