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sabato 10 gennaio 2026 · Santo del giorno

Sant' Aldo

Eremita

Sant' Aldo

Sant'Aldo è una figura di grande e perdurante popolarità nell'Italia settentrionale, sebbene le informazioni storiche sulla sua vita siano estremamente scarse. Non si conoscono né il luogo né la data della sua nascita, mentre l'epoca in cui visse viene collocata genericamente nel VIII secolo, un periodo storico complesso e segnato da profonde trasformazioni. In quegli anni l'Italia risultava frammentata in diversi piccoli regni barbarici, l'intera cristianità appariva minacciata dalla costante espansione dell'Islam e il contesto generale era considerato un periodo oscuro della storia italiana, antecedente all'era carolingia.

L'unico dato storicamente certo che riguarda questo santo si riferisce al suo luogo di sepoltura, situato nella città di Pavia. Inizialmente le sue spoglie furono deposte nella cappella di San Colombano a Pavia, per essere poi trasferite nella basilica di San Michele, sempre nella stessa città. La sua figura spirituale si colloca come una sintesi mirabile tra la tradizione monastica benedettina e l'eredità dei missionari giunti dall'Irlanda.

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Gli altri santi di oggi

Beato Gregorio X

Papa

Il Beato Gregorio X, nato a Piacenza nel 1210 e vissuto nel corso del XIII secolo, occupa un posto di rilievo nella storia della Chiesa universale. La sua figura è ricordata per la dedizione con cui esercitò il ministero petrino in un tempo complesso, segnato da grandi sfide spirituali e politiche. Eletto al soglio pontificio nel 1271 mentre si trovava in Palestina, egli seppe coniugare la cura per l'unità ecclesiale con un profondo zelo apostolico, ponendo le basi per un dialogo volto a superare le dolorose divisioni tra l'Oriente e l'Occidente cristiano.

Il suo pontificato rimarrà impresso nella memoria della fede per la convocazione del secondo Concilio Ecumenico di Lione, momento solenne di riflessione e riforma. L'instancabile impegno profuso per la riconciliazione con la Chiesa ortodossa e la sollecitudine manifestata verso la Terra Santa testimoniano un uomo di profonda carità, che ha saputo guardare oltre le contingenze storiche per promuovere il bene comune della cristianità. Egli concluse il suo cammino terreno ad Arezzo nel 1276, lasciando un'eredità di equilibrio e saggezza che gli valse la beatificazione per mano di papa Clemente XI nel 1713.

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San Marciano di Costantinopoli

Sacerdote

San Marciano visse nel corso del quinto secolo a Costantinopoli, distinguendosi per il generoso ministero sacerdotale e per la dedizione alla Chiesa. Nato da una facoltà famiglia di stirpe romana, impiegò ogni sua risorsa materiale e spirituale al servizio della fede ortodossa e dei fratelli bisognosi. La tradizione ne custodisce la memoria per la cura instancabile prestata all'ornamento dei templi sacri e per l'esercizio costante della carità verso i poveri. La sua testimonianza cristiana si dipanò in un tempo di importanti snodi ecclesiali nella capitale dell'Impero romano d'Oriente, lasciando un segno profondo nella comunità attraverso la fondazione di luoghi di culto e l'amministrazione saggia dei beni ecclesiastici. La Chiesa ne celebra la memoria liturgica il giorno dieci gennaio, data che raccoglie l'eredità di un cammino di fede vissuto nella povertà volontaria e nella totale dedizione al Vangelo.

La sua esistenza fu segnata da una profonda conversione e da un fervore che lo condusse dal novazianesimo all'abbraccio della dottrina ortodossa, favorito dall'amicizia con sant'Aussenzio. Ordinato sacerdote dal patriarca Anatolio, fu in seguito chiamato dal patriarca Gennadio all'alto incarico di economo della grande basilica di Santa Sofia. Alla morte dei genitori, distribuì l'ingente patrimonio ereditato per edificare e arricchire numerose chiese, tra cui quelle dedicate a sant'Anastasia, sant'Irene, sant'Isidoro, san Giovanni Battista, san Teodoro e san Stratonico. La sua preghiera ottenne prodigi insigni, come la protezione della chiesa di sant'Anastasia dalle fiamme, e la sua carità generosa lo ridusse a vivere in grande indigenza, amato dai potenti come dai derelitti.

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Beato Egidio (Bernardino) Di Bello

Religioso dei Frati Minori, eremita

Il Beato Egidio, al secolo Bernardino Di Bello, nacque a Laurenzana nel 1443 da una famiglia di umili origini e visse la sua esistenza terrena tra lavoro nei campi e profonda ascesi spirituale. Membro dell'Ordine dei Frati Minori in qualità di semplice frate laico, scelse la via della mitezza, della preghiera incessante e dell'umiltà più radicale, servendo la propria comunità nei compiti più nascosti e faticosi. La sua vita fu segnata da intense estasi mistiche, prodigi e dure lotte spirituali contro il demonio, che culminarono nelle sofferenze sopportate con sovrumana pazienza fino alla morte, avvenuta serenamente a Laurenzana il 10 gennaio 1518.

Egli è ricordato con profonda venerazione per l'eroico esercizio della carità, l'amore ardente verso il prossimo e la costante devozione all'Eucarestia. La sua fama di santità, fiorita spontaneamente già durante i suoi giorni terreni tra la popolazione e i confratelli, superò rapidamente i confini locali per estendersi in tutta la regione e nelle zone limitrofe. Dopo secoli di devozione popolare e un cammino ecclesiale avviato già nel sedicesimo secolo, il suo culto fu solennemente confermato dalla Chiesa nel 1880 per opera di Papa Leone XIII, consegnando alla memoria dei fedeli l'immagine luminosa di un autentico testimone del Vangelo.

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San Paolo di Tebe

Primo eremita

San Paolo di Tebe è storicamente riconosciuto come il primo eremita cristiano della storia. Nato da un'agiata e nobile famiglia egiziana e già di fede cristiana, visse a cavallo tra il terzo e il quarto secolo. La sua fuga verso la zona desertica avvenne inizialmente per scampare alla morte e preservare la propria fede durante la persecuzione promossa a metà del terzo secolo dall'imperatore Decio per unificare l'Impero Romano attorno al culto pagano. In quel tempo, i cittadini erano tenuti a compiere atti di culto pagano per dimostrare fedeltà allo Stato, ottenendo un'attestazione ufficiale, mentre molti cristiani accettarono di sacrificare agli dèi pagani per aver salva la vita. San Paolo rifiutò l'imposizione di adorare le divinità pagane, scegliendo di scappare. Nel 251 l'imperatore Decio cadde in battaglia in Tracia contro i Goti, determinando la fine della persecuzione. Terminata la persecuzione, il santo decise di non far rientro e di rimanere nel deserto.

Il contesto desertico e la solitudine lo spinsero a rinunciare alla vita urbana, ai familiari e ai suoi beni. Si stabilì in un'area montuosa dotata di anfratti, una sorgente d'acqua, alberi e frutti, trascorrendo sessant'anni in tale luogo fino a tarda età. San Paolo ha vissuto in solitudine senza formare alcun discepolo né manifestare l'intenzione di farlo, e non ha lasciato alcuno scritto, insegnamento tramandato o detto pervenuto. Il Martirologio lo colloca nella regione egiziana della Tebaide come uno dei primissimi praticanti della vita monastica, ed è deceduto nell'anonimato in una località sconosciuta alla maggior parte delle persone. La Chiesa cattolica mantiene vivo il culto di San Paolo valorizzandone la scelta di isolamento radicale.

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San Gregorio di Nissa

Vescovo

San Gregorio di Nissa, nato a Cesarea di Cappadocia attorno al 335 e vissuto nel quarto secolo, è riconosciuto come uno dei grandi Padri Cappadoci. Filosofo, teologo e mistico di straordinario spessore, egli seppe unire una profonda speculazione dottrinale a una vita spesa per la difesa dell'ortodossia cattolica, affrontando con fede incrollabile l'esilio e le persecuzioni della fazione ariana. Fratello di San Basilio il Grande e di Santa Macrina, la sua figura si staglia nel panorama della Chiesa antica per la vivacità del pensiero trinitario e per la ricchezza della sua mistica, incentrata sul cammino incessante dell'anima verso Dio.

Nel corso del suo ministero episcopale nella città di Nissa e attraverso i suoi numerosi scritti teologici, esegetici e biografici, San Gregorio lasciò un'impronta indelebile nella tradizione cristiana orientale e occidentale. La sua memoria liturgica si celebra il 10 gennaio, ricordando un pastore che, pur tra le fragilità umane e la scarsa inclinazione agli affari amministrativi, seppe farsi colonna luminosa del secondo concilio ecumenico e instancabile ricercatore dello Sposo divino.

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San Milziade (o Melchiade)

Papa

San Milziade, noto anche come Melchiade, guidò la Chiesa durante il quarto secolo in un momento di fondamentale transizione storica per la comunità cristiana. Nato in Africa e residente a Roma negli anni della violenta persecuzione di Diocleziano, visse da testimone la complessa situazione politica del tempo e l'ambigua condotta dell'imperatore Massenzio. Dopo una vacanza della sede apostolica durata un anno e segnata dall'esilio e dalla morte di papa Eusebio, Milziade fu eletto papa nel 311. Il suo pontificato, sebbene durato soltanto tre anni fino alla sua morte nel 314, segnò il passaggio dei credenti dalla fase delle persecuzioni alla protezione imperiale e alla stima pubblica. Sotto la sua guida la croce si trasformò da strumento di pena infamante nel simbolo glorioso ed emblematico delle insegne militari di Costantino. Non fu papa Silvestro a guidare la Chiesa nel momento iniziale di questo passaggio alla libertà religiosa, ma fu proprio Milziade a sfruttare il nuovo clima politico per riorganizzare le strutture ecclesiastiche, ottenere la restituzione dei beni sequestrati e riprendere possesso dei luoghi di preghiera tradizionali.

Il santo pontefice è ricordato per la sua ferma opera di riconciliazione e per aver saputo volgere a beneficio della comunità la favorevole disposizione d'animo dell'imperatore Costantino dopo la vittoria a Ponte Milvio. Grazie a questa apertura, la Chiesa ricevette non solo la restituzione dei beni, ma anche un generoso contributo finanziario pubblico che permise la costruzione di grandi basiliche, a partire da quella Lateranense, e la donazione della residenza papale al Laterano. Per la sua opera di pace, sant'Agostino lo definì un vero figlio della pace e un vero padre per i cristiani. Nonostante non abbia subito il martirio di sangue, fu formalmente insignito del titolo d'onore di martire, probabilmente a causa della sua sepoltura nel cimitero di Callisto sulla via Appia a Roma. La sua memoria liturgica si celebra il 10 gennaio, ed è attualmente limitata alle sole Chiese locali in seguito alla revisione del calendario.

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Santa Francesca Salesia (Leonia Aviat)

Religiosa, fondatrice

Santa Francesca Salesia, al secolo Leonia Aviat, visse tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo lasciando un segno luminoso nella Chiesa attraverso la fondazione delle Suore Oblate di San Francesco di Sales. Nata il sedici settembre 1844 a Sézanne, nella regione francese della Champagne, da genitori cristiani e commercianti onesti, ricevette una solida formazione umana e spirituale. Affidata in giovane età alle Suore Visitandine di Troyes, maturò una profonda adesione alla dottrina salesiana dell'abbandono alla volontà divina. La sua esistenza fu interamente spesa al servizio delle giovani lavoratrici e dei bisognosi, rispondendo con coraggio alle sfide sociali del suo tempo e affrontando con fede le persecuzioni politiche e l'esilio.

Ella è ricordata per la straordinaria dedizione materna rivolta all'educazione e alla protezione delle ragazze che lasciavano le campagne per le fabbriche, nonchè per la lungimiranza con cui estese l'azione missionaria della sua Congregazione in Europa, in Africa e nelle Americhe. Guidata spiritualmente dal venerato abate Luigi Brisson, seppe fondare istituzioni solide nonostante le avversità delle leggi eversive francesi. Beatificata e canonizzata da papa Giovanni Paolo II, la sua memoria liturgica si celebra il dieci gennaio, ricordando una vita spesa nell'obbedienza e nella carità operosa.

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Beato Benincasa

Abate di Cava

Il beato Benincasa visse nel corso del dodicesimo secolo e guidò come abate l'abbazia della Santissima Trinità di Cava de' Tirreni, un cenobio fondato nel 1020 da sant'Alferio. Il suo governo monastico rappresentò l'epoca di massima fioritura per l'intera comunità religiosa, distinguendosi per una straordinaria espansione spirituale, diplomatica e territoriale che consolidò il prestigio dell'ordine in Italia e nel Mediterraneo. Uomo descritto dai contemporanei con gli attributi di pio, prudente e ottimo pastore, Benincasa seppe guidare i suoi monaci con saggezza evangelica e grande lungimiranza.

Egli è particolarmente ricordato per i legami intessuti con le supreme autorità civili ed ecclesiastiche del suo tempo, dal re di Sicilia Guglielmo secondo il Buono al re di Gerusalemme Baldovino quarto, ottenendo importanti privilegi e tutele. La sua abbadia durò ventitré anni, concludendosi con la sua pia morte avvenuta il dieci gennaio 1194 a Cava de' Tirreni. La Santa Sede ha approvato ufficialmente il suo culto e il titolo di beato il sedici maggio 1928, e la Chiesa lo ricorda ogni anno nella medesima data di nascita al cielo.

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San Pietro Orseolo (Urseolo)

Monaco

San Pietro Orseolo, nato a Venezia nel 928, rappresenta una figura singolare nel panorama della santità medievale, capace di coniugare il servizio civile al più alto rigore spirituale. Prima di giungere alla consacrazione monastica, fu protagonista della vita pubblica veneziana, distinguendosi come comandante della flotta impegnata nel contrasto ai corsari saraceni e, successivamente, come doge della Serenissima a partire dal 976. In questo ruolo di grande responsabilità, egli profuse ogni energia nella ricostruzione della basilica di San Marco e del Palazzo Ducale, segni tangibili della sua premura verso la comunità e la fede.

La memoria di Pietro Orseolo non è tuttavia legata soltanto alle sue opere di governo, ma soprattutto al suo radicale mutamento di vita. Animato dal desiderio di un assoluto abbandono in Dio, scelse di rinunciare al dogado per abbracciare la clausura a Cuxa, in Spagna. Qui, sotto la guida sapiente di San Romualdo, intraprese il cammino dell'eremitismo, trascorrendo i suoi ultimi anni in una preghiera incessante. La sua figura rimane impressa nella Chiesa come testimonianza di una conversione autentica, capace di trasfigurare il potere terreno in umile obbedienza al Vangelo, giungendo alla pace eterna nell'anno 987.

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Sant' Agatone

Papa

Sant'Agatone guidò la Chiesa cattolica nel corso del settimo secolo, venendo consacrato papa il ventisei giugno del seicento settantotto. La tradizione riferisce che al momento della consacrazione avesse raggiunto l'età di centotre anni, pur mantenendo una buona lucidità mentale, e si ritiene che sia morto all'età di centosette anni. Il santo pontefice fu ampiamente stimato per la sua profonda dottrina e per la straordinaria carità dimostrata verso i bisognosi nel corso del suo ministero. Il Martirologio attesta a Roma, presso la basilica di San Pietro, la deposizione di sant'Agatone papa, ricordando con particolare devozione la sua strenua difesa della fede contro i monoteliti e la sua costante promozione dell'unità ecclesiastica tramite i sinodi.

Durante il suo pontificato, Sant'Agatone si dedicò con zelo al governo della Chiesa universale, affrontando questioni dottrinali di grande rilevanza e ristabilendo la comunione con diverse sedi episcopali. Il papa accolse con benevolenza l'abate di Wearmouth, Benedetto Biscop, e si occupò con sollecitudine della situazione della Chiesa anglosassone. Inoltre, Agatone ricevette la sottomissione dell'arcivescovo di Ravenna, Teodoro, ponendo così fine all'autocefalia della sede ravennate che era stata precedentemente condannata da Roma. Egli intervenne anche per reintegrare sulla cattedra episcopale di York l'arcivescovo Vilfrido, il quale era stato ingiustamente rimosso dal suo incarico da Teodoro di Canterbury.

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Beata Maria Dolores Rodriguez Sopena

La Beata Maria Dolores Rodríguez Sopeña, nata a Vélez-Rubio nel 1848 e vissuta tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, è ricordata come fondatrice di istituzioni apostoliche e sociali dedicate all'assistenza dei più bisognosi, alla promozione del mondo operaio e all'educazione cristiana. Donna di profonda fede e di straordinaria audacia, visse un'intensa esistenza dedita alla carità, superando le barriere sociali del suo tempo per portare la vicinanza di Dio nelle periferie urbane e tra le classi lavoratrici.

La sua opera si è tradotta nella fondazione di centri di istruzione, associazioni laicali e di un istituto religioso, dando vita a una grande famiglia spirituale oggi attiva in numerosi Paesi del mondo. Beatificata da Papa Giovanni Paolo II nel 2003, la sua memoria liturgica si celebra il dieci gennaio, ricordando il suo luminoso esempio di unione tra contemplazione e azione al servizio della giustizia e della fraternità evangelica.

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Beata Maria della Concezione (Adèle de Batz de Trenquelléon)

Vergine e fondatrice

La Beata Maria della Concezione, al secolo Adèle de Batz de Trenquelléon, nacque nel castello di Trenquelléon il 10 giugno 1789. Visse in un'epoca di grandi sconvolgimenti politici e religiosi, trasformando le prove dell'esilio e della giovinezza in un cammino di intensa dedizione spirituale. Fondò le Figlie di Maria Immacolata, note oggi come Suore Marianiste, offrendo la propria vita per l'istruzione, l'assistenza ai bisognosi e la rinascita cristiana delle campagne. La Chiesa ne celebra la memoria liturgica il 10 gennaio, giorno della sua nascita al cielo.

La sua esistenza fu guidata da un amore profondo e appassionato per Dio, capace di superare ogni ostacolo umano. Dalle prime esperienze della Piccola Società fino alla fondazione della congregazione religiosa, la Beata seppe unire la preghiera contemplativa a un apostolato operoso e instancabile. La sua testimonianza continua a vivere attraverso le opere dell'istituto da lei fondato, presente in vari continenti e impegnato nell'educazione e nella cura dei più fragili.

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San Giovanni

Vescovo

A Gerusalemme, san Giovanni, vescovo, che, al tempo della controversia sulla retta dottrina, si adoperò molto per la fede cattolica e per la pace nella Chiesa.

San Petronio di Die

Vescovo

A Die nel territorio di Vienne, in Francia, san Petronio, vescovo, che aveva precedentemente condotto vita monastica sull’isola di Lérins.

San Domiziano di Melitene

Vescovo

A Melitene nell’antica Armenia, san Domiziano, vescovo, che si adoperò molto per la conversione dei Persiani.

San Valerio

Eremita

A Limoges nella regione dell’Aquitania, in Francia, san Valerio, che scelse di vivere in solitudine.

Sant' Arconzio di Viviers

Vescovo

Nel territorio di Viviers lungo il Rodano in Francia, sant’Arconzio, vescovo.

San Guglielmo di Bourges

Vescovo

A Bourges in Aquitania, in Francia, san Guglielmo, vescovo, che, ardendo dal desiderio di solitudine e di meditazione, divenne monaco cistercense a Pontigny e quindi abate a Chaâlis; posto, infine, a capo della Chiesa di Bourges, mai tralasciò l’austerità della vita monastica, distinguendosi per la carità verso il clero, i carcerati e i bisognosi.

Beato Gundisalvo (Gonzalo, Gonsalvo) di Amarante

Domenicano

Ad Amarante in Portogallo, beato Gonsalvo, sacerdote: originario di Braga, dopo un lungo pellegrinaggio in Terra Santa entrò nell’Ordine dei Predicatori; quindi, ritiratosi in un eremo, fece costruire un ponte e fu di giovamento ai suoi seguaci con la preghiera e la predicazione.

Beata Anna degli Angeli Monteagudo

Domenicana

Ad Arequipa in Perù, beata Anna degli Angeli Monteagudo, vergine dell’Ordine dei Predicatori, che con il dono del consiglio e con la profezia si adoperò generosamente per il bene di tutta la città.

Beata Marchesina Luzi

Vergine e martire

Beato Raimondo de Fosso

Mercedario

Santa Setrida di Faremoutiers-en-Brie

Badessa