10 gennaio
Beato Egidio (Bernardino) Di Bello
Religioso dei Frati Minori, eremita
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la giovinezza
Il Beato Egidio è nato a Laurenzana nel 1443. I suoi genitori appartenevano a un ceto sociale umile. Il padre di Egidio si chiamava Bello di Bello ed era un agricoltore. La madre di Egidio si chiamava Caradonna Personi. Al momento del battesimo gli fu dato il nome di Bernardino di Bello. Egidio aveva un fratello di nome Vitale. Il vero nome del beato Egidio è Bernardino Di Bello. Il nome di battesimo gli fu imposto in onore di san Bernardino da Siena, considerato un grande protettore del Beato. Egidio Di Bello nasce a Laurenzana nel 1443 e muore nella stessa località il 10 gennaio 1518. Prima di dedicarsi interamente al Signore, visse le difficoltà della vita terrena, il lavoro nei campi e la sofferenza dei distacchi umani. Non sono noti episodi rilevanti della sua fanciullezza, salvo l'ingresso in convento avvenuto in età molto giovane. Durante la giovinezza frequentava con assiduità le chiese, in particolare quella di San Francesco, fatto interpretato come presagio della sua vita futura. Alcuni anni prima di entrare in convento, aveva promosso la costruzione di una piccola cappella dedicata a Sant'Antonio da Padova, con fondi di origine sconosciuta. Entrò nel convento francescano locale all'età di circa trent'anni. Il Beato Egidio apparteneva all'Ordine dei Frati Minori e visse anche segregato all'interno di una grotta.
La vita religiosa e l'ascesi
Subito dopo l'ingresso in convento manifestò un'eccezionale inclinazione alla spiritualità ascetica e contemplativa. Per sfuggire ai rumori dei curiosi e dei confratelli, si ritirava a pregare in una selva all'interno di una grotta, da lui successivamente trasformata in cappella. Fu un semplice frate laico e non volle mai diventare sacerdote, probabilmente ritenendo tale dignità superiore al proprio valore. Con la professione solenne dei voti perpetui di castità, povertà e obbedienza, assunse il nome di Fra Egidio. Scelse il nome Egidio per emulare la semplicità evangelica del compagno di san Francesco, Fra Egidio d'Assisi. All'interno della comunità francescana svolse i compiti più umili e rifiutati dagli altri frati, quali cuoco, portinaio, sacrista e giardiniere. Non usciva mai per la questua, tranne rare eccezioni per far visita ai genitori o ad alcuni ammalati. Mostrò grandi capacità persuasive, sostenute da una mitezza, dolcezza e carità che evidenziavano il dono totale di sé. Condusse un'esistenza estremamente austera con frequenti digiuni e penitenze, incluse quelle previste dalla regola, per conformarsi a Cristo sofferente. Il suo unico pasto giornaliero consisteva spesso in un tozzo di pane, che talvolta condivideva con i bisognosi. La sua vita si svolse tra estasi e preghiera. Durante la contemplazione raggiungeva stati di profonda ascesi, isolandosi completamente dall'ambiente circostante e levitando ad una certa altezza da terra. Negli atti del processo di beatificazione viene riferito che si sollevava di due palmi da terra durante le estasi. Testimoni sotto giuramento al processo di beatificazione riferirono che gli uccelli andavano spesso a mangiare le briciole di pane sul palmo della sua mano. Sempre secondo i testimoni del processo, dopo il pasto si sedeva in giardino a conversare con gli uccelli, ad imitazione di san Francesco d'Assisi.
I doni straordinari e i miracoli
Svolse il suo apostolato prevalentemente a Laurenzana, salvo brevi periodi trascorsi in altri conventi della zona, come il Convento di Santa Maria del Sepolcro a Potenza. Durante la permanenza a Potenza compì un miracolo guarendo il figlio del Conte di Potenza Guevara, gravemente malato, tracciando un segno di croce sulla sua fronte. Era dotato di carismi profetici e predisse a diverse persone il giorno della loro morte o il verificarsi di eventi che poi si avverarono. Rivelò a una donna che non aveva notizie del marito in pellegrinaggio a Santiago de Compostela che l'uomo aveva perso un occhio ed era stato malato, ma che sarebbe rientrato a breve, previsione che si puntualmente avverò.
Le lotte spirituali e l'assalto finale
Ebbe continue e violente lotte spirituali e fisiche con il demonio. Abituato a passare le notti in preghiera per mortificare il sonno, veniva assalito dai diavoli che lo scuotevano con violenza e lo trascinavano a terra. Fra Egidio tende a nascondere la propria esperienza spirituale. L'uomo di Dio considera tali esperienze un segno della volontà divina. Dio concede certe esperienze per mettere alla prova la vera santità e perché esse sono destinate alle anime più forti. Tali manifestazioni rischiano di corrompersi per orgoglio o eccessiva autoconsapevolezza, oppure possono rivelarsi simulazioni e inganni del demonio. Diversi confratelli sentono Fra Egidio lamentarsi e scacciare qualcuno all'interno della sua cella, senza tuttavia vedere mai nessuno. A causa dei continui rumori e lamenti, i frati riferiscono l'accaduto al Padre guardiano. Sottoposto a ripetuti interrogatori dal guardiano, Fra Egidio confessa che il demonio lo percuote quasi ogni notte. La notte di Natale del 1517 Satana sferra il suo ultimo assalto a Fra Egidio. Il frate trascorre l'intera notte di Natale in chiesa, vegliando in orazione davanti al Santissimo Sacramento. Il demonio disturba la sua preghiera spegnendo più volte la lampada ad olio collocata davanti al Santissimo Sacramento. Incapace di sopportare la pazienza sovrumana del frate, il demonio gli soffia il fuoco sul corpo, ustionandogli il braccio sinistro. Il demonio trascina Fra Egidio a terra, gli rovescia addosso l'olio bollente della lampada e infine scompare. A causa delle ustioni e delle sofferenze riportate, il frate, ormai settantacinquenne, si ammala gravemente e resta immobilizzato a letto. Una nobildonna procuratrice dei frati, chiamata Donna Lucrezia Trara, si prende cura di lui e gli fascia le ferite.
Il transito e i prodigi
Fra Egidio muore serenamente il 10 gennaio 1518, mentre la comunità dei frati recita le preghiere del transito. Al momento della sua morte le campane iniziano a suonare da sole pur essendo ferme. Il prodigio delle campane che suonano da sole si ripete sei anni dopo, durante l'esumazione del corpo per la traslazione in una nuova sepoltura più dignitosa. Subito dopo il decesso, moltitudini di fedeli giungono al Convento di Laurenzana da tutta la regione e dalle zone limitrofe. La fama di santità di Fra Egidio, già presente durante la sua vita, cresce negli anni portando pellegrini anche dalla Puglia, dalla Calabria e dalla Campania. Negli anni successivi alla sua morte si registrano numerosi miracoli e guarigioni attribuiti alla sua intercessione, spingendo la devozione popolare a considerarlo subito Santo.
Il riconoscimento ecclesiale e il culto
Nel 1593 il Convento passa ai Padri Riformati. Nel 1593 viene avviata la prima raccolta di testimonianze sulle virtù eroiche di Fra Egidio da Laurenzana, inviata poi alla Sacra Congregazione per i Riti. Nel 1596 la Sacra Congregazione ratifica l'eroicità delle virtù di Fra Egidio e ne autorizza il culto e la venerazione delle spoglie. I fedeli continuano a segnalare eventi prodigiosi e miracoli alle autorità civili e religiose. Le autorità costituiscono un comitato apposito per raccogliere la documentazione e avviare la causa di beatificazione. Il processo subisce rallentamenti nel tempo a causa di fattori socio-politici e culturali, nonostante le continue attestazioni di santità da parte della popolazione. I vescovi diocesani riprendono a più riprese la causa di beatificazione. Nel 1876 l'Arcivescovo Metropolita di Acerenza Pietro Giovine rilancia con decisione il processo, conclude la fase diocesana e invia gli atti a Roma. Papa Leone XIII promuove l'approvazione del culto immemorabile e conferma la beatificazione di Fra Egidio in San Pietro il 24 giugno 1880. Il culto del Beato Egidio è ancora molto diffuso nell'area centro-settentrionale della Basilicata. La figura del frate è ricordata per la carità, l'amore verso il prossimo e la profonda devozione all'Eucarestia.
Il cammino di umiltà
Il cammino spirituale di Bernardino, poi noto come Egidio, ebbe inizio nel cuore del XV secolo a Laurenzana. Giunto alla soglia dei trent'anni, egli maturò la decisione di abbandonare il mondo per vestire l'abito dei Frati Minori, trovando nel convento del suo paese natale il luogo ideale per la propria ascesi. Egli non cercò ruoli di prestigio o onori, ma si dedicò con spirito di obbedienza a compiti umili, divenendo per i confratelli e per i poveri un esempio di dedizione. Come cuoco, portinaio, sacrista e giardiniere, Egidio trasformò ogni gesto materiale in una forma di preghiera, esercitando la carità con naturalezza e costanza.
La sua santità non fu esente da battaglie interiori e spirituali. La tradizione custodisce il ricordo drammatico della notte di Natale del 1517, quando Egidio subì gravi ustioni a causa di un'aggressione demoniaca, prova che egli affrontò con la forza di chi è interamente ricolmo di Spirito Santo. Questo evento segnò profondamente il suo corpo già provato, avviandolo verso il compimento finale. Dopo una grave malattia, egli rese l'anima a Dio il 10 gennaio 1518. Il suo legame con il territorio di Laurenzana e con Potenza si consolidò attraverso i prodigi che Dio compì per sua mano, tra i quali spicca la guarigione del figlio del Conte Guevara. Tale evento rese evidente ai contemporanei che, dietro le vesti semplici dell'umile frate, dimorava un amico di Dio, capace di farsi strumento di guarigione e consolazione per i sofferenti.
Il culto e la memoria
La venerazione verso il Beato Egidio Di Bello ha attraversato i secoli con la fermezza propria delle testimonianze autentiche, radicandosi profondamente nella devozione popolare di Laurenzana, terra che gli diede i natali e che ne custodisce la memoria. Il riconoscimento canonico della sua santità giunse il 24 giugno 1880, quando Papa Leone XIII confermò ufficialmente il culto del Beato, elevandolo agli altari.
Da quel momento, la figura di Egidio è stata ufficialmente proposta alla Chiesa come modello di vita francescana, incentrata sulla preghiera, sul lavoro e sulla dedizione totale al Vangelo. Ancora oggi, il popolo cristiano si rivolge a lui con fiducia, celebrandone la memoria il 10 gennaio, giorno della sua nascita al Cielo. La sua vita, pur essendosi svolta in un contesto di apparente anonimato conventuale, continua a parlare agli uomini e alle donne di ogni tempo, ricordando che la vera grandezza risiede nel servire i fratelli con cuore puro e nell'accettare con fede le croci che la vita presenta, confidando sempre nella misericordia divina.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Egidio?
La sua ricorrenza liturgica si celebra il 10 gennaio, giorno della sua nascita al cielo.
Quali furono le sue principali caratteristiche spirituali?
Il Beato Egidio visse nell'Ordine dei Frati Minori come umile frate laico, distinguendosi per la preghiera continua, la contemplazione profonda, la carità verso i bisognosi e la totale dedizione all'Eucarestia.
A Laurenzana in Basilicata, beato Egidio (Bernardino) Di Bello, religioso dell’Ordine dei Frati Minori, che visse segregato in una grotta. — Martirologio Romano