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10 gennaio

San Paolo di Tebe

Primo eremita

Aggiornato il 15 settembre 2026

La fuga nel deserto

La figura di San Paolo non chiarisce se la sua scelta iniziale di inoltrarsi nel deserto fosse già guidata dal desiderio di una vita eremitica permanente. Egli proveniva da un'agiata e nobile famiglia egiziana ed era già di fede cristiana. La sua fuga verso la zona desertica è avvenuta inizialmente per scampare alla morte e preservare la propria fede. A metà del terzo secolo l'imperatore Decio ha promosso una persecuzione per unificare l'Impero Romano attorno al culto pagano. I cittadini erano tenuti a compiere atti di culto pagano per dimostrare fedeltà allo Stato, ottenendo un'attestazione ufficiale. Molti cristiani hanno accettato di sacrificare agli dèi pagani per aver salva la vita. San Paolo ha rifiutato l'imposizione di adorare le divinità pagane, scegliendo di scappare. Nel 251 l'imperatore Decio è caduto in battaglia in Tracia contro i Goti, determinando la fine della persecuzione. Terminata la persecuzione, San Paolo ha deciso di non far rientro e di rimanere nel deserto.

La vita eremitica

Il contesto desertico e la solitudine lo hanno spinto a rinunciare alla vita urbana, ai familiari e ai suoi beni. Si è stabilito in un'area montuosa dotata di anfratti, una sorgente d'acqua, alberi e frutti. Ha trascorso sessant'anni in tale luogo fino a tarda età. San Paolo ha vissuto in solitudine senza formare alcun discepolo né manifestare l'intenzione di farlo. Non ha lasciato alcuno scritto o insegnamento tramandato. In tarda età, il celebre monaco Antonio abate si è recato a fargli visita. Tornato nello stesso luogo a distanza di anni, Antonio ne ha riscontrato il decesso. San Paolo è morto in solitudine, senza che si conoscano la data e le modalità esatte del trapasso, ed è deceduto nell'anonimato in una località sconosciuta alla maggior parte delle persone. Non si conosce la data precisa del suo decesso e non è pervenuto alcun suo detto.

Le memorie e il culto

San Girolamo ha composto una biografia del santo ricca di narrazioni leggendarie ma con scarso valore documentale. In Egitto, di fronte al Monte Sinai, sorge un monastero edificato presumibilmente nel sesto secolo dall'imperatore Giustiniano. Secondo la tradizione, all'interno di questo monastero egiziano è custodita la cella abitata da San Paolo. Non sussistono ulteriori testimonianze materiali o archeologiche collegate al santo. A circa otto secoli dalla sua scomparsa è stato fondato l'Ordine di San Paolo Primo Eremita, detto anche degli Eremiti di San Paolo. Alla fine del ventesimo secolo l'ordine risultava ancora attivo e celebre, con la sede generale situata in Polonia presso il santuario di Częstochowa. Il Martirologio lo colloca nella regione egiziana della Tebaide come uno dei primissimi praticanti della vita monastica, e la Chiesa cattolica mantiene vivo il culto di San Paolo valorizzandone la scelta di isolamento radicale.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Paolo di Tebe?

La ricorrenza liturgica di San Paolo di Tebe si celebra il 10 gennaio.

Di cosa è patrono San Paolo di Tebe?

Le fonti non menzionano specifici patronati attribuiti al santo.

Nella Tebaide, in Egitto, san Paolo, eremita, cultore della vita monastica fin dai suoi inizi. — Martirologio Romano