9 giugno
Beata Anna Maria Taigi
Madre di famiglia, terziaria trinitaria
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e il matrimonio cristiano
La beata Anna Maria Giannetti Taigi nacque a Siena il 29 maggio 1769 e fu battezzata il giorno seguente, figlia di Luigi Giannetti e Maria Masi. A causa di gravi dissesti finanziari familiari, la famiglia si trasferì a Roma quando la piccola aveva sei anni. Nella città eterna fu affidata alle suore Maestre Pie Filippine, ricevendo una completa formazione in due anni. Per aiutare i genitori bisognosi, Anna Maria si dedicò a lavori diversi e umili. Fin da bambina imparò a corrispondere alla grazia, cominciando a vivere una vita spirituale intensa animata dal solo desiderio di amare Dio e servirlo in tutto e avendo l'unica preoccupazione di evitare anche l'ombra di qualsiasi imperfezione volontaria. Sviluppò una devozione ferventissima per la Santissima Trinità, per Gesù Sacramento, per la Passione del Signore e una tenerissima devozione per la Madonna. A vent'anni, Anna Maria Giannetti sposò Domenico Taigi, un servitore della famiglia Chigi che guadagnava appena sei paoli al mese. Domenico era un uomo pio ma di carattere difficile e grossolano, e la beata fu persino maltrattata da un marito violento. Anna Maria passò sopra ai difetti del coniuge badando principalmente alla virtù e continuò a prendersi cura del marito violento con pazienza instancabile. La beata visse per quarantanove anni esercitando continuamente la pazienza e la carità grazie ai modi finissimi. Il matrimonio fu improntato ai più elevati principi cristiani, poiché la beata lo considerava come un'altissima missione ricevuta dal cielo. La povertà non fu un ostacolo per la felicità della coppia perché il loro matrimonio era composto da tre persone, essendoci Gesù con loro. La beata trasformò la sua casa in un vero santuario ponendo Dio al primo posto. La beata fu docile al marito ed evitava quanto poteva irritarlo o turbare la pace domestica, dimostrandosi sobria e laboriosa e non facendo mai mancare nulla alla famiglia. Dal matrimonio nacquero sette figli. Tre dei sette figli morirono in tenera età, mentre due maschi e due femmine arrivarono all'età adulta. La beata provvedette all'educazione dei suoi sette figli impartendo loro un'istruzione civile e religiosa accuratissima e completa.
La vita di carità e l'Ordine Secolare Trinitario
La generosità di Anna Maria Taigi non si limitò alle mura domestiche, estendendosi con larghezza verso chiunque si trovasse nel bisogno. La beata fu larga con i poveri nel limite delle sue possibilità, non trascurando mai la sollecitudine spirituale e materiale per i poveri e gli ammalati. La studiosa Giovanna Cossu Merendino sottolinea che la Beata tratteneva della carità ricevuta solo l'indispensabile per la famiglia, mentre il resto veniva distribuito tra i più poveri. La Beata arrivò persino a umiliarsi chiedendo lei stessa l'elemosina vedendo che le sue risorse non erano sufficienti per soccorrere i bisognosi. Il 26 dicembre 1808, Anna Maria abbracciò l'Ordine Secolare Trinitario, diventando terziaria trinitaria e vivendo perfettamente lo spirito dell'Ordine come serva fervida e adoratrice della Santissima Trinità. Iddio arricchì la beata di molti doni carismatici straordinari. Un dono carismatico singolare della beata fu quello di un sole luminoso che brillò davanti al suo sguardo per quarantasette anni. Mediante il sole luminoso la beata vedeva quanto accadeva nel mondo e lo stato delle anime in vita e in morte. L'abate trappista Jean-Baptiste Chautard, vissuto tra il 1858 e il 1935, riporta che Taigi ricevette singolari doni soprannaturali di sapienza, discernimento spirituale e profezia. I doni di profezia concessi alla beata riguardavano soprattutto i gravi problemi religiosi e politici del tempo. Vescovi, cardinali, papi e uomini di Stato ricorsero ad Anna Maria Taigi per ricevere consigli illuminati. La beata condusse una vita umile e di austera penitenza sotto la direzione spirituale di monsignor Raffaele Natali, che era segretario del maestro di camera di papa Pio VII, il quale regnò dal 1800 al 1823. Il prelato marchigiano visse ospite della beata Taigi per circa venti anni e fu testimone oculare di numerosi fatti straordinari della vita della Beata.
Gli scritti, la memoria e l'attualità della figura
Monsignor Raffaele Natali scrisse volumi dedicati alla beata in parte durante la permanenza in casa della Beata e in parte dopo la sua morte. Nell'archivio della Chiesa di San Carlo a Roma, tenuta dai Padri trinitari, sono conservati questi volumi scritti da Natali. Nel 2005 la studiosa Giovanna Cossu Merendino ha raccolto gli scritti di Natali in un volume di cinquecentosettantadue pagine intitolato 'Le misericordie di Dio verso le sue creature: beata Anna Maria Giannetti Taigi'. Il volume è stato pubblicato dalla Tipografia Vaticana a Città del Vaticano nel 2005. La relazione di Giovanna Cossu Merendino è stata presentata a Roma tra il 10 e il 13 ottobre 2014, all'interno di un convegno intitolato 'Le radici spirituali e culturali della crisi economica in atto', promosso dall'Associazione San Giovanni de Matha dei laici trinitari d'Italia, mentre l'autore dell'articolo di approfondimento corrispondente è Giuseppe Brienza e la fonte è Vatican Insider. Cossu rileva l'attualità della figura di questa donna nel tempo odierno di crisi di valori, divorzi, aborti, sperimentazioni su embrioni e unioni irregolari. La fedeltà e la forza con cui Taigi visse la sua condizione familiare rappresentano un esempio prezioso e un richiamo ai valori della famiglia, all'amore per le piccole cose e all'amore di Dio. Cossu sottolinea inoltre che Anna Maria Taigi è la prima donna popolana che ha raggiunto la perfezione cristiana nella vita matrimoniale, poiché prima di lei le donne arrivate agli onori degli altari non erano sposate, oppure erano vedove, religiose, regine o principesse. La sua figura si inserisce anche nella riflessione spirituale più ampia dell'opera 'L'anima di ogni apostolato', pubblicata nel 1907 dall'abate Jean-Baptiste Chautard e dedicata anche ad Anna Maria Giannetti Taigi, nata nel 1769 e morta nel 1837. Quest'opera è il libro da comodoro, il cosiddetto livre de chevet, di decine di santi, tra cui papa Pio X, e ricorda come i sacerdoti secolari, i religiosi e le religiose votati alla vita attiva e interiore partecipano allo stesso potere che le anime del chiostro hanno sul cuore di Dio. In questo contesto, il padre Chevrier, don Bosco e la beata Anna Maria Taigi sono presentati come magnifici esempi di apostolato nella vita comune, mentre figure come san Benedetto Giuseppe Labre furono apostoli che schivavano le vie battute. La beata esercitò le sue funzioni di povera massaia come un'apostola, vivendo a Roma come semplice madre di famiglia e domestica della famiglia Chigi. La beata morì volando al paradiso il 9 giugno 1837 a Roma, e la beata fu beatificata il 30 maggio 1920 da Benedetto XV. Il corpo della beata si conserva a Roma nella Basilica di San Crisogono nella Cappella a lei dedicata.
Il cammino di una madre
Nata a Siena nel 1769, Anna Maria Taigi ha percorso un cammino di santità che trova le sue radici nella semplicità della vita coniugale. A vent'anni si unì in matrimonio con Domenico Taigi, accogliendo con amore la vocazione alla maternità che l'ha portata a crescere sette figli tra le mura domestiche. La sua vita non è stata segnata da una fuga dal mondo, ma da un'immersione consapevole nelle fatiche e nelle gioie quotidiane di una famiglia. In questo contesto di dedizione totale, il ventisei dicembre 1808 compì un passo decisivo entrando nell'Ordine Secolare Trinitario, un'esperienza che ha nutrito la sua anima e ha dato forma alla sua consacrazione laicale.
Trasferitasi a Roma, la sua casa divenne un luogo di accoglienza e di preghiera. La sua fama di santità crebbe non per gesti eclatanti, ma per la coerenza di una vita vissuta in unione profonda con Dio. Ella fu destinataria di doni carismatici singolari, tra cui una visione profetica costante che illuminava la sua preghiera e il suo discernimento. Questa grazia le permise di accogliere con saggezza e carità coloro che bussavano alla sua porta in cerca di consiglio. Papi, cardinali e uomini di Stato si rivolgevano a lei come a una madre e a una confidente, riconoscendo nella sua umile figura una luce capace di orientare le anime e le decisioni dei potenti. Fino alla sua morte, avvenuta a Roma nel 1837, ella mantenne sempre intatta la sua umiltà, restando un faro di fede per la Chiesa del suo tempo.
Il culto e la memoria
La vita della Beata Anna Maria Taigi ha lasciato un segno indelebile nella devozione della Chiesa, che ne riconosce la santità come modello per ogni cristiano. Il suo percorso, che intreccia la vita laicale con un profondo carisma profetico, ha trovato il suo sigillo ufficiale nella beatificazione avvenuta nel 1920 per mano di Papa Benedetto XV. Da quel momento, il suo esempio è stato offerto in modo particolare alle madri di famiglia, chiamate a specchiarsi nella sua dedizione e nella sua capacità di santificare i compiti ordinari.
La sua ricorrenza, fissata al nove giugno, invita i fedeli a riflettere sulla bellezza di una santità che abita le case e trasforma le relazioni umane. Il legame con l'Ordine Secolare Trinitario continua a testimoniare la vitalità della sua spiritualità, che trova nella carità verso il prossimo il suo compimento naturale. Venerata come protettrice delle madri di famiglia, la Beata Anna Maria Taigi continua oggi a intercedere per quanti, nel silenzio della vita quotidiana, cercano di vivere con fede la propria vocazione, ricordandoci che ogni esistenza, se offerta con amore, può diventare un riflesso della luce di Dio.
Domande frequenti
Quando si festeggia la beata Anna Maria Taigi?
La festa liturgica della beata Anna Maria Taigi ricorre il 9 giugno, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nel 1837.
Quale fu il ruolo ecclesiale e la vocazione della beata?
La beata Anna Maria Taigi fu una laica trinitaria, terziaria dell'Ordine della Santissima Trinità, sposa, madre di sette figli e massaia che visse la perfezione cristiana nella vita comune.
A Roma, beata Anna Maria Taigi, madre di famiglia, che, pur maltrattata da un marito violento, continuò a prendersi cura di lui e a provvedere all’educazione dei suoi sette figli, senza mai trascurare la sollecitudine spirituale e materiale per i poveri e gli ammalati. — Martirologio Romano