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martedì 9 giugno 2026 · Santo del giorno

Sant' Efrem

Diacono e dottore della Chiesa

Sant' Efrem

Sant'Efrem, nato a Nisibi intorno all'anno 306 e vissuto tra la Mesopotamia e la Siria, fu un insigne diacono, teologo e poeta della Chiesa antica. Riconosciuto dalla tradizione come la cetra dello Spirito Santo, seppe unire la profondità del pensiero cristiano alla bellezza del canto e della poesia liturgica, offrendo un quadro luminoso della comunità cristiana orientale del quarto secolo. La sua esistenza fu interamente spesa al servizio della fede, nello studio appassionato della Sacra Scrittura e nell'amore operoso verso i fratelli, specialmente durante i tragici eventi degli assedi persiani, della grave carestia e dell'epidemia di peste che colpì Edessa.

Nel corso del suo ministero, Efrem fondò scuole teologiche, compose inni di straordinaria ricchezza dottrinale e si adoperò in prima persona per il soccorso dei bisognosi, abbracciando la verginità e la povertà fino alla morte, avvenuta nel 373. La Chiesa cattolica ne celebra la memoria il 9 giugno e lo venera come Dottore della Chiesa, titolo conferitogli da papa Benedetto XV nel 1920. La sua opera continua a parlare ai credenti di ogni tempo, ricordando che la vera teologia nasce dalla contemplazione del mistero divino e si traduce in lode, carità e servizio umile nel solco della tradizione cristiana.

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Gli altri santi di oggi

Beata Anna Maria Taigi

Madre di famiglia, terziaria trinitaria

La beata Anna Maria Taigi, nata Giannetti a Siena il 29 maggio 1769 e battezzata il giorno seguente, visse la stragrande parte della sua esistenza a Roma come sposa, madre e terziaria trinitaria. I suoi genitori, Luigi Giannetti e Maria Masi, subirono gravi dissesti finanziari che costrinsero la famiglia a trasferirsi nell'Urbe quando la bambina aveva appena sei anni. A Roma fu affidata alle suore Maestre Pie Filippine, ricevendo una completa formazione in due anni. Per aiutare i genitori bisognosi, la giovane si dedicò a lavori diversi e umili, imparando fin da bambina a corrispondere alla grazia e a coltivare una vita spirituale intensa animata dal solo desiderio di amare Dio e servirlo in tutto, evitando anche l'ombra di qualsiasi imperfezione volontaria. A venti anni sposò Domenico Taigi, un servitore della famiglia Chigi che lavorava guadagnando appena sei paoli al mese, descritto come un uomo pio ma di carattere difficile e grossolano, capace persino di maltrattare la moglie. Nonostante le difficoltà economiche e le asprezze del coniuge, la beata trasformò la sua casa in un vero santuario ponendo Dio al primo posto e considerando il matrimonio un'altissima missione ricevuta dal cielo.

La sua straordinaria testimonianza di santità laicale ha varcato i confini domestici per illuminare la Chiesa universale, grazie anche ai doni soprannaturali di sapienza, discernimento spirituale e profezia che Dio le concesse, tra cui un sole luminoso che brillò davanti al suo sguardo per quarantasette anni e le permise di vedere lo stato delle anime e gli eventi del mondo. Vescovi, cardinali, papi e uomini di Stato ricorsero frequentemente ai suoi consigli per affrontare i gravi problemi religiosi e politici del tempo. Condusse una vita umile e di austera penitenza sotto la direzione spirituale di monsignor Raffaele Natali, segretario del maestro di camera di papa Pio VII, il quale regnò dal 1800 al 1823 e visse ospite della beata per circa venti anni. Beatificata da Benedetto XV il 30 maggio 1920, la sua memoria liturgica ricorre il 9 giugno, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nel 1837, e il suo corpo incorrotto si conserva a Roma nella Basilica di San Crisogono nella Cappella a lei dedicata.

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San Columba di Iona

Abate

San Columba di Iona, nato nell'anno 521 a Gartan, nel Donegal, rappresenta una figura luminosa del monachesimo irlandese del sesto secolo. Discendente da una stirpe regale, egli scelse di consacrare la propria esistenza a Dio, divenendo un instancabile fondatore di monasteri e un punto di riferimento spirituale per la sua terra d'origine. La sua missione lo condusse oltre i confini dell'Irlanda, portandolo a stabilirsi sull'isola di Iona, che divenne sotto la sua guida un centro di fede e di cultura di straordinaria importanza per l'Europa settentrionale.

Il ricordo di San Columba rimane vivo per il suo impegno nell'evangelizzazione delle tribù dei Pitti nel Nord della Scozia e per aver saputo guidare con sapienza la confederazione monastica nota come Familia Columbae. La sua eredità spirituale, intrecciata profondamente alla storia delle isole britanniche, continua a offrire un esempio di dedizione apostolica e di vita comunitaria. Egli si spense nell'anno 597 presso il monastero di Iona, lasciando una traccia indelebile nella tradizione cristiana, che ancora oggi lo venera come un padre della fede capace di unire popoli diversi sotto il messaggio del Vangelo.

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San Giuseppe de Anchieta

Sacerdote gesuita

San José de Anchieta nacque a San Cristobal de la Laguna, nell'isola di Tenerife appartenente ai possedimenti spagnoli, il 19 marzo 1534. Dopo aver frequentato la celebre Università di Coimbra, il primo maggio 1551, all'età di diciassette anni, entrò fra i gesuiti in Portogallo. A seguito della salute cagionevole, nel 1553 fu inviato in Brasile per ristabilirsi, sbarcando a Bahia l'otto luglio dello stesso anno. Divenne un infaticabile missionario e apostolo del Brasile, operando instancabilmente per la conversione degli indigeni e lo sviluppo della comunità cristiana. Nel 1554 fondò con il padre provinciale Manuel de Nobrega la missione di Piratininga, dove aprì un collegio dedicato all'apostolo Paolo che diede origine alla città di Sao Paulo, la quale lo annovera fra i suoi fondatori. In seguito fu ordinato sacerdote nel 1566 e nel 1567 partecipò alla fondazione di Rio de Janeiro. Morì a Reritiba, ora Anchieta, il 9 giugno 1597 in concetto di santità.

La memoria liturgica nel Martirologio ricorre il 9 giugno. Il Brasile lo considera un santo nazionale per le sue virtù, la dedizione e le doti di taumaturgo. La causa per la sua beatificazione fu introdotta nel 1617 e papa Clemente XII lo dichiarò venerabile il 10 agosto 1736. Successivamente, il 22 giugno 1980, papa Giovanni Paolo II lo ha beatificato. Infine, il 3 aprile 2014, papa Francesco ha decretato la sua canonizzazione equipollente. La tradizione riferisce di un dominio prodigioso sulle forze della natura, sulle belve della foresta e sulle malattie.

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San Massimiano di Siracusa

Vescovo

San Massimiano di Siracusa, vissuto nel sesto secolo, è una figura luminosa della Chiesa antica, ricordato per la sua profonda dedizione al servizio apostolico e per il legame spirituale che lo unì a papa Gregorio Magno. Originario della Sicilia, la sua esistenza fu segnata da un cammino di fede vissuto tra Roma, Costantinopoli e la sua terra natale, dove esercitò il suo ministero episcopale con sapienza e dedizione. La sua vita fu un costante pellegrinaggio al servizio del Vangelo, caratterizzato da un equilibrio mirabile tra la vita contemplativa e l'impegno nelle necessità della Chiesa universale.

Egli è ricordato non solo come vescovo di Siracusa, ma anche come prezioso collaboratore del pontefice nella cura delle anime e nella custodia della dottrina. La sua opera, intrecciata con la missione di Gregorio Magno, risplende ancora oggi come esempio di lealtà ecclesiale e di coraggio, specialmente nel ricordo del naufragio da cui fu salvato presso le coste di Crotone. La sua figura rimane un riferimento per quanti, nel silenzio del dovere quotidiano, cercano di conformare la propria esistenza alla volontà di Dio, vivendo con umiltà la responsabilità affidata dal Signore.

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San Riccardo di Andria

Vescovo

San Riccardo visse nel corso del dodicesimo secolo, un tempo segnato dalla dominazione normanna, e spese il suo lungo episcopato come vescovo di Andria, in provincia di Bari. Originario dell'Inghilterra, ricevette la sua istruzione e la preparazione al sacerdozio probabilmente all'interno di un'abbazia benedettina situata in Europa Occidentale, tra la Francia e l'Italia. La tradizione e le fonti storiche suppongono che la sua nomina a vescovo sia stata conferita dal pontefice Adriano IV, anch'egli inglese e appartenente all'ordine benedettino. Questo importante incarico pastorale ebbe inizio tra il millecentocinquantasette e il millecentocinquantanove, collocandosi nel delicato momento storico della pacificazione tra il papato e il re di Sicilia e duca di Puglia Guglielmo I. La figura di San Riccardo è profondamente radicata nella storia della comunità locale, che da secoli ne custodisce la memoria spirituale e la protezione celeste. Nel corso della sua esistenza e dopo la sua morte terrena, al vescovo furono attribuiti numerosi prodigi e guarigioni, la cui quantità e continuità nel tempo suggeriscono la durata prolungata del suo ministero episcopale.

Oggi il santo è ricordato con profonda devozione ed è venerato come patrono della città e della diocesi di Andria. La sua memoria liturgica si celebra annualmente il nove giugno, data confermata dal ritrovamento di antichi documenti e calendari risalenti all'epoca normanna. Il culto tributato dagli andriesi nei suoi confronti possiede radici antichissime e ha plasmato l'identità religiosa e culturale del territorio pugliese. La sua testimonianza di fede e di virtù continua a vivere attraverso i secoli, legando indissolubilmente il nome di questo pastore inglese alla terra che lo accolse e che ancora oggi lo invoca come intercessore presso Dio.

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Beato Luigi Boccardo

Sacerdote e fondatore

Il Beato Luigi Boccardo è una figura luminosa del ventesimo secolo, un sacerdote che ha consacrato l'intera esistenza al servizio di Dio e dei fratelli più fragili. Nato a Moncalieri nel 1861, ha compiuto il suo cammino terreno tra diverse comunità piemontesi, lasciando un'impronta profonda di carità e dedizione pastorale. La sua vita, giunta al compimento a Torino nel 1936, è stata un costante atto di offerta, guidata da un ascolto profondo della volontà divina e da una cura premurosa per le anime affidate al suo ministero.

Egli è ricordato oggi come un instancabile apostolo della carità, capace di coniugare il rigore del governo spirituale con una tenerezza tutta evangelica. La sua eredità vive nelle istituzioni che ha guidato e fondato, in particolare nel sostegno alle persone cieche e nella guida illuminata delle congregazioni religiose. Beatificato da Papa Benedetto sedicesimo il 14 aprile 2007, il Beato Luigi Boccardo continua a essere per la Chiesa un esempio di fedeltà sacerdotale, invitandoci a scorgere nel volto del prossimo la regalità misteriosa di Cristo Re.

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Beato Mosè Tovini

Sacerdote

Il Beato Mosè Tovini nacque a Cividate Camuno, in provincia di Brescia, il 27 dicembre 1877. Cresciuto in una famiglia numerosa e profondamente cristiana, fu avviato fin da fanciullo agli studi e alla vita ecclesiale anche grazie alla figura di suo zio Giuseppe Tovini, oggi venerato come beato. Dopo un percorso formativo segnato dalla determinazione nel seguire la chiamata divina, fu ordinato sacerdote nel 1900. La sua esistenza si spese interamente nell'ambito della diocesi bresciana, coniugando l'insegnamento in seminario con una vasta gamma di incarichi pastorali, amministrativi ed educativi, con una particolare predilezione per la catechesi e la formazione della gioventù e del clero.

Egli è ricordato per il suo rigore morale, la profonda carità e l'assoluta dedizione ai compiti affidatigli dai superiori, che adempì anche nei momenti di incomprensione e di prova. Professore stimato, rettore del seminario e canonico della Cattedrale, visse il proprio ministero sacerdotale come un olocausto d'amore al Cuore Misericordioso di Gesù. Morì a Brescia il 28 gennaio 1930 a causa di una polmonite bilaterale, lasciando un vivissimo rimpianto e una diffusa fama di santità. La Chiesa ne riconobbe l'eroicità delle virtù e il miracolo attribuito alla sua intercessione, proclamandolo beato il 17 settembre 2006 nella Cattedrale di Brescia.

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San Diomede

Martire a Nicea

A Nicea in Bitinia, nell’odierna Turchia, san Diomede, martire.

San Vincenzo di Agen (di Aquitania)

Martire

A Vernemet nel territorio di Agen nell’Aquitania, in Francia, san Vincenzo, martire, che si dice abbia consumato il proprio martirio per Cristo durante la celebrazione di una festa pagana in onore del sole.

Santa Tecla

Martire

Santi Primo e Feliciano

Martiri

A Roma al quindicesimo miglio della via Nomentana, santi Primo e Feliciano, martiri.

Santa Madrun

Vedova

Beato Giuseppe Imbert

Sacerdote gesuita, martire

Al largo di Rochefort in Francia, beato Giuseppe Imbert, sacerdote e martire, che, già membro della Compagnia di Gesù, durante la rivoluzione francese fu nominato dal papa Pio VI vicario apostolico di Moulins e, gettato in una galera in odio alla Chiesa, vi morì contagiato da malattia letale.

Beato Roberto Salt

Monaco certosino, martire

A Londra in Inghilterra, beato Roberto Salt, monaco della Certosa di questa città e martire, che, per aver conservato con fermezza contro il re Enrico VIII la fedeltà verso la Chiesa, detenuto nel carcere di Newport, vi morì di fame.

Beato Luciano Verdejo Acuña

Padre di famiglia e martire

Dal Martirologio Romano

Sant’Efrem, diacono e dottore della Chiesa, che dapprima in patria a Nisibi esercitò il ministero della predicazione e dell’insegnamento della sacra dottrina, poi, rifugiatosi a Edessa nell’Osroene con i suoi discepoli dopo l’invasione di Nisibi da parte dei Persiani, pose le fondamenta di una scuola teologica. Esercitò il suo ministero con la parola e con gli scritti e rifulse a tal punto per austerità di vita e dottrina da meritare per l’eleganza degli inni da lui composti l’appellativo di cetra dello Spirito Santo. — Martirologio Romano