11 luglio
Beata Beatrice d’Este
Regina d'Ungheria
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la giovinezza nella Marca d'Ancona
Beatrice nacque nel 1215. Il padre di Beatrice fu il marchese Aldobrandino primo. La madre di Beatrice fu una donna di cui si ignora il nome. Il padre morì nella Marca d'Ancona pochi mesi dopo la nascita di Beatrice. La morte del padre avvenne presumibilmente per avvelenamento. Beatrice fu allevata dalla famiglia dello zio paterno Azzo settimo, detto Novello. Azzo Novello affrontò una precaria situazione politica ereditata dal fratellastro. Beatrice trascorse l'infanzia e l'adolescenza seguendo le vicende della sua famiglia. La famiglia non era ancora stabilmente insediata a Ferrara. A Ferrara la famiglia era costantemente osteggiata da Salinguerra Torelli e dalla sua fazione. La famiglia non era più al sicuro nel territorio veneto di Este. Nel territorio veneto di Este era sorta la fortuna politica della famiglia.
Il matrimonio regale in Ungheria
Nel maggio del 1234 Beatrice sposò l'anziano re di Ungheria Andrea secondo, detto il Gerosolimitano. Al momento del matrimonio Beatrice non aveva ancora vent'anni. Andrea secondo era già imparentato per linea materna con gli Este. L'occasione in cui fu deciso il matrimonio non è nota con certezza. I cronisti ungheresi riportano che re Andrea, di ritorno dalla Terrasanta, si fermò alla corte di Azzo e si invaghì di Beatrice, sposandola in Italia prima di condurla in Ungheria, ma tale notizia appare poco probabile. Le fonti cronachistiche italiane affermano che la richiesta di matrimonio fu avanzata da legati ungheresi giunti presso Azzo Novello. Azzo Novello inizialmente osteggiò la richiesta di matrimonio per l'impossibilità di dotare convenientemente la nipote. Gli aspetti economici dell'unione furono definiti in un secondo momento. Beatrice si recò in Ungheria accompagnata da un nutrito stuolo di dignitari laici ed ecclesiastici per unirsi in matrimonio con Andrea secondo. Tra i dignitari che accompagnarono Beatrice vi erano Guidotto vescovo di Mantova, Matteo da Correggio e Rainiondo da Camino. Le nozze furono celebrate il 14 maggio 1234. Il matrimonio fu celebrato nella chiesa di Santa Maria di Székeszfehérvar, chiamata anticamente Albareale. Székeszfehérvar era all'epoca la capitale del regno magiaro della dinastia Arpad. In occasione delle nozze fu redatto il contratto matrimoniale tra gli sposi. Andrea si impegnò a elargire a Beatrice un dovario di cinquemila marchi d'argento nell'arco dei successivi cinque anni.
La vedovanza e la fuga rocambolesca
Il marito Andrea secondo morì il 7 marzo 1235. Alla morte del marito Beatrice si trovava in stato interessante. La morte di Andrea secondo lasciò Beatrice in gravi difficoltà. Bela quarto, figlio di primo letto di Andrea secondo e già designato successore, pose Beatrice sotto stretta sorveglianza. Bela quarto temeva che venissero sollevate obiezioni sulla sua ascesa al trono da parte della Dieta dei nobili. Beatrice eludendo il controllo delle guardie fuggì dall'Ungheria travestita in abiti maschili. Beatrice fuggì unendosi a un gruppo di legati dell'imperatore Federico secondo presenti presso la corte reale. Nel corso della fuga Beatrice partorì un bambino chiamato Stefano. Non è noto se la nascita di Stefano sia avvenuta in territorio tedesco o in Italia. Il nome Stefano è ricorrente nella genealogia dei reali di Ungheria. Dopo la fuga Beatrice trovò ospitalità ad Este presso la corte dello zio.
Il ritiro a Gemmola e il ritorno alla quiete
Papa Gregorio nono costituì per Beatrice una pensione proveniente dai redditi di numerosi monasteri. La rendita papale fu rinnovata a Beatrice nel corso degli anni. Poco tempo dopo il ritorno in Italia Beatrice si ritirò nel monastero di Gemmola, vicino Padova. Il monastero di Gemmola era stato fondato una decina d'anni prima dall'omonima zia. Beatrice visse la maggior parte della sua vita presso la comunità di Gemmola senza mai prendere i voti. Beatrice morì probabilmente tra la fine del 1244 e i primi mesi del 1245. La morte di Beatrice non avvenne nel 1239, come riferito talvolta. Poco dopo la scomparsa di Beatrice, papa Innocenzo quarto sollecitò il legato papale Gregorio di Montelongo. Innocenzo quarto chiese di devolvere in favore del figlio Stefano la rendita un tempo percepita dalla madre. Beatrice fu sepolta nel monastero di Gemmola accanto a sua zia. Beatrice fu oggetto di culto locale almeno fino al diciassettesimo secolo.
La discendenza e la corona d'Ungheria
Il figlio Stefano visse a Ferrara presso la corte di Azzo settimo. Stefano si trasferì in seguito a Ravenna. A Ravenna Stefano sposò una nipote di Pietro Traversari. Rimasto vedovo, Stefano sposò la nobile veneziana Tommasina Morosini. Dall'unione tra Stefano e Tommasina Morosini nacque Andrea. Nel 1290, alla morte di Ladislao quarto, il nipote Andrea fu incoronato re d'Ungheria.
La vita e il cammino
Nata nel mille duecento quindici nella Marca d’Ancona, la Beata Beatrice d’Este appartiene a quella schiera di figure nobili che hanno saputo trasfigurare il dolore in un cammino di ricerca interiore. Il suo destino di regina, coronato dal matrimonio con il sovrano d’Ungheria Andrea Secondo, fu breve quanto intenso, trasformandosi presto in una condizione di solitudine che mise a dura prova la sua fede. La vedovanza, giunta nel mille duecento trentacinque, la pose di fronte a pericoli inauditi che la costrinsero a una fuga rocambolesca e necessaria: in attesa di un figlio, ella non esitò a travestirsi da uomo per attraversare i confini e sottrarsi a un destino che non le apparteneva più.
Il rientro in Italia segnò il definitivo abbandono delle ambizioni terrene. Beatrice scelse di dimorare presso il monastero di Gemmola, luogo che divenne il suo porto sicuro e la sua dimora definitiva. In questo spazio di preghiera, ella visse con discrezione, senza mai legarsi formalmente alla vita claustrale, ma testimoniando con il proprio stile di vita una costante tensione verso l'eterno. Fino alla sua morte, avvenuta nel mille duecento quarantacinque, il suo cuore rimase ancorato a una dimensione di umiltà, lontano dai clamori che avevano caratterizzato i suoi anni regali. Il suo percorso, pur segnato da eventi tumultuosi, si ricompose in un'armonia di pace interiore, lasciando un'eredità di dedizione che ha attraversato i secoli, parlando ancora oggi a chi cerca nella storia dei santi un esempio di dignità cristiana vissuta nella semplicità del quotidiano.
Il culto e la memoria
La figura della Beata Beatrice d’Este ha goduto di una solida venerazione, specialmente nei territori che hanno ospitato i suoi ultimi anni di vita. Presso il monastero di Gemmola, la memoria della sua presenza è stata custodita con cura dai fedeli, che hanno visto in lei un modello di vita cristiana capace di superare le distinzioni tra il rango regale e la dedizione monastica. Il suo culto si è mantenuto vivo e costante, radicandosi profondamente nella devozione locale fino al diciassettesimo secolo.
Sebbene il trascorrere del tempo abbia mutato le forme della pietà popolare, l'eredità di Beatrice rimane legata a quel luogo di pace dove ella scelse di riposare. La sua è una santità che non cerca il clamore, ma si manifesta nel ricordo di una donna che, dopo aver conosciuto le altezze del mondo, ha saputo trovare la vera grandezza nella rinuncia e nella preghiera. La Chiesa ne conserva il ricordo come testimonianza di una fede che sa trovare la propria strada anche nei sentieri più impervi, confermando la Beata Beatrice come una guida discreta e silenziosa per chiunque si affidi alla sua intercessione.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Beatrice d'Este?
La ricorrenza della Beata Beatrice d'Este si celebra l'undici luglio.