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15 maggio

Beata Berta di Bingen

Madre di san Ruperto

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la testimonianza coniugale

La beata Berta visse nell'ottavo secolo e la sua storia si colloca cronologicamente nel periodo storico di Carlo Magno, vissuto tra il 742 e l'814. Ella era figlia del duca Loreno, un nobile principe tedesco originario di una regione non precisata. La sua giovinezza fu segnata dal matrimonio con il principe pagano Robolao, conosciuto anche con il nome di Roboldo. Berta era una cristiana praticante e, forte della sua fede, cercò ripetutamente di convertire il marito alla dottrina cristiana, purtroppo senza riuscire nel suo intento. Per le sue nozze, la donna aveva ricevuto una cospicua dote consistente in vasti territori situati lungo la regione del Reno. La vita di Berta subì una svolta quando il marito Robolao morì ancora giovane combattendo in armi. La donna seppe affrontare la condizione di vedovanza con grande coraggio, compiendo scelte radicali per il futuro proprio e del suo bambino.

Il ritiro a Bingen e la maternità spirituale

Rimasta sola con il figlioletto di tre anni di nome Ruperto, Berta decise di ritirarsi nella sua proprietà situata a Bingen, in Germania. Qui la madre si dedicò con molto zelo all'educazione cristiana del figlio, il quale crebbe costantemente fedele ai nobili insegnamenti ricevuti. Per la sua crescita spirituale, Ruperto fu avviato alle pratiche devozionali e alle opere di beneficenza grazie ai preziosi consigli del prete Wigberto, che fungeva da tutore e direttore spirituale del giovane. Quando Ruperto compì dodici anni, la madre Berta lo associò direttamente alla fondazione di un monastero nei paraggi di Bingen. Insieme, madre e figlio fondarono anche un ospizio destinato all'accoglienza dei poveri. Questa attività di misericordia verso i più deboli proseguì in una fruttuosa e costante collaborazione tra Berta e il suo giovane figlio.

Il lutto, la morte e la memoria dei santi

L'intensa attività di Ruperto fu tragicamente troncata dalla sua immatura morte avvenuta all'età di ventuno anni. Berta provò un grande dolore per la perdita del figlio, ma la sua sofferenza fu grandemente mitigata dalla consolazione di vedere la venerazione di cui il giovane fu subito oggetto presso la popolazione locale. Superato il periodo del lutto, Berta trascorse il resto della sua esistenza terrena dedicandosi totalmente alla preghiera e alla penitenza. Ella scelse di donare tutti i suoi beni e le sue ricchezze per assicurare il sostentamento dei monaci che vivevano nel monastero, sorto nel luogo in cui si trovava il sepolcro di Ruperto. Berta sopravvisse al figlio per circa venticinque anni, fino a quando la morte la colse verso la metà del nono secolo, precisamente nell'anno 850. Il suo corpo fu sepolto presso la tomba del figlio, la quale era già diventata meta di continui pellegrinaggi da parte dei fedeli, tanto che l'intera zona circostante prese il nome di Rupesberg. Durante le successive invasioni normanne del decimo secolo, le due tombe furono violate, ma nonostante tale violazione il culto dei santi Berta e Ruperto si conservò intatto nel tempo. La tradizione riferisce che la beata Berta fu considerata tale fin dai primissimi tempi. Le notizie biografiche giunte sino a noi derivano dalla Vita dei due santi, compilata nel dodicesimo secolo dalla badessa del monastero di Bingen, santa Ildegarda. Tale monastero si trovava nella diocesi di Magonza, che era proprio il luogo in cui si conservavano le reliquie, e santa Ildegarda apprese tutte le notizie relative alla vita dei due santi tramite le sue ben note visioni mistiche.

Domande frequenti

Quando si festeggia la beata Berta di Bingen?

La festa della beata Berta si celebra il 15 maggio, insieme a quella di san Ruperto.

Chi era il figlio della beata Berta?

Il figlio della beata Berta era san Ruperto di Bingen, con il quale ella visse e operò nel territorio tedesco.