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venerdì 15 maggio 2026 · Santo del giorno

Sant' Isidoro l'agricoltore

Laico

Sant' Isidoro l'agricoltore

Sant'Isidoro l'agricoltore, umile laico vissuto nel dodicesimo secolo, rappresenta nel cammino della Chiesa il modello luminoso di come il lavoro quotidiano possa trasformarsi in costante preghiera. Vissuto nella semplicità della terra spagnola, egli ha saputo coniugare la fatica dei campi con una profonda unione con Dio, dimostrando che la santità non richiede la fuga dal mondo, ma la santificazione delle occupazioni più ordinarie.

La memoria di questo servo buono e fedele è giunta fino a noi non per grandi imprese dottrinali, ma per la straordinaria carità e per la fiducia incrollabile nella Provvidenza. Ricordato come protettore dei lavoratori della terra, Isidoro continua a ispirare i fedeli che cercano di vivere il Vangelo nel silenzio del dovere quotidiano e nell'attenzione premurosa verso i fratelli più bisognosi.

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Gli altri santi di oggi

Santi Pietro, Andrea, Paolo e Dionisia

Martiri

Nel corso del terzo secolo, all'epoca dell'imperatore Decio, la comunità cristiana affrontò prove di straordinaria durezza, i cui eventi sono menzionati negli Acta primorum martyrum sincera et selecta. Questa preziosa opera di testimonianza e memoria è stata raccolta da Thierry Ruinart, monaco benedettino e storico, che ha consegnato ai posteri la cronaca luminosa di queste vite donate per la fede. Tra le pagine di questa antica storia brillano le figure dei santi Pietro, Andrea, Paolo e Dionisia, martiri che affrontarono la persecuzione a Lampsaco, città situata nell'Ellesponto e corrispondente all'odierna Turchia. Essi scelsero di non piegarsi ai decreti imperiali, testimoniando fino all'effusione del sangue la propria adesione al Vangelo di Cristo.

Questi testimoni della fede sono ricordati con profonda venerazione liturgica per la fermezza con cui resistettero alle lusinghe e alle minacce dei magistrati romani. Le loro vicende, giunte a noi attraverso la rigorosa ricostruzione storiografica ecclesiastica, offrono alla riflessione dei credenti un esempio insigne di coerenza spirituale e di abbandono fiducioso nella grazia divina. La memoria di Pietro, Andrea, Paolo e Dionisia continua a vivere nella preghiera della Chiesa, la quale ne celebra il sacrificio come seme di vita cristiana e richiamo costante alla fedeltà battesimale nel cammino della storia.

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Sant' Ellero (Ilaro) di Galeata

Abate

Sant'Ellero, conosciuto anche come sant'Ilario, visse nel quinto secolo e lasciò una impronta profonda nella storia spirituale della Tuscia e della Romagna. Nato nel 476, scelse fin da fanciullo la via della solitudine e della preghiera, ritirandosi sulle montagne dell'Appennino e successivamente nella valle del Bidente. Dalla sua esperienza di eremita nacque una comunità monastica fervente, capace di accogliere discepoli e di trasformare il territorio attraverso il lavoro umile, la carità e la fedeltà al Vangelo. La sua vita fu segnata da prodigi, incontri con figure di rilievo come il re Teodorico e una dedizione totale alla regola monastica basata sull'ascolto e sul servizio reciproco. Morì ottantaduenne il quindici maggio del cinquecentocinquantotto, lasciando una eredità di fede custodita nei secoli dalle popolazioni locali.

La memoria di sant'Ellero è tramandata da una antica biografia scritta da un suo discepolo e testimone oculare, la cui autenticità è stata valorizzata dagli studi dell'agiografo Lanzoni. Questo testo prezioso unisce il racconto delle origini del monastero di Galeata alla descrizione di una regola cenobitica semplice e rigorosa, anteriore a quella benedettina. Il culto del santo si diffuse ampiamente tra la Toscana e la Romagna, radicandosi nelle diocesi di Arezzo, Sarsina, Forlì, Bertinoro, Faenza, Imola, Modigliana, Fiesole, Firenze e nell'abbazia di Farfa. Ancora oggi, sant'Ellero è invocato con particolare devozione come protettore della città di Lugo, dove la sua ricorrenza liturgica viene celebrata ogni anno il quindici maggio.

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Sant' Eutizio di Ferento

Martire

Sant'Eutizio visse nel quarto secolo ed è ricordato come un insigne martire della fede cristiana, la cui memoria liturgica si celebra il quindici maggio. Le notizie storiche più antiche e sicure sul suo conto provengono direttamente dalle testimonianze di san Gregorio Magno, il quale tramandò episodi legati al culto fiorente presso la sua tomba. La tradizione agiografica tramandata dalla passio, sebbene inquinata da elementi leggendari, ne delinea la figura di presbitero a Ferento, attivo nella celebrazione dei santi misteri e nella cura pastorale del gregge di Cristo. La sua testimonianza suprema fu sigillata dal sangue durante le persecuzioni imperiali, offrendo alla Chiesa antica un fulgido esempio di fedeltà al Vangelo sino alla morte violenta.

Nel corso dei secoli la devozione verso sant'Eutizio si radicò profondamente nell'alto Lazio, trovando particolare espressione nei comuni di Soriano e Carbognano, che lo elessero a proprio patrono principale e ne impressero l'effigie sugli stemmi municipali. Il luogo del suo martirio e della prima sepoltura divenne ben presto un centro di aggregazione spirituale e di pellegrinaggio, custodito nel tempo da diverse comunità religiose, tra cui i Benedettini e successivamente i Passionisti guidati da san Paolo della Croce. La memoria del santo è tuttora viva e venerata attraverso la cura del santuario, le tradizioni popolari legate alla sua intercessione e la perpetuazione di un culto che attraversa le generazioni con la forza sobria della grazia cristiana.

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Beata Berta di Bingen

Madre di san Ruperto

Nella storia della Chiesa Cattolica, la santità fiorisce sovente attraverso il dono prezioso dell'educazione cristiana trasmessa dalle madri. Figure luminose come santa Monica e sant'Agostino, santa Elena e san Costantino, oppure la serva di Dio Mamma Margherita e san Giovanni Bosco, testimoniano questo legame profondo. A questa schiera di madri appartiene la beata Berta, ricordata per aver generato e cresciuto nella fede san Ruperto di Bingen. Vissuta nell'ottavo secolo, la sua esistenza si intrecciò con il tempo di Carlo Magno, vissuto tra il 742 e l'814. Berta nacque come figlia del duca Loreno, un principe tedesco di una regione non precisata, e fu destinata in sposa al principe pagano Robolao, noto anche come Roboldo. Cristiano praticante, Berta ricevette una cospicua dote consistente in vasti territori lungo la regione del Reno e tentò con costanza di convertire il marito alla fede, sebbene senza successo. Rimasta vedova in giovane età a causa della morte in battaglia del marito, Berta affrontò la prova con coraggio, ritirandosi nella sua proprietà di Bingen in Germania insieme al figlioletto di tre anni, Ruperto.

In questo luogo solitario, Berta si dedicò con molto zelo all'educazione cristiana del figlio, il quale crebbe fedele agli insegnamenti materni. Sotto la guida del prete Wigberto, tutore e direttore spirituale, Ruperto fu avviato alle pratiche devozionali e alle opere di beneficenza. Giunto all'età di dodici anni, il ragazzo fu associato dalla madre alla fondazione di un monastero nei paraggi di Bingen, unendo le forze per edificare anche un ospizio per i poveri. Tale fruttuosa collaborazione nell'esercizio della misericordia verso i più deboli fu interrotta dall'immatura scomparsa di Ruperto all'età di ventuno anni. Il grande dolore provato da Berta fu tuttavia mitigato dalla consolazione di vedere la fervente venerazione tributata subito al figlio dalla popolazione. Dedicatasi alla preghiera e alla penitenza dopo il lutto, Berta donò i suoi beni per il sostentamento dei monaci che vivevano nel monastero custode del sepolcro di Ruperto. Sopravvissuta al figlio per circa venticinque anni, la beata Berta morì verso l'anno 850, nella metà del nono secolo, e fu sepolta accanto alla tomba di Ruperto.

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San Caleb (o Elesbaan, Elsebaan)

Re d’Etiopia

San Caleb, conosciuto anche come Elesbaan oppure Elsebaan, visse nel sesto secolo e fu un illustre sovrano dell'Etiopia. Egli divenne l'unico tra i monarchi etiopi ad essere inserito nel Martirologio Romano e venerato dalla Chiesa universale, sebbene la sua storia si collochi in un contesto ecclesiale segnato da complessità dottrinali. Molti sovrani etiopi dai nomi difficili godono di venerazione presso la Chiesa copta locale, ma la figura di San Caleb varcò quei confini grazie agli eventi drammatici che legarono il suo regno alla penisola arabica e alla difesa della fede cristiana.

Il sovrano è ricordato in modo particolare per la spedizione militare intrapresa per vendicare i martiri di Nagran, una città situata nell'odierno Yemen. La sua esistenza si concluse lontano dal trono, in Terra Santa, dove visse come eremita dopo aver rinunciato alle insegne regali. La Chiesa cattolica ne celebra la memoria liturgica il quindici maggio, ricordandolo come il re che affrontò i nemici di Cristo e concluse la sua parabola terrena in preghiera e penitenza.

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Sant’ Achilleo (Achilio) il Taumaturgo

Vescovo di Larissa

Sant'Achilleo, noto anche con il nome di Achilio, visse durante il quarto secolo e spese la sua esistenza al servizio della fede cristiana come vescovo di Larissa. Nato in Cappadocia da una nobile famiglia patrizia, crebbe e si formò sotto l'impero di Costantino I il Grande, vissuto tra il 280 e il 327. I suoi genitori gli impartirono una formazione e istruzione secondo le dottrine dei sapienti e filosofi pagani, educandolo allo stesso tempo alle pratiche di pietà e carità cristiane, nonostante le persecuzioni dell'epoca. Alla morte dei genitori, distribuì tutti i suoi beni ai poveri, intraprendendo un cammino di radicale povertà evangelica e di intensa preghiera.

La sua memoria liturgica si celebra il quindici maggio, giorno in cui la Chiesa ne commemora la testimonianza e la dedizione apostolica. La città e diocesi di Larissa lo venera come patrono, e il Martirologio lo ricorda proprio a Larissa in Tessaglia come vescovo e Taumaturgo, attestando inoltre la sua partecipazione al primo Concilio Ecumenico di Nicea e la sua fondamentale opera di evangelizzazione.

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San Donnino di Piacenza

Diacono

San Donnino visse nel quinto secolo a Piacenza, città che segnò profondamente il suo cammino di fede e il suo servizio alla Chiesa. Egli svolse il suo ministero come diacono al fianco di San Mauro, che fu il terzo vescovo della diocesi piacentina, offrendo una testimonianza di dedizione umile e costante nell'esercizio del suo ufficio sacro. La sua figura rimane impressa nella memoria cristiana come esempio di fedeltà al ministero diaconale e alla cura della comunità ecclesiale locale.

Il ricordo di questo santo è legato indissolubilmente al territorio di Piacenza, luogo del suo riposo terreno e della sua memoria storica. La venerazione riservata a San Donnino nei secoli testimonia la stima profonda che la Chiesa ha sempre nutrito verso coloro che, pur non ricoprendo ruoli di guida episcopale o pontificale, hanno servito il popolo di Dio con spirito di autentico confessore della fede. La sua vita, pur nel silenzio delle cronache, risplende come segno di quella santità quotidiana che edifica la Chiesa universale.

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Santi Cassio e Vittorino

Martiri

A Clermont-Ferrand in Aquitania, nel territorio dell’odierna Francia, santi Cassio e Vittorino, martiri, che si ritiene abbiano subito il martirio sotto Croco, capo degli Alamanni.

Beato Andrea Abellon

Domenicano

Beato Egidio da Vauzela

Domenicano

San Severino di Settempeda (di San Severino Marche)

Vescovo

A Settémpeda nelle Marche, san Severino, vescovo, dal quale questa città prese poi il nome.

Santa Cesarea

Eremita ad Otranto

San Simplicio di Fausania

Vescovo e martire

In Sardegna, san Simplicio, sacerdote.

San Liberatore

Vescovo e martire

San Reticio

Vescovo

Ad Autun nela Gallia lugdunense, in Francia, san Retizio, vescovo, ricordato da sant’Agostino per la sua grande autorità di presule nella Chiesa e da san Girolamo come grande esegeta della Sacra Scrittura.

San Ruperto di Bingen

Eremita

A Bingen sul fiume Reno vicino a Magonza, nel territorio dell’odierna Germania, san Ruperto, che, duca, partito giovane in pellegrinaggio presso le tombe degli Apostoli, al ritorno nei suoi domini, fece costruire molte chiese e a soli diciannove anni si addormentò nel Signore.

San Witesindo di Cordova

Martire

Presso Córdova nell’Andalusia in Spagna, commemorazione di san Vitesindo, martire, che per timore dei Mori abbandonò la fede cristiana, ma, rifiutatosi poi di praticare pubblicamente il loro culto, fu ucciso in odio alla fede cristiana.

Beato Girolamo da Mondovì

Mercedario

Santi 50 Martiri Mercedari di Maleville

Beati Diego da Valdieri e Clemente da Bressanone

Francescani, martiri

Santi Bohtiso, Isacco e Simeone

Martiri in Persia

Sant' Alvardo

Martire

Sant' Eufrasio di Illiturgi

Vescovo e martire

San Dimidriano (Dimitriano) di Verona

Vescovo

Beato Bernardino da Bibbiena

Sacerdote francescano

Santi Crisanto e Fortunato di Pavia

Presbiteri

Dal Martirologio Romano

A Madrid nella Castiglia in Spagna, sant’Isidoro, contadino, che insieme con sua moglie la beata Maria de la Cabeza attese con impegno alle fatiche dei campi, cogliendo con pazienza la ricompensa celeste più ancora dei frutti terreni, e fu vero modello di contadino cristiano. — Martirologio Romano