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15 maggio

San Caleb (o Elesbaan, Elsebaan)

Re d’Etiopia

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il regno e la crisi nello Yemen

Nel sesto secolo, la regione dello Yemen, nella penisola arabica, fu conquistata dagli etiopi all'inizio del secolo stesso. Gli etiopi curarono la diffusione del cristianesimo nello Yemen, radicando la fede in terre distanti. Questa presenza cristiana fu tuttavia scossa da una grave tragedia quando il giudeo Dunaan innescò una rivolta sanguinosa che portò all'uccisione del principe Areta, di sua moglie, delle quattro figlie e di centinaia di cristiani nella città di Nagran. La gravità dell'eccidio spinse il patriarca di Alessandria d'Egitto a scrivere ai vescovi orientali raccomandando di venerare le vittime come santi martiri, i quali sono festeggiati anche dai cattolici il ventiquattro ottobre. Per dare risposta a questa violenza, il patriarca di Alessandria, con l'aiuto dell'imperatore Giustino, spinse il re axumita Elsebaan a vendicare l'eccidio. San Caleb o Elésbaan affrontò così vittoriosamente i nemici di Cristo per vendicare i martiri di Naǧrān. Elsebaan riconquistò lo Yemen, uccise Dunaan e si impossessò della sua principale roccaforte.

La clemenza e la severità del sovrano

La gestione della vittoria da parte del re fu oggetto di diverse narrazioni storiche e agiografiche. Lo storico Alban Butler sostenne che Elsebaan gestì la vittoria con mirabile clemenza e moderazione grazie alla benedizione divina. Tuttavia, la ricostruzione di Alban Butler non corrispondeva alla realtà dei fatti. In contrasto con quell'interpretazione edulcorata, Elsebaan dimostrò grande ferocia e crudeltà sia in battaglia sia nei successivi rapporti con gli ebrei. La figura del sovrano si muove dunque tra la difesa della fede cristiana e la durezza dei metodi bellici e politici tipici del suo tempo.

Il ritiro eremitico e il culto universale

Alla fine della sua vita, la tradizione vuole che Elsebaan abbia abdicato in favore del figlio. Elsebaan si ritirò a vita monastica prima di fare ritorno al Signore, compiendo un gesto di totale distacco dal potere terreno. Elsebaan inviò il suo diadema regale a Gerusalemme al tempo dell'imperatore Giustino, donando la sua corona alla chiesa del Santo Sepolcro. Elsebaan trascorse gli ultimi tempi della sua vita come eremita presso la città santa di Gerusalemme, dove morì santamente verso l'anno cinquecento cinquantacinque. Nel sedicesimo secolo il cardinale Baronio inserì la vicenda di Areta e dei suoi compagni nel Martirologio Romano. I martiri di Nagran e lo stesso Elsebaan erano probabilmente seguaci dell'eresia monofisita. Il cardinale Baronio aveva tuttavia una conoscenza sommaria delle Chiese d'Oriente e non dubitò dell'ortodossia della Chiesa etiope, permettendo così al re di entrare stabilmente nel calendario liturgico.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Caleb?

Sant'Elsebaan è commemorato dal Martyrologium Romanum il quindici maggio.

Quali furono gli eventi principali del regno di San Caleb?

Il sovrano è ricordato per la riconquista dello Yemen e la vendetta dei martiri di Nagran, per aver donato la sua corona al Santo Sepolcro e per aver trascorso gli ultimi anni come eremita a Gerusalemme.

In Etiopia, san Caleb o Elésbaan, re, che per vendicare l’uccisione dei martiri di Nağrān affrontò vittoriosamente in battaglia i nemici di Cristo; dopo avere inviato, al tempo dell’imperatore Giustino, il suo diadema regale a Gerusalemme, si ritiene che, come era stato nei suoi desideri, si sia riturato a vita monastica, prima di fare ritorno al Signore. — Martirologio Romano