San Caleb (o Elesbaan, Elsebaan)

Re d’Etiopia

Aggiornato il 21 luglio 2026

San Caleb (o Elesbaan, Elsebaan)

La vita

La vicenda storica di San Caleb si intreccia con le complesse dinamiche politiche del sesto secolo, in un contesto dove il regno di Axum esercitava un ruolo di primo piano. Chiamato a governare il suo popolo, il sovrano si trovò ad affrontare una crisi drammatica quando i cristiani di Nagran furono vittime di un violento eccidio perpetrato dal sovrano Dunaan. Guidato dal dovere di giustizia verso i suoi fratelli nella fede, San Caleb intraprese una spedizione militare che portò alla sconfitta di Dunaan e alla riconquista dello Yemen, ripristinando l'ordine in una regione martoriata.

Tuttavia, il cuore di questo sovrano non era legato alle ambizioni del dominio. Dopo aver adempiuto al suo compito di re e protettore, egli comprese che la sua missione terrena doveva volgere verso un orizzonte di radicale sequela di Cristo. In un gesto di straordinaria nobiltà spirituale, scelse di abdicare in favore del proprio figlio. Il segno tangibile di questo distacco fu il dono della sua corona regale, che egli volle deporre presso il Santo Sepolcro a Gerusalemme. Questo atto segnò la fine del suo impegno pubblico e l'inizio di una nuova esistenza. Giunto nella Città Santa, San Caleb scelse la via dell'eremitaggio. Lontano dai fasti della corte e dalle preoccupazioni del governo, egli dedicò il tempo restante della sua vita alla preghiera solitaria e alla penitenza. Visse in questo stato di ascesi fino alla morte, avvenuta nell'anno cinquecento cinquantacinque, lasciando l'esempio di un uomo che, avendo avuto il mondo tra le mani, ha preferito la povertà dello spirito per guadagnare il Regno dei Cieli.

Il culto

La memoria di San Caleb è custodita con solennità all'interno del Martirologio Romano, che ne celebra la testimonianza di fede e di umiltà. La Chiesa riconosce nel re etiope un modello di sovrano che ha saputo integrare la responsabilità del potere con la ricerca della santità, culminata nel distacco totale dai beni e dalle prerogative del mondo. Il suo culto non è legato a devozioni popolari frammentarie, ma è inserito nella liturgia universale, che ne ricorda la figura come un esempio di conversione sincera.

La commemorazione di San Caleb il quindici maggio invita i fedeli a riflettere sul significato profondo della regalità cristiana, intesa non come dominio sugli altri, ma come capacità di offrire la propria vita e le proprie ricchezze per la gloria di Dio. La sua scelta di ritirarsi in eremitaggio presso Gerusalemme trasforma il suo ricordo in una chiamata costante alla preghiera e alla meditazione sulle realtà eterne. In un mondo spesso affannato per l'accumulo di onori e possedimenti, la figura di questo santo re che dona la sua corona rimane un monito sobrio e potente sulla vera natura della grandezza umana davanti al Creatore.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Caleb?

San Caleb viene commemorato il quindici maggio nel Martirologio Romano.

In Etiopia, san Caleb o Elésbaan, re, che per vendicare l’uccisione dei martiri di Nağrān affrontò vittoriosamente in battaglia i nemici di Cristo; dopo avere inviato, al tempo dell’imperatore Giustino, il suo diadema regale a Gerusalemme, si ritiene che, come era stato nei suoi desideri, si sia riturato a vita monastica, prima di fare ritorno al Signore. — Martirologio Romano