Il Beato Egidio di Santarem, ricordato come sacerdote, nacque verso il 1184 o il 1190 a Vaozela, nella diocesi di Viseu, in Portogallo. Venne al mondo da una nobile famiglia e fu avviato ben presto alla carriera ecclesiastica. Suo padre occupava un'importante posizione a corte come consigliere, maggiordomo e prefetto della città di Coimbra. Da giovanissimo ottenne numerosi benefici ecclesiastici, ma spese le rendite di tali benefici in una vita tutt'altro che religiosa. Alcuni biografi posteriori affermano che fu inviato dai genitori a Parigi per studiare medicina, e secondo tali biografi, preso dal desiderio di eccellere e di acquistarsi gran fama, si diede alla negromanzia. Essi giungono ad affermare che Egidio, dietro richiesta di Satana, abiurasse la religione cattolica e si legasse ad esso con un patto firmato col proprio sangue. Nell'esercizio della medicina raggiunse certamente la fama, trascorrendo la sua prima gioventù in modo licenzioso. Dopo questa fase di dissolutezze, visse una conversione repentina, spogliandosi del vecchio uomo con tutte le sue opere. Distribuì i suoi averi ai famigliari e ai poveri, ed entrò nell'Ordine dei Predicatori nel 1220 o, secondo altri biografi, nel 1225. Entrò nel convento di Palencia in Spagna oppure in quello di San Giacomo in Parigi, compiendo certamente a Parigi i suoi studi filosofici e teologici. Ebbe modo di conoscere e di avere dimestichezza con il beato Giordano di Sassonia, maestro generale dei Predicatori, al quale inviò una lettera che si è conservata. Respinse tutte le tentazioni con le lacrime, la preghiera e i digiuni, e le sue virtù dopo la conversione sono state tramandate da Umberto de Romans.
Nel 1229, se non prima, fece ritorno in patria, dove si dedicò all'insegnamento e alla predicazione. Forse nel 1233 fu eletto provinciale di Spagna, e ricoprì in seguito la carica di provinciale di Spagna una seconda volta. Ancora vivente si acquistò fama di santità e di dottrina. Fu colpito da una leggera malattia, ricevendo con grande devozione i sacramenti e volendo essere disteso sul cilicio prima di morire. Confortò i confratelli piangenti con parole soavissime e morì in tarda età nel 1265. Il trapasso avvenne a Santarem in Portogallo nel giorno dell'Ascensione del Signore, che in quell'anno cadeva il 14 di maggio. Dopo la morte, dal suo sepolcro promanava un soave odore e il suo sepolcro fu glorificato da fatti straordinari, tra cui la guarigione di molti malati al contatto del suo cilicio di ferro. Nel 1625 si iniziò la causa di beatificazione, e il suo culto fu approvato da Benedetto XIV il 9 maggio 1748. La celebrazione liturgica fu fissata al 14 maggio di ogni anno per l'Ordine dei Predicatori e per le diocesi di Lisbona e Viseu, ed egli è ricordato nel martirologio come beato Egidio da Vaozela, sacerdote.