San Francisco Marto, umile fanciullo portoghese nato ad Aljustrel nel 1908, è ricordato nella memoria della Chiesa come uno dei piccoli veggenti che ebbero il privilegio di contemplare la Madre di Dio. La sua breve esistenza terrena, vissuta interamente come laico, è stata segnata da una profonda contemplazione interiore e da un desiderio ardente di consolare il cuore di Gesù, offrendo le proprie sofferenze per la salvezza delle anime.
La sua testimonianza, culminata con la prematura scomparsa a causa dell'epidemia di influenza spagnola nel 1919, rimane un faro di spiritualità semplice e feconda. Egli ci insegna come la santità non risieda nella lunghezza dei giorni, ma nella purezza dell'adesione ai disegni divini, un cammino che lo ha condotto alla gloria degli altari nel ventunesimo secolo.
Sant' Andrea Uberto Fournet, vissuto tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo, è una luminosa figura di sacerdote francese che ha saputo testimoniare la fedeltà al Vangelo in tempi di profonda prova per la Chiesa. Nato a Saint-Pierre de Maillé nel 1752, egli spese la propria esistenza nel servizio pastorale, manifestando una coerenza incrollabile durante gli anni convulsi della Rivoluzione francese. Il suo rifiuto di prestare il giuramento scismatico gli costò l'esilio in Spagna, un tempo di distacco che divenne per lui occasione di purificazione e di rinnovamento interiore, preparandolo alla missione che il Signore gli avrebbe affidato al suo ritorno in terra francese.
Il suo ricordo rimane indissolubilmente legato alla fondazione della congregazione delle Figlie della Croce, opera intrapresa insieme a Elisabetta Bichier des Âges. Per potersi dedicare pienamente alla cura e allo sviluppo di questo Istituto, Sant' Andrea Uberto Fournet scelse di rinunciare al suo ufficio di parroco nel 1820. Canonizzato da papa Pio XI nel 1933, egli viene oggi venerato come un pastore che ha saputo ascoltare la voce dello Spirito, spendendo le proprie energie per l'edificazione del corpo mistico di Cristo e per la formazione di coloro che si consacrano alla carità verso il prossimo.
Nel cuore del quattordicesimo secolo visse a Norwich una vergine consacrata di cui la storia terrena ha smarrito il nome di battesimo e quello della famiglia, tramandandoci soltanto l'appellativo di Madonna Giuliana o signora Giuliana. Vissuta a lungo chiusa in un romitorio annesso alla chiesa di San Giuliano, questa straordinaria mistica inglese ha lasciato un'impronta indelebile nella spiritualità cristiana attraverso le sue Rivelazioni, nate da un intenso legame con il Signore e donate al mondo come testimonianza luminosa dell'amore divino. La tradizione la ricorda con devozione il tredici maggio, onorandone la memoria sebbene non esista alcuna traccia di una formale beatificazione o di un culto pubblico ufficialmente riconosciuto.
La sua figura emerge attraverso un unico libro di inestimabile valore spirituale e letterario, giunto sino a noi in due distinte versioni, il testo breve e il testo lungo, frutto di un'esperienza mistica vissuta in un letto di malattia. La profondità del suo insegnamento, unita alla continua dichiarazione di lealtà verso la dottrina della Chiesa, continua a parlare a ogni generazione di credenti, rivelando un'anima eccezionale che seppe trasformare la sofferenza umana in un cammino di salvezza e di intima unione con Dio.
La Beata Maddalena Albrici, nata a Como nel 1415 e vissuta nel quindicesimo secolo, fu una insigne religiosa e badessa dell'Ordine di Sant'Agostino, ricordata per la sua profonda spiritualità e per il fervore con cui guidò le comunità monastiche del territorio lariano. Proveniente da una nobile famiglia cittadina, scelse la via della povertà evangelica e dell'ascesi, ritirandosi sul monte Brunate per condurre una vita di silenzio e preghiera.
Ella è ricordata dai fedeli per la sua straordinaria carità verso i poveri e per i numerosi prodigi operati durante la sua esistenza e dopo il transito terreno, avvenuto il 13 maggio 1465. Il suo culto, fiorito spontaneamente tra la popolazione di Como e Brunate subito dopo la sua morte, fu confermato da san Pio X nel 1907, consacrandone la memoria imperitura nella devozione della Chiesa.
Santa Gemma, nata nel mille trecentosettantacinque a San Sebastiano di Bisegna, rappresenta una figura luminosa di fede e integrità vissuta tra il quattordicesimo e il quindicesimo secolo. Rimasta orfana in giovane età a causa di una grave epidemia, seppe trovare nel silenzio e nella devozione il centro della propria esistenza, orientando ogni suo respiro verso una ricerca spirituale costante. La sua vita fu segnata da una scelta radicale di purezza, che la portò a respingere con fermezza le insistenze del conte Ruggero di Celano per custodire la propria dedizione al Signore.
La memoria di questa santa vergine è viva ancora oggi, specialmente nel ricordo della sua permanenza in clausura presso la chiesa di San Giovanni a Goriano Sicoli, luogo che divenne il grembo della sua ascesi. Il suo passaggio terreno si concluse nel mille quattrocentotrentanove, lasciando un segno indelebile nella comunità che ne ha tramandato la testimonianza. Canonizzata nel mille ottocento novanta, Santa Gemma rimane un modello di perseveranza interiore e di castità, invitando i fedeli a coltivare, anche nelle prove più aspre della vita, un legame profondo e indissolubile con il trascendente.
San Servazio visse e operò nel quarto secolo ed è ricordato come un presule di profonda fede, la cui vita si legò indissolubilmente alla difesa dell'ortodossia nicena e al governo pastorale nella regione della Gallia belgica. Nato probabilmente in Armenia, egli spese le proprie energie per custodire la retta dottrina sulla natura di Cristo, partecipando ai grandi concili del suo tempo e affrontando con coraggio le aspre controversie dottrinali che scuotevano la Chiesa antica. La tradizione e le fonti storiche tramandano la figura di un pastore rigoroso ma capace di riconoscere i propri errori, il cui cammino spirituale fu segnato dal pellegrinaggio e dalla dedizione totale al Vangelo.
La memoria di San Servazio è particolarmente viva a Maastricht, dove riposano i suoi resti mortali e dove il suo culto si è conservato attraverso i secoli, estendendosi alla protezione di diverse categorie di lavoratori e all'invocazione contro alcune infermità. La Chiesa ne celebra la solenne ricorrenza il tredici maggio, giorno in cui il nome del santo viene iscritto nel Martirologio Romano per la venerazione dei fedeli.
I Beati Martiri Cistercensi di Casamari sono un gruppo di religiosi che trovarono la morte nell'Abbazia di Casamari per mano dei soldati dell'esercito rivoluzionario francese in ritirata da Napoli. La comunità era composta da quattro religiosi di origine francese, un italiano e un cecoslovacco, i quali erano fuggiti in buona parte dagli orrori della Rivoluzione Francese confluendo singolarmente in questo luogo di preghiera. Papa Francesco ha riconosciuto ufficialmente il loro martirio in odio alla fede in data ventisei maggio duemila e venti, aprendo la strada alla loro beatificazione e consegnandoli alla memoria universale della Chiesa come testimoni luminosi di fedeltà eucaristica.
Questi monaci sono ricordati per il loro eroico sacrificio compiuto il tredici maggio millesettecentonovantanove, quando si opposero alla profanazione delle sacre specie durante una fase drammatica della storia italiana segnata dalle invasioni napoleoniche. Tra di essi spiccava il priore padre Simeone Cardon, insieme ai confratelli Domenico Maria Zawrel, Albertino Maria Maisonade, Zosimo Maria Brambat, Modesto Maria Burgen e Maturino Maria Pitri. La loro testimonianza rimane un punto di riferimento spirituale profondo, celebrato nella memoria liturgica che si estende dal tredici al sedici maggio.
A Poitiers nella regione dell’Aquitania, in Francia, santa Agnese, badessa, che, consacrata dalla benedizione di san Germano di Parigi, governò con grande spirito di carità il monastero della Santa Croce.
San Natale di Milano
Vescovo
Santi Vittore e compagni
Martiri a Pollenzo
San Maeldoid
Abate
Beato Faustino Chiari
Francescano
Beato Domenico Maria Zawrel
Religioso cistercense, martire
Beato Albertino Maria Maisonade
Religioso cistercense, martire
Beato Modesto Maria Burgen
Religioso cistercense, martire
Beato Maturino Maria Pitri
Religioso cistercense, martire
San Flavio di Chalon-sur-Saône
Vescovo
Dal Martirologio Romano
Beata Maria Vergine di Fatima in Portogallo, la cui contemplazione nella località di Aljustrel come Madre clementissima secondo la grazia, sempre sollecita per le difficoltà degli uomini, richiama folle di fedeli alla preghiera per i peccatori e all’intima conversione dei cuori. — Martirologio Romano