13 maggio
Beata Maddalena Albrici
Badessa agostiniana
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini nobili e la giovinezza
Maddalena nacque a Como all'inizio del quindicesimo secolo, precisamente nel 1415. Ella apparteneva alla nobile famiglia degli Albrici, i cui membri furono protagonisti della storia cittadina di Como a partire dal tredicesimo secolo. La casa della famiglia Albrici sorgeva vicina alla chiesa di San Eusebio, inserita nel tessuto vivo della città. Maddalena ebbe tre fratelli, tra i quali il fratello Zanino ricoprì la carica di Podestà e Governatore della città di Como. Sin da ragazza, Maddalena ebbe un ardente amore per il Signore e il desiderio di aiutare il prossimo bisognoso. Durante una grave carestia in cui i concittadini pativano la fame, Maddalena diede tutto quanto poteva a un povero che bussò al portone del suo palazzo. La tradizione riferisce che nel 1419 Maddalena avrebbe incontrato san Bernardino da Siena prima di entrare in monastero, ricevendo un forte impulso spirituale per il suo cammino di fede. Maddalena decise ben presto di votarsi alla vita religiosa. Rimasta orfana di entrambi i genitori, Maddalena volle inizialmente entrare nel convento delle Benedettine di Santa Margherita, un luogo antico e rinomato. Tuttavia, per divina ispirazione, salutati i fratelli, Maddalena si diresse verso Brunate.
Il ritiro a Brunate e la regola agostiniana
A Brunate vi era una casa religiosa fondata intorno al 1340 che seguiva la Regola di Sant'Agostino. Brunate si presentava come un povero villaggio sulla montagna che sovrasta la città e il Lago di Como, situato in un luogo isolato e selvaggio. I disagi e le fatiche di Brunate rispondevano alla sincera ricerca di una vita santa da parte di Maddalena. Fin dai primi anni in comunità, la giovane si distinse per umiltà, obbedienza e spirito di mortificazione. Maddalena amava meditare a lungo davanti al Crocefisso. La comunità di Brunate contava una ventina di monache. Dopo qualche tempo Maddalena fu eletta superiora. Maddalena era più desiderosa di ubbidire che di comandare ed esortava sovente le consorelle a cercare il rispetto dei precetti religiosi. Durante il priorato di Maddalena la casa rifiorì e fu trasformata in un vero e proprio monastero seguendo la Regola di Sant'Agostino, poiché Maddalena era profondamente innamorata della spiritualità di sant'Agostino. San Bernardino da Siena avrebbe visitato Maddalena a Brunate nel 1432, suggellando con la sua presenza la fama di santità del luogo. La Albrici rivolse a papa Nicolò V due suppliche per l'approvazione del convento di Brunate e di quello della Santissima Trinità. Il vescovo di Como Bernardo Landriani, in data 6 aprile 1448, comunicò il Breve di concessione pontificio. Nel 1455 la Congregazione lombarda Riformata accolse le comunità sotto la sua giurisdizione. Papa Pio II approvò definitivamente l'unione del monastero di Brunate all'Ordine Agostiniano il 16 luglio 1549. Seguendo l'esempio di Maddalena, altre comunità di monache si aggregarono all'Ordine agostiniano. Madre Maddalena visse nel silenzio dell'eremo brunatese.
Le fondazioni e i legami spirituali
Maddalena ottenne sostegno per i suoi monasteri dai Duchi di Milano grazie alla sua nobile famiglia. Da atti notarili risulta che nel 1443 Maddalena fondò a Como una casa di ospitalità per monache questuanti. Tra il 1455 e il 1456 la casa di ospitalità divenne il monastero della Santissima Trinità con l'aiuto di Bianca Maria Visconti, duchessa di Milano. Nel 1459 il monastero della Santissima Trinità divenne indipendente da Brunate. Una santa amicizia legò la beata Maddalena al domenicano beato Antonio della Chiesa. Il ruolo del beato Antonio della Chiesa fu determinante in un dissidio tra la Beata e i suoi fratelli, contrari a una rendita lasciata dal padre per i bisogni della comunità. Su consiglio del beato Antonio, la direzione del monastero passò nel 1455 agli Agostiniani Riformati Eremitani. Il beato Antonio fu più volte priore del convento di San Giovanni nella città lariana. Madre Maddalena ebbe rapporti anche con il giovane beato Geremia Lambertenghi. Geremia Lambertenghi nacque a Como nel 1440 in un'illustre famiglia. A vent'anni Geremia decise di vestire l'abito dei terziari francescani e di unirsi agli eremiti dell'eremo di San Donato su Monte Brunate. Fin dalla giovinezza Geremia si distinse per grande religiosità e amore verso i poveri.
La carità e i prodigi in vita
Nei racconti della sua vita viene ricordato il trasporto di carità verso i poveri, con soccorso spirituale e materiale. Si parlò di guarigioni prodigiose avvenute per sua intercessione mentre era in vita. Divenne famoso il Miracolo del pane. Un giorno d'inverno, a causa di un'abbondante nevicata, le strade erano impraticabili e il monastero rimase senza viveri. La monaca addetta alla cucina diede notizia della mancanza di viveri a Madre Maddalena. Madre Maddalena disse di apparecchiare la mensa come consuetudine e andò in chiesa a pregare. Giunta l'ora del pranzo, raccomandando alle consorelle di affidarsi alla Divina Provvidenza, bussarono alla porta. Davanti al portone del convento fu lasciato un gran cesto di pane, ma l'addetta alla portineria notò l'assenza di orme nella neve. Un altro miracolo fu quello dell'albero di visciole che diede miracolosamente frutti durante un periodo di siccità con dispensa vuota e rami inizialmente pieni solo di foglie. Un giorno, recandosi a visitare i malati in paese, Maddalena guarì con un segno di croce una donna che aveva una piaga alla gola. In un'altra occasione si presentò in monastero una mamma con la figlia colpita dal padre con un ferro in un momento d'ira. La Beata, dopo una prima risposta di impotenza e mossa a pietà, pregò prostrata a terra e fasciò la testa della bambina col suo velo. Al segno della croce la bimba si svegliò. Con la mediazione di Madre Maddalena si placarono alcuni litigi tra gli abitanti di Como e di Brunate e alcuni peccatori si convertirono.
Il transito e la memoria storica
Maddalena Albrici morì il 13 maggio 1465 dopo una lunga malattia vissuta cristianamente. Il corpo della defunta fu esposto per otto giorni per permettere ai pellegrini di salire a Brunate. La tomba di Maddalena divenne meta di fedeli e fu acclamata santa dal popolo. Già nel 1468 alcuni miracoli di Maddalena furono dipinti nella foresteria del convento e in altri locali. La prima biografia latina della Beata Maddalena fu stampata a Roma da Fra Paolo Olmi o Lolmi nel 1484. Nei primi decenni del Cinquecento i comaschi presentarono a papa Leone X la domanda di beatificazione. Numerose grazie furono ottenute per intercessione di Maddalena e registrate da alcuni storici con i nomi dei beneficiati. Nel 1490 una donna di nome Beccalina di Brunate, con un tumore e prossima al parto, si affidò alla Beata offrendo il figlio al Signore. Il bambino nato da Beccalina divenne un frate francescano e annotò la vicenda sulla copertina di un messale donato alle Agostiniane. Il titolo di Beata fu subito diffuso dai predicatori che la raffigurarono con raggi luminosi sul capo. La prima lastra tombale menzionava le ossa della venerabile Maddalena priora del monastero morta il 12 maggio 1465. Nel 1520 il cugino Pietro Albrici sostituì la lapide e fece ampliare la chiesa. La seconda lapide commemorativa fu fatta erigere da Pierio Albrici per ricordare la religiosità, la santità e i miracoli di Maddalena Albricia priora e benefattrice del tempio. La lapide di Pietro Albrici presenta la figura della Beata in bassorilievo.
Le traslazioni e il culto liturgico
Nel 1595 il corpo della beata Maddalena fu traslato nella chiesa comasca di San Giuliano in seguito al trasferimento delle monache. Nel 1784 il monastero di San Giuliano fu soppresso e le spoglie della Beata furono trasportate in una villa a Verzago presso la famiglia di una monaca. Dal 1880 le reliquie furono conservate nel Seminario Maggiore di Como. La devozione dei comensi rimase immutata, come testimoniano i numerosi ex-voto dipinti a Brunate e in San Giuliano. Un ex-voto del 16 agosto 1828 mostra la Beata fra le nubi in preghiera verso il Crocifisso con una donna inginocchiata vicino a una culla. Un altro ex-voto del 1846 raffigura la Beata tra le nubi con il capo coronato di raggi, un'inferma a letto e un sacerdote. Nel 1890 i miracoli più famosi furono raffigurati all'interno della rinnovata chiesa di Brunate. Il decreto di conferma del culto ab immemorabili fu emanato l'11 dicembre 1907 per volontà di san Pio X. Nel 1933 le reliquie furono portate in Cattedrale sotto l'altare di Sant'Ambrogio. Nel 1936 alcune reliquie furono concesse alla comunità parrocchiale di Brunate dopo reiterate richieste. Il 16 maggio 1998 le reliquie furono riunite nell'altare a lei dedicato nella chiesa di Sant'Andrea a Brunate. Il martirologio la ricorda a Como come beata badessa dell'Ordine di Sant'Agostino che suscitò il fervore di perfezione delle consorelle.
La vita
La storia della Beata Maddalena Albrici affonda le sue radici nella città di Como, dove vide la luce nel quindicesimo secolo. Fin dalla giovinezza, il suo spirito fu attratto dalla pace della vita consacrata, portandola a varcare la soglia del monastero agostiniano di Brunate. Qui, Maddalena non si limitò a seguire la regola, ma divenne presto un punto di riferimento spirituale per la comunità, tanto da essere eletta superiora. Il suo mandato fu caratterizzato da una sapiente guida e da una costante sollecitudine verso le necessità della Chiesa e dei fedeli.
Il suo spirito intraprendente e animato da carità la spinse a guardare oltre le mura del monastero, interpretando le urgenze del suo tempo. Nel mille-quattrocento-quarantatré, ella fondò a Como una casa di ospitalità, un gesto concreto per accogliere i viandanti e i bisognosi, manifestando in tal modo l'amore di Cristo verso il prossimo sofferente. Non paga di tale opera, si adoperò per la fondazione del monastero della Santissima Trinità a Como, ampliando così gli spazi dedicati alla preghiera e alla lode divina. La sua visione di una vita religiosa ordinata e feconda fu coronata dall'ottenimento dell'approvazione pontificia per i suoi monasteri, un riconoscimento che confermò la validità del suo apostolato e la bontà dei suoi intenti. Fino al termine dei suoi giorni, avvenuto nel mille-quattrocento-sessantacinque a Brunate, Maddalena mantenne intatta la fedeltà al suo carisma, offrendo la sua esistenza come una lampada ardente di fede e di dedizione silenziosa.
Il culto
Il ricordo della Beata Maddalena Albrici non si è spento con la sua morte, ma è stato custodito con devozione nel corso dei secoli. La sua fama di santità, consolidata da una vita vissuta in costante unione con Dio e in servizio al prossimo, ha attraversato il tempo giungendo fino all'attenzione del magistero della Chiesa. Nel mille-novecento-sette, papa Pio decimo confermò il culto che fin dai tempi remoti veniva tributato alla Beata, sancendo ufficialmente la sua venerazione come modello di vita agostiniana.
Oggi la Chiesa celebra la sua memoria il tredici maggio, invitando i fedeli a riflettere sulla sua testimonianza di obbedienza e di carità operosa. Il culto verso la Beata Maddalena non si esaurisce in una mera ricorrenza liturgica, ma si traduce in un invito costante alla preghiera e alla dedizione verso le opere di misericordia, seguendo l'esempio di colei che ha saputo fondere il silenzio della contemplazione con l'azione instancabile in favore dei fratelli. In questo modo, la sua figura continua a intercedere per quanti, nel cammino della vita quotidiana, ricercano la luce della fede e il conforto della presenza del Signore.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Maddalena Albrici?
La memoria liturgica della Beata Maddalena Albrici si celebra il 13 maggio.
Qual era il ruolo della Beata Maddalena Albrici nell'Ordine?
La Beata Maddalena Albrici fu badessa e priora del monastero agostiniano di Brunate, distinguendosi per il fervore spirituale e la guida delle consorelle.
A Como, beata Maddalena Albrici, badessa dell’Ordine di Sant’Agostino, che suscitò molto il fervore di perfezione delle sue consorelle. — Martirologio Romano