14 maggio
Santa Maria Domenica Mazzarello
Vergine
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la giovinezza laboriosa
Santa Maria Domenica Mazzarello nacque il 9 maggio 1837 a Mornese, in provincia di Alessandria, nella frazione dei Mazzarelli di qua. Venne al mondo in seno a una numerosa famiglia di contadini, dove il padre e la madre vivevano insieme alle famiglie di alcuni fratelli del padre. Fin dalla fanciullezza ricevette una educazione profondamente cristiana in famiglia, che plasmò il suo spirito alla preghiera e al sacrificio. Era una ragazza piena di energia, vivace e intelligente, dotata di una non comune forza fisica e di un carattere incline a rendersi utile con dedizione. Fin da ragazza lavora nei campi con il padre Giuseppe, il quale soleva ripetere che per non far mancare il pane bisogna pregare e lavorare. Maria abitò nella frazione nativa fino al 1849 o 1850. La nuova residenza fu fissata alla Cascina Valponasca, presa in locazione dal nonno paterno nel 1827 per sé, per i figli e per gli eredi. A causa dell'aumento dei membri della famiglia, Giuseppe Mazzarello decise di andare ad abitare alla Valponasca, e in questa casa Maria visse gli anni dell'adolescenza e della giovinezza. Alla Valponasca il ritmo della sua vita si modificò profondamente. Fino ad allora era stata il braccio destro della madre, ma avendo la sorellina Felicita più grande, poté cominciare a seguire il padre in campagna. La sua vigoria fisica e il suo carattere, oltre al forte desiderio di rendersi utile, la portavano a un lavoro virile. Si levava ancor più presto del solito per sbrigare parte del compito nella vigna se prevedeva di tornare tardi dalla chiesa. La sua giornata era sostenuta da grandi sacrifici affrontati per incontrare quotidianamente Gesù nell'Eucaristia, poiché ella stessa diceva che senza l'Eucaristia non avrebbe potuto vivere. Il 16 marzo 1858 il padre decise di lasciare la Valponasca in seguito a una rapina avvenuta nella loro casa, e la famiglia si trasferì in paese più vicino alla chiesa, con grande gioia di Maria.
La prova della malattia e la chiamata
Nel 1860 giunse a Mornese una grande epidemia di tifo. Il confessore don Pestarino aveva chiesto la presenza di Maria presso i parenti ammalati nella frazione dei Mazzarelli. Il padre si era opposto, ma senza togliere a Maria la libertà di fare la sua scelta. Maria disse a don Pestarino che sarebbe andata ad assistere gli zii malati pur essendo sicura di prendere la malattia. Maria contrasse il tifo proprio dopo aver assistito i suoi zii ammalati, ammalandosi il giorno dell'Assunta dell'anno 1860. La malattia di Maria fu gravissima e lunga. Poté finalmente alzarsi dal letto il 7 ottobre, dopo cinquantadue giorni di sofferenza. Guarisce inaspettatamente dalla malattia perdendo però la forza fisica di un tempo, ma non la fede, e ripose la sua fiducia solo in Dio dopo la prova. Non potendo più fare la contadina, d'accordo con l'amica Petronilla decise di abbandonare il lavoro nei campi e nelle vigne per imparare il lavoro di sarta, a causa della debolezza lasciata dalla malattia, con l'intento di insegnare alle ragazze povere a cucire. Maria volle aprire un piccolo laboratorio per le ragazze di Mornese per insegnare loro un mestiere e avvicinarle a Dio, realizzando tale desiderio insieme alla fedele amica Petronilla. Camminando per strada ebbe una visione misteriosa di un grosso edificio con tante ragazze che corrono nel cortile e una voce che diceva: A te le affido. Lo Spirito Santo formava così in lei un cuore materno. Prudente e saggia, educava le ragazze con amore preventivo. Aperto il piccolo laboratorio, il Signore le inviava le prime orfane da accogliere, e ben presto arrivarono le prime collaboratrici che don Pestarino avrebbe chiamato Figlie dell'Immacolata.
La fondazione dell'Istituto e la nascita delle Figlie di Maria Ausiliatrice
Don Pestarino propose ad alcune giovani, tra cui Maria e Petronilla, di consacrarsi a Maria come Figlie dell'Immacolata. Fece inoltre costruire una casa adiacente alla parrocchia in cui abitava, con l'intenzione di cedere l'edificio alle Figlie dell'Immacolata affinché vi abitassero insieme quando fossero rimaste senza parenti. Le Figlie dell'Immacolata iniziarono a vivere in comunità nella casa nell'ottobre del 1867. Le prime componenti della comunità furono Maria, Petronilla, Giovanna Ferrettino e Teresa Pampuro, e insieme alle prime fondatrici vissero anche alcune altre ragazze. Il padre di Maria, pur conoscendo la gracilità di salute della figlia, le diede la piena approvazione, comportandosi da autentico educatore cristiano assecondando le buone inclinazioni della figlia e accompagnandola con l'affetto. Maria Mazzarello si fidava del Signore pur non sapendo dove la stesse conducendo, scegliendo la via del radicalismo evangelico nel semplice quotidiano e nella gioia del cuore innamorato di Cristo. Nel 1864 don Bosco arrivò a Mornese con i suoi giovani per aprire un collegio per i ragazzi del paese. Maria guardò don Bosco ed esclamò che lui è un santo e lei lo sente. Don Bosco visitò il piccolo laboratorio delle Figlie dell'Immacolata e ne restò molto colpito. Papa Pio IX chiese a don Bosco di fondare un Istituto femminile. Don Bosco convocò don Pestarino, scelse le Figlie dell'Immacolata e le inviò nel collegio appena costruito. La comunità rimase nella casa adiacente alla parrocchia fino al 23 maggio 1872, giorno in cui si trasferì al collegio di Mornese destinato loro da don Bosco. Il 5 agosto 1872 Maria Mazzarello e dieci compagne diedero inizio all'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice consacrandosi a Dio con i voti religiosi. Maria e le compagne soffrirono la fame, anche a causa dell'iniziale ostilità dei compaesani, ma rimasero sempre allegre e la loro fede non vacillò mai.
La maternità spirituale e il ritorno al Padre
Maria fu chiamata al governo dell'Istituto, ma inizialmente si faceva chiamare la Vicaria, dicendo che la vera superiora era la Madonna. Con la sua saggezza indirizzava la spiritualità dell'Istituto, incarnando nelle Figlie di Maria Ausiliatrice il carisma dato a don Bosco. Nel 1879 la Casa Madre fu trasferita a Nizza Monferrato per una maggiore accessibilità alle linee di comunicazione dell'epoca. L'Istituto crebbe, si espanse e si aprirono le prime case e le prime missioni in America. Maria era chiamata semplicemente la madre. Nonostante le responsabilità, era sempre semplice e premurosa con tutti e dava l'esempio anche nei lavori più umili. Santa Maria Domenica Mazzarello morì a Nizza Monferrato, in provincia di Asti, il 14 maggio 1881 all'età di quarantaquattro anni. Alla sua morte l'Istituto contava già centosessantacinque suore e sessantacinque novizie sparse in ventotto case, di cui diciannove in Italia, tre in Francia e sei in America. Il 3 maggio 1936 fu dichiarata l'eroicità delle sue virtù, il 20 novembre 1938 fu beatificata da Pio XI e il 24 giugno 1951 fu canonizzata da Pio XII. L'opera di Santa Maria Domenica Mazzarello continua oggi e le Figlie di Maria Ausiliatrice portano avanti il suo sogno in tutto il mondo.
Il cammino di santità
La vicenda terrena di Santa Maria Domenica Mazzarello ha inizio a Mornese nell'anno milleottocentotrentasette. La sua giovinezza è stata temprata da un evento decisivo che ne ha orientato il cuore verso una carità eroica: durante l'epidemia del milleottocentosessanta, ella contrasse il tifo proprio mentre prestava assistenza ai propri parenti malati. Questa esperienza di sofferenza fisica non ha fiaccato il suo spirito, ma lo ha aperto a una visione profonda della chiamata divina. Mentre si trovava in Valponasca, ricevette una visione mistica in cui le apparve un grande edificio popolato da molte ragazze, accompagnata da una voce che le affidava la cura di esse. Tale evento fu il seme di una vocazione che avrebbe cambiato la sua esistenza.
Per rispondere a questa chiamata, la Santa aprì un laboratorio di sartoria, intuendo che il lavoro quotidiano potesse diventare strumento privilegiato per educare le giovani povere e guidarle verso una vita cristiana esemplare. Il suo impegno trovò compimento nell'incontro provvidenziale con don Bosco, con il quale condivise il progetto di fondazione di un nuovo istituto religioso. Il cinque agosto del milleottocentosessantadue, ella emise i voti religiosi, segnando la nascita ufficiale dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. La sua vita si concluse a Nizza Monferrato nell'anno milleottocentottantuno, lasciando un'eredità di dedizione che, attraverso la canonizzazione avvenuta per mano di papa Pio XII nel millenovecentocinquantuno, continua a risplendere nella Chiesa universale.
Il culto e la memoria
La memoria liturgica di Santa Maria Domenica Mazzarello si celebra il giorno quattordici maggio, un momento di preghiera e di gratitudine per la sua testimonianza di fede. Per la Famiglia Salesiana, che ne custodisce il carisma e la spiritualità, la ricorrenza assume un significato particolare il giorno tredici maggio, vigilia della sua festa. La sua figura è venerata in modo speciale dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, di cui è fondatrice e madre spirituale, le quali guardano alla sua umiltà e al suo zelo educativo come a un faro per il proprio servizio quotidiano. Il culto tributato alla Santa non è solo memoria di un passato illustre, ma un invito costante a vivere la missione educativa con lo stesso sguardo materno e la medesima fiducia nella Provvidenza che hanno animato ogni giorno della sua vita terrena.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Maria Domenica Mazzarello?
La memoria liturgica della santa è fissata al 14 maggio, mentre la Famiglia Salesiana la ricorda il 13 maggio.
A Nizza Monferrato in Piemonte, santa Maria Domenica Mazzarello, che insieme a san Giovanni Bosco fondò l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice per l’educazione delle ragazze povere e rifulse per umiltà, prudenza e carità. — Martirologio Romano