14 maggio
Santi Felice e Fortunato
Martiri di Aquileia
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e il viaggio ad Aquileia
I santi Felice e Fortunato sono due fratelli originari di Vicenza, noti per essere stati ferventi cristiani. Non si hanno molte notizie certe sui due fratelli, se non che all'inizio del quarto secolo intrapresero un viaggio per recarsi ad Aquileia per ragioni di commercio. In quella terra che avrebbe accolto il loro sacrificio, i fratelli onorarono la città con il loro glorioso martirio, subendo la prova suprema della fede nel quarto secolo.
Mentre si trovavano dediti alla preghiera in un bosco, i due fratelli furono scoperti e il prefetto Eufemio fece arrestare subito i due fratelli. Condotti di fronte all'autorità, i fratelli dichiararono con grande coraggio la propria fede. Di fronte alla loro fermezza, si tentò di indurli ad abbandonare la fede attraverso lusinghe, minacce e la proposta di bruciare incenso agli imperatori. Secondo la tradizione, i fratelli subirono torture sempre più gravi e strazianti, ma perseverarono nella testimonianza invocando il nome di Cristo.
Il martirio e la sepoltura
Poiché ogni dissuasione risultò vana, il prefetto ordinò la loro decapitazione. I fratelli furono condotti nei pressi del fiume Natisone e, giunti nel luogo dell'esecuzione, Felice e Fortunato si abbracciarono con affetto e, in ginocchio, resero grazie a Dio prima di subire la decapitazione. Il martirio avvenne forse nel 303 a seguito della persecuzione di Diocleziano, suggellando una vita spesa nella fedeltà al Vangelo.
Subito dopo l'evento, alcuni cristiani di Aquileia e altri provenienti dalla città natale accorsero di notte nel luogo del martirio. I cristiani di Aquileia vollero dare ai martiri onorevole sepoltura nel luogo stesso del martirio, dove la primitiva comunità cristiana aquileiese raccolse i resti. Intorno ad esso fu costruito un edificio di culto, attorno al quale si sviluppò un cimitero cristiano.
La divisione delle reliquie e le testimonianze
Immediatamente sorse un dissidio tra Vicenza e Aquileia per l'attribuzione delle reliquie, poiché i cristiani di Vicenza vollero trasportare i corpi nella città natale. Per evitare l'ira del prefetto e comporre la contesa, si decise di dividere le reliquie tra Aquileia e Vicenza. Tale divisione portò nella seconda metà del quarto secolo alla divisione dei corpi dei martiri. Vicenza ebbe il corpo di San Felice, che fu immediatamente deposto nel martyrion presso l'antica basilica omonima fuori delle mura di Vicenza. Ad Aquileia rimase la salma di San Fortunato.
Questa divisione smentisce la bizzarra e tardiva tradizione della separazione delle teste dai corpi con commistione. Essa è invece confermata dalla testimonianza poetica di Venanzio Fortunato nel quinto secolo e dal privilegio redatto dal vescovo Rodolfo per il monastero di san Felice. Ulteriore convalida giunge dalle analisi antropologiche del 1769 sui resti di Vicenza, che convalidano l'appartenenza a un solo individuo morto per decapitazione.
La traslazione e il culto a Chioggia
La salma di San Fortunato, rimasta ad Aquileia, fu traslata nel tempo a Grado, poi a Malamocco. La salma di San Fortunato fu traslata nel 1080 a Chioggia. Successivamente, nel 1110 le reliquie e la sede vescovile furono trasferite a Chioggia, e la traslazione delle reliquie è avvenuta proprio nell'anno 1110 in concomitanza con tale trasferimento della sede vescovile da Malamocco.
A Chioggia le reliquie furono collocate nella chiesa principale divenuta Cattedrale. La Cattedrale fu titolata alla Madre di Dio e, con la ricostruzione del XVII secolo, a Maria Assunta in cielo, dove la salma di San Fortunato è tuttora conservata. Il popolo clodiense accolse le reliquie con grande fede e amore patrio, e i santi martiri furono presto proclamati patroni principali della città e della diocesi di Chioggia.
La memoria e le basiliche dedicate
La memoria dei due fratelli martiri rimase unita nonostante la spartizione delle reliquie. Essa fu fissata al 14 agosto secondo la tradizione aquileiese, ereditata poi a Chioggia, mentre fu fissata al 13 maggio a Vicenza, seguendo la tradizione ambrosiana. Si ricorda inoltre il 27 settembre la Traslazione delle Reliquie dei Santi Martiri Felice e Fortunato. Il Proprio consiglia di celebrare la messa comunitaria dei Santi Martiri per una vera utilità pastorale, lasciando tale celebrazione al giudizio del rettore della Chiesa o del celebrante.
I santi Felice e Fortunato sono titolari della basilica che sorge nell'omonimo corso a Vicenza, la quale si trova lungo l'antica via consolare Postumia. La basilica sorge nel luogo in cui la prima comunità cristiana di Vicenza edificò nel quarto secolo un ambiente di culto chiamato basilica antica. Inoltre, le reliquie di San Felice sono conservate insieme a quelle di Santa Bertilla nell'altare maggiore della chiesa di Brognoligo di Monteforte d'Alpone. La devozione si manifesta nella costruzione della cappella del diciassettesimo secolo e nella munificenza per la nuova urna d'argento, collocata nel ricco e artistico sacello dove i fedeli tributano omaggio, specialmente nella ricorrenza annuale con solennità nei vicariati di Chioggia e Sottomarina e festa in tutte le altre chiese della diocesi.
La vita e il martirio
La vicenda terrena dei Santi Felice e Fortunato si inscrive nel travagliato periodo del quarto secolo, un'epoca in cui la fede cristiana fu duramente provata dalla persecuzione imperiale. Originari della città di Vicenza, i due santi giunsero ad Aquileia, centro nevralgico della fede nell'Italia settentrionale. Fu proprio in questa città che, nel tremendo anno trecentotre, avvenne l'arresto dei due cristiani, chiamati a rendere ragione della propria speranza davanti alle autorità civili. La fedeltà al Vangelo, che non ammetteva compromessi con le imposizioni imperiali, condusse Felice e Fortunato verso la prova suprema.
Di fronte alla richiesta di rinnegare la propria fede, essi scelsero con fermezza di rimanere saldi nel legame con il Signore, accettando consapevolmente il martirio. La sentenza capitale fu eseguita mediante la decapitazione, atto che consacrò definitivamente il loro nome alla storia della Chiesa. Il loro sacrificio non fu tuttavia un evento isolato, ma divenne subito seme di nuova vita per i fedeli dell'epoca. Già nel corso del quarto secolo, si procedette alla solenne divisione delle loro sacre reliquie tra le città di Vicenza e Aquileia, a testimonianza del profondo legame che univa queste due comunità nella venerazione dei propri testimoni. La memoria della loro dedizione ha continuato a irradiarsi nei secoli, radicandosi in luoghi come Malamocco e trovando una nuova tappa significativa nel corso dell'anno millecentodieci, quando le reliquie di San Fortunato furono traslate a Chioggia, definendo ulteriormente la geografia del culto che ancora oggi li vede protagonisti nella preghiera e nella devozione popolare.
Il culto e la memoria
Il culto tributato ai Santi Felice e Fortunato si articola in diverse memorie liturgiche che riflettono la diffusione del loro ricordo nel territorio veneto. Sebbene la ricorrenza principale sia fissata al quattordici maggio, la tradizione locale ha preservato date specifiche per onorare il legame profondo con le singole città. Ad Aquileia e a Chioggia, la celebrazione avviene con solennità il quattordici agosto, mentre la comunità di Vicenza conserva la memoria dei propri figli il tredici maggio. Inoltre, la Chiesa ricorda il ventisette settembre l'importante evento della traslazione delle reliquie, momento che segnò il consolidarsi del culto nelle terre di Chioggia, città di cui San Felice e San Fortunato sono oggi venerati come patroni.
Queste date non sono semplici scadenze del calendario, ma occasioni in cui il popolo di Dio si riunisce per invocare l'intercessione dei martiri. La loro figura rimane un punto fermo nella fede delle genti, un ponte tra il passato glorioso della Chiesa delle origini e il presente di una comunità che ancora oggi cerca nei santi un esempio di rettitudine e di amore per la verità del Vangelo.
Domande frequenti
Quando si festeggiano i santi Felice e Fortunato?
Si festeggiano il 14 agosto a Chioggia e secondo la tradizione aquileiese, il 13 maggio a Vicenza, mentre il 27 settembre si ricorda la Traslazione delle Reliquie.
Di cosa sono patroni i santi Felice e Fortunato?
I santi Felice e Fortunato sono patroni principali della città e della diocesi di Chioggia.
Ad Aquileia, oggi in Friuli, santi Felice e Fortunato, che onorarono questa città con il loro glorioso martirio. — Martirologio Romano