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23 ottobre

Beata Caridad Álvarez Martín

Vergine e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e giovinezza in Castiglia

María Álvarez Martín nacque il nove maggio millenovecentotrentatré a Santa Cruz de la Salceda, in terra di Castiglia. Ella era la penultima di dodici figli nati nel nucleo familiare. La sua infanzia e la sua giovinezza furono segnate dal dolore per la perdita di molti fratelli, poiché sette di essi morirono in tenera età. Fu battezzata cinque giorni dopo la nascita, ricevendo il primo sigillo della grazia divina che avrebbe guidato la sua esistenza. La prova della perdita toccò nuovamente la sua famiglia quando altri due fratelli, Albino e Valeriana, rispettivamente il maggiore dei maschi e la maggiore delle femmine, morirono in età adulta. All'età di diciott'anni ella subì un altro duro colpo con la morte del padre, Costantino Álvarez Quemada. Soli tre anni dopo la morte del padre, rimase orfana anche della madre, Sotera Martín Martín. La madre morì annegata in un pozzo, aggravando ulteriormente il bilancio dei lutti familiari. Nonostante tutte queste dolorose perdite vissute nel corso degli anni, ai parenti rimasti sembrava che ella godesse di una profonda pace interiore. Per un certo periodo lavorò come domestica a Madrid, affrontando la fatica quotidiana con lo stesso spirito di dedizione che avrebbe caratterizzato tutta la sua vita futura.

La vocazione e il primo periodo in Algeria

All'età di ventidue anni entrò nella congregazione delle Suore Agostiniane Missionarie. Secondo l'uso dell'epoca, cambiò nome in suor Maria della Carità, ovvero suor María Caridad, sebbene fosse chiamata per brevità suor Caridad o con il diminutivo Cari. Avendo seguito un corso accelerato d'infermieristica prima di partire, nel millenovecentocinquantotto fu mandata a Costantina, in Algeria, nel pieno della guerra d'indipendenza. La sua partenza avvenne quando era da poco tempo che aveva professato i voti temporanei. Due anni dopo il suo arrivo in terra africana, il tre maggio millenovecentosessanta, professò i voti perpetui. Nel millenovecentosessantaquattro le costò molto lasciare l'Algeria a causa di un problema a una spalla che rese necessario il rientro. Durante la permanenza africana aveva stretto buone relazioni con molte persone, inclusi operatori della Caritas, operai musulmani, francesi e algerini. Rientrata in Spagna, si impegnò a vivere nel collegio degli Agostiniani di Madrid la stessa donazione generosa scoperta a Costantina. In quel contesto lavorò come responsabile della cucina. Negli scritti di quel periodo lasciò memoria di credere fermamente nella fedeltà alla vita religiosa, alla missione, alla semplicità, alla gioia e all'accoglienza.

Il ritorno in Algeria e l'atmosfera di tensione

Il nove settembre millenovecentonovanta suor Caridad tornò finalmente in Algeria. Trovò un Paese molto cambiato rispetto al passato, ma mantenne intatto l'entusiasmo degli inizi della sua vocazione missionaria. Nelle sue annotazioni scrisse di essere aperta a ciò che Dio e le superiori avrebbero voluto da lei, paragonandosi all'atteggiamento della Vergine Maria. Si allenava costantemente alla disponibilità interiore meditando ogni giorno i misteri del Rosario. La sua casa, condivisa con due consorelle, rispecchiava questa apertura d'animo: lasciava la porta aperta e la teneva sempre in ordine. Le anziane del quartiere di Bab el-Oued andavano spesso a farle visita per confidarle gioie e dolori della loro vita. Ella si dedicava anche ai bambini del quartiere, seguendoli nei compiti di scuola con pazienza e affetto materno. A partire dal trenta ottobre millenovecentonovantatré, la crescita della violenza e dei rischi in Algeria portò serie preoccupazioni per la sicurezza delle suore, specie per quelle di origine straniera. L'otto maggio millenovecentonovantaquattro tre uomini vestiti da poliziotti entrarono nella biblioteca di Ben Cheneb, nel quartiere della Casbah di Algeri. Nell'attentato perpetrato in quella biblioteca furono uccisi suor Paul-Hélène Saint-Raymond e fratel Henri Vergès.

La scelta di restare e il martirio

Di fronte al pericolo crescente, il sei e il sette ottobre le Agostiniane Missionarie incontrarono il vescovo di Algeri monsignor Henri Teissier insieme alla madre generale e alla superiora provinciale. Quell'incontro servì a ragionare sulla necessità di non lasciare il Paese e la missione affidata. Ciascuna suora fu lasciata totalmente libera di scegliere personalmente se partire o rischiare di rimanere. Suor Caridad motivò la sua decisione di non andarsene dicendo semplicemente di sentirsi realizzata lì. In seguito a queste riflessioni, le suore firmarono un documento per confermare la decisione unanime di restare accanto al popolo algerino. Nel tardo pomeriggio del ventitré ottobre millenovecentonovantaquattro, giorno in cui si celebrava la Giornata Missionaria Mondiale, suor Caridad e la superiora suor Esther Paniagua Alonso dissero di voler andare a Messa. La celebrazione eucaristica si teneva presso la comunità delle Piccole Sorelle di Gesù di Bab el-Oued. Suor Lourdes e suor Maria-Jesús Rodríguez vollero unirsi a loro per l'occasione. Per rispettare il saggio suggerimento dell'ambasciata di non muoversi in grandi gruppi, il gruppo si divise a coppie. Suor Caridad e suor Esther tornarono brevemente indietro per prendere un ombrello e poi ripartirono. Le altre due partirono circa cinque minuti dopo di loro. A cento metri dall'arrivo, suor Lourdes e suor Maria-Jesús sentirono due spari risuonare nella strada. La gente del quartiere urlò dai balconi alle due suore sopravvissute di tornare indietro, ma esse proseguirono coraggiosamente. Furono messe al riparo in una casa vicina a quella delle Piccole Sorelle di Gesù, mentre udivano dei pianti disperati dall'altra parte della strada. Tramite una scala videro che i corpi di suor Caridad e suor Esther giacevano a terra con evidenti segni di arma da fuoco. Le consorelle assistettero al trasporto delle consorelle in ambulanza non appena fu possibile farlo in sicurezza. Suor Esther morì circa un'ora dopo l'attacco, mentre suor Caridad aveva concluso la sua vita terrena sul colpo, suggellando la sua dedizione con il sangue.

Il riconoscimento ecclesiale e il culto

Suor Caridad e suor Esther furono inserite in una causa di beatificazione unitaria comprendente diciannovesimi candidati agli altari. I candidati erano tutti religiosi e religiose uccisi tra il millenovecentonovantaquattro e il millenovecentonovantasei durante i drammatici anni noti come gli anni neri dell'Algeria. L'inchiesta diocesana per la causa si svolse ad Algeri dal cinque ottobre duemilasette al luglio duemiladodici. Il ventisei gennaio duemiladiciotto papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto relativo al martirio dei diciannove religiosi. La beatificazione dell'intero gruppo è stata celebrata l'otto dicembre duemiladiciotto. La solenne cerimonia si è svolta nel santuario di Nostra Signora di Santa Cruz a Orano, terra che aveva visto l'impegno e la fede dei martiri. La celebrazione è stata presieduta dal cardinale Angelo Becciu, il quale ha operato come Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e ha partecipato all'evento come inviato speciale del Santo Padre. La memoria liturgica dell'intero gruppo dei martiri d'Algeria è stata fissata dalla Chiesa all'otto maggio. Tale data corrisponde al giorno della nascita al Cielo di fratel Henri e di suor Paul-Hélène, unendo nella comune commemorazione i primi testimoni di quella tragica stagione. Una persona di quel luminoso gruppo, la Beata Caridad, era nata a Santa Cruz de la Salceda, in Spagna, il nove maggio millenovecentotrentatré, e ha concluso il suo pellegrinaggio terreno a Bab el-Oued, in Algeria, il ventitré ottobre millenovecentonovantaquattro.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Caridad Álvarez Martín?

La sua memoria liturgica si celebra il ventitré ottobre, mentre la memoria dell'intero gruppo dei martiri d'Algeria ricorre l'otto maggio.

Quali furono le tappe principali della sua vita religiosa?

Entrò nelle Suore Agostiniane Missionarie a ventidue anni, svolse la missione in Algeria dal millenovecentocinquantottantaquattro e, dopo un periodo a Madrid, vi fece ritorno nel millenovecentonovanta fino al martirio.