14 giugno
Beata Castora Gabrielli
Sposa e terziaria francescana
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e giovinezza
La Beata Castora Gabrielli nacque a Gubbio nel Quattordicesimo secolo, sebbene non si conosca la data esatta della sua venuta al mondo. Ella nacque in una delle famiglie più influenti della sua terra d'origine: era infatti figlia del conte Pietruccio Gabrielli di Gubbio, conte di Corbara, e di Elena di Pietruccio Del Monte. La famiglia dei Gabrielli di Gubbio ha espresso nel corso del tempo molti personaggi illustri in ambito ecclesiastico e militare e ha dominato diversi castelli. In questo contesto di nobiltà e prestigio, Castora crebbe potendo contare su legami familiari importanti, tra cui quello con suo fratello Paolo Gabrielli, vescovo di Lucca. La giovane possedeva un bellissimo aspetto ed era di giusta statura, ma la sua grazia esteriore era riflesso di una profonda purezza interiore. Ella fu infatti una donna molto modesta e ritirata, che disprezzava ogni vanità e cosa mondana. Fin dalla giovinezza mostrò una viva inclinazione spirituale, nutrendo una devozione fortissima e sincera a San Francesco d'Assisi. Questa dedizione al servizio di Dio e del prossimo avrebbe guidato ogni scelta della sua esistenza, ponendo le basi per il suo cammino di fede e di totale affidamento alla Provvidenza divina.
Il matrimonio e la prova della pazienza
Nonostante la sua inclinazione alla vita ritirata, Castora si sposò unicamente per obbedire ai suoi genitori. In giovane età fu data in sposa al giurista Santuccio o Gualtiero Sansoneri, conte di San Martino e Bassinario nel territorio di Sant'Angelo in Vado. Questo vincolo coniugale si rivelò fin da subito un matrimonio difficile a causa del carattere aspro del marito. Castora seppe tuttavia trovare rifugio e forza nella preghiera e nel raccoglimento. Il tempo libero dalla cura domestica veniva impiegato in orazione, in particolare nella chiesa di San Francesco detta della Terra, dove alimentava la sua unione spirituale con il Creatore. Purtroppo, al ritorno a casa, la sposa doveva affrontare dure prove, venendo maltrattata dal marito con parole e fatti a causa della sua natura rigida e intransigente. Dinanzi a queste sofferenze quotidiane, Castora non cedette mai allo sconforto o al risentimento, ma sopportava tutto per amor di Dio con ammirabile pazienza. Ella visse le amarezze della propria casa come una via di purificazione, confermandosi come una donna di rara pietà e profonda carità, capace di trasformare il dolore in offerta d'amore al Signore.
La conversione nel Terz'Ordine e il transito
Alla morte del marito, la vita di Castora conobbe un profondo rinnovamento spirituale. Con il consenso del figlio Oddone, ella decise di spogliarsi delle ricchezze terrene per distribuire tutti i suoi beni ai poveri. Scelse di abbracciare la via della radicalità evangelica e vestì l'abito del Terz'Ordine Francescano, consacrandosi interamente al Signore. Trascorse il resto della vita in penitenza, preghiera e opere sante, osservando puntualmente la regola del Terz'Ordine con rigorosa fedeltà. La sua dedizione e la sua santità di vita attirarono l'attenzione dei fedeli, tanto che si diffuse la fama che Dio operasse molti miracoli per suo mezzo. Il suo pellegrinaggio terreno si concluse il quattordici giugno 1391, giorno in cui morì a Macerata. Dopo la morte, il figlio Oddone volle onorare le sue spoglie mortali curandone la traslazione nella chiesa di San Francesco in Sant'Angelo in Vado. Il corpo della beata si conserva intero nella sacrestia della chiesa di San Francesco in Sant'Angelo in Vado, ove fu sepolta con l'abito terziario francescano. Nel 1675, il padre Gregorio da Urbino risiedeva nel convento di Sant'Angelo in Vado e, avendo consultato un'antica Chronica Custodiae Feretranae, attestava che il corpo della beata veniva esposto alla venerazione dei fedeli nel giorno dell'Ascensione. Ancor oggi nella chiesa francescana di Sant'Angelo la beata è venerata e invocata come patrona per i matrimoni difficili, mentre viene festeggiata nel giorno della sua morte, il quattordici giugno.
Il cammino della vita
La vicenda terrena della Beata Castora Gabrielli si snoda tra le città di Gubbio, Sant'Angelo in Vado e Macerata, segnando un percorso di conversione e di dedizione che ha lasciato una traccia indelebile nella storia spirituale del XIV secolo. Il suo matrimonio con il giurista Santuccio Sansoneri costituì per lei una croce pesante, caratterizzata da sofferenze fisiche e morali derivanti dai maltrattamenti subiti. In questo contesto di prova, Castora non smarrì la speranza, mantenendo intatta la propria dignità e la propria fede in un silenzio operoso che preparò il suo cuore a una dedizione ancora più grande.
Alla morte del marito, la Beata Castora compì un gesto di estrema libertà evangelica: distribuì i propri beni ai poveri, rinunciando alle sicurezze mondane per abbracciare la povertà francescana. Vestì l'abito del Terz'Ordine Francescano, dedicando ogni istante della sua esistenza alla penitenza e alla cura dei fratelli più fragili. La sua vita divenne così un atto di lode continua, un altare vivente in cui la sofferenza vissuta nel vincolo coniugale si mutò in un dono fecondo per la comunità. Ella concluse il suo pellegrinaggio terreno nel 1391 a Macerata, lasciando dietro di sé il profumo di un'anima che aveva saputo trasformare le ferite della vita in un cammino verso la santità.
Memoria e culto
Il culto della Beata Castora Gabrielli si è consolidato nel tempo attorno alla memoria della sua carità e della sua straordinaria capacità di perdono. La sua figura è particolarmente cara a quanti vivono la sofferenza all'interno dei legami familiari, trovando in lei una guida silenziosa e una potente interceditrice. La traslazione del suo corpo, avvenuta presso la chiesa di San Francesco a Sant'Angelo in Vado, ha reso questo luogo un punto di riferimento spirituale per i fedeli, che ancora oggi vi si recano per invocare la sua protezione.
La Chiesa celebra la sua memoria il 14 giugno, giorno in cui ella fece ritorno alla casa del Padre. Questa data non è solo un anniversario, ma un invito a rinnovare la fiducia nella grazia di Dio, capace di trarre il bene anche dalle situazioni più difficili e dolorose. La devozione verso la Beata Castora continua a diffondersi come un messaggio di speranza, ricordando a ogni credente che non esiste ferita del cuore che non possa essere sanata dalla luce della carità e dal conforto dello spirito francescano.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Castora Gabrielli?
La Beata Castora Gabrielli si festeggia il quattordici giugno, nel giorno della sua morte avvenuta nel milletrecentonovantuno.
Di cosa è patrona la Beata Castora Gabrielli?
La Beata Castora Gabrielli è invocata come patrona per i matrimoni difficili, a testimonianza della straordinaria pazienza con cui visse la propria unione coniugale.