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domenica 14 giugno 2026 · Santo del giorno

Sant' Eliseo

Profeta

Sant' Eliseo

Nel nono secolo avanti Cristo visse Sant' Eliseo, il profeta originario di Abelmeula il cui nome significa Dio salva. Egli rispose con la propria vita a una missione profonda e salvifica svolta tra il popolo di Israele, servendo come fedele discepolo di Elia e raccogliendone l'eredità spirituale per guidare il cammino della fede. La tradizione biblica e il Martirologio ne custodiscono la memoria nel giorno quattordici giugno, ricordando la sua opera di intercessione e i numerosi prodigi compiuti a favore del popolo e degli stranieri.

Sant' Eliseo è ricordato come il più taumaturgico tra i profeti d'Israele, capace di operare segni straordinari che spaziavano dalla guarigione dei malati fino alla risurrezione dei morti, manifestando la misericordia divina. Pur non avendo lasciato oracoli scritti, la sua testimonianza terrena si concluse con la sepoltura nei pressi di Samaria e la sua poderosa eredità carismatica continua a illuminare la Chiesa, preannunciando la salvezza riservata a ogni uomo.

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Gli altri santi di oggi

San Fortunato di Napoli

Vescovo

San Fortunato visse e svolse il suo ministero pastorale come vescovo di Napoli nel corso del quarto secolo. La sua figura si staglia in un periodo storico particolarmente complesso, segnato dalla profonda turbolenza dell'eresia ariana, originata dal presbitero Ario di Alessandria, vissuto tra il 280 e il 336. Ario sosteneva che il Verbo incarnato in Gesù non fosse della stessa sostanza del Padre, ma rappresentasse soltanto la prima delle sue creature. Questa dottrina scatenò nella Chiesa aspre divisioni e lotte talvolta violente, nelle quali non mancò l'ingerenza del potere civile dell'epoca. Il vescovo Fortunato si adoperò con ogni mezzo per difendere la propria diocesi e preservarla da quegli scossoni dottrinali.

La memoria di san Fortunato è legata alla cura della sua comunità e alla costruzione di una basilica cimiteriale nella valle della Sanità, situata poco lontano dalle catacombe di san Gaudioso. Questo luogo assunse ben presto una primaria importanza e accolse le spoglie mortali dello stesso vescovo. Il culto per san Fortunato si è tramandato saldamente nei secoli, testimoniato dalla presenza del suo nome nei calendari napoletani e nel Martirologio Romano, oltre che dalla consuetudine, viva ancora oggi, di imporre il suo nome a molti abitanti di Napoli.

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San Metodio

Patriarca di Costantinopoli

San Metodio, nato in Sicilia, figura tra le guide più luminose della Chiesa bizantina del nono secolo. La sua esistenza fu segnata da una dedizione incrollabile alla verità evangelica e al sacro mistero delle immagini, che egli difese con coraggio in tempi di aspra persecuzione. Uomo di profonda spiritualità, egli seppe coniugare l'impegno monastico con una missione diplomatica di alto respiro, servendo la Chiesa in momenti di profonda crisi dottrinale.

La memoria di San Metodio resta indissolubilmente legata alla restaurazione del culto delle icone. Attraverso la sua ferma azione pastorale e la convocazione di un solenne sinodo, egli restituì al popolo cristiano il conforto della venerazione delle immagini sacre, istituendo la festa dell'Ortodossia. Patriarca di Costantinopoli, la sua vita si concluse nell'anno ottocentoquarantasette, lasciando ai posteri una testimonianza di fedeltà che ancora oggi risuona nelle preghiere dei fedeli, ricordandoci come la santità sia sempre un cammino di luce volto a custodire l'integrità della fede.

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Beata Francisca de Paula De Jesus (nhà Chica)

Laica

Nel corso del diciannovesimo secolo nasce in Brasile Francisca de Paula de Jesus, una donna destinata a lasciare un segno profondo nella fede del suo popolo. Nata da una donna schiava e cresciuta senza cognome, ella sperimenta la condizione della schiavitù prima di essere affrancata e di trasferirsi in città insieme alla sua famiglia. Rimasta orfana in età adolescenziale e completamente analfabeta, accoglie dalla madre unicamente una profonda educazione religiosa e l'esortazione alla preghiera. Rifiutando numerose proposte di matrimonio e custodendo la propria libertà, la Beata sceglie una vita ritirata e interamente consacrata agli altri. In Brasile e ben oltre i suoi confini, ella è universalmente conosciuta e amata con il nome affettuoso di Nhà Chica, che nella lingua locale significa zia Francesca. La sua esistenza si trasforma in un faro luminoso per migliaia di persone che, nel corso dei decenni, si rivolgono a lei per trovare conforto spirituale, consigli saggi e intercessioni presso il cielo.

La memoria liturgica della Beata si celebra il quattordici giugno, giorno che coincide con la data della sua pia transizione terrena avvenuta nel 1895. La sua morte è avvenuta a quasi 120 anni di distanza rispetto al tempo presente della narrazione. Per lunghi anni la sua figura è rimasta un punto di riferimento fondamentale per la comunità di Baependi e per l'intera nazione brasiliana, dove i fedeli nutrono da sempre una grande confidenza verso di lei in vista della sua futura elevazione agli altari. Dopo l'avvio del processo di beatificazione, nel 2011 si compie un passo fondamentale con il riconoscimento delle sue virtù eroiche. Il rito della beatificazione viene celebrato solennemente il quattro maggio 2013 a Baependi, presieduto dal cardinale Angelo Amato in qualità di prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e rappresentante del papa.

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Beato Ludovico Biassoni

Religioso francescano

Il beato Ludovico Biassoni visse a cavallo tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo e appartiene all'ordine dei francescani. Originario di Biassono, località della diocesi di Milano, egli nacque da una stirpe che oggi rimane ignota. La sua figura si staglia nel panorama della spiritualità lombarda per l'intenso fervore con cui servì il Signore e per il generoso impegno a favore dei più deboli, concretizzato nella fondazione di importanti istituzioni di carità e nella predicazione instancabile. La tradizione e le fonti storiche tramandano il ricordo di un religioso la cui esistenza fu interamente consacrata alla fede cristiana e al bene della comunità monzese.

Egli è ricordato in modo particolare per la sua morte avvenuta direttamente sul pulpito, mentre ammoniva i fedeli e annunciava la parola divina alla presenza di una moltitudine di persone. A Monza viene celebrato con l'iscrizione praedicatione et sanctitate illustris, a testimonianza di una santità riconosciuta fin dal momento della sua dipartita terrena. Il suo percorso umano e spirituale continua a essere un punto di riferimento luminoso, radicato profondamente nella memoria della Chiesa locale e affidato alla devozione dei fedeli che ogni anno ne commemorano la memoria.

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Beata Castora Gabrielli

Sposa e terziaria francescana

La Beata Castora Gabrielli visse nel Quattordicesimo secolo ed è ricordata come sposa fedele e terziaria francescana, insigne per la sua straordinaria pazienza e per la dedizione al servizio di Dio e del prossimo. Non si conosce la data della sua nascita, avvenuta a Gubbio, ma la tradizione la riconosce come figlia del conte Pietruccio Gabrielli di Gubbio, conte di Corbara, e di Elena di Pietruccio Del Monte. La sua nobile famiglia, quella dei Gabrielli di Gubbio, ha espresso molti personaggi illustri in ambito ecclesiastico e militare e ha dominato diversi castelli, annoverando tra i suoi congiunti anche Paolo Gabrielli, vescovo di Lucca. Castora possedeva un bellissimo aspetto ed era di giusta statura, ma la sua vera bellezza risiedeva nell'animo: fu infatti una donna molto modesta e ritirata, che disprezzava ogni vanità e cosa mondana per votarsi interamente alla fede. Era devotissima a San Francesco d'Assisi e, pur avendo contratto matrimonio in giovane età unicamente per obbedire ai suoi genitori, visse le prove della vita coniugale come un cammino di santità. Sposò il giurista Santuccio o Gualtiero Sansoneri, conte di San Martino e Bassinario nel territorio di Sant'Angelo in Vado, affrontando un'unione segnata da grandi difficoltà a causa del carattere aspro del marito.

Nel corso della sua esistenza terrena, Castora seppe unire la cura domestica alla preghiera costante. Il tempo libero veniva impiegato in orazione, in particolare nella chiesa di San Francesco detta della Terra. Tuttavia, al ritorno a casa, veniva maltrattata dal marito con parole e fatti a causa della sua natura aspra e rigida, ma lei sopportava tutto per amor di Dio con ammirabile pazienza, distinguendosi come donna di rara pietà e profonda carità. Alla morte del coniuge, con il consenso del figlio Oddone, scelse di spogliarsi dei beni terreni per distribuirli ai poveri e vestì l'abito del Terz'Ordine Francescano. Trascorse il resto della vita in penitenza, preghiera e opere sante, osservando puntualmente la regola del Terz'Ordine. Già in vita e dopo la morte si diffuse la fama che Dio operasse molti miracoli per suo mezzo. Morì il quattordici giugno 1391 a Macerata. Dopo il trapasso, il figlio Oddone volle traslare il corpo della beata nella chiesa di San Francesco in Sant'Angelo in Vado, ove fu sepolta con l'abito terziario francescano. Il corpo si conserva intero nella sacrestia di quella stessa chiesa. Nel sedicesimo e diciassettesimo secolo, precisamente nel 1675, il padre Gregorio da Urbino risiedeva nel convento di Sant'Angelo in Vado e, avendo consultato un'antica Chronica Custodiae Feretranae, attestava che il corpo della beata veniva esposto alla venerazione dei fedeli nel giorno dell'Ascensione. Ancor oggi nella chiesa francescana di Sant'Angelo la beata è venerata e invocata come patrona per i matrimoni difficili.

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Beato Cosma (Sante) Spessotto

Sacerdote francescano, martire

Il Beato Cosma Spessotto, nato a Mansuè nel 1923, è stato un sacerdote francescano che ha speso la propria esistenza al servizio del Vangelo e dei poveri. La sua figura è ricordata come quella di un pastore umile e instancabile, capace di incarnare la carità cristiana attraverso un impegno concreto che ha trasformato la vita della comunità di San Juan Nonualco, in El Salvador, dove giunse come missionario nel 1950.

La sua testimonianza giunge fino al dono supremo del sangue, avvenuto nel 1980, quando fu ucciso all'interno della sua chiesa. Egli rimane per noi un esempio luminoso di fedeltà alla missione apostolica, un uomo che ha saputo edificare non solo strutture materiali, ma anche ponti di speranza e dignità per i fratelli più fragili, offrendo la propria vita come sigillo finale di un ministero sacerdotale vissuto in totale dedizione al Signore e al suo popolo.

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Santi Valerio e Rufino

Martiri

Presso Soissons nella Gallia belgica, oggi in Francia, santi Valerio e Rufino, martiri.

Sant' Eterio di Vienne

Vescovo

A Vienne in Burgundia, oggi in Francia, sant’Eterio, vescovo.

Santi Anastasio, Felice e Digna

Martiri

A Córdova nell’Andalusia in Spagna, santi martiri Anastasio, sacerdote, Felice, monaco, e Digna, vergine, che morirono tutti insieme nello stesso giorno: Anastasio, avendo confessato davanti ai consoli Mori la sua fede cristiana, fu prontamente trafitto con la spada e, insieme a lui, anche Felice, di origine gétula, che aveva professato nelle Asturie la fede cattolica e conduceva vita monastica; Digna, ancor giovanissima, che all’uccisione dei suoi compagni aveva coraggiosamente espresso biasimo verso il giudice, fu senza indugio decapitata.

San Proto di Aquileia

Martire

Ad Aquileia, oggi in Friuli, san Proto, martire.

Santa Teopista

Vergine e martire

San Cipriano

Venerato ad Antigny

Beato Pietro de Bustamante

Vescovo

Beata Costanza de Castro

Terziaria francescana

Beata Barbara da Milano

Clarissa

San Dogmaele

Monaco

Dal Martirologio Romano

A Samaria o Sebaste in Palestina, commemorazione di sant’Eliseo, che, discepolo di Elia, fu profeta in Israele dal tempo del re Ioram fino ai giorni di Ioas; anche se non lasciò oracoli scritti, tuttavia, operando prodigi a vantaggio degli stranieri, preannunciò la futura salvezza per tutti gli uomini. — Martirologio Romano