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6 aprile

Beata Caterina Morigi di Pallanza

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e l'inizio della vita eremitica

Caterina nacque a Pallanza, in provincia di Novara, verso il 1437. Le date ufficialmente riportate per la sua parabola terrena confermano la nascita a Pallanza nel 1437 e la morte il 6 aprile 1478. La sua naturale tendenza alla vita ascetica e religiosa fu sviluppata dal predicatore francescano Alberto da Sarteano, del convento milanese di Sant'Angelo. Poco dopo il 1450 si unì a un gruppo di pie donne che conducevano vita eremitica nelle grotte del Sacro Monte di Varese. Le donne vivevano sotto la guida dell'arciprete del santuario mariano del luogo. Dopo alterne vicende, Caterina costituì un gruppo stabile di cinque eremite.

La fondazione del monastero e l'approvazione pontificia

Nel 1472-1473, tramite il duca di Milano Galeazzo Maria Sforza, chiese a papa Sisto IV il permesso di condurre vita eremitica di preghiera e penitenza. Chiese di seguire la regola di sant'Agostino e le costituzioni dell'Ordine abbaziale milanese di Sant'Ambrogio ad Nemus. Chiese inoltre la facoltà di recitare l'Ufficio divino secondo il rito ambrosiano. Il papa autorizzò l'erezione del monastero con bolla del 10 novembre 1474 secondo i desideri di Caterina. Il 28 settembre 1475 il papa fissò i limiti territoriali del romitaggio. Il papa concesse alle religiose di portare il velo nero come le Clarisse.

Gli ultimi anni e la guida della comunità

La comunità iniziò ufficialmente la nuova vita il 10 agosto 1476. In quella data le romite emisero i voti, ricevettero il velo ed elessero Caterina come prima badessa. Caterina mantenne la carica di badessa fino alla morte. La morte di Caterina avvenne il 6 aprile 1478. A Caterina succedette Benedetta da Biumo, una delle sue prime compagne. Benedetta da Biumo redasse la biografia della beata Caterina. Nel martirologio è ricordata nel monastero di Santa Maria al Sacro Monte sopra Varese come beata Caterina da Pallanza, vergine, che praticò vita eremitica sotto la regola di sant'Agostino insieme alle compagne.

Il culto e la glorificazione

Nella Pentecoste del 1729 il vescovo di Bobbio, a nome del cardinale arcivescovo di Milano Benedetto Odescalchi, confermò il culto di Caterina da Pallanza e della prima compagna Giuliana Puricelli. Le reliquie di Caterina e Giuliana furono traslate nel vicino santuario mariano. Le reliquie furono poste in un oratorio costruito in loro onore e ornato da pitture di A. Busca, dove sono venerate ancora oggi. Il 12 settembre 1769 la Sacra Congregazione dei Riti riconobbe il culto ab immemorabili delle due beate. Il 16 settembre 1769 papa Clemente XIV confermò il culto. A Pallanza, nella cappella della chiesa di San Leonardo dedicata a Caterina, si trova una statua di un modesto artigiano locale. La statua rappresenta Caterina in atto di adorazione del Crocifisso.

Domande frequenti

Quando si festeggia la beata Caterina Morigi?

La festa liturgica della beata è celebrata il 6 aprile con Ufficio proprio. Se la festa cade in Quaresima, viene posticipata al 27 aprile.

In quali luoghi si celebra la sua memoria?

I luoghi di celebrazione della festa sono il monastero, il santuario del Sacro Monte di Varese, Pallanza e Busto Arsizio.

Nel monastero di Santa Maria al Sacro Monte sopra Varese, beata Caterina da Pallanza, vergine, che insieme alle sue compagne praticò vita eremitica sotto la regola di sant’Agostino. — Martirologio Romano