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6 aprile

Sant' Ireneo di Sirmio

Vescovo e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La vita e le fonti

Sant' Ireneo era ancora giovane quando portava il peso e la gioia di una famiglia, avendo moglie e figli. La ricostruzione della sua esistenza e della sua testimonianza si fonda su una passio del santo tramandata sia in lingua greca sia in lingua latina. Nessuna delle due redazioni esistenti appare come l'originale, trattandosi in entrambi i casi di rifacimenti di una passio primitiva. Lo storico Tillemont stimava che la redazione latina fosse tratta direttamente dagli Atti del tribunale. In tempi più recenti, lo studioso Simonetti ha cercato di provare che la passio primitiva fu scritta in greco ed è oggi perduta. Quella primitiva stesura non aveva molto valore strettamente storico, poiché si presentava come un semplice panegirico composto su tradizioni e ricco di luoghi comuni. Tuttavia, sfrondata da tali aggiunte retoriche, la passio rimane uno scritto abbastanza attendibile e capace di informare con precisione sulle ultime vicende del martire.

Il processo e la testimonianza

Arrestato durante la spietata persecuzione di Diocleziano, Ireneo fu condotto al tribunale del prefetto della Pannonia, Probo. Il governatore lo esortò con insistenza a sacrificare, ma il vescovo si rifiutò energicamente. Per aver persistito nella sua ferma decisione, fu immediatamente sottoposto ai tormenti. Durante la tortura sopraggiunsero i parenti di Ireneo, tra i quali vi erano i genitori, la moglie e i figli. I familiari lo supplicarono con le lacrime agli occhi di avere pietà di loro e della sua giovane vita. Ireneo, animato da un desiderio migliore e superiore, non si lasciò commuovere da quelle accorate suppliche e prese la ferma decisione di far rinchiudere i familiari in carcere. Dopo questa prova dolorosa, il vescovo dovette sopportare pene diverse in prigionia per molti giorni. In seguito fu ricondotto al tribunale e, di fronte a una nuova richiesta, rifiutò nuovamente di sacrificare. Dopo questo secondo rifiuto fu battuto con le verghe e infine condannato a morte.

Il martirio e la memoria

La condanna capitale comprese l'essere dapprima frustato, poi sottoposto a lunghi giorni di sofferenza in carcere, e infine la sentenza estrema. Ireneo fu condotto sul ponte della Sava, chiamato Basentis, situato a Srijem in Pannonia, nell'odierna Croazia. Giunto sul luogo, il vescovo si spogliò delle vesti e pregò intensamente per sé e per i suoi fedeli. Subito dopo fu decapitato sul ponte della Sava. Il corpo di Ireneo fu gettato nel fiume il 6 aprile 304, data che segna il compimento del suo martirio al tempo dell'imperatore Massimiano. La memoria di questo evento ha generato diverse commemorazioni liturgiche nel corso dei secoli. Il Martirologio Siriaco e il Geronimiano ricordano il santo il 6 aprile. I sinassari bizantini e armeni lo commemorano il 23 agosto. Il Martirologio Romano fissa la memoria il 25 marzo; tale data proviene dal Martirologio di Lione e rappresenta una svista dell'autore, il quale lesse la dicitura ottava calende invece di ottava idi di aprile nella sua fonte originaria.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant' Ireneo di Sirmio?

Il santo è celebrato in date diverse a seconda delle tradizioni liturgiche: il 6 aprile dal Martirologio Siriaco e dal Geronimiano, il 23 agosto nei sinassari bizantini ed armeni, e il 25 marzo nel Martirologio Romano.

A Srijem in Pannonia, nell’odierna Croazia, passione di sant’Ireneo, vescovo e martire, che, al tempo dell’imperatore Massimiano, sotto il governatore Probo, fu dapprima frustato, poi per molti giorni torturato in carcere e infine portò a compimento il suo martirio con la decapitazione. — Martirologio Romano