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6 aprile

Santa Galla di Roma

Vedova

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e dolore

Santa Galla nacque a Roma nel sesto secolo, inserita in una delle famiglie più illustri della città. Suo padre era Quinto Aurelio Memmio Simmaco, autorevole princeps senatus e per molti anni fedele consigliere del re Teodorico. Nel cinquecento venticinque, la vita della famiglia fu segnata da una drammatica svolta quando il re Teodorico fece uccidere il padre a Ravenna, spinto da infondati sospetti di tradimento. Rimasta orfana di un padre così eminente, la giovane fu data in sposa a un nobile patrizio di cui la storia non ha conservato il nome. Il disegno umano della sua vita coniugale durò tuttavia lo spazio di una sola stagione, poiché la santa rimase vedova dopo appena un anno di matrimonio.

Di fronte alle insistenze dei parenti e ai consigli dei medici che la sollecitavano a nuove nozze, la giovane vedova scelse una via diversa, preferendo consacrarsi interamente a Dio. Questa ferma decisione suscitò una salutare e profonda impressione a Roma, e l'eco del suo proposito si diffuse lontano, giungendo fino in Sardegna, dove san Fulgenzio di Ruspe si trovava per la seconda volta in esilio. Avendo forse conosciuto in precedenza la nobile famiglia a Roma, il santo vescovo indirizzò a Galla una bellissima lettera, simile a un trattatello in ventuno capitoli, concepita allo scopo di confermarla nella scelta intrapresa e di impartirle preziosi consigli ascetici.

Il ritiro e le opere di carità

Liberata dai legami del mondo, la santa si dedicò inizialmente all'esercizio delle opere di misericordia e successivamente scelse di ritirarsi in un monastero situato vicino alla basilica vaticana. Il Martirologio colloca la sua intensa attività proprio presso la veneranda chiesa di San Pietro a Roma, menzionando una vita spesa nella preghiera costante, nella distribuzione di larghe elemosine ai poveri, nei digiuni e in molte altre opere sante. San Gregorio Magno attesta nei suoi scritti che ella visse molti anni nella semplicità del cuore, dedita totalmente all'orazione e al servizio dei bisognosi.

La tradizione riferisce che, mentre la santa attendeva alle sue consuete opere di carità, le sarebbe apparsa la Beata Vergine Maria. Questo avvenimento miracoloso è ricordato da una pregevole opera a niello dell'undicesimo secolo, custodita nella chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli a Roma. Per concessione della Congregazione dei Riti, la festa commemorativa di tale apparizione della Vergine si celebra tradizionalmente nella città di Roma il diciassette luglio.

Il transito e la memoria

Prima di compiere il suo pellegrinaggio terreno, la santa ebbe una visione dell'apostolo san Pietro, il quale nella visione la invitava a salire al cielo. Il beato transito di santa Galla, avvenuto intorno al cinquecento cinquanta, è stato narrato dal papa san Gregorio Magno nel libro quarto dei suoi Dialogi. Tale opera ha lo scopo teologico di dimostrare l'immortalità dell'anima attraverso le apparizioni e le visioni di anime elette, tra le quali figura appunto la pia donna romana.

La memoria liturgica di santa Galla è fissata nel Martirologio Romano al cinque ottobre. La sua eredità spirituale ha continuato a fruttificare nei secoli successivi nella città di Roma. Verso la metà del diciassettesimo secolo sorse infatti un ospizio di carità intitolato alla santa, fondato da Marco Antonio Anastasio Odescalchi, cugino del beato Innocenzo XI. All'interno di questa medesima istituzione, san Giovanni Battista De Rossi svolse per molti anni la sua intensa attività apostolica, raggruppando in una speciale associazione i sacerdoti dediti al ministero tra le classi più umili. Dal millenovecentoquaranta, inoltre, una chiesa parrocchiale a Roma custodisce e onora la memoria di santa Galla.

Domande frequenti

Quando si festeggia santa Galla?

La memoria liturgica di santa Galla nel Martirologio Romano si celebra il 5 ottobre, mentre la festa dell'apparizione della Vergine si ricorda il 17 luglio.

A Roma, santa Galla, che, figlia del console Simmaco, alla morte del marito attese per molti anni presso la chiesa di San Pietro alla preghiera, alle elemosine, ai digiuni e ad altre opere sante; il suo beato transito è stato narrato dal papa san Gregorio Magno. — Martirologio Romano