Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

4 maggio

Beata Edvige Carboni

Laica

Aggiornato il 15 settembre 2026

La nascita e la fanciullezza a Pozzomaggiore

Edvige Carboni è nata a Pozzomaggiore, in provincia di Sassari, durante la notte compresa tra il 2 e il 3 maggio 1880. Venne registrata la nascita anche alla data del 2 maggio 1880. Era la secondogenita di Giovanni Battista Carboni e Maria Domenica Pinna e aveva altri quattro fratelli. È cresciuta in un nucleo familiare caratterizzato da una profonda e autentica fede religiosa. La madre ha assistito a eventi straordinari al momento della sua nascita, interpretati come presagio di una vita fuori dal comune. La madre ha riferito di aver visto una forma luminosa simile a un ostensorio che illuminava la stanza da letto durante il parto. Il giorno seguente la nascita, la madre ha notato sul petto della neonata il segno di una croce, rimasto visibile per tutta la vita. Pochi giorni dopo la nascita, uno sciame di api bianche ha volato sopra la culla della bambina senza recarle alcun danno. Il 4 maggio 1880 è stata battezzata dal vice-parroco don Sanna. A poco più di quattro anni ha ricevuto il sacramento della Cresima da monsignor Eliseo Giordano, vescovo di Alghero. Fin dall'infanzia la madre le ha insegnato la gestione della casa e l'arte della tessitura. Riconoscendo la sua inclinazione per il ricamo, la madre l'ha inviata per un breve periodo ad Alghero dalle suore di San Vincenzo per perfezionarsi. Durante l'infanzia frequentava quotidianamente la Messa con la madre o la zia e il pomeriggio si recava in adoratione davanti al Santissimo Sacramento. In tenera età ha iniziato ad avere visioni mistiche, durante le quali il suo Angelo Custode le ha comunicato la vocazione al totale servizio divino. All'età di cinque anni ha emesso il voto di castità, che è diventato una delle sue virtù principali. Tutti i testimoni dei processi canonici hanno confermato la sua moralià angelica e irreprensibile. Secondo quanto riportato nel suo diario, da bambina un vecchio dipinto della Vergine con il Bambino prendeva vita permettendole di giocare con Gesù bambino. Nel 1886 ha iniziato a frequentare le scuole elementari, completando con successo gli studi fino alla quarta classe. In quegli stessi anni ha frequentato le lezioni di catechismo per approfondire la conoscenza della fede. Nel 1891 ha ricevuto la Prima Comunione con profonda devozione. In quel periodo ha maturato l'intenzione di entrare in convento e consacrarsi interamente a Dio. La madre, che le aveva predetto una vita di sofferenza accettata per amore, era gravemente malata e le ha chiesto di rinunciare alla vita religiosa per accudirla e aiutarla in casa. Su consiglio del suo confessore, ha obbedito alla richiesta materna dedicandosi alla cura della famiglia. Trovava motivo di gioia nel rendere felici i genitori e sereni i fratelli, adoperandosi per loro senza chiedere nulla in cambio.

Il lavoro, le virtù e l'impegno parrocchiale

Nel tempo è diventata un'abile ricamatrice, ottenendo un vasto apprezzamento per i suoi lavori. Con i guadagni del suo lavoro, uniti a quelli del padre, ha finanziato gli studi del fratello Galdino e della sorella Paolina. La sorella Paolina ha conseguito il diploma di maestra elementare a Cagliari nel 1918. Edvige aveva fatto da seconda mamma alla sorella Paolina. Offriva le proprie sofferenze a Dio e praticava la mortificazione corporea, mangiando poco a pranzo e solo un pezzo di pane a cena. Dedicava continue preghiere per i peccatori e per le anime del Purgatorio. Svolgeva le sue mansioni lavorative e domestiche mantenendosi costantemente in preghiera e aborrendo l'ozio. Si recava in chiesa solamente dopo aver portato a termine tutti i suoi doveri familiari. Nella chiesa di Santa Croce, durante le Quarant'Ore del periodo di carnevale, pregava davanti al Santissimo Sacramento e a un antico crocifisso ligneo posto sull'altare. In diverse occasioni il Crocifisso le ha parlato direttamente e le ha concesso delle grazie. Con il passare del tempo, chiunque la incontrasse riscontrava in lei l'azione della Grazia divina. Edvige fu stimata ed apprezzata da molti sacerdoti. Il sacerdote vincenziano padre Giovanni Battista Manzella, per il quale è in corso la causa di beatificazione, stimava Edvige. L'arcivescovo di Cagliari monsignor Ernesto Maria Piovella stimava Edvige. San Luigi Orione stimava Edvige. Il gesuita padre Felice Cappello, per il quale è in corso la causa di beatificazione, stimava Edvige. San Pio da Pietrelcina stimava Edvige. L'umiltà di Edvige era visibile a tutti. Edvige non indossò mai abiti di lusso. Edvige non portò mai collane, orecchini o spille. Edvige sorrideva molto spesso. Edvige parlava poco e manteneva sempre lo stesso tono di voce. Edvige non era capace di alzare la voce. Edvige fu una donna attenta ai problemi e alle difficoltà della vita, nonostante la sua modestia. Edvige dimostrò premura verso tutti. Edvige era ben inserita nella propria comunità parrocchiale. Edvige svolse il ruolo di catechista con ottimi risultati. Edvige si dedicava alla pulizia della chiesa e al riassetto dell'altare. Edvige fu socia dell'associazione Figlie di Maria. Edvige fu socia dell'associazione Guardie d'Onore. Edvige fu socia dell'associazione Quadrante della Misericordia. La madre di Edvige morì nel 1910. Dopo la morte della madre nel 1910, la responsabilità della famiglia ricadde su Edvige. Edvige assistette con amore i suoi familiari che si ammalarono in successione. Edvige assistette in particolare la nonna. Si dice che la nonna fosse molto severa con Edvige, nonostante le sue premure. Edvige operava in silenzio e trovava consolazione in Gesù. Nell'ottobre del 1906 Edvige era entrata a far parte del Terz'Ordine francescano, dove aveva assunto anche il ruolo di maestra delle novizie.

I fenomeni mistici e le stimmate

Dopo aver ricevuto l'Eucarestia, Edvige entrava in un raccoglimento così profondo da estraniarsi completamente dall'ambiente circostante. Diverse persone videro Edvige in stato di estasi, quasi pietrificata. Edvige veniva vista sollevarsi da terra o dalla sedia su cui era inginocchiata. Durante i sollevamenti, Edvige si tendeva verso una presenza visibile solo a lei. Molte persone si recavano in chiesa per osservare Edvige. Una persona, ipotizzando che Edvige fingesse, le trapassò la gamba due volte con uno spillone. L'atto dello spillone non provocò in Edvige alcuna reazione di dolore. La vita di Edvige fu caratterizzata da numerosissimi fenomeni mistici. Edvige sperimentò bilocazioni. Edvige sperimentò estasi. Edvige ebbe visioni di santi. Edvige subì persecuzioni diaboliche. Edvige manifestò misteriosi profumi. Il 14 luglio 1911 Edvige ricevette le stimmate. Edvige ricevette le stimmate mentre pregava davanti a un crocifisso ligneo. Il crocifisso ligneo era stato regalato ad Edvige dal parroco don Carta. Gesù chiese ad Edvige se fosse disposta a soffrire con Lui. Edvige accettò la richiesta di Gesù per suo amore. Edvige ricevette impressi i segni della Passione sulle mani, sul costato e sui piedi. Edvige custodì le stimmate in segreto come un tesoro prezioso. Edvige considerava le stimmate un dono più grande di lei. Edvige non usò mai i doni mistici per attirare l'attenzione. Edvige cercava di nascondere le stimmate usando mezzi guanti o coprendosi con i lembi dello scialle. Nonostante i tentativi di nasconderle, molte persone videro i vestiti o la fronte di Edvige macchiati di sangue. Edvige fu considerata una vera effige della Passione. Persone invidiose della santità di Edvige le rivolsero delle calunnie. Le calunnie aumentarono le sofferenze di Edvige. Nel 1925 Edvige fu sottoposta a un'indagine canonica a causa delle calunnie. Edvige accettò l'indagine canonica offrendo tutto al Signore. Edvige fu sospesa dal Terz'Ordine francescano e dovette rinunciare al ruolo di maestra delle novizie.

Il trasferimento nel Lazio e la vita a Roma

Nel 1929 Edvige dovette lasciare il suo paese natale insieme all'anziano padre. Edvige e il padre si trasferirono nel Lazio. Il trasferimento nel Lazio permise alla sorella Paolina di esercitare la professione di insegnante. Dopo aver vissuto in diverse località, Edvige e la famiglia si stabilirono a Roma nel 1938. La vita a Roma, in un ambiente diverso da quello sardo, non fu facile per Edvige. A Edvige bastava la presenza del Signore per affrontare le difficoltà. Edvige proseguì la sua Via Crucis dedicandosi ai poveri e agli ammalati. Edvige rivolgeva una parola buona a chiunque. Durante la seconda guerra mondiale Edvige pregò intensamente il Signore per la fine del conflitto. Edvige si offrì come anima vittima per il crollo del comunismo ateo in Russia. Edvige fu spesso trasportata in Russia mediante il fenomeno della bilocazione. Edvige subì vessazioni diaboliche, tra cui rumori strani e banconote trasformate in cenere. Le vessazioni diaboliche erano accompagnate da apparizioni di Santi che sostenevano e accompagnavano Edvige. San Giovanni Bosco apparve ad Edvige per sostenerla. L'allora Beato Domenico Savio apparve ad Edvige per sostenerla. La casa di Edvige rientrava nel territorio della parrocchia di Maria Santissima Ausiliatrice a Roma. La parrocchia di Maria Santissima Ausiliatrice era affidata ai Salesiani. Edvige conosceva già i Salesiani perché un suo cugino di secondo grado, don Aurelio Pischedda, era entrato tra di loro. Il 25 settembre 1941 è la data riportata sul diploma di iscrizione di Edvige alla Pia Unione dei Cooperatori Salesiani. Il diploma di iscrizione alla Pia Unione dei Cooperatori Salesiani fu firmato dal Rettor Maggiore don Pietro Ricaldone. La Pia Unione dei Cooperatori Salesiani è oggi denominata Salesiani Cooperatori.

Il legame con i Passionisti e il transito

Edvige sentiva particolarmente vicini i Santi appartenenti all'Ordine Passionista. Nel suo Diario, Edvige annotò di aver ricevuto la Comunione dal fondatore san Paolo della Croce durante un periodo di malattia. San Paolo della Croce era assistito da due chierici durante la somministrazione della Comunione ad Edvige. Uno dei chierici assistenti era san Gabriele dell'Addolorata. Il secondo chierico assistente fu riconosciuto da Edvige, in una visione successiva, come il Venerabile Galileo Nicolini. Edvige fu considerata spiritualmente vicina all'Ordine Passionista, in modo simile a santa Gemma Galgani. Edvige scelse come ultimo direttore spirituale della sua vita padre Ignazio Parmeggiani. Padre Ignazio Parmeggiani risiedeva nel ritiro passionista della Scala Santa a Roma. Edvige aderì all'Arciconfraternita della Passione presso la Scala Santa. Dopo la fine della guerra, Edvige iniziò a soffrire di problemi cardiaci. Dopo la fine della guerra, Edvige iniziò a soffrire di nefrite. Edvige si sottopose a cure mediche più intense prescritte dal suo medico. Edvige era convinta che le cure mediche non avrebbero avuto alcun esito positivo. Edvige iniziò a preparare Paolina alla sua imminente morte. La vita terrena di Edvige fu caratterizzata da virtù, fatti straordinari, sacrificio e preghiera. Edvige è deceduta il 17 febbraio 1952 a causa di un attacco cardiaco. Subito dopo il decesso, la salma di Edvige è stata sepolta nel cimitero di Albano Laziale. La prima sepoltura di Edvige era una tomba a pozzo contenente altre tre salme.

Il cammino verso la beatificazione e la traslazione delle spoglie

A causa della sua crescente fama di santità, si decise di avviare la sua causa di beatificazione e canonizzazione. L'inchiesta diocesana è stata aperta nel 1968 presso il Vicariato di Roma, luogo del suo decesso. L'inchiesta diocesana è stata ripresa dal 18 ottobre 1999 al 1° giugno 2001, seguendo le nuove normative per le cause di beatificazione e canonizzazione. La Positio super virtutibus è stata esaminata ottenendo voti positivi dai Consultori teologi della Congregazione delle Cause dei Santi. La Positio super virtutibus ha ottenuto voti positivi anche dai cardinali e dai vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi. Il 4 maggio 2017 è stata autorizzata la promulgazione del decreto sulle virtù eroiche. Il Comitato attore della causa ha segnalato come possibile miracolo una grazia avvenuta nel 1954 ad Antonio Fois. Antonio Fois era di mestiere spaccapietra. Antonio Fois rischiava l'amputazione di una gamba per una cancrena provocata da un incidente sul lavoro. Un frate della chiesa di San Francesco ad Alghero invitò la moglie di Antonio Fois a chiedere l'intercessione di Edvige durante una Messa. La richiesta di intercessione avvenne il giorno del secondo anniversario esatto della morte di Edvige. Al suo ritorno a casa, la moglie trovò Antonio Fois mentre si toglieva le bende dal piede ormai guarito. Antonio Fois è deceduto nel 1975 per cause diverse dall'incidente sul lavoro. Il 7 novembre 2018 Papa Francesco ha ricevuto il nuovo Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il cardinale Giovanni Angelo Becciu. Il 7 novembre 2018 Papa Francesco ha autorizzato il decreto che riconosceva la guarigione di Antonio Fois come inspiegabile, completa, duratura e ottenuta per intercessione di Edvige Carboni. Edvige Carboni è stata beatificata il 15 giugno 2019. La cerimonia di beatificazione si è svolta presso l'Ippodromo Comunale «Generale Eugenio Unali» di Pozzomaggiore. Il rito di beatificazione è stato presieduto dal cardinale Becciu in qualità di delegato del Papa. La memoria liturgica di Edvige è stata fissata al 4 maggio, giorno dell'anniversario del suo Battesimo. Il 6 ottobre 2015 i resti mortali di Edvige sono stati sottoposti a ricognizione canonica. Il 7 ottobre 2015 le spoglie sono state traslate nel Santuario di Santa Maria Goretti a Nettuno. Nel Santuario di Nettuno è stata celebrata la Messa a corpo presente, rito che non si era svolto al momento della morte nel febbraio 1952. Dopo la Messa a Nettuno, le spoglie sono state deposte in un apposito sacello all'interno del Santuario. Il 25 maggio 2019 i resti mortali di Edvige sono stati infine trasferiti presso la parrocchia di San Giorgio Martire a Pozzomaggiore.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Edvige Carboni?

La memoria liturgica della Beata Edvige Carboni si celebra il 4 maggio, giorno dell'anniversario del suo Battesimo.

Di cosa è patrono la Beata Edvige Carboni?

Nei dati biografici forniti non vengono menzionati specifici patronati ufficiali.