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14 agosto

Beata Elisabetta Renzi

Vergine e Fondatrice

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e fanciullezza

Il nome completo della santa è Maria Elisabetta. Ella nacque a Saludecio il 19 novembre 1786, un paese situato nelle verdi colline dell'entroterra riminese, prospiciente il Mare Adriatico. La santa è la secondogenita di Giambattista Renzi e di Vittoria Boni. Successivamente, la famiglia di Elisabetta si trasferì a Mondaino nel 1791. Questo trasferimento fu dovuto a una suddivisione dell'asse paterno e alla convenienza del padre di esercitare meglio la professione di perito estimatore e di amministratore dei suoi beni e di quelli del monastero delle Clarisse situati nella località. All'età di circa nove anni, Elisabetta entrò nel monastero delle Clarisse come educanda. Poco dopo l'ingresso in monastero ricevette la Prima Comunione. La permanenza come educanda lasciò tracce marcate nel suo spirito grazie all'insegnamento e all'esempio delle monache addette alla formazione delle giovinette. Elisabetta iniziò a percepire la presenza di Dio nella sua vita agevolata da un naturale dolcissimo e dalla forte esperienza di vita cristiana fatta con i genitori. Il fratello Giancarlo Renzi testimoniò che la fanciulla schiuse se stessa nel silenzio e nella preghiera. Giancarlo testimoniò che Elisabetta passò tra le agiatezze della casa natale come raggio di luce sull'oro diffuso. Giancarlo testimoniò che non attinse bellezza dalle cose preziose che la circondavano, ma rese belle le cose preziose stesse con la sua grande bontà e soavità. Già da fanciulla amava stare raccolta per trascorrere con l'amato Gesù il suo tempo. Si impegnava a crescere nella virtù al punto da scegliersi una compagna con la quale fare a gara per vedere chi amasse di più Gesù.

La giovinezza e l'esperienza a Pietrarubbia

Nel 1807, all'età di ventuno anni, desiderosa di donarsi completamente a Dio e ai fratelli, chiese di fare esperienza nel monastero agostiniano di Pietrarubbia, nella Contea di Carpegna. Il monastero godeva di grande fama per la profonda spiritualità delle Monache Agostiniane. Il monastero era poverissimo e situato su un terreno franoso di un dirupo. Secondo il Vescovo del Montefeltro, ci voleva una speciale vocazione per la totale solitudine del luogo e per i disagi causati dalle abbondanti nevi e dall'intenso freddo. Elisabetta avvertì subito la forza di una intensa vita di consacrazione al Signore. Scrisse una lettera al padre manifestando la decisa volontà di darsi unicamente alla gloria di Dio nella casa di Dio. Nella lettera al padre affermava che all'infuori di Dio non vi è cosa solida al mondo, poiché la vita passa, la ricchezza sfugge, la salute si perde e la reputazione viene intaccata. Chiese al padre di poter attendere il premio di opere buone, buoni pensieri e desideri buoni, ricordando che Dio tiene conto anche dei buoni desideri. Espresse al padre il vivo desiderio di far del bene, di pregare per la gloria di Dio e di trovarsi nella casa di Dio. Nel monastero agostiniano di Pietrarubbia trascorse momenti felicissimi in unione col Signore. Scrisse all'Abadessa del Monastero delle Clarisse di Mondaino descrivendo la sua cellina come un santuario caro fatto solo per Gesù e per lei. Nella lettera all'Abadessa descrisse le ore felici passate col suo Diletto e come la vita sia un paradiso anticipato grazie alla presenza di Lui. Espresse il desiderio che tutto il suo essere tacesse e adorasse per penetrare in Lui ed essere piena di Lui da poterlo donare alle anime che non conoscono il dono di Dio. Fra quelle mura il Signore la preparò alla missione apostolica a cui l'avrebbe chiamata.

La soppressione e la ricerca della via

Nel 1810 il Monastero fu soppresso per decreto napoleonico. Elisabetta dovette abbandonare il monastero e riprendere la vita in famiglia, vivendo questo passo come un momento doloroso che la forgerà per le prove future. Nel 1813 l'unica sorella, Dorotea, morì all'età di vent'anni, concorrendo a rendere più faticoso quel periodo di attesa. Elisabetta Renzi visse un periodo di attenuazione del fervore spirituale iniziale pur continuando a chiedere a Dio nella preghiera quale fosse il suo disegno. Durante una cavalcata in compagnia di una domestica fu sbalzata da un cavallo imbizzarrito. Cadde da cavallo rimanendo incolume e interpretò l'evento come un segno della chiamata divina. Non sapendo quale direzione prendere consultò il suo direttore spirituale don Vitale Corbucci. Don Vitale Corbucci la rassicurò indicandole come missione quella di educatrice e le menzionò il Conservatorio di Coriano, una scuola per ragazze e donne povere. Elisabetta giunse a Coriano il 29 aprile 1824. Si impegnò per unire il Conservatorio di Coriano con l'opera delle Canossiane. Santa Maddalena di Canossa visitò la comunità di Coriano, conobbe Elisabetta Renzi e ne lodò l'intimo legame d'amore con il Creatore. Maddalena consigliò a Elisabetta di assumere la direzione del Conservatorio. Elisabetta accettò come decisione proveniente da Dio quella del Vescovo di Rimini Monsignor Ottavio Zollio che la nominò superiora della piccola comunità. Le difficoltà e gli imprevisti non la fermarono ma accresciute la sua forza e il suo coraggio.

La fondazione e la maturità spirituale

Nel 1828 Elisabetta redasse alcune norme di vita spirituale e comunitaria intitolate Regolamento delle Povere del Crocifisso. Il regolamento insisteva sul distacco dal mondo per vivere lo spirito della croce al fine di dialogare con lo Sposo divino nella solitudine e nel raccoglimento. Il 26 agosto 1839 Monsignor Francesco Gentilini, Vescovo di Rimini, eresse canonicamente la nuova Congregazione delle Maestre Pie dell'Addolorata. Il 29 agosto 1839 nella chiesa parrocchiale di Coriano Elisabetta Renzi e dieci compagne emisero la professione dei consigli evangelici e ricevettero l'abito delle Maestre Pie dell'Addolorata. Dopo Coriano la madre fondò le comunità di Sogliano al Rubicone, Roncofreddo, Faenza, Cotignola, Savignano di Romagna e Mondaino. Elisabetta morì a Coriano il 14 agosto 1859 all'età di settantadue anni abbandonandosi al suo Sposo Crocifisso e Risorto. Fu proclamata beata da Papa Giovanni Paolo II il 18 giugno 1989. I suoi resti mortali sono custoditi e venerati nella cappella della Casa Madre a Coriano, in provincia e diocesi di Rimini. Presso la Congregazione per le Cause dei Santi è in corso lo studio per il riconoscimento di un ulteriore miracolo ottenuto per sua intercessione. Il miracolo allo studio riguarda la guarigione inspiegabile da un trombo della cittadina brasiliana Livia Mara Santos Simao dopo aver invocato la Beata.

Spiritualità e carisma

La spiritualità elisabettiana si fonda sull'amore al Crocifisso, all'Addolorata e all'Eucarestia. Da tali amori derivano carità, umiltà, fede, abbandono in Dio, ubbidienza, semplicità, allegrezza di spirito, gioia del dovere, dono di sé e amore al sacrificio e al nascondimento. Il carisma educativo della Beata è oggi diffuso in Europa, America, Africa e Asia attraverso le Maestre Pie dell'Addolorata che testimoniano l'amore per i poveri, i piccoli e i deboli. Dal 1994 opera con approvazione ecclesiastica il Movimento Per l'Alleluia, costituito da laici che vivono la spiritualità e il carisma della Beata nella quotidianità. Lo stemma dell'Istituto Maestre Pie dell'Addolorata raffigura un cuore ardente e luminoso trapassato da una spada, circondato da gigli e recante il motto Ardere et Lucere.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Elisabetta Renzi?

La memoria liturgica della Beata Elisabetta Renzi si celebra il 14 agosto, giorno legato alla data del suo transito.

Di cosa è fondatrice la Beata Elisabetta Renzi?

Ella è fondatrice delle Maestre Pie della Vergine Addolorata, un istituto nato per assicurare formazione umana e catechistica alle ragazze povere.

A Coriano in Romagna, beata Elisabetta Renzi, vergine, che, fondatrice delle Maestre Pie della Vergine Addolorata, si adoperò con tutte le forze perché le ragazze povere ricevessero una formazione umana e catechistica nelle scuole. — Martirologio Romano