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venerdì 14 agosto 2026 · Santo del giorno

San Massimiliano Maria (Rajmund) Kolbe

Sacerdote francescano, martire

San Massimiliano Maria (Rajmund) Kolbe

San Massimiliano Maria Kolbe, al secolo Raimondo Kolbe, nacque a Zduńska Wola, in Polonia centrale, l'8 gennaio 1894 ed è universalmente ricordato come sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali, fondatore della Milizia di Maria Immacolata e insigne martire della carità nel campo di sterminio di Auschwitz. La sua esistenza fu interamente consacrata alla difesa del Regno di Dio sotto la protezione della Vergine Maria, affrontando con intrepida fede le sfide del ventesimo secolo e offrendo infine la propria vita in cambio di quella di un padre di famiglia.

La Chiesa ne custodisce la memoria liturgica il quattordici agosto, celebrando l'eroica testimonianza di un uomo che, in mezzo alle tenebre della persecuzione nazista, seppe risplendere come principe di carità e modello di fedeltà evangelica. La sua opera spirituale continua a vivere attraverso i frutti della Milizia dell'Immacolata, le città conventuali fondate in Polonia e in Giappone, e le famiglie religiose e secolari nate per perpetuare la sua missione mariana e missionaria in tutto il mondo.

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Gli altri santi di oggi

San Fachtna (o Fachanano)

Vescovo di Ross

San Fachtna, noto anche come Fachanano, visse nella seconda metà del sesto secolo e lasciò una impronta profonda nella storia della Chiesa in Irlanda. Nato intorno all anno cinquecento cinquanta a Tulachteann da una stirpe principesca, ricevette i primi insegnamenti da santa Ita e completò la sua formazione accanto a san Finnbar. Guidato da una vocazione profonda alla sapienza e alla fede, fondò istituzioni monastiche e una scuola celebre in tutta Europa, divenendo punto di riferimento per numerosi studenti e pellegrini. La sua vita fu segnata dal dono della predicazione, da prove come la cecità guarita per intervento divino e da una dedizione instancabile al Vangelo.

Eletto vescovo, fondò la diocesi di Ross e guidò il suo gregge con sapienza e rettitudine, meritando l appello di uomo saggio e retto. La sua memoria liturgica si celebra il quattordici agosto, data attestata dagli antichi martirologi irlandesi. Egli è inoltre riconosciuto come patrono della diocesi di Ross e della diocesi di Kilfenora, conservando intatta la venerazione dei fedeli che ancora oggi ne ricordano l esempio luminoso di santità e di amore per la dottrina cristiana.

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Santi Antonio Primaldo e compagni

Martiri d'Otranto

I Santi Antonio Primaldo e i suoi ottocento compagni rappresentano una testimonianza luminosa di fedeltà al Vangelo, scritta nel sangue durante le drammatiche vicende del quindicesimo secolo. In un tempo segnato dalla prova estrema, questi uomini di Otranto seppero custodire l'integrità della propria coscienza cristiana di fronte alla minaccia di una forza soverchiante, scegliendo di restare saldi nella professione della fede piuttosto che rinnegare il nome di Cristo.

La memoria di questi martiri è oggi un richiamo alla coerenza e al coraggio evangelico. Ricordati non soltanto per il sacrificio estremo consumato sul Colle della Minerva, essi sono venerati come custodi della speranza e protettori della comunità di Otranto. Il riconoscimento ufficiale del loro martirio, giunto nel tempo attraverso il magistero di Benedetto XVI e la solenne canonizzazione presieduta da Papa Francesco, ha confermato il valore universale della loro testimonianza, elevandoli a modello di dedizione assoluta per la Chiesa universale.

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Beata Elisabetta Renzi

Vergine e Fondatrice

La Beata Elisabetta Renzi, vergine e fondatrice delle Maestre Pie dell'Addolorata, nacque a Saludecio il 19 novembre 1786 nel corso del diciannovesimo secolo. Ella spese la sua intera esistenza nella dedizione totale a Dio e ai fratelli, distinguendosi per un intenso cammino spirituale e per una straordinaria opera educativa dedicata alle ragazze povere, affinché ricevessero una adeguata formazione umana e catechistica.

La sua memoria liturgica si celebra il 14 agosto, giorno del suo transito terrestre avvenuto a Coriano nel 1859. La sua testimonianza di fede continua a vivere attraverso la congregazione religiosa da lei fondata, diffusa in vari continenti, e mediante il movimento laicale ispirato al suo carisma, fondato sull'amore al Crocifisso, all'Addolorata e all'Eucarestia.

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Beato Lorenzo da Fermo (o da Fabriano o della Verna)

Il Beato Lorenzo nacque a Fermo nell'anno 1370, in un tempo segnato dal desiderio di ritorno alla semplicità delle origini evangeliche. Egli scelse di consacrare la propria esistenza al Signore entrando, all'età di vent'anni, nell'ordine dei Frati Minori dell'Osservanza, movimento che cercava di vivere la regola francescana con rinnovato rigore e umiltà. La sua lunga esistenza, conclusasi nel 1481, lo vide camminare tra le terre di Fermo, Foligno, Fabriano e Burgliano, testimoniando ovunque una fede profonda e una dedizione esemplare alla preghiera e alla carità verso il prossimo.

La memoria del Beato Lorenzo è custodita con particolare affetto come una delle figure cardine dell'Osservanza francescana del quindicesimo secolo. Egli è ricordato soprattutto per la sua obbedienza e per il fervore con cui si offrì come intercessore durante la tragica epidemia di peste che colpì le popolazioni nel 1480. La sua vita, trascorsa nel silenzio della clausura e nel servizio ai fratelli, rimane ancora oggi un esempio luminoso di come la preghiera costante possa sostenere il popolo di Dio nelle ore più buie della prova.

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San Marcello di Apamea

Vescovo e martire

San Marcello di Apamea, vescovo nel corso del quarto secolo, è una figura luminosa di fedeltà evangelica e coraggio apostolico. La sua missione pastorale fu segnata da una dedizione assoluta alla diffusione del messaggio cristiano, che lo portò a operare con fermezza nel contesto sociale e religioso di Apamea, in Siria. La sua vita si intreccia profondamente con la storia della Chiesa antica, testimoniando un tempo di transizione spirituale in cui la fede cercava di affermarsi con chiarezza di intenti e di azione.

Egli è ricordato oggi come martire, avendo coronato il suo ministero episcopale con il dono supremo della vita. La sua memoria liturgica, che la Chiesa celebra nel contesto del quattordici agosto, richiama alla mente la determinazione di chi non ha esitato di fronte alla persecuzione, preferendo la testimonianza del sangue alla rinuncia dei propri ideali. La figura di San Marcello rimane un punto di riferimento per quanti, nella sobrietà del cammino quotidiano, cercano di mantenere integra la propria professione di fede, riconoscendo nel suo sacrificio un esempio di coerenza cristiana che attraversa i secoli.

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Santi Domenico Ibanez de Erquicia e Francesco Shoyemon

Martiri domenicani

I santi Domenico Ibáñez de Erquicia e Francesco Shoyemon sono ricordati come luminosi martiri della fede cattolica in Giappone, dove donarono la loro vita durante le sanguinose persecuzioni del diciassettesimo secolo. Sacerdote l'uno e catechista e novizio l'altro, entrambi appartenenti all'Ordine dei Predicatori, affrontarono la morte a Nagasaki nel 1633, suggellando con il sangue la loro totale fedeltà a Cristo in un contesto di estrema ostilità politica e religiosa.

La loro memoria liturgica si celebra il quattordici agosto, unendo il loro sacrificio alla schiera dei testimoni che edificarono la Chiesa attraverso la sofferenza. La loro testimonianza eroica, inserita nel più ampio gruppo dei martiri del Giappone beatificati a Manila e successivamente canonizzati da Papa Giovanni Paolo II, rimane un punto di riferimento fondamentale per la storia della Chiesa e per la perseveranza nella fede cristiana.

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Beato Michele McGivney

Sacerdote e fondatore

Il Beato Michele McGivney, nato nel diciannovesimo secolo in America da una famiglia di immigrati irlandesi, ha speso la sua esistenza sacerdotale al servizio delle comunità parrocchiali e delle famiglie operaie. Sacerdote di profonda dedizione spirituale e sociale, è particolarmente ricordato per aver fondato i Cavalieri di Colombo, un'importante associazione laicale di mutuo soccorso e carità cristiana nata per sostenere i cattolici in difficoltà e rafforzare la loro fede.

La sua memoria liturgica si celebra il tredici agosto. La sua opera continua a vivere attraverso l'impegno globale dei Cavalieri di Colombo, radicati nei valori cristiani di unità, carità, fraternità e patriottismo, che continuano a offrire aiuti concreti alle parrocchie, alle famiglie e ai bisognosi in tutto il mondo.

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Sant' Ursicino

Martire

Nell’Illirico, nell’odierna Croazia, sant’Ursicino, martire.

Beato Sante Brancorsini da Urbino

Francescano

Vicino a Montebaroccio nelle Marche, beato Sante da Urbino Brancorsini, fratello laico dell’Ordine dei Minori.

Sant’ Eusebio di Roma

Prete

A Roma, sant’Eusebio, fondatore della basilica del suo titolo sul colle Esquilino.

Sant' Arnolfo di Soissons

Vescovo

Ad Altenburg nelle Fiandre, ora in Germania, transito di sant’Arnolfo, vescovo di Soissons, che da soldato si fece monaco e, eletto poi vescovo, si adoperò per la pace e la concordia, morendo, infine, nel monastero da lui stesso fondato.

Beato Felice Yuste Cava

Sacerdote e martire

In località El Saler vicino a Valencia sempre in Spagna, beato Felice Yuste Cava, sacerdote e martire, che per la sua coraggiosa fedeltà ricevette dal Signore il premio della vita eterna.

Beato Vincenzo Rubiols Castellò

Sacerdote e martire

Nel villaggio di Picassent nel territorio di Valencia in Spagna, beato Vincenzo Rubiols Castellò, sacerdote e martire, che durante la persecuzione testimoniò con il martirio la sua fede in Cristo.

Beato Guglielmo da Parma

Laico mercedario

Beato José García Librán

Sacerdote e martire

Sant’ Ezio di Barcellona

Vescovo e martire

San Riovenno

Monaco e confessore

Dal Martirologio Romano

Memoria di san Massimiliano Maria (Raimondo) Kolbe, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali e martire, che, fondatore della Milizia di Maria Immacolata, fu deportato in diversi luoghi di prigionia e, giunto infine nel campo di sterminio di Auschwitz vicino a Cracovia in Polonia, si consegnò ai carnefici al posto di un compagno di prigionia, offrendo il suo ministero come olocausto di carità e modello di fedeltà a Dio e agli uomini. — Martirologio Romano