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27 ottobre

Beata Emelina

Eremita e conversa cistercense

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e contesto storico

Nata verso il 1115 nella diocesi di Troyes, in Francia, la Beata Emelina visse in un'epoca di profondo rinnovamento ecclesiale. La tradizione e i documenti storici ci restituiscono le coordinate di una vita racchiusa tra la nascita a Troyes e la morte sopraggiunta nel 1178 a Longeville, nell'Alta Marna. La sua storia si intreccia con le vicende dell'abbazia di Boulancourt, fondata nel 1095 nella medesima diocesi per i Canonici Regolari di Saint-Pierre-Mont. Nel corso degli anni, quell'istituzione era caduta in un periodo di grande rilassamento spirituale. Per porre rimedio a tale decadenza, il vescovo cistercense di Troyes, Enrico di Corinzia, decise di affidare l'abbazia a San Bernardo, fondatore dell'Ordine, il quale inviò un gruppo di monaci provenienti da Clairvaux. Emelina viveva già come suora conversa nella grancia di Perte-Sèche, situata ad alcuni chilometri dall'abbazia, prima ancora che i monaci giungessero a Boulancourt. Questa circostanza ha generato un dibattito tra gli studiosi: alcuni ritennero che non potesse essere una cistercense poiché non era consentito a una donna risiedere in una grancia di monaci, ma l'analisi dei fatti dimostra che ella si trovava già sul posto. È dunque molto probabile che la grancia fosse abitata da suore converse e che Emelina sia stata una delle ultime religiose di questa categoria ad essere aggregate a un monastero di monaci. A conferma di questa consuetudine ormai al tramonto, il 12 febbraio 1234 papa Gregorio IX scrisse una lettera all'abate di Boulancourt invitando i monaci a non ricevere più suore converse nelle loro grance, attestando così che circa cinquant'anni dopo la morte di Emelina vi fosse ancora traccia di tale presenza.

La vita di penitenza e il culto

Il modo di vivere di Emelina ci è stato tramandato dal monaco beato Goslino attraverso una breve biografia che ne delinea i tratti ascetici. La Beata trascorse la sua esistenza come solitaria ed eremita in una grancia, edificio con terreno che apparteneva alla vicina abbazia cistercense. Ella praticava un digiuno rigoroso tre giorni alla settimana, astenendosi completamente da cibi e bevande, e indossava un cilicio insieme a una catena di ferro munita di punte. La sua penitenza si manifestava anche nel camminare a piedi nudi sia durante la stagione invernale sia d'estate. Dedicava il suo tempo alla preghiera senza sosta e al lavoro manuale del cucito. Questa vita di profonda ascesi fece diffondere rapidamente la fama della sua santità. Emelina era inoltre dotata del dono della profezia, e la gente accorreva da ogni parte per poterla consultare e ricevere conforto spirituale. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1178, la sua salma fu sepolta nella chiesa dell'abbazia di Boulancourt. Sulla sua tomba fu posta una piccola lampada destinata a rimanere sempre accesa in segno di perenne memoria e devozione. Il suo nome fu in seguito iscritto come Beata nel Menologio Cistercense alla data del 27 ottobre.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Emelina?

La memoria liturgica della Beata Emelina si celebra il 27 ottobre, data in cui è iscritta nel Menologio Cistercense.