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martedì 27 ottobre 2026 · Santo del giorno

Sant' Evaristo

Papa e martire

Sant' Evaristo

Sant'Evaristo visse tra il primo e il secondo secolo dopo Cristo, nato a Betlemme e morto a Roma nell'anno 105. Egli resse la Chiesa di Roma per quarto dopo l'apostolo Pietro, svolgendo il suo pontificato sotto l'imperatore Traiano. Le scarse informazioni su di lui sono contenute nel Liber pontificalis, una raccolta cronologica di biografie di papi del sesto secolo.

Sebbene non ci sia giunta alcuna parola delle sue prediche ed egli sia descritto come un papa senza voce a causa della totale assenza di scritti tramandati, sant'Evaristo è ricordato per il governo della comunità cristiana di Roma, le ordinazioni ecclesiastiche e la tradizione del suo martirio. Il Martirologio lo ricorda come papa a Roma e la sua memoria liturgica si celebra il ventisette ottobre.

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Gli altri santi di oggi

San Namazio di Clermont

Vescovo

San Namazio di Clermont è una figura luminosa del quinto secolo, un pastore che ha saputo guidare la comunità cristiana con la sapienza propria degli anziani. Eletto vescovo tra i membri più autorevoli della Chiesa, egli ha incarnato la dignità del ministero episcopale attraverso un impegno costante, volto a edificare non soltanto le mura di un tempio, ma la fede viva del popolo di Dio. La sua memoria è indissolubilmente legata alla città di Clermont-Ferrand, luogo in cui ha esercitato il suo magistero e dove la sua testimonianza continua a risuonare come un invito alla dedizione assoluta.

Egli è ricordato con gratitudine per la cura profusa nella costruzione di una grande chiesa a Clermont, opera che ancora oggi rappresenta il segno tangibile del suo zelo apostolico. Oltre all'impegno materiale, San Namazio ha scelto di abbracciare pienamente la vita religiosa fin dal momento della sua elezione a vescovo, distinguendosi per un rigore spirituale che ha segnato profondamente il suo tempo. La sua figura rimane un esempio di fedeltà e di dedizione alla Chiesa, offrendo ai fedeli di ogni epoca un modello di servizio umile, operoso e profondamente radicato nella preghiera quotidiana.

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Santa Balsamia

Santa Balsamia, figura di umile dedizione vissuta nel corso del sesto secolo, rimane un esempio luminoso di servizio silenzioso e cura materna. Originaria di Roma, ella intraprese un cammino che la condusse fino a Reims, dove la sua esistenza si intrecciò con la missione di uno dei più grandi pastori della Chiesa delle Gallie. La sua memoria è indissolubilmente legata al ruolo di nutrice che svolse con dedizione verso San Remigio di Reims, offrendo al santo vescovo non solo il sostentamento fisico, ma anche quella premura amorevole che accompagna i primi passi della vita e della fede.

La Chiesa la ricorda con devozione come la Santa Nutrice, un titolo che eleva il suo gesto quotidiano a forma di santità vissuta nella semplicità. Oltre al servizio reso a San Remigio, la tradizione la riconosce come madre di San Celsino, suggellando una vita spesa nel dono di sé e nell’accompagnamento spirituale di coloro che avrebbero segnato la storia della cristianità. Sebbene il suo culto sia attestato documentariamente soltanto a partire dal decimo secolo, la sua figura continua a offrire ai fedeli una testimonianza di come l'umiltà, quando è offerta al Signore, diventi una presenza perenne e feconda nella comunione dei santi.

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Beato Bartolomeo di Breganze

Vescovo di Vicenza

Il Beato Bartolomeo nacque a Breganze nel 1200 circa, appartenendo all'antichissima ed illustre famiglia vicentina di Breganze. Inviato a studiare a Padova, entrò giovanissimo nell'Ordine dei Predicatori quando era ancora in vita il Santo Padre Domenico, del quale fu esemplare imitatore. La sua vita fu spesa al servizio della Chiesa come predicatore, legato pontificio e pastore, operando instancabilmente per la pace, la difesa della fede e il bene delle anime fino alla morte avvenuta a Vicenza nel 1270.

Egli è ricordato con profonda devozione per il suo governo saggio e per la cura pastorale profusa nella sua terra d'origine e nei diversi incarichi affidatigli dai Sommi Pontefici. La tradizione della sua santità, riconosciuta ufficialmente l'undici settembre 1793 da Papa Pio VI, continua a vivere nella memoria della Chiesa vicentina e dell'Ordine Domenicano, che ne custodiscono l'eredità spirituale e la preziosa testimonianza di fede.

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Beata Emelina

Eremita e conversa cistercense

La Beata Emelina è una figura di grande rilievo spirituale vissuta nel dodicesimo secolo, precisamente tra il 1115 e il 1178. La sua figura si colloca nella diocesi di Troyes, in Francia, e il suo cammino si compie tra la preghiera solitaria e l'appartenenza all'esperienza monastica cistercense. La definizione storica di questa santa donna è stata oggetto di discussione tra gli studiosi, divoti nel qualificarla ora come solitaria ora come suora conversa, sebbene la ricostruzione più attendibile suggerisca che ella fu entrambe le cose nel corso della sua esistenza terrena.

Emelina è ricordata per la sua straordinaria dedizione alla penitenza, alla preghiera incessante e al dono della profezia, che attirava a sé folle di fedeli in cerca di consiglio spirituale. La sua memoria liturgica si celebra il 27 ottobre, giorno in cui la Chiesa ne riconosce la santità iscritta nel Menologio Cistercense, dopo una vita trascorsa nell'ascesi e nella custodia della fede presso l'Alta Marna.

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Beato Salvatore (Salvador) Mollar Ventura

Religioso e martire

Il beato Salvatore Mollar Ventura nacque il 27 marzo 1896 a Manises, nei pressi di Valencia in Spagna. La sua famiglia d'origine era descritta come povera, umile, semplice, onorata e profondamente cristiana, e suo padre era un grande lavoratore. A causa della povertà familiare, il giovane frequentò soltanto le scuole primarie del suo paese natale senza potersi iscrivere alle superiori. Prima di entrare nell'Ordine Francescano, era molto attivo nella sua parrocchia, partecipava all'Adorazione Notturna ed era membro della Conferenza di San Vincenzo. La domenica si dedicava all'insegnamento del catechismo e alla recita del Rosario con i suoi allievi. All'età di venticinque anni chiese l'ammissione tra i Frati Minori come fratello laico e non come chierico. Vestì l'abito francescano il 20 gennaio 1921 nel convento di Santo Spirito del Monte, presso Gilet-Valencia. In seguito emise la professione semplice il 22 gennaio 1922 e la professione solenne il 25 gennaio 1925. Visse quasi sempre nei conventi di Santo Spirito del Monte e di Benisa, esercitando l'incarico di sacrestano con cura, precisione, pietà e devozione. Si distinse come degno seguace di San Francesco per umiltà, obbedienza e spirito di sacrificio, ed era sempre allegro, gioviale ed ottimista nell'affrontare le avversità con rassegnazione compiendo la volontà di Dio. La madre definiva suo figlio come una lampada sempre accesa davanti al Santissimo Sacramento.

Allo scoppio della guerra civile spagnola fu costretto ad abbandonare il convento di Benisa. Si rifugiò per alcuni giorni in casa di pii benefattori e, per non compromettere la famiglia che lo aveva ospitato, cercò rifugio a Manises presso i suoi familiari. Il 13 ottobre 1936 fu catturato a Manises e fu imprigionato nel convento delle Madri Carmelitane di Manises, trasformato in carcere. Fu fucilato in odio alla fede cristiana nella notte tra il 27 e il 28 ottobre 1936 presso Picadero de Paterna, vicino Valencia. I suoi resti mortali trovarono riposo nel cimitero municipale di Valencia. Salvador Mollar Ventura e tre suoi confratelli dell'Ordine dei Frati Minori furono beatificati l'11 marzo 2001 da Papa Giovanni Paolo II. La beatificazione avvenne insieme a un gruppo di 233 martiri della medesima persecuzione. Le date biografiche certificate sono la nascita a Manises il 27 marzo 1896 e la morte a Picadero de Paterna il 27 e 28 ottobre 1936. Nel Martirologio è ricordato come beato Salvatore Mollar Ventura, religioso dell'Ordine dei Frati Minori e martire, che meritò la salvezza nel sangue di Cristo durante la persecuzione contro la fede.

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San Trasea di Eumenia

Vescovo

Presso Smirne, nell’odierna Turchia, san Traséa, vescovo di İcekli in Frigia e martire.

Sant' Odran (Otterano) di Iona

Monaco

Nell’isola di Iona in Scozia, sant’Otterano, monaco, che fu tra i primi discepoli di san Colomba.

San Gaudioso di Abitine

Vescovo

A Napoli, deposizione di san Gaudioso, vescovo, che si dice sia partito da Abitine in Tunisia a causa della persecuzione dei Vandali e per rifugiarsi in Campania e sia morto santamente in monastero.

San Teodulo (o Teodoro II)

Vescovo di Sion

Beato Cesare Taparelli di Genola

Sacerdote gesuita

Beato Pietro de Lauro

Mercedario

Beato Pietro de Pazzis

Mercedario

San Desiderio di Auxerre

Vescovo

San Colman di Senboth-Fola

Abate

San Fiore di Pola

Dal Martirologio Romano

A Roma, sant’Evaristo, papa, che resse la Chiesa di Roma per quarto dopo il beato Pietro, sotto l’imperatore Traiano. — Martirologio Romano