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mercoledì 28 ottobre 2026 · Santo del giorno

Santi Simone e Giuda

Apostoli

Santi Simone e Giuda

I santi Simone e Giuda, apostoli di Gesù Cristo nel primo secolo, rappresentano due colonne silenziose ma fondamentali della prima Chiesa. Simone, che gli evangelisti ricordano con l'appellativo di Zelota o Cananeo per sottolineare il suo ardore spirituale, e Giuda, l'apostolo che interpellò il Maestro durante l'Ultima Cena, incarnano la fedeltà quotidiana alla sequela del Salvatore.

La memoria liturgica li associa in un unico giorno, testimoniando come la diversità dei loro caratteri e dei loro percorsi si sia fusa nell'annuncio dell'unico Vangelo. Essi sono oggi venerati e ricordati per aver custodito la fede originaria e per aver contribuito, con la parola e la vita, a diffondere il messaggio di salvezza nei primi, difficili passi della comunità cristiana.

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Gli altri santi di oggi

San Simone

Apostolo

San Simone è considerato dalla tradizione il più sconosciuto degli Apostoli, collocato all'undicesimo posto nella lista del collegio apostolico e menzionato dai tre Vangeli sinottici e dagli Atti degli Apostoli come fonte primaria. La sua figura affascinante incarna passione, coerenza e concretezza, unendo le origini galilee e i trascorsi nei movimenti patriottici a una radicale trasformazione interiore operata da Cristo.

La sua memoria liturgica si celebra il 28 ottobre insieme a San Giuda Taddeo, con il quale condivise in molti resoconti la predicazione e il martirio. Le sue spoglie mortali riposano a Roma nella basilica di San Pietro in Vaticano, dove sono venerate insieme a quelle dell'apostolo San Giuda Taddeo dall'ottobre del milleseicentocinque.

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San Giuda Taddeo

Apostolo

San Giuda Taddeo, illustre apostolo e martire del primo secolo, nacque a Cana di Galilea in Palestina da una famiglia legata da strettissimi vincoli di parentela alla Santa Famiglia. Figlio di Alfeo o Cleofa e di Maria Cleofa, egli condivise una profonda vicinanza domestica e spirituale con Gesù, al quale era legato sia per parte di padre che di madre. Scelto dal Maestro per far parte del collegio dei dodici apostoli, spese la sua esistenza nell'annuncio instancabile del Vangelo, spingendosi a predicare in Galilea, in Samaria, in Siria, in Armenia e infine in Mesopotamia, dove suggellò la sua testimonianza cristiana con il martirio cruento nell'anno settanta d.

La memoria di San Giuda Taddeo è particolarmente cara alla Chiesa universale e ai fedeli che in ogni epoca si rivolgono a lui nei momenti di estrema prova. Egli è infatti universalmente invocato come il santo dei disperati, degli afflitti, delle cause senza soluzione e delle cause perse, unendo alla sua vigorosa predicazione terrena una perdurante intercessione celeste. La tradizione ecclesiastica gli riconosce inoltre la paternità della lettera canonica che porta il suo nome, uno scritto appassionato indirizzato agli ebrei cristiani per difendere la purezza della fede contro i falsi maestri. La sua festa liturgica si celebra il ventotto ottobre insieme a quella del compagno di apostolato e di martirio San Simone.

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San Salvio di Amiens

Vescovo

San Salvio visse nel corso del settimo secolo in Neustria, in Francia, distinguendosi fin dalla giovinezza per una profonda dedizione agli studi teologici e per una straordinaria integrità di costumi. Originario di Amiens e presumibilmente appartenente a una ricca famiglia locale, egli scelse in gioventù di abbracciare la vita religiosa, attratto dalla solitudine e dal desiderio sincero di diventare un perfetto uomo di preghiera. Prima di essere chiamato al ministero episcopale, Salvio fu monaco e fondò a Montreuil-sur-Mer un monastero dedicato alla Vergine Maria, dove ricoprì anche l'incarico di abate. Divenuto in seguito vescovo di Amiens, egli si colloca al nono posto nella cronotassi della diocesi, succedendo a Sant'Onorato e precedendo San Bertacundo, menzionato nell'anno seicentoquattordici. Sebbene le informazioni sul suo governo pastorale siano scarse e gli antichi Atti biografici contengano anacronismi e contraddizioni, la memoria liturgica della Chiesa ne custodisce fermamente la figura e l'opera.

Il nome di San Salvio è indissolubilmente legato all'evento certo e memorabile del ritrovamento delle sante reliquie del martire Firmino d'Amiens, avvenuto durante il suo episcopato. Dopo la morte, il vescovo Salvio fu sepolto nella cattedrale di Amiens, ma in seguito le sue reliquie furono solennemente trasportate a Montreuil-sur-Mer ed accolte nella chiesa abbaziale del monastero da lui fondato, che venne a lui intitolato. In quella circostanza, il santo fu proclamato patrono della cittadina. La sua festa liturgica è fissata al ventotto ottobre nel martirologio romano, testo nel quale viene ricordato con lode per la sua costante ricerca spirituale e la sua irreprensibile condotta di vita.

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San Fedele di Como

Martire

San Fedele è un martire dei primi secoli, figura profondamente legata alla terra lariana e alla cittadinanza di Como, dove la sua memoria è viva nella fede e nella storia. Sebbene le notizie storiche sul suo conto siano scarse, la sua chiara fama è giunta sino a noi attraverso antiche tradizioni e la splendida architettura delle chiese a lui dedicate.

La sua testimonianza di fede si intreccia con i cammini dei primi evangelizzatori e con il coraggio di chi non ha rinnegato il Vangelo davanti agli editti imperiali. La Chiesa ne celebra la festa liturgica il ventotto ottobre, mentre la diocesi di Como ne osserva la memoria il ventinove ottobre.

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Santa Cirilla di Roma

Vergine e martire

La figura di Santa Cirilla si inserisce all'interno di una riflessione più ampia legata all'origine e alla diffusione del suo nome, che discende direttamente da Ciro, antico sovrano persiano e fondatore di uno dei più grandi Imperi orientali. Il nome Ciro, derivato dal greco con i significati di comando e di signore, ha dato vita nel corso dei secoli a diverse varianti maschili e femminili, tra cui Cirillo e Cirilla. Nella tradizione e nel Calendario cristiano, questo nome è portato da due figure luminose per santità ed entrambe insignite del martirio. La prima di esse è Santa Cirilla di Cirene, la cui memoria liturgica si celebra il 5 giugno, mentre la seconda è Santa Cirilla di Roma, ricordata nella data odierna del 28 ottobre. Entrambe le donne hanno offerto la propria vita per la fede cristiana, affrontando le persecuzioni e le torture con esemplare fermezza e incrollabile fedeltà al Vangelo, lasciando una traccia indelebile nella memoria della Chiesa.

La seconda Santa Cirilla, vissuta nel terzo secolo, appartiene alla comunità cristiana di Roma e condivide la propria testimonianza di fede con la madre Trifonia, anch'essa martirizzata per aver scelto di servire Cristo. La tradizione popolare ha tramandato episodi significativi legati alla sua vita, come il rifiuto di cedere alle insistenze dei parenti pagani che desideravano imporle un matrimonio terreno, ricevendo in risposta la ferma dichiarazione che il suo unico sposo era Gesù Cristo, infinitamente più nobile e più ricco di qualsiasi uomo. La memoria di queste sante ci ricorda la forza della grazia divina capace di operare nei cuori più umili, trasformando donne apparentemente oscure nel Calendario in fari di luce per tutti i credenti che desiderano rinnovare il proprio cammino di fede attraverso la preghiera e la contemplazione del loro eroico sacrificio.

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San Cirillo

Venerato a Cellio

San Cirillo è un presunto martire romano del quarto secolo, le cui sacre reliquie sono custodite e venerate nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo a Cellio, in bassa Valsesia. La sua figura è profondamente legata alla storia e alla devozione di questa comunità montana, che lo riconosce come proprio compatrono e ne custodisce la memoria con costante fervore.

Il santo è ricordato per il lungo e documentato viaggio dei suoi resti mortali da Roma fino alle terre piemontesi nel diciassettesimo secolo, un evento che diede inizio a una tradizione di fede tramandata nei secoli. La sua memoria liturgica si celebra il ventotto ottobre, mentre i festeggiamenti solenni si svolgono tradizionalmente durante l'ultima domenica del mese.

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Beato Giuseppe Ruiz Bruixola

Sacerdote e martire

Il Beato Giuseppe Ruiz Bruixola è una figura luminosa del ventesimo secolo, la cui esistenza è stata interamente consacrata al servizio sacerdotale e alla testimonianza suprema del martirio. Nato a Foios nel 1857, egli ha dedicato la propria vita all'annuncio del Vangelo e alla cura spirituale delle comunità affidategli, manifestando una dedizione che non è venuta meno neppure di fronte alle avversità più drammatiche della storia spagnola. La sua memoria è indissolubilmente legata alla fedeltà al ministero presbiterale, vissuto con umiltà e spirito di sacrificio sino al dono totale di sé.

Egli viene ricordato oggi come un esempio di carità cristiana che supera l'odio e la violenza. Durante le persecuzioni scatenate dalla rivoluzione del 1936, il Beato Giuseppe non ha abbandonato il suo gregge, scegliendo di esercitare il ministero in condizioni di estrema precarietà e clandestinità. Il suo cammino terreno si è concluso con l'offerta suprema del perdono verso i propri carnefici, un atto che lo ha consacrato per sempre nella schiera dei martiri. Beatificato da Giovanni Paolo II l'undici marzo del 2001, la sua testimonianza continua a interpellare il cuore dei credenti, invitando alla perseveranza nella fede e alla pratica del perdono anche nei momenti di maggiore oscurità.

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Beata Maria Asumpta (Juliana) Gonzalez Trujillano

Vergine e martire

La Beata Maria Asumpta, al secolo Juliana Gonzalez Trujillano, visse nel ventesimo secolo ed emerse come testimone fedele di fede fino al martirio. Nacque a El Barco de Ávila il diciannove giugno 1881 da Anacleto González e María del Rosario Trujillano, ricevendo la Cresima nella parrocchia natale il diciotto giugno 1885. Entrata tra le Terziarie Francescane della Divina Pastora, fondate nel 1805 da madre María Ana Mogas Fontcuberta, beatificata nel 1996 e oggi note come Francescane Missionarie della Madre del Divino Pastore, visse la sua vocazione nell'insegnamento e nella preghiera. Destinata a diversi incarichi e infine rifugiatasi a Madrid nel luglio 1936 durante la persecuzione religiosa, subì la cattura e la fucilazione il ventotto ottobre 1936. La Chiesa l'ha elevata agli altari il tredici ottobre 2013 a Tarragona, inserendola nel gruppo di cinquecentoventidue martiri della persecuzione religiosa in Spagna.

La sua memoria liturgica si celebra il ventotto ottobre. La sua vita religiosa si svolse nell'ascolto dei bisognosi, nell'impegno scolastico e domestico, e in una crescente intimità con il Signore che sostenne il momento supremo della testimonianza di sangue. Dal noviziato nella Casa generalizia di calle Santa Engracia a Madrid fino agli ultimi giorni di prigionia nella checa di calle Fomento, la beata conservò uno spirito di dedizione e di costante preghiera, culminato nel sacrificio supremo affrontato per amore di Cristo e della Chiesa cattolica.

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Beate Martiri Spagnole Crocerossine

Laiche

Nel corso del ventesimo secolo, precisamente durante le drammatiche vicende della guerra civile spagnola, si consuma la testimonianza luminosa delle Beate Martiri Spagnole Crocerossine. Queste tre donne laiche, originarie della città di Astorga, scelsero la via del sacrificio estremo per rimanere fedeli al proprio credo e al servizio dei sofferenti, offrendo la vita nel millenovecentotrentasei. Esse rappresentano un unicum nella storia della Chiesa, essendo le prime infermiere della Croce Rossa a salire agli onori degli altari per aver suggellato con il sangue la propria dedizione cristiana. La Chiesa cattolica ne custodisce la memoria liturgica il ventotto ottobre di ogni anno, ricordando il loro martirio avvenuto a Pola de Somiedo.

La loro vicenda umana e spirituale affonda le radici nella persecuzione dei cattolici, sia del clero che dei laici, che insanguinò la Spagna in quegli anni difficili. Provenienti da un luogo dove sarebbero state al sicuro se fossero tornate, le tre crocerossine scelsero liberamente di non cedere ai lusinghieri compromessi proposti dai repubblicani, i quali avevano offerto loro la libertà in cambio dell'abbandono del cattolicesimo e dell'adesione al Partito Comunista. Di fronte a questo ricatto, le infermiere opposero un rifiuto risoluto, preferendo la morte alla negazione della propria fede. L'undici giugno del duemilaindici Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione per le Cause dei Santi a promulgare i decreti sul loro martirio, riconoscendo ufficialmente la grandezza della loro testimonianza evangelica.

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Santi Vincenzo, Sabina e Cristeta

Martiri

Ad Ávila in Spagna, passione dei santi Vincenzo, Sabina e Cristeta, martiri, che furono crudelmente uccisi mentre fuggivano da Talavera de la Reina in questa città.

San Genesio di Thiers

Martire

A Thiers in Aquitania, ora in Francia, san Genesio, che si tramanda abbia lasciato questo mondo da martire, avvolto in bianche vesti.

San Gioacchino Royo Pérez

Sacerdote domenicano, martire

Nel Fujian in Cina, santi martiri Francesco Serrano, vescovo, e Gioacchino Royo, Giovanni Alcober e Francesco Díaz del Rincón, sacerdoti dell’Ordine dei Predicatori, che confermarono la stessa fede affrontando lo stesso martirio.

San Farone di Meaux

Vescovo

A Meaux ancora in Neustria, san Farone, vescovo, che, dopo essere stato domestico del re, indotto da sua sorella santa Fara a servire Dio in pienezza, persuase sua moglie a prendere il velo delle consacrate, per potere essere così lui stesso ammesso nel clero; chiamato al governo pastorale, dotò la Chiesa di generose donazioni, eresse parrocchie e sostenne i monasteri.

San Giovanni Dat

Martire

Nel territorio di Chợ-Rạ nel Tonchino, ora Viet Nam, san Giovanni Đạt, sacerdote e martire, che fu decapitato per Cristo.

Sant' Elio di Lione

Vescovo

San Ferruccio di Magonza

Martire

A Magonza nella Gallia belgica, nell’odierna Germania, san Ferruccio, martire, che, lasciato l’esercito per servire Cristo più liberamente e opportunamente, si tramanda sia morto martire.

San Rodrigo Aguilar Alemán

Sacerdote e martire

Nel villaggio di Ejutla in Messico, san Roderico Aguilar, sacerdote e martire, che, impiccato dai soldati a un albero nel corso della persecuzione, portò gloriosamente a compimento il martirio che tanto aveva desiderato.

San Diomede il Giovane

San Giovanni Alcober

Sacerdote domenicano, martire

Nel Fujian in Cina, santi martiri Francesco Serrano, vescovo, e Gioacchino Royo, Giovanni Alcober e Francesco Díaz del Rincón, sacerdoti dell’Ordine dei Predicatori, che confermarono la stessa fede affrontando lo stesso martirio.

San Francesco Díaz del Rincón

Sacerdote domenicano, martire

Nel Fujian in Cina, santi martiri Francesco Serrano, vescovo, e Gioacchino Royo, Giovanni Alcober e Francesco Díaz del Rincón, sacerdoti dell’Ordine dei Predicatori, che confermarono la stessa fede affrontando lo stesso martirio.

San Francesco Serrano

Vescovo domenicano, martire

Nel Fujian in Cina, santi martiri Francesco Serrano, vescovo, e Gioacchino Royo, Giovanni Alcober e Francesco Díaz del Rincón, sacerdoti dell’Ordine dei Predicatori, che confermarono la stessa fede affrontando lo stesso martirio.

San Germano di Talloires

Abate

Ad Annecy nella Savoia, commemorazione di san Germano, abate, che, insigne per amore di solitudine, fondò e resse il priorato di Talloires.

Beato Salvatore Damiano (Salvador Damian) Enguix Garès

Martire

Ad Alzira nel territorio di Valencia in Spagna, beato Salvatore Damiano Enguix Garés, martire, che, padre di famiglia, durante la persecuzione, portò a termine il combattimento per la fede.

San Leodardo

Beato Bononato de Prexano

Beato Gallo (o Gregorio)

Francescano

Dal Martirologio Romano

Festa dei santi Simone e Giuda, Apostoli: il primo era soprannominato Cananeo o “Zelota”, e l’altro, chiamato anche Taddeo, figlio di Giacomo, nell’ultima Cena interrogò il Signore sulla sua manifestazione ed egli gli rispose: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui». — Martirologio Romano