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28 ottobre

Beate Martiri Spagnole Crocerossine

Laiche

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il servizio nell'ospedale delle Asturie

Le tre donne che scelsero la via del martirio portavano i nomi di Octavia Iglesias Blanco, di quarantuno anni, María del Pilar Colón Gullón Yturriaga, di venticinque anni, e Olga Pérez-Monteserín Núñez, di ventitré anni. A guerra ormai scoppiata, le tre infermiere si recarono a prestare servizio nella regione delle Asturie, operando con dedizione nell'ospedale di Puerto de Somiedo. In quella struttura sanitaria erano ricoverati i feriti di parte nazionalista, bisognosi di cure e di assistenza materiale e spirituale. Le crocerossine erano arrivate all'ospedale il diciotto ottobre del millenovecentotrentasei, a quattro mesi esatti dall'inizio del conflitto armato. Il loro turno di servizio iniziale era stato preventivato per la durata di una sola settimana. Tuttavia, alla scadenza del termine stabilito, le infermiere chiesero espressamente di poter restare perché i feriti avevano ancora bisogno delle loro cure.

La persecuzione e la prova suprema

Il ventisette ottobre del millenovecentotrentasei le truppe repubblicane si trovavano ormai molto vicine all'ospedale di Puerto de Somiedo. Le infermiere furono sollecitate con insistenza a scappare per mettersi in salvo, ma in loro prevalse il senso del dovere e lo spirito cristiano che animava la loro missione. I miliziani comunisti fecero irruzione nella struttura e uccisero per primo il cappellano dell'ospedale, il quale era rimasto al suo posto per assistere i morenti. Subito dopo, i miliziani sterminarono spietatamente tutti i feriti ricoverati e il medico dell'ospedale. Le tre crocerossine furono prelevate dai miliziani per il loro divertimento e sottoposte a violenze indicibili. Le donne furono violentate per tutta la notte da tutti i miliziani della rivoluzione, e le violenze sessuali furono alternate a sevizie disumane per l'intera durata della notte.

Al mattino del ventotto ottobre del millenovecentotrentasei, dopo una notte di presunta rieducazione, le donne furono caricate peste e sanguinanti su un carro, spogliate completamente nude e portate in giro per il paese di Pola de Somiedo. Quel macabro giro serviva a mostrare pubblicamente il trionfo della giustizia proletaria. Tra i miliziani presenti vi erano anche tre donne, a cui fu affidato il compito di eseguire la soluzione finale. Le tre crocerossine furono messe al muro per essere fucilate proprio dalle compagne. Prima della fucilazione, le donne supplicarono con insistenza di avere un prete per ricevere i conforti religiosi, ma purtroppo non ce n'erano più nella zona. Prima della scarica di fucileria, le coraggiose infermiere gridarono a gran voce la frase «Viva Cristo Rey!». Quella tragica esecuzione fu accompagnata dal coro dei miliziani che gridavano a loro volta «Viva la Rusia! Viva el comunismo!». I miliziani se ne andarono infine tra risate di soddisfazione, lasciando i corpi nudi delle vittime riversi a terra.

Il culto e la sepoltura

Dopo qualche giorno di abbandono, alcune mani pietose diedero alle tre donne una cristiana sepoltura, sottraendole all'obbrogrio definitivo. Nel corso del tempo, la memoria del loro sacrificio non è andata perduta nella comunità ecclesiale. Attualmente, i corpi delle martiri riposano degnamente nella cattedrale di Astorga, la loro città d'origine, meta silenziosa di preghiera e di rinnovato raccoglimento spirituale per i fedeli che ne onorano la memoria.

Domande frequenti

Quando si festeggia la ricorrenza delle Beate Martiri Spagnole Crocerossine?

La memoria liturgica si celebra il ventotto ottobre.