28 ottobre
San Giuda Taddeo
Apostolo
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e legami familiari
San Giuda Taddeo nacque nel primo secolo a Cana di Galilea, in terra di Palestina, all'interno di un contesto familiare di straordinaria rilevanza spirituale. Egli era figlio di Alfeo o Cleofa e di Maria Cleofa. Suo padre Alfeo era fratello di San Giuseppe, mentre sua madre era cugina di Maria Santissima, circostanza che rendeva San Giuda Taddeo cugino di Gesù sia da parte di padre sia da parte di madre. La figura del padre Alfeo o Cleofa emerge chiaramente nelle Scritture come uno dei discepoli ai quali Gesù risorto apparve nel cammino di Emmaus il giorno della risurrezione. La madre Maria Cleofa fu invece una delle pie donne che avevano seguito il Signore fin dalla Galilea, rimanendo salda ai piedi della croce nel Calvario insieme a Maria Santissima.
All'interno della medesima famiglia nacquero numerosi fratelli e una sorella, le cui vite incrociarono profondamente la storia delle origini cristiane. San Giuda Taddeo aveva quattro fratelli di nome Giacomo, Giuseppe, Simone e Maria Salome, oltre a essere indicato talvolta come figlio di Giacomo. Il fratello Giacomo fu scelto da Gesù per essere apostolo, divenne uno dei dodici e fu il primo vescovo di Gerusalemme, guadagnandosi l'appellativo di Giacomo Minore per distinguerlo dall'apostolo Giacomo Maggiore. Il fratello Giuseppe era conosciuto come il Giusto, mentre Simone divenne il secondo vescovo di Gerusalemme e successore di Giacomo. L'unica sorella, Maria Salome, fu invece la madre degli apostoli San Giacomo Maggiore e San Giovanni Evangelista. Si suppone vi sia stata una prolungata e fraterna convivenza tra San Giuda Taddeo, suo cugino Gesù e i suoi zii Maria e Giuseppe. Questa stretta parentela e la quotidiana convivenza portarono persino San Marco a citare San Giuda Taddeo e i suoi fratelli come fratelli di Gesù.
La chiamata e il ministero apostolico
La Sacra Bibbia parla con misura di San Giuda Taddeo, attestando tuttavia con chiarezza la sua chiamata diretta da parte di Gesù per far parte del collegio dei dodici apostoli. I vangeli inseriscono regolarmente il nome di Giuda o Taddeo nell'elenco dei dodici apostoli, e la sua presenza è documentata anche negli Atti degli Apostoli. Il nipote San Giovanni Evangelista cita espressamente Giuda Taddeo tra i membri del collegio apostolico presenti alla Santa Cena il giovedì santo. Proprio durante l'Ultima Cena si consumò uno degli episodi più intensi della sua vita evangelica, quando San Giuda Taddeo rivolse a Gesù una domanda fondamentale chiedendogli come mai dovesse manifestarsi a loro e non al mondo. Il Signore rispose a Giuda Taddeo affermando che ci sarebbero state manifestazioni di Lui a tutti coloro che avrebbero custodito la Sua parola e la fedeltà al suo amore, pronunciando le celebri parole: Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. In questa circostanza San Giuda Taddeo diede prova di una generosa compassione verso tutti gli uomini.
Dopo la risurrezione e la discesa dello Spirito Santo avvenuta nel Cenacolo a Gerusalemme, la Chiesa di Dio conobbe una straordinaria espansione e gli apostoli diedero inizio all'evangelizzazione dei popoli. San Giuda Taddeo mosse i suoi primi passi di predicazione in Galilea, muovendosi successivamente in Samaria e verso altre popolazioni giudaiche. Nel cinquanta prese parte al primo Concilio di Gerusalemme. Più tardi la sua opera missionaria lo condusse a evangelizzare la Siria, l'Armenia e la Mesopotamia, regione corrispondente all'attuale Iran, dove guadagnò la preziosa compagnia dell'apostolo Simone lo zelota, il quale aveva già operato nell'evangelizzazione dell'Egitto. La predicazione e la testimonianza di San Giuda Taddeo si realizzarono in modo energico e vigoroso, tanto da attrarre e conquistare i pagani di altre religioni che si convertirono in gran numero al cristianesimo, manifestando un'adesione a Nostro Signore Gesù Cristo che fu completa e incondizionata.
Il martirio e la lettera canonica
L'intensa opera di conversione operata dai due apostoli destò il malcontento dei pagani, i quali cominciarono a istigare il popolo contro di loro. San Giuda Taddeo e San Simone furono infine arrestati e condotti all'interno del tempio del sole, dove opposero un fermo rifiuto all'ordine di rinnegare Gesù Cristo e di prestare culto alla dea Diana. Di fronte all'insistenza dei persecutori, San Giuda disse al popolo che per dimostrare la falsità di quegli idoli ne sarebbero usciti demoni a romperli. Immediatamente due demoni ripugnanti distrussero l'intero tempio e sparirono all'istante. Il popolo, profondamente indignato e incitato dai sacerdoti pagani, si scagliò furiosamente contro gli apostoli. San Giuda Taddeo fu così trucidato da sacerdoti pagani in maniera crudele, violenta e disumana nell'anno settanta, suggellando con il sangue la propria fede. La tradizione ecclesiastica attribuisce inoltre a San Giuda Taddeo la stesura della lettera canonica che porta il suo nome, indirizzata agli ebrei cristiani della Palestina e scritta poco dopo la distruzione di Gerusalemme, in un'epoca in cui la maggior parte degli apostoli era già deceduta. Lo scritto si configura come un severo avvertimento contro i falsi maestri e un accorato invito a mantenere la purezza della fede, dettato dalla preoccupazione di un uomo appassionato per la buona reputazione del popolo cristiano. L'autore afferma di aver voluto scrivere una lettera diversa in origine, ma di aver dovuto redigere urgentemente il testo dopo aver ascoltato i punti di vista errati di falsi professori penetrati nella comunità, con il preciso scopo di avvertire la Chiesa alla cautela.
Culto, iconografia e devozione
Il culto e la devozione verso San Giuda Taddeo occupano un posto di rilievo nella pietà cristiana. La festa liturgica del santo è celebrata il ventotto ottobre, data che coincide con il probabile giorno del suo martirio, ed è condivisa nel martirologio con San Simone, soprannominato Cananeo o Zelota. Nelle rappresentazioni artistiche e nelle immagini sacre, San Giuda Taddeo viene tradizionalmente raffigurato mentre tiene in mano un libro, che simboleggia la parola di Dio, e un'alabarda, la lancia che fu usata durante il suo martirio. Le venerate reliquie del santo riposano attualmente ed anelano alla venerazione dei fedeli nella Basilica di San Pietro a Roma. Sebbene la sua fama sia antichissima, in Brasile la devozione a San Giuda Taddeo è relativamente recente, essendo sorta all'inizio del ventesimo secolo, ma ha saputo raggiungere in breve tempo una straordinaria popolarità. Nel cammino della fede cristiana, il santo gode di una fama particolarissima, essendo invocato dai credenti come il santo dei disperati e degli afflitti, nonché il patrono delle cause senza soluzione e delle cause perse.
Il cammino apostolico
Il percorso terreno di San Giuda Taddeo si intreccia profondamente con la missione salvifica di Gesù. Chiamato tra i dodici, egli ha vissuto l'intimità del cenacolo, partecipando attivamente alla vita della prima comunità apostolica. La sua presenza è documentata anche in occasione del primo Concilio di Gerusalemme, celebrato nell'anno cinquanta, momento cruciale per il discernimento e la crescita della Chiesa nascente. Dopo la Pentecoste, il suo zelo missionario lo ha spinto a varcare i confini della Palestina, toccando le regioni della Galilea e della Samaria, per poi spingersi verso territori più distanti come la Siria, l'Armenia e la Mesopotamia.
In ciascuna di queste terre, San Giuda Taddeo ha seminato la parola di Dio, affrontando le fatiche del viaggio e le resistenze di contesti spesso ostili al messaggio cristiano. Il suo apostolato non è stato soltanto parola, ma una testimonianza vissuta che lo ha condotto, nell'anno settanta, a sigillare il proprio ministero con il martirio in Mesopotamia. La scelta del sacrificio supremo, avvenuta per non rinnegare la fede in Cristo e per rifiutare il culto pagano, ha reso la sua vita una testimonianza coerente e definitiva. Egli ci insegna che la fedeltà al Vangelo richiede una dedizione totale, capace di attraversare le prove più dure con lo sguardo fisso verso la meta eterna, sostenuti dalla grazia di colui che ha promesso di rimanere con i suoi apostoli fino alla fine del mondo.
La devozione e il culto
La figura di San Giuda Taddeo è circondata da una venerazione particolare, che vede i fedeli rivolgersi a lui con fiducia nei momenti di maggiore necessità. Per la sua storia di apostolo instancabile e martire fedele, egli è riconosciuto dalla tradizione come il patrono delle cause perse e delle cause disperate. Tale invocazione non nasce dal caso, ma dalla certezza che, per chi ha servito Dio con tale radicalità, non esistano situazioni umane che la grazia divina non possa illuminare o trasformare.
La liturgia celebra la sua memoria il ventotto ottobre, giorno in cui la Chiesa unisce il suo ricordo a quello di San Simone, altro apostolo che con lui ha condiviso la missione e la testimonianza finale. Questa ricorrenza comune invita i credenti a meditare sulla comunione dei santi e sulla bellezza di un cammino di fede vissuto in unità. La devozione a San Giuda Taddeo continua a essere un sostegno per quanti, nel dolore o nello smarrimento, cercano un intercessore potente e vicino, capace di condurre ogni preghiera al cospetto del Signore con la stessa sollecitudine con cui egli percorse le vie del mondo per annunciare la salvezza.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Giuda Taddeo?
La festa liturgica di San Giuda Taddeo si celebra il ventotto ottobre, data che corrisponde anche al probabile giorno del suo martirio. Egli viene festeggiato in questa stessa data insieme a San Simone.
Di cosa è patrono San Giuda Taddeo?
San Giuda Taddeo è invocato dai fedeli come il santo dei disperati e degli afflitti. È inoltre il patrono delle cause senza soluzione e delle cause perse.
Festa dei santi Simone e Giuda, Apostoli: il primo era soprannominato Cananeo o “Zelota”, e l’altro, chiamato anche Taddeo, figlio di Giacomo, nell’ultima Cena interrogò il Signore sulla sua manifestazione ed egli gli rispose: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui». — Martirologio Romano