10 febbraio
Beata Eusebia Palomino Yenes
Vergine
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini a Cantalpino e la povertà
Eusebia Palomino è nata nel 1899 in Spagna, precisamente nel villaggio di Cantalpino, il quindici dicembre di quell'anno. Il paese natale si presentava come un povero agglomerato di contadini e di pastori, dove la vita scorreva aspra e faticosa. La famiglia di Eusebia viveva in una condizione di povertà orrenda e disperata, in cui spesso mancava perfino il pane quotidiano per sfamarsi. La loro casa natale era uno squallido tugurio, persino più povero dell'abitazione di Giovannino Bosco nei Becchi di Castelnuovo d'Asti. Nonostante la miseria materiale, la famiglia si manteneva serena e felice, custodendo una pace interiore che nessun bisogno poteva scalfire. Nelle serate di freddo e di stenti, mentre la mamma preparava la frugale cena, il papà radunava le bambine per spiegare loro il catechismo con parole semplici. In quella casa si pregava insieme il Signore e la Madonna, e l'intera giornata si svolgeva nell'abbandono fiducioso in Dio.
A sei anni Eusebia ha iniziato a frequentare le prime classi elementari del villaggio, desiderosa di imparare. A scuola la bambina era spesso non preparata e assente, non per negligenza, ma perché i genitori avevano urgente bisogno del suo aiuto nei lavori domestici e nei campi. Nonostante le assenze, Eusebia era intelligente e possedeva una conoscenza istintiva di tante cose che le compagne più fortunate ignoravano del tutto. Prima di compiere dieci anni, un giorno Eusebia ha seguito il padre che andava a chiedere l'elemosina per sopravvivere nei paesi vicini, dove la famiglia non era conosciuta. Per la strada, durante la dura cerca dell'elemosina, Eusebia camminava cantando e pregando la Madonna per sostenere il padre nella fatica. Tornata a Cantalpino, la fanciulla ha trovato lavoro come baby-sitter e domestica presso alcune famiglie del luogo. Poco dopo è stata impiegata come pastorella, accudendo con cura pecore, mucche e vitellini nei pascoli sassosi della zona. Nei pascoli solitari, Eusebia trovava il modo di pregare in silenzio il dolce Ospite della sua anima, nutrendo un dialogo ininterrotto con il cielo.
Il servizio a Salamanca e i primi segni
Intorno ai tredici anni, a causa della grande povertà e della miseria che attanagliava la famiglia, Eusebia ha dovuto lasciare la sua terra per trovare lavoro a Salamanca. Il distacco dai familiari è stato profondamente doloroso per la fanciulla, costretta a separarsi dai genitori e dalla casa natia. A Salamanca è stata assunta come serva tuttofare in una casa di signori, adempiendo a ogni mansione con laboriosità e obbedienza. Durante le commissioni per la spesa quotidiana, Eusebia non mancava mai di avvicinare i poveri incontrati lungo la via per donare loro il poco che possedeva. Si fermava volentieri anche con i bambini, parlando loro con semplicità di Gesù, della Madonna e del loro immenso amore. Nel cammino cittadino incontrava spesso soldati soli e sbandati, ai quali offriva medagliette della Madonna, ricordando loro i doveri cristiani con una grazia disarmante. Quei giovani soldati la ascoltavano incantati, arrivando a pensare che fosse un angelo disceso direttamente dal cielo per confortarli. Vedendo le altre ragazze della sua età recarsi ai balli e frequentare compagnie rumorose, la giovane Eusebia ha provato talvolta il naturale desiderio di fare lo stesso e di unirsi a quei divertimenti. Una Voce interiore, tuttavia, ha parlato al suo cuore, dicendole con chiarezza che quel mondo di svaghi non era destinato a lei. Fin da fanciulla e negli anni successivi, Eusebia ha ricevuto in dono sogni significativi che l'hanno segnata profondamente. In un sogno notturno ha visto Gesù Crocifisso risplendere di piaghe luminose capaci di illuminare l'intero universo. In un altro sogno profondo ha contemplato la Madonna circondata da una moltitudine immensa di persone prostrate ai suoi piedi.
La svolta della sua vita è avvenuta quando ha incontrato una ragazza che l'ha invitata a frequentare l'oratorio tenuto dalle Figlie di Maria Ausiliatrice. Visitando quell'ambiente di fede e di festa, Eusebia ha scoperto un mondo nuovo, sentendo immediatamente di essere nata per vivere in quel luogo. Le Salesiane l'hanno accolta come collaboratrice, affidandole mansioni umili in cucina, nell'orto e nelle faccende quotidiane della casa. Le suore hanno notato ben presto in lei qualcosa di eccezionale e di santo, nonostante i suoi modi dimessi e schivi. Anche le alunne dell'oratorio hanno fatto subito amicizia con Eusebia, attratte dalla sua giovane età, dalla dolcezza e dalla straordinaria naturalezza nel parlare. Le fanciulle la cercavano continuamente, commentando che diceva cose meravigliose sulla Madonna e riconoscendo in lei uno straordinario ascendente spirituale. Un giorno l'Ispettore superiore della provincia salesiana le ha chiesto direttamente se volesse diventare Figlia di Maria Ausiliatrice. Eusebia ha risposto affermativamente senza esitare, rivelando che nel suo cuore non aveva mai coltivato altro desiderio. Il trenta gennaio del millenovecentoventuno ha iniziato il suo cammino formativo come postulante, continuando a svolgere le sue mansioni di tuttofare. Gli scritti di Eusebia traboccano di espressioni ardenti per il suo amore sviscerato verso Gesù. Davanti al tabernacolo, la giovane esprimeva il vivo desiderio di essere fatta prigioniera e pazza d'amore per il suo Signore.
La consacrazione e gli anni a Valverde del Camino
Il cinque maggio del millenovecentoventidue Eusebia ha vestito l'abito religioso, diventando novizia con l'incarico di ortolana e mansioni varie nella comunità. Fin da quel momento ha nutrito una devozione tenerissima per la Madonna, facendosi sua schiava d'amore secondo il sublime insegnamento di San Luigi de Montfort. Amava intensamente anche il rosario delle Sante Piaghe, rivelato da Gesù all'umile visitandina suor Marta Chambon. Alla vigilia dei voti religiosi, tuttavia, Eusebia si è ammalata gravemente, destando la preoccupazione delle superiori che per questo non l'hanno ammessa inizialmente alla professione. Prima di essere rimandata a casa per la malattia, le superiori illuminate decidono di ammettere suor Eusebia ai voti religiosi. È così che diventa a pieno titolo Figlia di Maria Ausiliatrice, ed esorta costantemente le consorelle a farsi sante considerando il resto una perdita di tempo. Vive da serva autentica, imitatori di Gesù Servo di Dio, con un sì pieno e totale alla volontà del Padre. Nel mese di agosto del millenovecentoventiquattro è stata destinata alla casa salesiana di Valverde del Camino, in Andalusia. A Valverde ha svolto umili incarichi quotidiani tra la cucina, l'orto, il guardaroba e il servizio generoso in oratorio. Possedeva un temperamento forte e deciso, ma sapeva custodire un'umiltà profonda, una dolcezza infinita, una costante mortificazione e una resistenza instancabile nella fatica. Coltivava un'intimità sempre più profonda con Gesù, trovandolo nella preghiera silenziosa, nella contemplazione della natura e nella compagnia gioiosa delle bambine dell'oratorio. Viveva costantemente alla presenza di Dio e diventava spesso estatica davanti al Tabernacolo con Gesù Eucaristico esposto. Parlava alle fanciulle di Gesù Crocifisso, della Madonna, delle missioni e del Paradiso, attirandole a Dio con la sua parola ispirata. Le fanciulle la cercavano continuamente, irretite dal fascino discreto della sua santità.
La sua vita a Valverde è stata accompagnata da prodigi e fatti straordinari che la tradizione riferisce con stupore. Un giorno ha tranquillizzato con dati precisi e sconcertanti una madre disperata che aveva un figlio in guerra in Marocco. In un momento di necessità, ha fatto scaturire miracolosamente l'acqua da un pozzo che risultava completamente asciutto. Ha impedito alla pioggia di cadere su una povera casa in costruzione, salvaguardando il lavoro e i materiali del proprietario. Un'altra volta, recatasi nel pollaio, ha trovato uova che un istante prima le altre suore non erano riuscite a trovare. Era profondamente innamorata della Madonna, invocata con amore filiale come Immacolata e Ausiliatrice secondo gli insegnamenti di San Giovanni Bosco. Ha diffuso instancabilmente la pratica della schiavitù d'amore alla Vergine secondo gli insegnamenti del Montfort, promuovendo la consacrazione mariana a Valverde, a Cantalupo e in molti altri paesi. Ha diffuso con zelo il rosario delle Sante Piaghe di Gesù per invocare la salvezza della Spagna alla vigilia della rivoluzione comunista. Nel millenovecentotrenta ha emesso i voti perpetui, consacrandosi per sempre al Signore. Su invito della maestra delle novizie, ha tenuto una volta un discorso sull'amore di Dio caratterizzato da una sapienza al tempo stesso semplice e altissima. Sacerdoti e seminaristi si recavano regolarmente da lei a Valverde per consigliarsi su questioni spirituali importanti e decisive. La rivoluzione intanto avanzava inesorabile, bruciando i conventi e rendendo la vita estremamente dura per sacerdoti e credenti. Illuminata dallo Spirito di Dio, Eusebia ha previsto e annunciato l'arrivo di futuri martiri per la fede. Si è offerta generosamente come vittima espiatoria per la salvezza della Spagna, ammalandosi tempo dopo tale offerta e ricevendo la visita amorevole di sacerdoti, seminaristi, bambini e madri. Prima di morire ha affermato serenamente e con totale abbandono al Signore che il re avrebbe dovuto andarsene ma che poi sarebbe tornato e si sarebbe chiamato Juan Carlos.
Il transito e il ricordo liturgico
Eusebia Palomino ha concluso il suo pellegrinaggio terreno il dieci febbraio del millenovecentotrentacinque, all'età di trentasei anni, a Valverde del Camino, nella provincia di Huelva, in Andalusia. Prima della sua dipartita, la religiosa aveva predetto che durante la sua solenne sepoltura le campane della chiesa avrebbero suonato a festa. E così è avvenuto puntualmente: all'uscita del feretro dalla chiesa, le campane hanno iniziato a suonare da sole, intonando l'alleluja pasquale in un clima di profonda commozione collettiva. La Famiglia Salesiana ne fa memoria liturgica il nove febbraio di ogni anno, ricordandone la purezza e l'eroismo quotidiano. La sua figura rimane impressa nella storia della Chiesa come modello luminoso di dedizione ai piccoli e di abbandono fiducioso nelle mani del Padre.
La vita
La storia della Beata Eusebia Palomino Yenes inizia a Cantalpino, in Spagna, dove nasce nell'anno 1899. La sua esistenza si è snodata in una sequenza di atti di donazione silenziosa, culminata nell'ingresso tra le Figlie di Maria Ausiliatrice, avvenuto nell'anno 1921. Questo passo decisivo ha segnato l'inizio di un percorso di consacrazione che l'ha condotta, attraverso gli anni di formazione e di servizio a Salamanca e Valverde del Camino, a una dedizione sempre più radicale.
Il momento culminante della sua vita religiosa giunge nel 1930, quando emette i voti perpetui, suggellando per sempre il suo legame con il Signore. La sua spiritualità era caratterizzata da un tratto distintivo assai raro: il dono di presagire eventi storici futuri, tra i quali la successione di Juan Carlos, che ella seppe vedere con anticipo profetico. Tuttavia, il cuore della sua missione non risiedeva tanto in questi doni straordinari, quanto in una costante offerta di sé come vittima per la salvezza della Spagna, un paese che ella portava costantemente nelle sue preghiere e nel suo sacrificio quotidiano. La sua breve esistenza terrena si conclude a Valverde del Camino nel 1933, lasciando una scia di mitezza e di obbedienza che ancora oggi interroga chi si accosta alla sua storia con animo aperto e devoto.
Il culto
Il culto della Beata Eusebia Palomino Yenes si è consolidato nel tempo come segno di gratitudine per una vita spesa nell'umiltà e nell'obbedienza. La Chiesa, riconoscendo la santità del suo vissuto, l'ha innalzata agli onori degli altari, proclamandola Beata. La memoria liturgica della sua figura di religiosa trova posto nel calendario della Chiesa per mantenere vivo l'esempio di colei che ha saputo unire l'umile servizio domestico a una profonda dimensione mistica.
I fedeli che si rivolgono a lei trovano conforto nella sua intercessione, ricordandola come una sorella che ha saputo offrire la propria sofferenza per il bene comune. La sua vita, seppur breve, rimane un punto di riferimento per le Figlie di Maria Ausiliatrice e per tutti coloro che cercano, nella semplicità della vita consacrata, un modello di assoluta fedeltà al Vangelo e di amore per la propria patria.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Eusebia Palomino Yenes?
La memoria liturgica della Beata Eusebia Palomino Yenes viene celebrata il 9 febbraio.
Quali furono i principali incarichi di Eusebia Palomino come religiosa?
Come Figlia di Maria Ausiliatrice, Eusebia svolse umili incarichi tra cui la cucina, l'orto, il guardaroba e il servizio generoso nell'oratorio.
A Valverde del Camino presso Huelva nell’Andalusia in Spagna, beata Eusebia Palomino Yenes, vergine dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, che offrendo un insigne esempio di umiltà, senza alcuna ostentazione, ma con spirito di abnegazione raggiunse nei lavori più umili i vertici della grazia. — Martirologio Romano